La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

MPS Molti Politici Superficiali


banconote-euro

La faccenda MPS si ingarbuglia sempre di più.

I 5 miliardi di euro che l’Europa ci aveva richiesto per il salvataggio di MPS sono diventati 8,8 (ma il buco è molto più grande) e di questi 6,5 saranno a carico dei contribuenti. Il decreto salva-risparmio, approvato in tempo di record – alla faccia di chi riteneva farraginoso il sistema bicamerale – è servito a ben poco, in quanto si è verificato un vero fuggi-fuggi dei correntisti, inclusi quelli che avendo depositi inferiori ai 100mila euro non sarebbero soggetti alla tagliola del bail-in.

Il buco di bilancio è infatti molto più alto di quanto precedentemente calcolato dalla BCE, buco che è andato aumentando nel periodo in cui MPS ed il governo cercavano di trovare una soluzione al problema: infatti è da luglio che si parlava di fare un’accurata pulizia dei conti, però sono stati sprecati invano 5 mesi per cercare di evitare di usare soldi pubblici e di trovare nuovi capitali freschi: ma chi si fida ad investire denaro in una banca ormai decotta?

Adesso poi si stanno scoprendo vari altarini relativi al dissesto della banca senese: per anni ci hanno detto che la crisi della banca (e delle altre nella stessa situazione) era dovuta al PIL in costante decrescita, ora vien fuori che quasi il 70% dei prestiti di MPS era stata fatta non certo alle PMI o ai piccoli commercianti, ma a grossi nomi. Primo fra tutti la Sorgenia di De Benedetti (tutto ciò che passa dalle mani di quell’uomo è destinato ad andare male, iniziando dall’Olivetti del tempo che fu). L’impresa era in deficit di ben 600 milioni di euro, le banche creditrici chiedevano di rientrare dei prestiti, l’ingegnere non voleva sganciare un euro, così i crediti sono stati commutati in azioni che sono passate in mano a chi? Alla banca del PD, il cui primo tesserato è appunto De Benedetti.

Poi ci sono le aziende del gruppo Marcegaglia. Già indebitati per 1,5 miliardi di euro, a marzo hanno ricevuto un’ulteriore prestito di 492 milioni (da restituire in 7 anni) da parte di un pool di banche, tra le quali anche MPS. Sette anni per la restituzione del prestito, ma la cassa “liquida” di MPS è sufficiente appena per pochi mesi.

Poi tra i debitori insolventi figurano anche don Verzé e Antonella Costanza, cognata di Berlusconi (prima moglie del fratello Paolo) che,acquistata una casetta in Costa Azzurra si era poi dimenticata di pagarla…succede 🙂

Quello che fa rabbia è il non trovare responsabili di questa situazione.

I vertici di MPS, la BCE, lo stesso Governo, la Commissione Europea tacciono.

Mario Draghi, presidente della BCE non ha praticamente autonomia, perché la vigilanza spetta a Danièle Nouy, che ha gestito gli stress-test. Però Draghi era Governatore della Banca d’Italia quando, nel 2007, Mussari gettò al vento 17 miliardi per acquisire Antonveneta. E la Tarantola con Saccomanni che erano direttore generale e capo della vigilanza, DOVEVANO essere al corrente che la cifra sborsata era il triplo del valore della banca veneta. Per ripagarli di tanto scempio, furoni promossi da Mario Monti il primo come ministro all’Economia, la seconda alla presidenza della RAI. Mussari (Dalemiano di ferro) invece divenne presidente dell’ABI.

Nel 2011, Ignazio Visco subentrò a Draghi quale governatore della Banca d’Italia e si affrettò a dichiarare che MPS “teneva”, mettendo a capo della banca Fabrizio Viola, il quale ha dovuto reperire sul mercato 5 miliardi nel 2014 ed ulteriori 3 miliardi nel 2015. Questo perché la banca “teneva”, ed il buco patrimoniale intanto era diventato di 17 miliardi, ufficialmente, perché si sospetta che sia molto ma molto più alto.

Ed il nostro pinocchietto di Rignano nemmeno un anno fa, lo scorso gennaio, si pavoneggiava chiedendoci di investire in MPS perché era diventata un buon affare, mentre invece era tutta fuffa….

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