La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Zagabria

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Siamo partiti più tardi del solito, perché qui oggi si votava per eleggere il nuovo sindaco ed il relativo consiglio comunale. Alle 7 eravamo già al seggio poi abbiamo caricato i bagagli e via. Guido io, poiché da ieri mio marito ha un fastidioso orzaiolo ad un occhio: guidare non mi pesa, anche perché non dovrò correre in quanto il check – in all’hotel è previsto dopo le 14.
Autostrada fino a Bressanone, poi la Pusteria. Questa valle è una delle mie preferite con alte montagne, grandi prati, boschi folti. A tratti altissime cataste di tronchi e legname già lavorato in assi che mi ricordano le battaglie dei ragazzi di via Pál letto durante la mia infanzia. Ogni tanto in lontananza si vede il treno locale, coloratissimo.
Al confine di Prato alla Drava non ci sono problemi: la strada è sgombra e non c’è nessun controllo alla frontiera. Anche qui il percorso si snoda tra immensi prati a tratti interrotti dalle coltivazioni di colza dai fiori splendenti di giallo.
Una sosta per mangiare qualcosa poco prima di arrivare al confine sloveno, ed acquistare la vignetta per l’autostrada. E finalmente la Slovenia. Pure qui controllo inesistente.
Non mi aspettavo che il paesaggio fosse così bello: colline dolci con paesini da favola, piccoli e ben tenuti, che per la loro conformazione mi hanno ricordato l’Ungheria. Anche l’autostrada è ottima. Arriviamo infine al confine con la Croazia: al confine due poliziotti danno un’occhiata rapida ai nostri passaporti e ci fanno passare subito, mentre l’auto italiana immediatamente prima della nostra viene fatta accostare per ulteriori controlli. Mi spaventa vedere che in senso inverso ci sono invece code chilometriche di altri autoveicoli: al ritorno probabilmente le troveremo pure noi.
Non finirò mai di lodare l’inventore del navigatore che ci ha condotto fino all’albergo senza intoppi, puntuali quasi fossimo svizzeri!
Una rinfrescata e siamo pronti per uscire. A 50 metri dall’hotel c’è una fermata del bus che ci conduce fino in centro. Cerchiamo un ufficio informazioni per la Zagabria Card che ci permette di viaggiare per 3 giorni su tutti i mezzi pubblici e di entrare in eventuali musei a prezzo ridotto, ma l’addetto ci dice di ritornare domattina. La città è grande, davvero ben tenuta e piena di vita: molti negozi aperti nonostante sia domenica, nelle vie laterali alle arterie principali una serie di locali – bar, gelaterie, paninoteche – molto affollate, come pure i giardini dove si svolge una festa con molti bambini (forse la festa della mamma? Difficile dirlo, in quanto non capiamo una parola di quanto scritto su vari striscioni ).
Mangiamo qualcosa e riprendiamo il bus… ed ecco! Inizia un temporalone tremendo ed inizia un acquazzone proprio nei pressi della nostra fermata. Ci rifugiamo sotto la pensilina, ma il vento spinge la pioggia fin là sotto. Decidiamo di rientrare comunque in hotel, dove arriviamo FRADICI. Naturalmente le scarpe da pioggia erano in auto, ed il K-Way e gli ombrelli in valigia!
Una doccia bollente per scaldarci e da poco ho finito di asciugare capelli, scarpe, jeans, berrettino da baseball con il fohn…
Spero che domani faccia bel tempo.


Inviato dal Veloce promemoria

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