La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 15 febbraio 2018

C’erano una volta…

parole come “educazione” e “rispetto”: per le donne, per gli anziani, per chi insegnava, per i soggetti più deboli e/o meritevoli, ma forse erano solo favole, perché ora queste parole non hanno quasi più significato. 
Sempre più spesso si legge di episodi incresciosi che accadono nell’ambito scolastico: oltre agli infami episodi di bullismo, anche di aggressioni ai docenti non solo da parte dei genitori ma anche di studenti delle superiori ed ora perfino da parte di un ragazzino delle medie inferiori, appena undicenne.
Ora non pretenderei che si tornasse ai miei tempi, quando ci si alzava all’ingresso dell’insegnante in classe per salutarlo (che sarebbe comunque un’ottima cosa), ma già nelle famiglie sarebbe indispensabile insegnare ai ragazzi che i docenti vanno rispettati.
Purtroppo i primi a disattendere questo atteggiamento sono proprio i genitori che difendono i figli sempre e comunque, qualunque fesseria abbiano combinato. Figli che si sentono appoggiati e protetti, quindi autorizzati ad agire in maniere che spesso sconfinano nel reato penale.
La buona scuola renziana ha dato soldi ai diciottenni , che in parte li hanno utilizzati per presenziare ad “alti eventi culturali” tipo il concerto di Laura Pausini (!), [grazie “ALLE” 500 Euro”, come ha scritto un diplomando … Sarebbe stato meglio avesse investito quei soldi in vocabolari e testi di grammatica], soldi che erano solo un incoraggiamento ai neo maggiorenni a votare per il suo partito.

 

Però non ha investito un centesimo per corsi di educazione civica, dove si insegni non solo la nostra Costituzione (la più bella del mondo…), ma anche riguardo verso le altre persone e le cose comuni.
Però poi leggo di ragazzi che compiono con naturalezza atti davvero eroici, come quel diciottenne che non ha esitato a scendere tra le rotaie della metropolitana per salvare un bimbetto sfuggito alla mamma…e la speranza che tutto possa essere recuperato rinasce.

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120 anni fa…la nascita di un mito


Faccia a faccia

In febbraio la vita era immobile.
Gli uccelli non volevano volare e l’anima
grattava il paesaggio come una barca
gratta il pontile cui è ormeggiata.

Gli alberi mi voltavano le spalle.
La profondità della neve si misurava dai morti fili d’erba.
Le tracce in superficie invecchiavano.
Sotto un telo la lingua moriva.

Un giorno giunse qualcosa alla finestra.
Il lavoro si arrestò ed io alzai lo sguardo.
I colori ardevano. Tutto si voltò.
La terra ed io balzammo l’una contro l’altro.

Tomas Tranströmer