La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Ciao, gioia ❤️

Ci sono persone con le quali si crea un immediato feeling.
Minuta, capelli sale e pepe, tagliati cortissimi per via delle innumerevoli chemio cui doveva sottoporsi, una vitalità eccezionale, Marina non passava certo inosservata.
La vita non era stata generosa con lei:  fin da ragazza era stata colpita da sclerosi multipla, una forma fortunatamente meno grave che non le impediva una vita normale. Poi il suo compagno di vita e di lavoro era morto con i suoi 3 bambini (che lei considerava come figli suoi) in un terribile incidente, causato da un camionista ubriaco, solo pochi giorni prima delle nozze. Si era ritrovata così senza il suo compagno, senza lavoro e pure senza casa, in quanto i parenti di lui non si erano fatti scrupolo di sfrattarla. Era quindi tornata a vivere con i genitori, finché 5 o 6 anni fa la diagnosi di un carcinoma,  iniziando così la trafila solita in questi casi: operazioni, chemio, ancora operazioni per l’asportazione del tumore, ancora chemio. Il cancro nonostante tutto aveva fatto metastasi.
Lei, coraggiosamente, viveva ogni giorno con il sorriso.
Ci si incontrava qui a Milano presso il banco-libri di un comune amico.
“Ciao, gioia” il suo saluto… E si chiacchierava del più e del meno, si rideva, si scherzava, quasi l’ombra della malattia non incombesse su di lei. Le traversie però non erano terminate : la malattia del padre, con il successivo decesso, e lei così fragile e nel contempo così forte, si sobbarcava interminabili viaggi tra casa, clinica in day hospital e casa di riposo per accudire il papà, poi a casa c’era la mamma, molto anziana pure lei. Come facesse a far tutto, non lo so. Morto il padre, altra tegola, lo sfratto, ma fortunatamente era riuscita ad avere l’assegnazione di una casa popolare.
A causa del trasloco a settembre non era stato possibile incontrarci, però ci sentivamo spesso su whats app, qualche notizia, qualche vignetta, qualche battuta,
abbracci, baci…
Poi un’ultima triste notizia nella quale mi avvisava di essersi aggravata, di non chiamare perché si sarebbe fatta sentire lei.
Poi il silenzio… Dai primi di dicembre. 
Ora qui  a Milano abbiamo chiesto notizie anche al nostro comune amico, ma anche lui non sapeva nulla, e solo in quel momento abbiamo realizzato che nessuno sapeva il suo cognome. Una speranza c’era, pur se flebile, ma volevamo avere la certezza.
Ci siamo quindi recati presso la clinica dove faceva la chemio, e lì una cortese assistente ci ha confermato il decesso, anche se non era avvenuto il quella struttura, e ci ha pure comunicato il cognome. Tramite una ricerca, ho potuto appurare che era morta pochi giorni dopo il messaggio che mi aveva mandato, e la tristezza è calata di colpo.  Ora vorrei rintracciare la mamma, se mi sarà possibile.
Ciao, gioia, spero che adesso tu possa avere la serenità che ti è mancata in vita.
L’unico rimpianto è non averti potuto abbracciare un’ultima volta e di non avere neppure una tua foto. 😢

2 Risposte

  1. Non so che dire… A volte sembra che la vita si accanisca su alcune persone, ma dal tuo racconto Marina ha dato prova di una forza straordinaria… sono sicura che nonostante tutto è andata via serena, e lo sarà sempre ❤

    Piace a 1 persona

    19 febbraio 2020 alle 08:31

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