La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Reddito di cittadinanza

Non sono tra quanti dicono che tutti i meridionali non hanno voglia di lavorare, denigrerei mio padre ad esempio, però c’è qualcosa da considerare.
Ero bambina, andavo ancora alle elementari e la maestra ci parlava della Cassa del Mezzogiorno. Per decenni il sud è stato foraggiato, la Cassa del Mezzogiorno ha solo cambiato nome (Agenzia per la promozione e lo sviluppo del Mezzogiorno), poi è subentrato il diretto intervento del Ministero delle Finanze, ed i soldi al sud hanno continuato ad affluire, solo che sono stati spesi per clientelismi vari invece che per gli investimenti produttivi, e per favorire amici ed amici degli amici.

Sono quindi quasi 70 anni che perdura questa situazione ed è servita a ben poco.
Di questo la colpa è dei meridionali che hanno continuato a votare chi manteneva questo sistema.
Poi, chissà perché, se al sud le elezioni le vincono i partiti di CDX c’è lo zampino della mafia, le vincono i grillini ed è tutto OK.
Qualcosa non mi torna.

6 Risposte

  1. Novembre 2017: la Sicilia elegge Musumeci, marzo 2018 svolta M5*: è normale? Si è normale, da parte di chi sottostà al ricatto economico e quando si sente libero di agire si vendica votando non “per” ma “contro”, il voto è un’arma migliore dei “forconi”.

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    9 marzo 2018 alle 07:44

    • Certo, ma non se con queste manovre si affossa il paese.

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      9 marzo 2018 alle 08:40

      • Non dimentichiamo che i BTP emessi nel 2010/2011 avevano un tasso di sconto tra il 9 e l’11% e che un debito al tasso del 9% raddoppia dopo 7 anni: se il nostro debito pubblico non è raddoppiato qualcosa di positivo c’è stato. Certo son dati tecnici e nessuno durante la campagna elettorale ha messo il dito su questo punto.

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        9 marzo 2018 alle 12:44

        • il Quantitative Easing ha abbassato molto gli interessi passivi…una volta che cessa, prevedo guai grossi.

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          9 marzo 2018 alle 18:56

          • Il grosso del problema non è quando cessa il QE ma se si perde il controllo dell’inflazione. La recente crisi è stata essenzialmente deflazionistica, e quanto acquistato dalla BCE ha un tasso negativo dello 0,4%. Presto il QE cesserà e tutto sta in quanta inflazione si voglia gestire. L’orientamento della BCE è per l’1,7-2% nel prossimo triennio mantenendo la barra del 3% di riduzione del debito pubblico. Senza una considerevole diminuzione della spesa, con il reddito di cittadinanza e altre sparate elettorali, l’obiettivo non verrebbe rispettato e a maggiori richieste di prestito con minori garanzie di rimborso, farebbero eco maggiori oneri per interessi: la Grecia ultimamente si è allontanata, ma rimane sempre tra i 3 e i 6 mesi di distanza.

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            9 marzo 2018 alle 23:26

      • Certo il rischio c’è perché non si sa a che gioco vogliano giocare i 5*, al momento sono attendisti ma alcune cose cominciano a venir fuori, ad esempio la loro riforma delle pensioni è orientata al calcolo contributivo pro rata ma non esplicitano se solo per le future o se estendibile anche a quelle in essere. Se così fosse i fondi per il reddito di cittadinanza li recupererebbero ma con un forte conflitto socio-generazionale.

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        9 marzo 2018 alle 22:11

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