Nei sogni entriamo in un mondo che è interamente nostro.

Un albero

Quell’albero era cresciuto nella parte superiore del
giardino,
alto, solitario, slanciato – la sua altezza
tradiva forse un’idea segreta d’intrusione. Non diede mai
fiori né frutti, solo un’ombra lunga che divideva in due
il giardino
e una misura inapplicabile agli altri alberi, carichi e curvi.
Ogni sera, quando il tramonto glorioso si spegneva,
uno strano uccello arancione si appollaiava silenzioso
tra le sue fronde
come il suo unico frutto – una piccola campana d’oro
su un altissimo campanile verde. Quando tagliarono
l’albero
l’uccello vi volteggiava sopra con piccoli gridi feroci
disegnando cerchi nell’aria, disegnando nel tramonto
la forma inesauribile dell’albero; e quella piccola
campana
sonava invisibile lassù, più alta dell’altezza dell’albero.

Ghiannis Ritsos

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