La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 8 febbraio 2018

Noterella

C’è la responsabilità e responsabilità: c’è quella di chi spara a casaccio sulla gente, tentando di colpire extracomunitari, ed è chiaramente una responsabilità di tipo penale che Traini pagherà sicuramente, e c’è una responsabilità di tipo politico, di chi ha fatto sì che questo caso si verificasse e che rimarrà esente da condanna.

La gente comune si sente in qualche modo minacciata da questa invasione, che vogliono farci credere sia solo “percepita” e non reale. Ci hanno convinto che accogliere tutti sia stato inevitabile, che questo sia il futuro ineludibile, ma forse gli autori di tutto ciò non vedono come le nostre città siano cambiate, sfregiate dal degrado, con l’insicurezza che diventa giorno per giorno sempre più manifesta e tangibile.

Ci vengono a dire che dobbiamo costruire ponti e non muri e che il terrorismo – fortunatamente non ancora arrivato in Italia, chissà perché – non deve in alcun modo cambiare il nostro stile di vita. Però nel frattempo le città vengono blindate con blocchi di cemento, specie nei posti sensibili, come mercatini, centri commerciali, chiese importanti, aeroporti, stazioni… Io non vorrei muri, nelle nostre città: vorrei solo che ci fossero luoghi dove vivere tranquillamente perché chi entra è stato preventivamente controllato. Ci dicono pure che i rimpatri costano troppo, quando basterebbe utilizzare buona parte dei soldi che destiniamo all’accoglienza, e saremmo ancora in credito…

Ascolto Di Maio e non so se ridere o piangere quando attribuisce la colpa dell’immigrazione a Berlusconi per aver firmato il trattato di Dublino (sorvolo sul fatto che il grillino abbia invece detto trattato di Berlino, ma come già sappiamo i pentastellati in geografia non sono molto ferrati, basti leggere come Grillo abbia paragonato Lagos – che NON è la capitale della Nigeria – a Las Vegas, con mare, spiagge e palme ignorando che Las Vegas è situata in pieno deserto): mi chiedo allora perché il M5S abbia firmato a favore dell’abolizione del reato di clandestinità e per l’accoglienza senza alcun limite ai minori non accompagnati. Senza contare poi che per conoscere la storia del trattato di Dublino basta consultare Wikipedia.

Il “sistema di Dublino” fu istituito dalla omonima Convenzione di Dublino, firmata a Dublino (Irlanda) il 15 giugno 1990, ed è entrato in vigore il successivo 1º settembre 1997 per i primi dodici stati firmatari. (…) Il regolamento di Dublino II (regolamento 2003/343/CE) fu adottato nel 2003 e sostituì la convenzione di Dublino in tutti gli Stati membri dell’UE”

Nel 1990 al governo c’era Andreotti. La firma nel 1997, quando il trattato entrò a regime, fu quella di Prodi. Nel 2003 il trattato, su richiesta della Danimarca, venne commutato nella “convenzione di Dublino”: Berlusconi chiese allora che ai richiedenti asilo venissero prese le impronte digitali per l’identificazione, ma tutte le nazioni europee si opposero, per non parlare dei nostri politicanti di sinistra…Nel 2003 poi la situazione era molto differente da ora, situazione precipitata nel 2011 con l’attacco alla Libia, voluta dalla Francia e caldeggiata da Napolitano, che costrinse Berlusconi ad intervenire. Oggi, dopo tanti anni, tutto è peggiorato, però si assiste alla sparata della Bonino che auspica un ingresso di 500mila immigrati all’anno, giudicandoli adatti SOLO alla raccolta dei pomodori (lei, quella che NON si considera razzista), e lo stesso dicasi di Massimo D’Alema, che continua a ripetere come un mantra la frase che gli immigrati ci pagheranno le pensioni, che fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare (badanti le donne e i soliti raccoglitori di pomodori gli uomini) e cita ad esempio la Germania che ha accolto un milione di siriani istruiti (e nonostante ciò pure i tedeschi hanno avuto grossi problemi) ricollocandoli nel mondo del lavoro; poi, contraddicendosi, ci invita a fare altrettanto, perché se scegliamo i più istruiti, chi mai raccoglierà i pomodori nei nostri campi?


3 – Trowbridge Street

Le porte si aprono e si chiudono da sole
L’aria
entra ed esce dalla nostra casa
L’aria
parla da sola quando parla con te
L’aria
senza nome nel corridoio interminabile
Non si sa chi c’è dall’altro lato
L’aria
gira e gira nel mio cranio vuoto
L’aria
trasforma in aria tutto quel che tocca
L’aria
con dita d’aria dissipa quel che dico
Sono aria che non guardi
Non posso aprire i tuoi occhi
Non posso chiudere la porta
L’aria è diventata solida

 

Octavio Paz