La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per ottobre, 2016

Halloween

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Un’americanata?
Certo, oltre oceano l’hanno ridotta così,  una festa grottesca a metà tra l’horror ed il carnevale.
In realtà è una ricorrenza “di ritorno “, in quanto le sue origini sono europee.

Nel calendario celtico la notte tra il 31 ottobre ed il 1° di novembre, chiamata Shamain e che rappresenta il capodanno celtico, è il periodo in cui la Grande Madre (la Terra) inizia il suo riposo ed incomincia il periodo più freddo ed oscuro. E questa notte, che non è più estate ma non è ancora inverno, è un giorno magico, una “notte di mezzo” nella quale il tempo si comprime, si aprono le porte di Sidhe (l’Oltretomba celtico) e gli umani possono comunicare con i defunti.

Questo “ritorno” dei defunti incuteva rispetto, ma non paura. Per indicare loro la strada venivano accesi grossi falò.


La tradizione cristiana si è in qualche modo appropriata di questo periodo per celebrare e ricordare i morti. Come il Natale, che prese il posto della festività del “Sol invictus” che cadeva il 21 dicembre, o Litha (il solstizio d’estate) sostituito dalla fesa di San Giovanni, pure questi due giorni che cadono a cavallo di ottobre e novembre vennero sostituiti dalle feste di Ognissanti e dal Giorno dei Morti, questo per non imporre drasticamente il culto cristiano sostituendolo a quello pagano.

In memoria degli scomparsi, ci si travestiva da santi, da angeli e da diavoli: da qui l’usanza di mascherarsi, come dai falò è derivata l’usanza dei lumini nei cimiteri e delle lanterne.

Per quello che concerne la zucca, c’è una simpatica favola.

In Irlanda viveva un fabbro, di nome Stingy Jack, che era solito passare il tempo bevendo e scommettendo. Una notte Jack incontrò il demonio, con il quale si recò a bere. Non avendo soldi per pagare la consumazione, il diavolo si trasformò in una moneta e Jack lo rinchiuse in un borsellino. Per farsi liberare, il diavolo promise a Jack che lo avrebbe lasciato in pace per un decennio. Scaduto il periodo Satana si presentò nuovamente, sicuro questa volta di impossessarsi dell’anima del fabbro. Ma Jack con uno sratagemma lo fece salire su di un albero, incidendo quindi una croce sul tronco. Per poter scendere, il demonio promise a Jack che non avrebbe più reclamato la sua anima, e Jack cancellò così la croce.

Quando il fabbro morì, il Paradiso si rifiutò di accoglierlo a causa dei suoi peccati, ma nemmeno l’inferno lo volle in quanto Satana mantenne la sua promessa, però vedendo che Jack vagava al buio, gli donò un carbone ardente. Per far durare la luce più a lungo, Jack pose il tizzone in una rapa della quale aveva mangiato la polpa.

 

Gli Irlandesi trapiantati in America portarono con loro questa tradizione, solo che là le rape non abbondavano, ma c’erano molte zucche che, opportunamente scavate, venivano poste sui davanzali o davanti all’uscio con dentro una candela per allontanare gli spiriti cattivi.

 

 


Ballerina

La vedi così leggera, mentre si muove con una perfezione difficilmente immaginabile.

Fa tutto come se fosse la cosa più naturale del mondo, invece dietro quelle movenze così eteree, dietro quella leggerezza, ci sono anni di studio, ore ed ore di esercizi giornalieri, caparbietà, determinazione, sacrificio… ed i suoi piedini che si muovono così agilmente,  che sembrano così perfetti, molto spesso nascondono ferite, cicatrici, dolore e malformazioni…

 

 

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Nuvola

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Il mio post di ieri (Fragilità ) era seguito dalla bella canzone “Nuvole” interpretato da Patty Pravo. 
Oggi però voglio parlare della “Nuvola” di Fuksas.
Opera faraonica, bandita nel 1998, tramite concorso internazionale, approvata nel 2000, con gara appaltata nel 2002 ma il contratto fu risolto solo nel 2005, mentre i costi lievitavano già rispetto allo stanziamento iniziale di 200 milioni; iniziata nel 2007 con lo stanziamento aumentato a  239 milioni di euro e costata alla fine 413 milioni di euro (467 secondo altre fonti), oltre due volte tanto. Per non parlare della parcella dell’archistar, 24 milioni di euro (!) e l’impiego di acciaio in misura circa tripla di quella della Torre Eiffel.

