La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Idioma remoto

Questo tremore,questo profumo,
Questa memoria convertita in freccia,
Il mio pianto di bambino in un angolo di metropolitana,
Questa lucciola addormentata nel mio ombelico
Mentre il dorso della notte schiva
Le frustate dell’alba,
Questa paura con i suoi tentacoli neri
Che mi fa prigioniero nella culla
Contro un mare di pesci furiosi,
Questo canto di nonna,
Questo lamento del borgo spellato dal sole,
Questa paziente arena che aspetta da secoli una goccia d’acqua,
Il fruscio della gonna inamidata della cameriera rinsecchita,
Il triste sguardo dell’asino che trasporta i gelati alla cannella,
Le onde che esplodono contro le rocce disgregandosi in parole
Di un idioma remoto,
Questo odore acido e dolce delle ascelle di mio padre,
Dove io incrostavo le mie narici per inalare
Un eden che mi convertiva in statua d’oro
Le lame d’aria gelida che al crepuscolo
Scendevano dalle montagne per tagliare i miei sogni in pezzi.
Questo rotolare verso l’abisso dell’aldilà e mai,
Sentire il decollo del passato,
Atterrare in un corpo di adulto,
Sostenere il peso di tanti gesti,
Ma nel bunker cardiaco conservare il bambino,
Come un’ostia vivente,come un canarino bianco,
Come un diamante degno,come una lucidità senza pareti,
Porte e finestre aperte
Da cui attraversa il vento,solo il vento,
Niente più che il vento.

Alejandro Jodorowsky

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