La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

A Women’s Sonnet

(dedicato ad Alfred Blunt)

I

Se potessi rivivere il passato
e scegliere tra il bene e il male
accetterei gioia e dolore
o ardirei sperare di non avervi mai incontrato?
Sopporterei di perdere quelle ore felici
quando l’amore nacque inatteso e inconfessato:
quel giorno d’estate quando un bacio improvviso
ci destò rivelandoci il nostro segreto?
Non lo farei. Nemmeno per sfuggire al dolore,
al dubbio e al tormento che mi assalirono,
mentre mi dibattevo invano tra la mia coscienza e voi
finché allo stremo, priva di forze,
compresi che voi o l’amore o il fato
mi avevate conquistato e ogni rimpianto era vano.

II
Mio unico amore non ve ne andate ora!
Lasciate che vi tenga la mano ancora.
E’ troppo presto per chiedermi di dimenticare
troppo presto perché io sia bandita dalla gioia.
Il futuro che ho dinanzi è tenebra,
spero solo di cancellare il passato.
Quando siete vicino e vedo il vostro viso
su di me splende il sole, eterno è il giorno.
Ma il tempo e il fato avvicinano l’ora del nostro addio
ché ben so il vostro amore non durerà –
ma forse allora sarò diventata forte,
più forza e volontà per seppellire il passato!
Ah! Amatemi un istante ancora
questo solo vi chiedo, questo piccolo dono.

III
Dov’è l’orgoglio per cui un tempo venivo biasimata?
L’orgoglio che mi faceva andare a testa alta?
Chi lo crederebbe, vedendomi così domata
a supplicare menzogne prostrata ai vostri piedi–
a implorare l’amore che ora è tutta la mia vita –
a elemosinare una parola da affidare alla memoria,
a invocare un segno che fermi il mio profondo dolore,
a chiedere una carezza che mi addolcisca il sonno –
a baciare a testa bassa il suolo
calpestato da colui che amo,
dominata e guidata da quella voce il cui suono
mi è più caro della voce di Dio.
E tutto il tempo sapere che un giorno buio
freddo e distante voi mi lascerete.

IV
Se arrivasse quel giorno ingrato e il mondo
conoscesse il mio intimo segreto tanto nascosto,
e gettasse insulti e scherni sul mio capo basso,
svelato il mio amore e la vergogna,
io non potrei, come certe donne sono solite fare,
schernire lo scandalo e col tempo dimenticare:
non potrei, sapendo che è tutto vero,
levare il capo e sfidare le dicerie della gente.
Non ho il coraggio per simili trucchi e inganni,
né provo a ostentare un nome disonorato.
E’ tale ancora il ricordo dei primi giorni
e tale il terrore di quell’onta meritata
che quando quel giorno verrà, con un solo urlo disperato,
morrò invocando il perdono dei miei peccati.

V
Che importa quanto mi costerà, vi dico addio,
non vi vedrò, non vi parlerò ancora.
Se le pene dell’inferno spettano a qualcuno qui in terra
mia sia la tortura, mio il dolore.
E se la mia vita divenisse inutile, inerte e vuota,
se la mia ultima speranza d’amore si frantumasse?
Meglio che rischiare il disonore di colei
che in fasce mi tenne in braccio.
non ho il diritto di recare un simile dolore
alle vite di chi mi ha amato,
nessun diritto di turbare i defunti nella ritrovata pace
svelando il mio peccato e il totale degrado.
Cerco la loro pace, e nonostante nel mio animo dimori
l’ardua lotta, io non cederò.

Lady Augusta Gregory

 

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