Solo la diretta RAI dell’inaugurazione è costata circa un milione di euro
All’inaugurazione il sindaco Virginia Raggi è stata fischiata per aver contestato la spesa, eccessiva a suo dire,   l’unica persona davvero non responsabile di questa situazione, sia che si tratti della lievitazione dei costi che dell’enormità del tempo che ci è voluto per completare quest’opera.

“L’inaugurazione della Nuvola però deve essere vista come una grande spinta verso il futuro, una vittoria, certo, che però non deve farci dimenticare quelli che sono stati i grandi errori del passato, non dobbiamo far finta di nulla. Molti anni e costi lievitati oltre ogni ragionevole immaginazione. Questo è stato e non dobbiamo dimenticarlo. Così come troppe sono state le gestioni responsabili del ritardo, però è una vittoria”. 

In poche parole, a mio parere, la Nuvola è come quella di un temporale, che porta solo una pioggia di soldi nelle tasche di Fuksas.

A proposito : per la Nuvola, dal bando all’inaugurazione, ci sono voluti ben 18 anni; Michelangelo per affrescare pressoché da solo la Cappella Sistina ci ha impiegato solo 4 anni, dal 1508 al 1512.

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I conti della serva


I conti della serva sono i più semplici ed i più logici, ma sono anche quelli che tornano sempre.
Non molto tempo addietro Alfano aveva dichiarato che ogni città o paese avrebbe DOVUTO accollarsi 3 immigrati ogni mille abitanti. 
In Italia ci sono circa 60 milioni di persone, il che fa 180mila immigrati da sistemare, corrispondenti grosso modo a quelli sbarcati quest’anno sulle nostre coste. 
E quelli arrivati negli anni precedenti dove li mettiamo?


Fragilità


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Ci sono donne speciali che sono complicate,
uniche, fragili e imperfette,
candide gocce di perla.
….. Non è facile conoscerle,
perché come le ostriche si nascondono
sotto i profondi fondali marini.
Solo le anime affini sanno
“sentirle” e “riconoscerle”.
E quando ci riescono,
scoprono che la sofferenza
le ha fatte diventare rare e preziose come perle.
Che non aspettano altro che di brillare.

Agostino Degas

 

Ehi
guarda sono solo immagini
sono solo fantasie
che restano indelebili
Guardami
adesso mentre vado via
e poi sorridimi
come quella notte a casa tua
Guardami
non viverlo come un ostacolo
è solo un attimo
lo so sembra un secolo
perché io son fragile, debole, instabile, sempre un po’ vulnerabile
e poi prendimi, stringimi, abbracciami e ti prego stavolta non lasciarmi andare
sono solo le nuvole
con qualche goccia che
assomiglia alle lacrime
e perché io son fragile, debole, instabile, sempre un po’ vulnerabile
e poi prendimi, stringimi, abbracciami e ti prego stavolta non lasciarmi andare
sono solo le nuvole
con qualche goccia che
assomiglia alle lacrime
sono solo le nuvole
e perché io son fragile
debole
instabile
e poi prendimi, stringimi, abbracciami e ti prego stavolta non lasciarmi andare
e sono solo
paure
è come il sole
che di notte scompare

 


Sisma


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Rieccoci con il terremoto.

Periodicamente la nostra disgraziata nazione viene martoriata da sismi più o meno intensi: nessuno sa quando e dove si verificheranno, e questo rende i fatti ancora più tragici.

Ho vari contatti Facebook nelle Marche, ed anche due cari amici, uno dei quali fortunatamente al momento si trova a Milano, perché laggiù trascorre solo i mesi estivi.

Il terrore dei terremoti è atavico, espressione della violenza incontrollata della natura: io l’ho provato solo nel 1976, quando i riflessi del sisma in Friuli arrivarono fino a Bolzano. Per vari giorni alla notte riposammo (si fa per dire) con delle borse contenenti poche cose indispensabili vicino alla porta, pronti a scappare se ce ne fosse stato bisogno. La provincia di Bolzano però non è zona sismica, quindi oltre allo spavento di quella notte di maggio non successe altro.

