La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Chi è causa del suo mal…

Il neo segretario del Pd, Matteo Renzi, raggiunge a piedi la Stazione Termini per andare a prendere il treno che lo porterà a Firenze al termine della prima riunione di presidenza del Partito Democratico, Roma, 11 dicembre 2013.
ANSA/ANGELO CARCONI

Lo scorso anno Matteo Renzi aveva promesso che in caso di vittoria dei NO si sarebbe ritirato dalla politica. Non lo ha fatto, anzi ha continuato imperterrito a muovere i fili dalla sua posizione di leader del partito, anche se non amato nemmeno da buona parte dei suoi.
Si fosse veramente ritirato, adesso potrebbe attribuire la débacle del PD alle regionali in Sicilia (cui seguirà anche quella alle prossime politiche) a chi gli fosse eventualmente succeduto e tentare di risalire la china, ma volendo restare sempre incollato alla seggiola, ora non può che incolpare se stesso. Adesso cerca di non scivolare sempre più in basso, auspicando alleanze improponibili con chi lo ha lasciato e dicendo che il leader è comunque e sempre lui.

Troppo tardi.

Politicamente adesso è una salma che cammina.

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