La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 4 novembre 2016

4 novembre 1966


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Sono passati cinquant’anni, ma ricordo ancora i servizi televisivi su questa pagina triste ed insieme commovente per la solidarietà dimostrata in quei giorni per salvaguardare un immenso patrimonio artistico, specialmente dagli ormai noti “Angeli del fango” che si prodigarono per giorni.

Ricordo anni addietro, visitando Santa Maria Novella dove a suo tempo era ospitata la Scuola sottufficiali dei Carabinieri, la linea che indicava il livello raggiunto dalla piena.

Rimasi delusa più che altro dalla trascuratezza in cui la città era tenuta, anche in pieno centro, e mi dispiacque molto per l’ignavia mostrata dall’amministrazione comunale per quella che considero una delle più belle città d’Italia, seconda, a mio personale opinione, solamente a Venezia. Questa però è una caratteristica negativa comune a tante altre nostre città, e sembra che non ci si voglia rendere conto che valorizzarle costituirebbe una vera fonte di entrate turistiche oltre che un arricchimento culturale.

Purtroppo non vedo segni di miglioramento a questo andazzo di cose e le cose sono destinate solo a peggiorare.


La macchina del fango


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Che fiducia possiamo avere in talune organizzazioni?

Adesso nel novero ci metto pure Amnesty International.

Già precedentemente avevo avuto dei dubbi su alcuni fatti che l’ONG aveva denunciato, ma l’accusa che adesso ha rivolto all’Italia ha davvero dell’incredibile.

Le testimonianze rese da alcuni clandestini sono infatti assolutamente inattendibili.

Parlano di torture inflitte con manganelli elettrici che non sono in dotazione alle nostre forze dell’ordine, o di impronte digitali prese in modo coattivo, quando è noto che all’identificazione dei clandestini sono presenti altre organizzazioni umanitarie, quali Medici senza Frontiere, Save the Children, la Croce Rossa, l’Unhcr, che mai hanno denunciato qualcosa di anomalo nelle procedure adottate.

Inoltre alle verifiche è sempre presente un mediatore culturale.

E che le impronte per la conseguente identificazione non possano essere prese in maniera coercitiva, è dimostrato anche dalle sanzioni che l’Unione Europea ha spesso comminato all’Italia per non aver applicato tutte le identificazioni, sia dattiloscopiche che fotosegnaletiche.

Giustamente il SAP (Sindacato Autonomo della Polizia) chiede che dopo la verifica dell’inattendibilità delle testimonianze (solo 24 denunce su 470mila sbarchi nell’ultimo triennio) venga sporta denuncia per calunnia nei confronti di chi ha stilato un simile rapporto.

Anche perché se dette testimonianze dovessero per ipotesi essere veritiere, la denuncia doveva essere fatta alla Magistratura e non certamente su un sito Internet.

Che Amnesty International si occupi invece dei reati che i migranti da noi accolti perpetrano ai danni dei nostri connazionali.