Ora in televisione trasmettono nuovamente servizi su case crollate e persone alloggiate in ricoveri provvisori, mentre le giornate e le notti diventano sempre più fredde.

I politici si recano, come è consuetudine, nelle zone colpite, fanno promesse alle quali la gente finge di credere.

Viene istintivo fare paragoni tra il trattamento riservato agli immigrati e quello invece spettante ai nostri sfollati.

Tengono ad informarci che le rate dei mutui e le bollette verranno sospese: credo che sia il MINIMO che si possa fare per questa gente. (“sospese” non significa annullate).

Poi tutti a parlare della legge di stabilità, considerando le “emergenze”: emergenza è sicuramente il sisma, non di certo l’immigrazione, che dura incessantemente da oltre 20 anni, con fasi più o meno alterne, e che negli ultimi 3 o 4 anni è aumentata in modo esponenziale.

Se una buona parte delle risorse impiegate per gli immigrati fosse destinata ai nostri connazionali, le cose andrebbero in maniera diversa. Però ormai molti hanno capito il giro di denaro che si cela dietro questa accoglienza indiscriminata, ma a noi non resta che pagare e tacere, speriamo non per molto tempo ancora.


Mentire

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Si dice che ci siano vari modi di mentire, ma il più ripugnante di tutti è dire la verità, però occultando l’anima dei fatti.
Perché i fatti sono sempre vuoti, sono recipienti che prendono la forma del sentimento che li riempie.

Juan Carlos Onetti – Il pozzo


giudicare


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Non dobbiamo mai giudicare la vita degli altri,

perché ciascuno conosce il proprio dolore e la propria rinuncia.

Una cosa è pensare di essere sulla strada giusta,

ma tutt’altra è credere che la tua strada sia l’unica”

(Paulo Coelho)

 


Il sogno di un sogno


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Saprò mai se tu non sei in realtà una parte, magari la parte essenziale e reale, di me?
E saprò mai se non sono io il sogno e tu la realtà, io un sogno tuo e non tu un sogno che io sogni?
Che specie di vita hai?
Che modo di vedere è il modo in cui ti vedo?
Il tuo profilo?
Non è mai lo stesso, ma non cambia mai.
E dico questo perché lo so, sebbene non sappia di saperlo.
Il tuo corpo?
Lo vedo nudo, ma anche vestito; seduto ha la stessa postura di quando sta sdraiato o in piedi.
Cosa significa questo, che non significa nulla?

Fernando Pessoa



La luna – A Marìa Kodama


C’è tanta solitudine in quell’oro.


La luna delle notti non è quella
che vide il primo Adamo.

I lunghi secoli
dell’umano vegliare l’han colmata
di antico pianto.

Guardala.

È il tuo specchio.


(Jorge Luis Borges)

 


Autunno il Germania 

Alcune immagini



Forma e sostanza


C’era una volta lo spazzino, poi diventò netturbino ed ora è operatore ecologico.

C’era una volta l’asilo, che diventò prima scuola materna ed ora è scuola dell’infanzia.

C’erano una volta sordi e ciechi, diventati non udenti e non vedenti

Potrei continuare all’infinito con la storia di queste variazioni.

Cambia la denominazione, ma la sostanza non cambia.

Allora, come prevedibile, Equitalia cambia solo nome e diventa Agenzia della Riscossione delle Entrate. Accorpare in un unico ente accertamento e riscossione è semplicemente mostruoso, ed i risultati li vedremo nel tempo.

Renzi è “orgoglioso” di questa manovra, ma ci sono alcune cosucce che non quadrano.

Per evitare le sanzioni, bisogna pagare il tutto in 4 maxi-rate, per giunta abbastanza ravvicinate.

Per quello che concerne le multe, ci sarà solo un piccolo sconto sugli interessi.

La norma è stata approvata oltre i termini (ed il sospetto è che sia solo per creare gettito da inserire nella legge di bilancio). Per giunta il Presidente l’ha firmata di getto, senza che ci sia né l’urgenza né la straordinarietà.

