La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Qualche giorno dopo…

Passato il referendum, la questione si sposta ora sul fattore quorum.
C’è chi ha criticato gli astensionisti (io sono tra questi), dicendo che votare è un dovere civico.
Ebbene, per me votare è una facoltà, non un obbligo.
Fino ad oggi non ho perso nessuna delle votazioni politiche ed amministrative – anche quando la scelta si era fatta difficile – ma si trattava di decidere a chi affidare il governo della nazione o delle nostre città, e qualche volta sono stata costretta a scegliere il meno peggio.
Per il referendum la questione è differente.
Il 50% +1 necessario per raggiungere il quorum ha una sua valenza, ed è ben spiegato nel ritaglio di giornale che allego.

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Spiego più dettagliatamente del perché c’è un quorum nei
referendum.
Ipotizzo una parte politica di “furbi” (nessun riferimento alla presente) che elabora un referendum incomprensibile alla maggioranza della gente, ma che si ripercuoteri pesantemente sulla vita e sulla libertà di tutti. La parte politica di furbi non fa campagna elettorale, nessuna pubblicità, anzi fa passare tutto sotto silenzio.
Arriva il giorno del referendum senza quorum, in cui vanno a votare solo le cosiddette truppe cammellate – ben edotte – che magari non arrivano neanche al 10 % dell’ elettorato, ma votano compatte ed ovviamente vincono.
In questo modo , prendono una decisione importantissima , alla facciaccia di tutti e gioiscono per il successo. Ed è quello che temo per il prossimo referendum sulle riforme istituzionali, dove pochi ci hanno capito qualcosa e dove i soliti obbediranno agli ordini di scuderia.
Ritornando invece al referendum di domenica scorsa: a mio parere non ha senso che chi è contrario si sia recato a votare NO.
Mi spiego.
Se per ipotesi gli elettori fossero un milione in totale e il 50% di loro votasse SÍ, ed io unica contraria per un presunto senso civico mi recarsi a votare NO, mi darei da sola la zappa sui piedi perché il mio unico voto di dissenso convaliderebbe un risultato da me non voluto.
Ritornando ai referendum ed alla questione del quorum, tanto casino solo per quest’ultimo.
Nel 1997 furono indetti 7 referendum, e per nessuno di essi fu raggiunto il quorum. Lo stesso per il referendum del 1999, dei 7 del 2000, dei 2 del 2003, dei 4 del 2005, dei 3 del 2009, mentre il quorum fu superato di pochissimo nei 4 referendum del 2011.
Quindi quorum superato solo in 4 delle 29 consultazioni complessive.
Quindi ogni mugugno sull’astensionismo odierno è pretestuoso. Gli italiani vogliono essere consultati per questioni importanti ma soprattutto spiegate in modo chiaro e comprensibile, cosa che non avviene mai, con citazioni di leggi, articoli e commi che pochi sono in grado di interpretare.


Inviato dal Veloce promemoria

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