La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Siamo alla frutta

Il prezzo del sacchetto… è una tassa, ossia il corrispettivo per un servizio reso? Oppure un’imposta, ossia un prelievo forzoso per rimpinguare le casse statali? Resta il fatto che non è nessuna di queste due.
L’imposta dovrebbe essere commisurata alla capacità contributiva del soggetto, la tassa no, quindi il “corrispettivo per il servizio reso” (?) dovrebbe gravare su tutti, a parità di servizio, in eguale misura. Perché allora in alcuni supermercati il sacchetto costa solo 1 centesimo (Esselunga ad esempio), mentre in altri ne costa addirittura 5? Poi ci sono catene che vanno oltre, REGALANDO ai consumatori i sacchetti di CARTA: questo sì che è un aiuto all’ecologia.
Oltretutto non è ben chiaro se il prezzo del sacchetto andrà nelle casse dello stato o in quelle del supermercato (in ogni caso lo stato incasserà l’IVA sull’incasso della vendita dei sacchetti).
Inoltre non si potranno più mettere due o più generi di ortofrutta in un solo sacchetto, appiccicandovi i relativi scontrini, anzi, peggio, lo si potrà fare, ma ciascuno scontrino varrà comunque un sacchetto, indipendentemente dal numero dei sacchetti. Quindi se un consumatore volesse preparare un minestrone e in un solo sacchetto imbustasse 2 carote, 2 patate, 1 cipolla, un gambo di sedano ed una zucchina si vedrà conteggiare ben 5 sacchetti pur utilizzandone solo uno.
Questi legislatori stupidi non si rendono conto che la gente o si rivolgerà agli ortolani oppure acquisterà prodotti già confezionati.
In questo ultimo modo ovvio che la plastica, quella vera, non biodegradabile, aumenterà a dismisura. Pensiamo alle retine per le arance, ai vassoi in polistirolo ancora molto diffusi, ai fogli di plastica trasparente (domopak) che avvolgono detti vassoi, le buste che contengono insalata, prezzemolo ed altro.
Stupidi senza cervello.
E meno male che LORO, gli idioti, pensano all’ecologia.
Poi c’è tanta gente che si diverte prendendo per i fondelli chi ha stigmatizzato la nuova tassa sui sacchetti biodegradabili: per costoro siamo tutti dei cialtroni che spendono per tutto e poi si lamentano di un centesimo “che è pure giusto perché mette la parola fine alla plastica”.
Che uno stato non certo galantuomo, per non dire ladro (incassa tasse anche dai terremotati e non paga i suoi debiti a molti che hanno lavorato per appalti regolari) mi imponga l’ennesima gabella proprio non lo sopporto, anche se è solo un centesimo, per una questione di principio. Tutte queste tasse fanno schifo, siete contenti di pagarne di nuove?
Non auguro a chi prende per i fondelli per via del centesimo di avere un parente pensionato o una madre vedova da aiutare economicamente perché hanno una pensione da 500€: loro sì che guardano al centesimo, loro sì che si portano i sacchetti da casa per risparmiare e magari butterebbero pure un occhio nella spazzatura del supermercato per recuperare qualcosa di commestibile, come fanno tanti anziani poveri.
Zitti e muci.

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2 Risposte

  1. Mi sembra di essere peggio che alla frutta… alla frutta marcia…

    Liked by 1 persona

    3 gennaio 2018 alle 18:05

  2. Falsità e stupidaggini solo per imbecilli che abboccano. Ecco come siamo messi. Buona giornata mia cara. Isabella

    Liked by 1 persona

    8 gennaio 2018 alle 11:02

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