In breve…

C’era una volta Equitalia, ora Agenzia delle riscossioni….

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contante

Sono una persona che usa abitualmente tutti i sistemi di pagamento che il mondo moderno offre: carte di credito (classica, prepagata o virtuale),  PayPal,  bancomat, homebanking.

Quindi di contante ne uso davvero poco: per l’acquisto dei quotidiani,  per il pane nel negozio sotto casa (quando non lo preparo da me), un po’ di frutta o verdura al mercato, il gioco del lotto in comproprietà con mio marito (per mio conto soldi buttati…), qualche consumazione al bar.

Quindi le considerazioni che seguono non mi interessano per nulla, se non marginalmente e da un punto di vista strettamente etico, ritenendo quanto sta succedendo palesemente iniquo.
Quindi se tenessi in casa del denaro, in una cassettina, dentro il materasso o sotto una piastrella (come Peppino De Filippo) sarei considerata alla stregua di un evasore.



Non mi risulta che tenere i PROPRI soldi in casa sia un reato.
Nemmeno mi risulta che sia reato tenerli in una cassetta di sicurezza, sistema ormai adottato da molti che lo preferiscono all’apertura di un conto corrente bancario che, tra spese e nessun interesse o quasi, è ormai antieconomico.  Ma lo stato, per il pagamento di imposte e tasse ed altri pagamenti di somme oltre i 3mila euro ti OBBLIGA ad usare il canale bancario ed a sostenere le relative spese di tenuta conto, oltre ai vari oneri. Lo stesso stato che tarda ad onorare i propri impegni verso i fornitori…e mi fermo qui.
Lo stato ritiene che questo metodo nasconda evasione fiscale o altro reato?  A lui l’onere di dimostrare che lo sia, applicando le pene conseguenti. Ma fino a prova contraria è l’accusa che deve essere verificata e c’è sempre la presunzione di innocenza.

Questa sempre maggiore ingerenza dello stato nella sfera privata, quel voler monitorare tutto e tutti (e nella rete cadono sempre i pesci piccoli…i grandi poche volte ed i grandissimi praticamente mai, avendo altri canali con i quali nascondere la corruzione ed aggirare i controlli) mi preoccupa. Secondo lo stato, nascondere i soldi in casa o in cassette di sicurezza, togliendo dai flussi circa 150 miliardi di euro – il 10% del PIL italiano – causerebbe secondo alcune stime un danno al sistema bancario.

Avete letto bene… un danno al sistema bancario dopo che migliaia di piccoli risparmiatori sono stati beffati e derubati dei loro risparmi dalle banche!!!

Non contenti, ci si mettono pure alcuni magistrati che hanno suggerito a Renzi di promuovere il “conflitto tra i contribuenti”, ossia la delazione dei vicini di casa che possono informare Finanza e Forze dell’Ordine che il dirimpettaio detiene in casa più di 1000 euro per contanti! Misure che forse esistono solo in Colombia, senza contare il pericolo di false denunce per ripicche personali.

Lo stato inoltre dovrebbe promuovere pure una “Volontary disclosure” (come per i capitali portati all’estero) anche per i valori detenuti in cassette di sicurezza, assoggettandoli ad una tassa che può arrivare anche al 35%.

Roba da matti!

Se poi consideriamo che l’Italia è agli ultimi posti in Europa (seguita solo da Bulgaria, Grecia e Romania) per l’utilizzo della moneta elettronica, e che quindi molte transazioni avvengono sempre per contante, una simile asserzione fa semplicemente allibire.


Comunicazione di servizio


Qualche giorno di relax in Germania, anche se ho già programmato qualcosa…arrivederci a presto.

Loredana


60 anni fa

budapest-1956-il-simbolo-della-rivoluzione-la-bandiera-ungherese-con-stracciato-il-simbolo-comunistaSessant’anni fa venne scritta una delle più tristi pagine della storia moderna, la rivoluzione ungherese.

