La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 31 marzo 2017

I gatti lo sapranno

Ancora cadrà la pioggia

sui tuoi dolci selciati,

una pioggia leggera

come un alito o un passo.

Ancora la brezza e l’alba

fioriranno leggere

come sotto il tuo passo,

quando tu rientrerai.

Tra fiori e davanzali

i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni,

ci saranno altre voci.

Sorriderai da sola.

I gatti lo sapranno.

Udrai parole antiche,

parole stanche e vane

come i costumi smessi

delle feste di ieri.

Farai gesti anche tu.

Risponderai parole ‒

viso di primavera,

farai gesti anche tu.

I gatti lo sapranno,

viso di primavera;

e la pioggia leggera,

l’alba color giacinto,

che dilaniano il cuore

di chi piú non ti spera,

sono il triste sorriso

che sorridi da sola.

Ci saranno altri giorni,

altre voci e risvegli.

Soffriremo nell’alba,

viso di primavera.

(Cesare Pavese)

 


Venezuela

Ci sono cose che mi fanno davvero imbestialire, ed una di queste è la mistificazione dei fatti.

L’altro giorno, 29 marzo, Maduro in Venezuela ha praticamente esautorato il Parlamento, che di fatto da tempo non aveva più poteri, instaurando la dittatura.

Il primo giorno un trafiletto sull’ANSA, nessun accenno sui telegiornali, poi alla sera finalmente un brevissimo servizio (molto breve, mica si parlava di cose importanti, meglio parlare di Trump e dei dazi – anche su questo ci sarebbe da ridire – tanto il Venezuela è lontanissimo).

Repubblica titola Venezuela nel caos (boh…i ribelli sono i soliti facinorosi, quelli che inscenano casini: mica vorrai contestare quella buon’anima di Maduro che pensasolo al bene del popolo, neh?). E a chi danno lacolpa? “all’aggravio dovuto al calo del prezzo del petrolio!” .

Nessuno che ha il coraggio di dire che la gente è letteralmente ridotta alla fame, manco fosse in Corea del Nord, e che l’inflazione viaggia al ritmo del 400% annuo…

Il barile d’accordo è sceso a 50$, contro i 100$ di qualche tempo fa, però ai tempi di Chavez era comunque circa tre colte tanto del 1999 quando Chavez andò al potere.

Il Venezuela galleggia praticamente su un mare di petrolio, e nel corso degli anni i petroldollari si sono accumulati: che fine hanno fatto?

Nessuno che abbia il coraggio di dire che sono stati spesi per accumulare consensi e per azioni di “socialismo reale”, praticamente bruciati.

Poi mi capita di leggere un post di Fabio Marcelli, dirigente CNR, giurista internazionale,- che in questo caso ha la mente ottenebrata dall’ideologia, – e la prefazione che ne fa sul suo profilo facebook

Stretto tra l’aggressione esterna, marcata anni fa dall’incredibile e illegittima decisione statunitense di dichiarare il governo venezuelano “un pericolo” per la propria sicurezza nazionale, le difficoltà di liquidare un passato storico difficile fatto di corruzione, criminalità, inefficienza e dipendenza dalla rendita petrolifera, e l’egoismo di oligarchie inferocite per la perdita di privilegi e commercianti speculatori, il governo di Nicolas Maduro resiste e mette a segno taluni successi significativi, anche se certamente c’è ancora molto da fare. Tale resistenza è oggi punto di riferimento fondamentale per l’intera America Latina, vittima di un tentativo di restaurazione dei poteri tradizionali, e tutte le forze che nel pianeta si oppongono al disastro del neoliberismo. “

e questo, a seguire, è l’articolo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/30/venezuela-il-rinascimento-latinoamericano-contro-dittature-e-neoliberismo/3476928/

Successi significativi avere gli ospedali senza medicinali e dotazioni minime di emergenza, neonati senza latte, addirittura scatole di medicine con capsule VUOTE ? Un paese dove chi può scappa a gambe levate, dove gli scaffali dei supermercati sono desolatamente vuoti…

Ho letto molti commenti al suo articolo…nessuno di questi benevolo.

Marcelli chiama questo il Rinascimento latino-americano dovuto alla rivoluzione Bolivariana? Che vada lui a vivere i Venezuela, ma senza portarsi dietro nulla.

Bel Rinascimento, quello in cui, in un Paese che galleggia sul petrolio, l’inflazione è a tre cifre, si fa la coda per il pane e mancano beni fondamentali come i farmaci.

E dove i golpe sono buoni e giusti, purché siano del colore giusto, ossia rosso.


In giro…

Oggi avremmo voluto visitare la mostra di Manet, però abbiamo dovuto desistere perché c’era una coda di gente che non finiva più. Riproveremo la prossima settimana.

Quindi a spasso per Milano, come tanti altri giorni.

Una temperatura estiva, che sfianca, ed io naturalmente ho portato capi non dico pesanti, ma adatti ad una mezza stagione. Visto che abbiamo programmato di posticipare la nostra partenza di una settimana, credo proprio che dovrò acquistare almeno un paio di t-shirt, se non voglio soccombere al caldo.

Qualche giorno fa avevo messo la fotografia della quercia di piazza XXIV maggio, ancora spoglia:

sono passati pochi giorni e si è ricoperta di foglioline di un verde tenerissimo, ed è tutta un’altra cosa 🙂

Verde che adorna le pareti di molte case, come i rampicanti di questo palazzo  in via Visconti di Modrone.

Alla solita pasticceria Sant’Ambroeus invece, dopo aver accantonato Biancaneve,

è la volta delle uova di Pasqua, variamente decorate, sempre in maniera originale ed artistica.


In Corso Italia invece ci sono due belle signore, peccato che siano di pietra,

 come i bei putti che ornano un portone in Corso Monforte…