La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Fine della storia…

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Fabo se ne è andato…lo voglio ricordare con un sorriso, perché era quello che desiderava.

Certi cattolici sono più realisti del re.

Con la loro fissazione della vita a tutti i costi, non si accorgono delle sofferenze che provocano alla gente.

Potrei capire nel caso dell’aborto (ma vorrei anche sapere quante “pie donne” l’abbiano praticato e si ergano poi a moraliste e quanti obiettori di facciata lo procurino invece di nascosto, magari in cliniche private), ma nel caso dell’eutanasia il problema non dovrebbe proprio porsi, perché ciascuno dovrebbe essere padrone della propria vita. Tu non vuoi l’eutanasia? Non praticarla, ma non imporre il tuo volere agli altri.

Ed a quanti in questi giorni stanno dibattendo su questo tema, criticando chi si reca in Svizzera o in Olanda per assicurarsi un trapasso indolore per porre fine alle sofferenze, dico solo: provate a bendarvi strettamente gli occhi, tanto da rendervi ciechi come Fabo, provate a stendervi su un letto, incapaci di muovere anche solo un muscolo, dipendendo dagli altri in tutto e per tutto. Quanto tempo pensate di poter resistere? Se solo riuscite a farlo per almeno un mese, allora avrete forse il diritto di parlare contro l’eutanasia, ma solo a titolo personale.

Pensate anche a quel povero giovane che avrebbe dovuto essere costretto a “vivere” (?) in quelle condizioni: un ergastolo perenne, senza nemmeno i permessi premio…

Ovvio che in una materia tanto delicata ci debba essere una regolamentazione.

Innanzitutto la volontà espressa della persona maggiorenne, e non una “libera interpretazione” come nel caso di Eluana Englaro, e che per la decisione presa dal padre fu fatta morire orribilmente, negandole cibo ed acqua e che quindi non può essere considerata vittima dell’eutanasia che, per definizione, significa “dolce morte”.

Questo potrebbe risolversi solamente con il testamento biologico, da stilarsi quando si è ancora in salute.

Resterebbe però il problema di chi è minorenne e, malato terminale, soffre terribilmente…

Spero solo che la morte di Fabo e di quanti l’abbiano preceduto in questa scelta terribile, servano a far approvare quanto prima una legge che ponga fine a questo problema.

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Una Risposta

  1. Avevo letto che fosse in Svizzera per quello. Lo rispetto. Prima lui, poi la sua scelta. Anzi, pari. Ciao Fabo. E’ giusto che un uomo possa scegliere fino in fondo per sé stesso.

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    27 febbraio 2017 alle 20:29

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