Iniziò il 23 ottobre 1956, con una manifestazione pacifica di studenti universitari delle facoltà di Tecnologia ed Economia di Budapest che protestavano contro la presenza sovietica in Ungheria e contro la dittatura di Mátyás Rákosi, personaggio della vecchia nomenklatura stalinista.

manifIn pochi giorni, agli studenti si aggiunsero milioni di cittadini . Nella capitale venne abbattuta la statua di Josif Stalin

stalin2i rivoltosi tagliarono il simbolo comunista dalla bandiera, e la polizia iniziò a sparare sui manifestanti.

Per placare la rivolta, il Comitato Centrale del partito socialista ungherese nominò primo ministro Imre Nagy,

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che tempo addietro aveva già criticato Rákosi , richiedendo un “comunismo dal volto umano”. Nagy il 1° novembre chiese di uscire dal patto di Varsavia, proclamando nel contempo la neutralità dell’Ungheria e richiedendo pure con urgenza all’ONU che la questione ungherese venisse messa subito in discussione.

Le richieste di Nagy però non vennero accettate dall’Unione Sovietica: egli venne deposto il successivo giorno 4 novembre e sostituito con János Kádár e lo stesso giorno, all’alba, la nazione venne invasa da 15 divisioni corazzate con seimila carri armati sovietici.

« Qui parla il Primo Ministro Imre Nagy. Oggi all’alba le truppe sovietiche hanno aggredito la nostra capitale con l’evidente intento di rovesciare il governo legale e democratico di Ungheria. Le nostre truppe sono impegnate nel combattimento. Il governo è al suo posto. Comunico questo fatto al popolo del nostro Paese ed al mondo intero. »


Negli scontri morirono oltre 2600 ungheresi, sia tra i rivoltosi che tra i simpatizzanti sovietici, nonché 720 soldati russi, mentre i feriti furono oltre 20mila e gli esuli, rifugiatisi in America o nell’occidente, oltre 250mila, all’incirca il 3% della popolazione.

Successivamente, ci furono numerose esecuzioni, anche molto tempo dopo la fine della rivolta. Molti studenti che avevano partecipato alla rivolta furono imprigionati e torturati nella “Casa del Terrore” sita in Andrássy út 60. dove era stato imprigionato per 15 anni il cardinale József Mindszenty .

A favore della repressione si era pronunciato, tramite una lettera, anche Palmiro Togliatti (che più avanti votò pure a favore della condanna a morte di Imre Nagy)

« Alla segreteria del CC del PCUS

30 ottobre 1956 Gli avvenimenti ungheresi hanno creato una situazione pesante all’interno del movimento operaio italiano e anche nel nostro partito. Il distacco di Nenni da noi che pure, a seguito delle nostre iniziative, aveva mostrato una tendenza a ridursi, si è ora bruscamente acuito. La posizione di Nenni sugli avvenimenti coincide con quella dei socialdemocratici. Nel nostro partito si manifestano due posizioni diametralmente opposte e sbagliate. Da una parte estrema si trovano coloro i quali dichiarano che l’intera responsabilità di quanto avvenuto in Ungheria risiede nell’abbandono dei metodi stalinisti. All’altro estremo vi sono coloro che accusano la direzione del nostro partito di non aver preso posizione in difesa dell’insurrezione di Budapest e che affermano che l’insurrezione era pienamente da appoggiare e che era giustamente motivata. Questi gruppi esigono che l’intera direzione del nostro partito sia sostituita e ritengono che Di Vittorio dovrebbe diventare il nuovo leader del partito. Essi si basano su una dichiarazione di Di Vittorio che non corrispondeva alla linea del partito e che non era stata da noi approvata. Noi conduciamo la lotta contro queste due posizioni opposte ed il partito non rinuncerà a combatterla. Tuttavia vi assicuro che gli avvenimenti ungheresi si sono sviluppati in modo tale da rendere molto difficile la nostra azione di chiarimento all’interno del partito e per ottenere l’unità attorno alla sua direzione. Nel momento in cui noi definimmo la rivolta come controrivoluzionaria ci trovammo di fronte ad una posizione diversa del partito e del governo ungheresi e adesso è lo stesso governo ungherese che esalta l’insurrezione. Ciò mi sembra errato. La mia opinione è che il governo ungherese, rimanga oppure no alla sua guida Imre Nagy, si muoverà irreversibilmente verso una direzione reazionaria. Vorrei sapere se voi siete della stessa opinione o se siete più ottimisti. Voglio aggiungere che tra i dirigenti del nostro partito si sono diffuse preoccupazioni che gli avvenimenti polacchi ed ungheresi possano lesionare l’unità della direzione collegiale del vostro partito, quella che è stata definita al XX Congresso. Noi tutti pensiamo che, se ciò avvenisse, le conseguenze potrebbero essere molto gravi per l’intero nostro movimento. »

