La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

La valisa

Treno in ritard:
faseva giamò scur
e piovisnava.
Soll, in mezz a la calca da on para d’or,
sott a la pensilina 
specciavi sui duu pee
che te rivavet.
Frecc in di oss, 
scighera denanz ai oeucc
e tuff d’oli brusaa,
de carisna e de ruff.
Senza guant, i mè did 
eren come de giazz 
compagn di mè penser
e ‘l nas el gottonava
de trombin guast.
Ma quand speravi pù,
l’è tornaa ‘l so
e ‘l coeur s’è slargaa foeura 
sul fà d’on fior
giapponés
pocciaa in acqua:
sul carell di facchin 
l’avevi vista,
la toa valisa.

(Pier Gildo Bianchi)

Treno in ritardo: 
faceva già scuro 
e piovigginava. 
Solo, in mezzo alla calca, da un paio d’ore, 
sotto alla pensilina 
aspettavo sui due piedi 
che tu arrivassi. 
Freddo nelle ossa, 
nebbia davanti agli occhi,
puzzo d’olio bruciato, 
di fuliggine e di sudiciume. 
Senza guanti, le mie dita 
erano come di ghiaccio 
come i miei pensieri 
e il naso gocciolava 
come un rubinetto guasto. 
Ma quando non speravo più, 
è tornato il sole 
e il mio cuore si è allargato 
come un fiore
giapponese 
messo nell’acqua: 
sul carrello dei facchini 
avevo riconosciuto
la tua valigia.

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