La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 12 settembre 2017

Stupro

Siamo in un paese strano dove una pacca sul culo è considerata violenza sessuale. Ai miei tempi (ahimè, cosa mi tocca dire 😀 ), se si riceveva una pacca sul culo si rispondeva con un ceffone ben assestato e la cosa finiva lì. Da ragazzina tredicenne, oggetto della famigerata “mano morta”, dopo averla subita sull’autobus per un paio di volte dal medesimo immondo individuo, il terzo giorno mi sono munita di uno spillone trafiggendo l’arto del suddetto maialone, senza bisogno dell’aiuto di nessuno. Ed il porco, almeno con me, non ci ha più provato. Non c’è stato bisogno né di denunce né di altro: penso di essermela sbrigata abbastanza bene da sola. 😀

Adesso analizziamo cosa si intende per “stupro”: violenza sessuale ottenuta con la forza. Certo, c’è la violenza fisica e pure la violenza psicologica, di chi si approfitta di una manifesta debolezza dell’altra persona.
Però c’è un però.
Un conto è la debolezza, ad esempio, di un/una disabile fisico o psichico, altro è se in quelle condizioni ci si è messa la “vittima” in questione, la stessa situazione di chi ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, si mette alla guida di un mezzo e causa un investimento. Ambedue sono temporaneamente incapaci di intendere e volere, ma ambedue sanno benissimo a priori cosa causa loro l’assunzione di sostanze alcoliche e/o stupefacenti.
Ho sempre ritenuto che, essendoci il libero arbitrio, l’unica responsabile del MIO comportamento sono innanzitutto io, nel senso che non è necessario trovare giustificazioni se voglio derogare da questa regola.
Utilizzare l’ubriachezza o lo sballo come alibi per concedersi una trasgressione è solamente un’enorme falsità, innanzitutto verso se stessi.
Quindi in caso di stupro (naturalmente esclusa a priori la “vera” violenza fisica) a mio personale parere c’è da considerare una certa corresponsabilità in chi si pone in condizione di manifesta inferiorità, magari anche con il sottinteso intento di procurarsi un’avventura senza remore di carattere morale, per magari pentirsi tardivamente del proprio comportamento
Ciò comunque non esime dalla responsabilità lo “stupratore”, però a mio parere dovrebbe essere valutato diversamente dallo stupro ottenuto con la violenza fisica.
NATURALMENTE L’AGGRAVANTE SI MANIFESTA NEL FATTO CHE I DUE CARABINIERI ERANO IN DIVISA ED IN SERVIZIO, SU QUESTO NON CI PIOVE.

Però adesso spiegatemi, se i due carabinieri fossero stati in borghese e non in servizio, dovrebbero essere giudicati meno colpevoli?