(Palmiro Togliatti)

La sua posizione contribuì a spaccare l’asse che si era creata tra lui e Nenni, mentre molti comunisti si dimisero dal partito, prendendo le distanze dal PCI.

In questo giorno, ricordo il sacrificio di tanti giovani ungheresi, tra i primi a volersi liberare dal giogo rappresentato dal comunismo.


Conoscere

Se riveli tutto, se metti a nudo ogni sentimento, se chiedi comprensione, perdi qualcosa di cruciale per il senso che hai di te stesso.
Abbiamo bisogno di sapere cose che gli altri non sanno.
E’ quello che nessuno sa di te che ti permette di conoscerti.

Donald Richard DeLillo, Punto omega

 

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”  E a noi non è dato di conoscere le vite degli altri, e non è dato di conoscere nemmeno la nostra, al di là dei dettagli che sappiamo tenere sotto controllo. E le cose che ci cambiano per sempre avvengono senza che noi ce ne rendiamo conto. E il momento che ci appare identico a tutti gli altri è quello in cui i cuori, invece, si spezzano o guariscono. E allora il tempo fugge selvaggio dai quadranti degli orologi. Ci vuole così poco tempo per cambiare una vita e ci vuole tutta una vita per comprendere il cambiamento.”

Jeannette Winterson, da “Lo spazio del tempo”

 


sognare


cuore

A chi sogna di giorno e sogna di notte, sapendo ogni sogno vano, ma sogna sempre, solo per sentirsi vivere e avere un cuore.

Fernando Pessoa



Ti ricordi il primo giorno
che ci siamo conosciuti,
ero strano, emozionato
quanto tempo è già passato!
Ti piaceva il mio coraggio,
la pazienza del mio amore,
io con te mi son trovato
bene a vivere e a pensare;
e d’inverno quante sere
siamo stati ad inventare
per il figlio che volevi
un nome grande;
era bello andare avanti
con niente, ma insieme.
È la voglia di sognare
è difficile a passare,
anche dopo tanto tempo
noi restiamo come allora:
un po’ allegri, un po’ scontenti
un po’ teneri e violenti,
di parole mica tante,
ma tu non te ne lamenti.
È la voglia di sognare
che ci fa dimenticare
una vita fatta solo
di giornate ad aspettare,
un minuto dopo l’altro,
perduti, ma insieme.
È con te che voglio stare
della vita mi accontento
e mi sembra di aver tutto
solo avendoti qui accanto.
È la voglia di sognare
che ci fa dimenticare
una vita fatta solo
di giornate ad aspettare,
un minuto dopo l’altro,
perduti, ma insieme.
Se non puoi dimenticare
quell’età del nostro amore
quando, per portarti un fiore,
mi scordavo di mangiare,
è la voglia di sognare,
è la voglia di sognare,
è la voglia di sognare.

 


È ufficiale 

La sola sua presenza, come nel caso delle Olimpiadi, o un suo tweet, come quello su riportato, portano sfiga 😂😂😂


 


Un paio di argomenti

La notizia del giorno è la cena di Matteo Renzi, la consorte e seguito di altri personaggi alla Casa Bianca, ospiti di Barak e Michelle Obama.

Orbene, l’Italia è incontestabilmente una pietra miliare della moda, primato che condividiamo con la Francia: a parte la nostra first Lady – un piccolo appunto forse per i sandali, ma per me il suo vestito era OK anche grazie alla sua figura –

renzicq5dam-web-738-462gli altri si sono presentati in modo piuttosto trasandato. Il premier infagottato in un completo che gli stava un po’ strettino, Roberto Benigni e Nicoletta Braschi invece il massimo dell’ineleganza…

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Pure al ricevimento della sera Nicoletta Braschi, con quel fazzoletto in mano ed il vestito rosso a pois, ricordava tanto la Teresa Colombo dei Legnanesi quando si veste a festa.

