La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 9 dicembre 2017

Il reato che non c’è

Per favore, non paragonate Reina a Dell’Utri. Il primo efferato assassino, il secondo il galera per un reato che praticamente non esiste, quel “concorso ESTERNO in associazione mafiosa” mai chiaramente definito, ed applicato anche ad una persona di alta levatura come Bruno Contrada che ha aspettato quasi un decennio prima di essere assolto, come da sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo. Un reato talmente “inesistente” tanto che si deve applicare il “combinato disposto” tra i due articoli 416bis (associazione mafiosa) e l’art.110 (concorso nel reato).

Già il reato di associazione mafiosa prevede la colpevolezza non di aver commesso uno specifico reato, ma solo per il fatto di appartenere ad una associazione criminale. Quindi è un reato indiretto. Come si può applicare ad un reato indiretto cioè basato sulla colpevolezza a causa di un sodalizio, di un favoreggiamento, una ulteriore connessione indiretta? Non si può essere un po’ mafiosi: o si è mafiosi o non lo si è. Tempo addietro Pisapia ha provato a definire i termini del reato di concorso esterno, definendolo come il comportamento di “chi favorisce consapevolmente con la sua condotta un’associazione di tipo mafioso o ne agevola in modo occasionale l’attività”. Poche parole, semplici ed esaustive, che però non sono state recepite.
Il concorso esterno e’ un reato unicamente valutativo, in quanto può essere attribuito senza la minima prova, ma solo dalla interpretazione che un giudice fa dei comportamenti perfettamente leciti di una persona. (E qui entra in ballo la solita storia della discrezionalità della magistratura, una storia che sarebbe ora avesse finalmente termine). Il concorso esterno in associazione mafiosa è semplicemente un obbrobrio giuridico perché una persona può aver conosciuto un mafioso in circostanze lecite ed aver fatto un lavoro lecito per lui ( ad esempio il progetto di una abitazione) ed essere valutata ” mafiosa esterna” da un giudice. Un abominio giuridico che, praticamente, è stato utilizzato per colpire avversari politici.

Altre persone gravemente ammalate, in età -allora – assai più giovane di dell’Utri , hanno potuto beneficiare degli arresti domiciliari. Si pensi a Sofri o a Bompressi…ma loro ovviamente erano di sinistra. A pensar male si farà peccato, ma spesso ci si azzecca.


Pioggia d’autunno

Vorrei, pioggia d’autunno, essere foglia
che s’imbeve di te sin nelle fibre
che l’uniscono al ramo, e il ramo al tronco,
e il tronco al suolo; e tu dentro le vene
passi, e ti spandi, e si gran sete plachi.
So che annunci l’inverno: che fra breve
quella foglia cadrà, fatta colore
della ruggine, e al fango andrà commista,
ma le radici nutrirà del tronco
per rispuntar dai rami a primavera.

Vorrei, pioggia d’autunno, esser foglia,
abbandonarmi al tuo scrosciare, certa
che non morrò, che non morrò, che solo
muterò volto sin che avrà la terra
le sue stagioni, e un albero avrà fronde.

ADA NEGRI