La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Calcolo elegiaco

Quanti di quelli che ho conosciuto
(se davvero li ho conosciuti),
uomini, donne
(se la divisione resta valida),
hanno varcato questa soglia
(se è una soglia),
hanno attraversato questo ponte
(se può chiamarsi ponte) –
Quanti dopo una vita più o meno lunga
(se per loro fa ancora differenza),
buona, perchè è cominciata,
cattiva, perchè è finita
(se non preferiscono dire il contrario),
si sono trovati sull’altra sponda
(se si sono trovati e se l’altra sponda esiste) –
Non mi è data certezza
della loro sorte ulteriore
(sempre che sia una sorte comune
e ancora una sorte) –
Hanno tutto
(se la parola non è riduttiva)
dietro di sè
(se non davanti a sè) –
Quanti di loro sono saltati dal tempo in corso
e svaniscono sempre più mesti in lontananza
( se ci si fida della prospettiva) –
Quanti
(se la domanda ha senso,
se si può arrivare alla somma finale
prima che chi conta aggiunga se stesso)
sono caduti nel più profondo dei sonni
(se non ce n’è di più profondi) –
Arrivederci.
A domani.
Al prossimo incontro.
Questo non vogliono più
(se non vogliono) ripeterlo.
Rimessi a un infinito
(se non diverso) silenzio.
Intenti solo a quello
(se solo a quello)
a cui li costringe l’assenza.

Wislawa Szymborska

 

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