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(foto tratte dal sito del Corriere)

Però un bel risultato è stato ottenuto: il presidente americano parteggia per il Sì nel referendum voluto da Renzi. Cosa c’entri Obama con il nostro referendum e perché si permette in via ufficiale di esprimere opinioni proprio non l’ho capito. Se consideriamo poi che il sistema americano si basa sul bicameralismo perfetto (quello che verrebbe a decadere dovesse vincere il Sì), la sua osservazione è quantomeno “strana”.

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L’altro argomento è la decisione dell’UNESCO che ha ratificato la non appartenenza all’ebraismo del Muro del Pianto, consentendo agli ebrei di visitare il luogo, ma non di pregare.

Israel, Jerusalem, the Western Wall

Israel, Jerusalem, the Western Wall

Triste constatare l’asservimento del mondo occidentale a quello dei petrodollari arabi: non basta astenersi, come codardamente hanno fatto moltissimi paesi tra i quali anche l’Italia: bisognava votare contro questa risoluzione. Non si può nascondere la storia ultramillenaria di un popolo, negare che quel muro sia, e di molto, antecedente la costruzione della moschea, e non credo che all’UNESCO siano tutti ignoranti in fatto di storia: quei ruderi sono parte di un tempio costruito secoli prima della moschea e questa è una violazione palese del diritto di un popolo di pregare in un luogo a lui sacro.

Per mio conto, continuerò a chiamarlo Monte del Tempio, con il Muro del pianto.


Tempi brutti.


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Le notizie economiche, nonostante le roboanti affermazioni governative, sono sempre più preoccupanti.

Innanzitutto la segnalazione dell’INPS che annuncia che in otto mesi (gennaio-agosto 2016), le assunzioni a tempo indeterminato sono scese di 351mila unità, con un calo dell’8,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con il solo aumento dei voucher, che si riferiscono a prestazioni temporanee.

Poi l’altra sconcertante ma prevedibile notizia che specialmente al sud il numero dei poveri nostrani ha superato quello degli extracomunitari.

Non solo, ma la soglia di povertà ha subito un’inversione di tendenza: ora sono i giovani, senza occupazione ed in cerca di primo impiego oppure i licenziati (*), ad essere più poveri degli anziani.

Questa ripresa dell’economia proprio non si vede… oppure mi sono persa qualcosa?

 

 

(*) si è registrato anche un aumento dei licenziamenti per giusta causa del 28,3% rispetto all’anno precedente.


Funerale

foto-funerali-dario-foIeri ho passato la giornata con mio marito e con amici che non vedevamo da tempo, quindi mi sono risparmiata lo stravolgimento dei palinsesti televisivi per i funerali di Dario Fo. Cosa penso di lui, credo che si possa tranquillamente capire da quanto ho scritto lo scorso giorno, comunque lo ripeto, tenendo presente che è un mio personalissimo giudizio: personaggio sopravvalutato da vivo ed ora straosannato da morto.

Non è stato però possibile esimermi dalle notizie riportate oggi sui giornali.

Non voglio riportare le “solite “ notizie sui trascorsi repubblichini e sui compagni che hanno intonato “Bella ciao” (visto la frequenza con la quale viene cantata, la si potrebbe sostituire a Fratelli d’Italia) senza considerare che all’epoca il Dario era uno di quelli che con i partigiani mica ci andava tanto per il sottile…

Nemmeno voglio ricordare che ultimamente era grillino, mentre il figlio Jacopo ha detto papale papale che erano COMUNISTI, nemmeno piddini, ma proprio comunisti). Ergo… beh, le conclusioni le lascio a chi legge.

Poi c’è chi ha sollevato obiezioni sulla presenza di autorità civili e picchetto militare in alta uniforme, che Fo, da vivo, aveva sempre schernito. Una fiera dell’ipocrisia nei confronti di uno che ha sempre preso per i fondelli

Parlo della cerimonia funebre in se stessa.

E qui mi sono sorte delle perplessità.

