Nei sogni entriamo in un mondo che è interamente nostro.

A Natale siamo tutti più buoni


parenti

A Natale si diventa tutti più buoni.

Sicuri?

Un corno!

Ed è ben evidenziato nel film di Mario Monicelli “Parenti serpenti”, in cui recitano Paolo Panelli (il suo ultimo film), Pia Velsi, Cinzia Leone, Alessandro Haber, Marina Confalone.

Un film sull’ipocrisia del buonismo natalizio e sulla falsa facciata del perbenismo anche tra consanguinei, che evidenzia la mediocrità di certi personaggi.

Saverio, un appuntato dei carabinieri in congedo, e sua moglie Trieste, ormai anziani, festeggiano il periodo natalizio in casa propria a Sulmona invitando i loro quattro figli con le rispettive famiglie.

All’inizio le giornate trascorrono piacevolmente, ma un giorno a pranzo Trieste annuncia che lei ed il marito non se la sentono più di restare da soli ma nemmeno vogliono ritirarsi in una casa di riposo: avrebbero quindi deciso di lasciare la casa con tutti i suoi arredi a quello dei figli che si occuperà di loro durante la vecchiaia.

I figli allora iniziano a litigare tra di loro. Nessuno di essi vuole rinunciare alla vita che ha condotto fino a quel momento per occuparsi dei due vecchi, ma nemmeno vuole rinunciare alla quota della casa che spetta loro. Una guerra fratricida dove vengono scoperchiati molti segreti: l’omosessualità di uno dei figli, il professore Alfredo, l’unico celibe (Haber) che confessa di convivere da un decennio con un vigilante, o la relazione segreta tra i due cognati, Michele e Gina, sposati con due dei figli dei due anziani; l’impossibilità di avere figli dell’altra coppia, Milena e Flippo; l’aspirazione a diventare ballerina in “Fantastico” della figlia di Alessandro e Gina. L’unico “normale” sembra essere il piccolo Mauro, che fa anche da voce narrante del film.

Così tra litigi e rinfacci vari, di comune accordo,i familiari decidono cinicamente di sopprimere i genitori simulando un incidente domestico, ma tutto verrà scoperto nel modo più banale:la lettura in classe del tema del nipotino che descrive in quale maniera ha trascorso le vacanze di Natale.

Un modo neppure troppo velato di denuncia di una certa provincia italiana, con i suoi scheletri nell’armadio, la grettezza, le gelosie, l’ipocrisia imperante che si evidenzia nel finale tipico di una tragicommedia.

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2 Risposte

  1. Non sembra male, e il messaggio è molto vero, per la grande maggioranza delle persone…

    Liked by 1 persona

    19 dicembre 2016 alle 18:52

  2. Fior di Sambuco

    Che tristeza ma purtropo è davvero così, al 90% (la prendo larga 😉 )

    Liked by 1 persona

    19 dicembre 2016 alle 19:16

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