La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Lavoro pasquale

Sono sempre più convinta che i sindacati deprimano il lavoro invece di incentivarlo.

 

In questi giorni a Serravalle si sta svolgendo una lotta sindacale perché alle commesse dell’outlet è stato chiesto di lavorare nel giorno di Pasqua.

Fermo restando che, mia opinione personale, passare una festività in un centro commerciale lo trovo assai deprimente, sono però consapevole che molti non la pensano come me, e quindi la legge del mercato prevale sull’interesse personale, tanto più che il settore del commercio per sua natura deve essere flessibile. Che piaccia o meno, siamo in regime di libero mercato, e il libero mercato risponde solo alla legge della domanda e dell’offerta: se c’è richiesta di acquisti nel giorno festivo, bisogna soddisfarla, altrimenti la gente si mette al PC ed ordina su Amazon.

Del resto nei centri turistici i negozi sono sempre aperti durante le domeniche e le festività.

In questi periodi avere un lavoro è una fortuna e chi ce l’ha cerca di tenerselo stretto. Le commesse dell’outlet non sono le uniche persone a lavorare: tralasciando i servizi essenziali (ospedali, forze dell’ordine, pompieri, trasporti aerei, marittimi e terrestri) per moltissime altre persone Pasqua è comunque un giorno lavorativo. Camerieri, cuochi, baristi, gelatai, albergatori, ristoratori in genere, guardie giurate, tecnici televisivi, addetti alle stazioni balneari, addetti ai musei, casellanti delle autostrade, tassisti, gondolieri, orchestrali, sono al nostro servizio, e magari le gentili commesse spinte allo sciopero dai sindacati non pensano a questo anche se trascorrono il pranzo di Pasqua al ristorante o si recano al Gardaland con i figlioletti. Pure queste persone hanno una famiglia.

Nei centri turistici i negozi sono sempre aperti durante le domeniche e le festività.

L’unica cosa sulla quale concordo, è che la giornata venga adeguatamente retribuita, per il resto asserisco che per il resto hanno torto.

Se la ditta nella quale prestano la propria opera dovesse chiudere, causa una diminuzione di richiesta del mercato, si troverebbero disoccupate ed il costo degli ammortizzatori sociali graverebbe su tutta la società. Se la stessa ditta si pone fuori dal mercato, riduce progressivamente i posti di lavoro, fino a chiudere o delocalizzare, lasciando tutti disoccupati.

Non vi va di lavorare di domenica? Mettetevi in proprio, aprite una partita IVA e fate quello che più vi garba (ma quando qualcuno si mette in proprio, difficilmente avrà tempo libero, se vuole davvero battere la concorrenza).

I sindacati continuano a ragionare con la logica di 50 anni fa: il “padrone” è uno schiavista, sfruttatore e quant’altro, i lavoratori hanno solamente diritti, di doveri ormai non parla quasi più nessuno; ma quello che più preoccupa è la totale assenza di buon senso e la grande ignoranza in materia economica senza valutare le conseguenze delle loro azioni.

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5 Risposte

  1. lauraluna

    Bentrovata.
    Direi che in linea di massima concordo sulle tue argomentazioni, ma in ogni questione esiste anche l’altra faccia della medaglia.
    In questo caso credo che non chiudere mai i centri commerciali sia fisicamente impossibile per chi vi lavora e che necessitino almeno di un giorno di pausa e di relax insieme alla famiglia.
    D’altra parte fino a un decennio di anni fa, quando i grandi centri commerciali non esistevano, alla domenica e nelle più importanti festività, tutti i negozi erano chiusi ( alimentari compresi ) e ,sapendolo, ci si organizzava a comprare ciò che occorreva , in tempo utile.
    E non è mai morto nessuno.
    Inoltre non dobbiamo dimenticare che quasi tutto il personale è stato assunto a tempo determinato e con contratti per time, per cui il reddito è diminuito e questo si riversa sui consumi in calo.
    Buona serata,
    Laura

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    12 aprile 2017 alle 22:32

    • La questione economica è l’unica che condivido. Il personale poi per legge ha diritto al riposo compensativo, quindi il lavoro è articolato su turni. Molti poi sono contratti part-time.

      Liked by 1 persona

      12 aprile 2017 alle 23:19

  2. Ho lavorato per un periodo tutto i sabati e le domeniche. Recuperi non garantiti e vita sociale e familiare compromessa.
    Ora sono spesso in trasferta ma guai a chi mi tocca il mio fine settimana. Non esisto per nessuno!!

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    13 aprile 2017 alle 20:06

    • L’ho fatto pure io, ma di fronte alla prospettiva di perdere il lavoro come ti comporteresti?

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      13 aprile 2017 alle 20:09

  3. Detto questo, condivido sul fatto che è facile parlare quando non si é toccati direttamente dal problema. I sindacati stanno spingendo verso una lotta giusta persone disarmate. E non saranno loro ad aiutarli

    Liked by 1 persona

    13 aprile 2017 alle 20:08

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