Il funerale si è tenuto sul sagrato del Duomo di Milano ed il sagrato è parte integrante della chiesa. Le esequie di uno che si è sempre e pubblicamente definito ateo possono essere celebrate su un sito che è ritenuto sacro? Si poteva almeno usare la piazza, e non ci sarebbe stato nulla da eccepire…ma il sagrato? Sarà stato richiesto un qualche permesso, e chi lo avrà concesso?

Questo asservimento della Chiesa ad uno che l’ha sempre disprezzata e dileggiata (e detto da me, agnostica) mi è sembrato un calar di braghe di fronte a chi il potere lo detiene, anche se indirettamente.

Poi, parole del figlio (lo ricordo: ateo) ha detto che ora il padre è assieme a Franca: non è vero che si muore davvero ed ora si faranno grandi risate…Beh, sono alquanto perplessa da queste dichiarazioni. Ateo che crede in un aldilà…

Non si finisce mai di essere stupiti.

Sorgente: proFBonomo: Il sagrato delle chiese


Autunno


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Ci sono cose che non smetteresti mai di guardare.
Cose che lasciano un’impronta indelebile sulla tua anima.
E mentre cerchi di scoprire il perché di tanto fascino, scopri solo dopo e solo dopo, ripensandoci, che le guardavi perché le amavi.

Pedro Almodovar

 


Nobel

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Concesso a Bob Dylan il premio Nobel per la letteratura: in effetti molti dei testi delle sue canzoni sono vere poesie, e lo stesso avevo anche detto riferendomi a cantautori nostrani, come ad esempio Francesco Guccini e RobertoVecchioni, tanto per citarne un paio. Lo conoscevo, oltre che come cantante, anche in qualità di pittore, e ne avevo parlato anche in occasione di una mostra vista tempo addietro a Milano. https://ombradiunsorriso.wordpress.com/2013/03/04/milano-1-marzo/

Ma per un Nobel assegnato, un altro ci ha lasciato.

Naturalmente mi riferisco a Dario Fo.

Pur ritenendo esagerato allora il premio concessogli (ma Fo era anche fortemente sponsorizzato), è stato comunque un innovatore del teatro italiano, riscoprendo le sue radici più antiche, medievali persino, rispolverando il grammelot, quel curioso linguaggio inesistente ed insensato che imitava la cadenza di altre parlate e che usava molto spesso nei suoi pezzi.

Non voglio ricordare il Dario Fo politico, che non apprezzavo quanto quello artistico. Si sono spesi fiumi di parole sui suoi trascorsi e sulla sua attuale militanza, e non ho condiviso nessuno dei suoi trascorsi.

Ci sono sue frasi ad esempio che mi avevano alquanto disgustato, come quando in occasione dell’assassinio del giovane Sergio Ramelli disse “Beh, in fondo è morto solo un fascista” .

http://www.lettera43.it/cultura/dario-fo-vita-e-morte-di-un-giullare-militante_43675263795.htm

Quindi un apprezzamento, anche se non totale, come artista, nessuna considerazione per l’uomo e per la sua politica. Comunque, che riposi in pace e che possa bussare pure lui alle porte del Paradiso, se lo vorranno.

Amen


Andare via


lasciare-andare

Non trattenere chi si allontana da te. Perché così non arriverà chi desidera avvicinarsi.

Carl Gustav Jung

Non sono venuto per salutare
che io non lo conosco
il tono giusto del saluto
e nemmeno le parole
per la circostanza
e dove mettere le mani
dove guardare
quale muro della stanza
guardare
non sono venuto per salutare

non sono venuto per salutare
perché io non lo capisco
il tempo giusto del saluto
che trova le parole
e toglie la distanza
e poi libera le mani
lascia guardare
di là del muro di una stanza
guardare
non sono venuto per salutare

non torneremo mai
sui nostri passi mai
non ci sarà più posto
neanche di nascosto
nei giorni andati mai

non torneremo più
o solo a ricordare
che il tempo del ricordo
è il tempo del ritardo
e non fa ritornare
lasciami andare

non sono venuto per salutare
però adesso lo riconosco
il tono giusto del saluto
e conosco le parole
per la circostanza
e posso stringere le mani
e riesco a guardare
qualunque muro di una stanza
guardare…

non torneremo mai…