La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 25 dicembre 2019

Canto di Natale…a modo mio

Vorrei ritornasse il primo Spirito del Natale, quello dei Natali passati.
I Natali con la neve, con le strade sfolgoranti di luci, con gli alberi addobbati (bene o male non importa) con fragili palline di vetro, le ghirlande sulle porte d’ingresso, le musiche di Stille Nacht o White Christmas in sottofondo, il presepe con il muschio vero e il laghetto fatto con lo specchio, i regali ammucchiati sotto l’abete che profumava ancora di resina, gli occhi dei miei figli che li scartavano con gioiosa impazienza, tutti intorno alla tavola apparecchiata con la tovaglia rossa ed il servizio buono, noi, i figli e i miei genitori. Il profumo dei cibi quando ancora non c’erano problemi di colesterolo, l’aroma delle bucce d’arancio sulla stufa…
Ogni abitazione era un piccolo, gioioso mondo a sé: addobbi, luci, profumi dai quali percepivo chi abitasse in quell’appartamento.

Ora guardo dalla finestra e mi accorgo che non è più il natale di un tempo.
Forse perché nel condominio e nel cortile di fronte non ci sono più bambini e abitano molti extracomunitari per i quali Natale è un giorno come un altro.
Su nessuno dei balconi, su nessuna finestra risplendono le lucine intermittenti, presso i bidoni dei rifiuti si vedono pochissime scatole vuote, nastri ed incarti di regali.
Nessun profumo particolare di arrosti e paste al forno, pastiere o torte Sacher, o semplici panettoni messi a scaldare quell’attimo necessario per esaltarne il profumo.
Neve neppure a parlarne, solo una spruzzata sulle montagne circostanti.
I figli sono lontani, hanno la loro vita, com’è giusto che sia: un augurio per telefono, qualche messaggio, un abbraccio da lontano.
Siamo rimasti solo noi due, e questo è il regalo più bello.
Buon Natale, amore mio.

 


Il vecchio Natale

Mentre la neve fa, sopra la siepe,
un bel merletto e la campana suona,
Natale bussa a tutti gli usci e dona
ad ogni bimbo un piccolo presepe.

Ed alle buone mamme reca i forti
virgulti che orneran furtivamente
d’ogni piccola cosa rilucente:
ninnoli, nastri, sfere, ceri attorti…

A tutti il vecchio dalla barba bianca
porta qualcosa, qualche bella cosa.
e cammina e cammina senza posa
e cammina e cammina e non si stanca.

E, dopo avere tanto camminato
nel giorno bianco e nella notte azzurra,
conta le dodici ore che sussurra
la mezzanotte e dice al mondo: È nato!

 

Marino Moretti