La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Bambini

C’è una cosa che mi fa rabbia, anzi, schifo: la strumentalizzazione della quale sono oggetto i  bambini.

Come già successo con il piccolo Aylan, il cui corpicino inerte fu spostato per esigenze fotografiche, ora ripropongono la stessa situazione con Omran, fortunatamente sopravvissuto ad un bombardamento ad Aleppo.

Il soccorritore lo estrae dalle macerie, lo posiziona sulla poltroncina di un’ambulanza, poi riprende i salvataggi ad altre persone bisognose.

Però il reporter è in agguato per filmare lo sguardo attonito del piccino in evidente stato di choc. Nemmeno una carezza, un abbraccio o l’atto di pulire sangue e polvere dal visino: la ripresa è assai più importante.

Su un sito leggo: riprese a cura di Aleppo Media Center, ossia l’agenzia di informazione prossima agli jihadisti, e tutto si spiega.

Dove erano reporter ed operatori televisivi quando erano i ribelli a massacrare i civili, fra i quali innumerevoli bambini?

La guerra in Siria dura da 5 lunghi anni, e se alcuni paesi quali la Turchia, il Qatar, l’Arabia Saudita non avessero provveduto ad armare i ribelli “moderati” di Al Nusra, Al Qaida e simili, probabilmente il conflitto non ci sarebbe stato…

Poi, siccome il bombardamento è stato opera dei Russi, ecco che i ribelli “moderati” ci  tengono a comunicare che i Russi sono i “cattivi”.

Aleppo poi non è in mano ai ribelli, ma allo Stato Islamico, ed i governativi stanno solo cercando di liberarla.

Su alcuni siti ho perfino letto, ma non voglio crederci, che il video sarebbe una montatura.

L’unica cosa certa è che le prime vittime di queste guerre sono, come sempre, i più deboli ed indifesi.


6 Risposte

  1. Mi ha fatto rabbia questa immagine, mi fa rabbia pensare che un bambino ferito e sofferente sia stato sbattuto sulle pagine di tutti i giornali come simbolo di una guerra ingiusta…come se non ci potessimo rendere conto di ciò che accade senza queste immagini di bambini…

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    19 agosto 2016 alle 20:59

  2. Sai che volevo venirti a scrivere di questa “sporca facenda” ieri? Poi mi sono detta maddai… Io sono rimasta sconcertata nel vedere che mettevano il bambino sulla sedia come fosse in posa e il fotografo subito mettersi a fare scatti, mi è venuto un nervoso!!! Invece di abbracciarlo, fargli una carezza, toglierli la polvere dal viso e pulire il sangue, dirgli qualche parola per confortarlo… Sono disgustata, quel bambino mi è rimasto negli occhi e nel cuore❤

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    20 agosto 2016 alle 12:57

    • E i bambini degli “altri”? Nessuno ne parla 😢😡

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      20 agosto 2016 alle 12:58

      • Per me i bambini sono tutti uguali: spesso dico a ello: ma se sanno che c’è la guerra perchè fanno bambini sapendo a cosa andranno incontro? Il problema è che quei bambini diventeranno grandi e non so come potranno affrontare il futuro. Spesso penso che quelli che si fanno esplodere o si “arruolano” sono stati bambini come questi e per loro la vita non ha nessun valore, non conoscono sorrisi né momenti felici.

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        20 agosto 2016 alle 13:02

  3. L’assuefazione e/o l’indifferenza sono i nostri peggiori nemici….
    E mi riferisco al fatto, parlando in prima persona, che rischiamo veramente di non dare sufficiente peso alle cose, alle tragedie del nostro tempo ( la guerra in primis) e alle continue angherie e sopraffazioni che costantemente ci vengono imposte dall’alto.
    Tutto rientra ormai nella normalità, una sorta di arrendevole accettazione , una pericolosa e passiva omologazione al peggio come se il meglio non dovesse più e mai arrivare.

    Senigalliesi, fotoreporter sui teatri di guerra, non crede che la foto- simbolo arrivi per caso o per un colpo di fortuna : ” Può capitare, ma di solito scaturisce dal fatto che si vive dentro una situazione, dall’essere vicini alle persone che soffrono e di condividere con loro momenti tragici. Il fotoreporter è talmente adrenalinico, e concentrato su quello che ta faceno, che pensa solo a fare l’immagine giusta”

    La sequenza di Omram caricato sull’ambulanza è stata girata dall’Alaleppo media center, e reputo sacrosanto che ci siano fotografi locali che raccontano le storie di casa loro. Questa è una svolta democratica dovuta ad internet.
    Che poi le immagini dei bambini di qualsiasi martirio, vengano strumentalizzate da tutti ( anche tu l’hai fatto in questo articolo che ha un indirizzo politico preciso ) è vero, ma sono quasi sicura che domani o dopo molti se ne saranno già dimenticati.

    Dobbiamo scuoterci…ci stanno omologando….o forse ormai è già tardi .

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    20 agosto 2016 alle 15:14

    • Ho semplicemente rimarcato il fatto che ci sono differenze tra gli stessi bambini. Alcuni “meritano” l’attenzione della cronaca, altri muoiono nell’indifferenza più totale. E questo è palesemente ingiusto.

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      20 agosto 2016 alle 15:19

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