La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Punti di vista

Attilio Fontana parla di difendere la razza bianca a rischio di estinzione a causa dell’immigrazione e viene ovviamente considerato razzista in quanto appartiene alla Lega.

Però se Stefania Prestipino parla di sostegno economico alle mamme per difendere la nostra razza, va tutto bene.

Già, ma LEI, è del PD.

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4 Risposte

  1. Fontana si fa capire benissimo dai suoi ascoltatori su Radio Padania, particolarmente dall’elettorato rurale del suo varesotto (ma forse anche da qualche varesino). Infatti dice subito etnia poi, sapendo che a Cazzago Brabbia non afferrano il concetto e neppure il significato, dunque ribadisce con razza, pur sapendo benissimo che di razza esistono quella umana e quelle delle specie animali. Conosco abbastanza la zonae Il detto più frequente che ho ascoltato è ” Una faccia, una razza”.
    Non ho frequentato molto gli autoctoni, perché i locali qui non si fanno frequentare molto, al primo che mi dice che i genovesi sono tirchi e chiusi gli faccio fare prima un giro nei bar dell’Appennino ligure, poi lo porto nei bar (dove li troviamo) ai laghi, per un’autonoma comparazione.

    l’Italia non è tutta uguale e di conseguenza non lo è l’elettorato per estrazione geografica, sociale, culturale e non c’è da stupirsi che gli imprenditori politici facciano la loro (sporca, poco nobile) campagna elettorale (perenne).
    Per questo urge sempre di più un’alfabetizzazione massiccia e un sistema scolastico degno di questo nome.
    Per dare strumenti alle persone e per non farsi strumentalizzare.

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    16 gennaio 2018 alle 14:47

    • Come ho scritto parecchio tempo fa, ed è una mia personale opinione, razzismo è il sentimento di chi si sente SUPERIORE a qualcuno per una sua propria caratteristica, che non necessariamente consiste nel colore della pelle, ma può comprendere anche le diversità relative alla religione, al sesso, all’orientamento sessuale, allo stato di salute, all’istruzione e così via.
      Nelle parole di Fontana non ho notato alcun riferimento ad una presunta superiorità della “razza”. Basta sostituire a questa parola il termine “popolazione”, e diventa tutto più chiaro e lineare. Credo che sia sotto gli occhi di tutti che ci sia in atto una invasione incontrollata di gente che fa fatica o non vuole proprio integrarsi con la nostra civiltà. Fontana ha semplicemente espresso il timore che sotto questa spinta migratoria, la popolazione autoctona si estingua: timore non infondato, visto che in varie scuole ormai il numero degli studenti stranieri supera quello dei nativi. Ed esiste pure il pericolo che le nostre condizioni di vita, costruite con il sudore di nonni e genitori, vengano annullate per provvedere ad una massa enorme di persone che giungono qui in cerca di un Eldorado che non esiste, anche se qualcuno glielo ha fatto credere.
      Mi sembra di capire che tu voglia un’alfabetizzazione massiccia dei leghisti rudi ed ignoranti…Il varesotto lo conosco abbastanza bene pure io, avendo un’amica che frequentiamo spesso sulla sponda lombarda del lago Maggiore, e posso assicurarti che non sono tutti grezzi, beceri e poco istruiti, quindi non è necessario rivolgersi loro quasi fossero dei minus habentes. Però, come si dice, parlare chiaro è la cosa migliore affinché tutti capiscano, dall’ignorante al letterato plurilaureato.
      Pure io non sono una cima, la mia istruzione si ferma al diploma e nemmeno delle materie classiche, ma della ragioneria, però non credo di aver bisogno di una massiccia dose di alfabetizzazione: le cose le so discernere da me. La mia idea me la sono formata da tempo e, più che alle parole, sono attenta ai fatti.

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      16 gennaio 2018 alle 18:03

      • Aggiungo che, da anni, la “scolarizzazione delle masse” che una volta si faceva anche attraverso la TV pubblica è stata oggi delegata alle tribune politiche in televisione e sui social.
        Non si può delegare la scolarizzazione alle tribune politiche, perché la scolarizzazione dovrebbe servire a interpretarle quelle tribune politiche, sulla base dei FATTI che devono essere spiegati.
        Le tribune politiche, per definizione, esprimono opinioni su FATTI
        Quest’arena, questo cianciare continuo non fa altro che confondere le persone, che infatti si rifugiano dentro le proprie opinioni già consolidate. Non esistono più “issue voters” in questo senso, ma votiamo in base all’appartenenza, cioè cerchiamo le notizie e i politici che ci confermano quello che pensiamo già.
        Ovviamente questo è solo un mio parere.

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        16 gennaio 2018 alle 21:14

        • Piuttosto arduo il confronto tra la scolarizzazione delle masse attraverso la televisione – fatta dall’ottimo maestro Alberto Manzi che si rivolgeva ad un pubblico di analfabeti – con le tribune politiche. Aggiungo: magari ci fossero ancora le tribune politiche di una volta, con TUTTI i contendenti che si confrontavano assieme sui vari temi, e che oggi sono state sostituite dai talk show, mere vetrine per apparire e niente altro, almeno nella maggioranza dei casi. Però consideriamo che per chi vuole davvero informarsi non c’è soltanto la televisione. Giornali ed internet credo siano fonti differenziate per attingere varie notizie su quanto ci circonda.

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          16 gennaio 2018 alle 22:56

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