La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

contante

Sono una persona che usa abitualmente tutti i sistemi di pagamento che il mondo moderno offre: carte di credito (classica, prepagata o virtuale),  PayPal,  bancomat, homebanking.

Quindi di contante ne uso davvero poco: per l’acquisto dei quotidiani,  per il pane nel negozio sotto casa (quando non lo preparo da me), un po’ di frutta o verdura al mercato, il gioco del lotto in comproprietà con mio marito (per mio conto soldi buttati…), qualche consumazione al bar.

Quindi le considerazioni che seguono non mi interessano per nulla, se non marginalmente e da un punto di vista strettamente etico, ritenendo quanto sta succedendo palesemente iniquo.
Quindi se tenessi in casa del denaro, in una cassettina, dentro il materasso o sotto una piastrella (come Peppino De Filippo) sarei considerata alla stregua di un evasore.



Non mi risulta che tenere i PROPRI soldi in casa sia un reato.
Nemmeno mi risulta che sia reato tenerli in una cassetta di sicurezza, sistema ormai adottato da molti che lo preferiscono all’apertura di un conto corrente bancario che, tra spese e nessun interesse o quasi, è ormai antieconomico.  Ma lo stato, per il pagamento di imposte e tasse ed altri pagamenti di somme oltre i 3mila euro ti OBBLIGA ad usare il canale bancario ed a sostenere le relative spese di tenuta conto, oltre ai vari oneri. Lo stesso stato che tarda ad onorare i propri impegni verso i fornitori…e mi fermo qui.
Lo stato ritiene che questo metodo nasconda evasione fiscale o altro reato?  A lui l’onere di dimostrare che lo sia, applicando le pene conseguenti. Ma fino a prova contraria è l’accusa che deve essere verificata e c’è sempre la presunzione di innocenza.

Questa sempre maggiore ingerenza dello stato nella sfera privata, quel voler monitorare tutto e tutti (e nella rete cadono sempre i pesci piccoli…i grandi poche volte ed i grandissimi praticamente mai, avendo altri canali con i quali nascondere la corruzione ed aggirare i controlli) mi preoccupa. Secondo lo stato, nascondere i soldi in casa o in cassette di sicurezza, togliendo dai flussi circa 150 miliardi di euro – il 10% del PIL italiano – causerebbe secondo alcune stime un danno al sistema bancario.

Avete letto bene… un danno al sistema bancario dopo che migliaia di piccoli risparmiatori sono stati beffati e derubati dei loro risparmi dalle banche!!!

Non contenti, ci si mettono pure alcuni magistrati che hanno suggerito a Renzi di promuovere il “conflitto tra i contribuenti”, ossia la delazione dei vicini di casa che possono informare Finanza e Forze dell’Ordine che il dirimpettaio detiene in casa più di 1000 euro per contanti! Misure che forse esistono solo in Colombia, senza contare il pericolo di false denunce per ripicche personali.

Lo stato inoltre dovrebbe promuovere pure una “Volontary disclosure” (come per i capitali portati all’estero) anche per i valori detenuti in cassette di sicurezza, assoggettandoli ad una tassa che può arrivare anche al 35%.

Roba da matti!

Se poi consideriamo che l’Italia è agli ultimi posti in Europa (seguita solo da Bulgaria, Grecia e Romania) per l’utilizzo della moneta elettronica, e che quindi molte transazioni avvengono sempre per contante, una simile asserzione fa semplicemente allibire.

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