La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 13 aprile 2016

Pensierino della Sera

Ma se l’Italia venisse invasa dall’ISIS e tutti gli uomini validi se ne fuggissero per “cercare una vita migliore” e lasciassero qui solo donne, bambini ed anziani… come li chiamereste?
Credo che il termine giusto sia “codardi “.
E noi accogliamo baldi giovani che fuggono dalle loro terre “forse” in guerra, senza portarsi appresso le famiglie.
Mah!


Inviato dal Veloce promemoria


Non ci vado!

Si  avvicina domenica e la data del referendum. Una consultazione perfettamente inutile qualunque sia il risultato.
Innanzitutto c’è da deplorare il comportamento del presidente della Consulta che dice che BISOGNA  andare a votare,  quasi fosse un obbligo, contrariamente a quanto prescrive l’art.75 della Costituzione (che lui dovrebbe ben conoscere !). Anche l’astensione è una precisa scelta politica da rispettare.
Poi c’è chi si recherà alle urne (magari anche votando NO) solo per boicottare Renzi che ha invitato a non andarci, e questi mi ricordano il classico marito che si taglia gli attributi solo per far dispetto alla moglie.
Inoltre c’è la grande confusione: si parla di trivelle, ma in realtà la normativa è relativa alle piattaforme petrolifere che estraggono gas e non petrolio, non inquinano  (tanto che molte spiagge interessate hanno la bandiera BLU). Tutte falsità quelle che ci propinano sulle paventate macchie di petrolio sulle nostre coste. Anche dal punto di vista economico certi ambientalisti raccontano fregnacce: il nostro gas è puro oltre il 9o%, ed i costi elevati non sono dovuti per raffinarlo,  come vogliono farci credere, ma solo all’elevato costo del personale e per il rispetto delle leggi sindacali ed ambientali.
L’unico,  piccolissimo giacimento di petrolio italiano si trova in Basilicata, in val d’Agri, quindi nell’entroterra e nulla ha a che vedere con le “trivellazioni” in mare.
Le prime piattaforme sono state installate negli anni ’60 circa e sono quasi alla fine della loro vita produttiva. Anche se si dovessero considerare dannose, i danni li avrebbero già compiuti in questi 70 anni di attività.
Altra “dimenticanza”: il decreto Prestigiacomo 128/2010 già vietava le installazioni sotto le 12 miglia marine.

Concludendo, questo referendum non cambia granché per quanto riguarda l’ambiente; essenzialmente è un braccio di ferro tra le regioni a guida PD e lo Stato a governo PD: un referendum politicizzato che serve a dare più discrezionalità alle regioni o allo stato in materia di sfruttamento dei giacimenti, un braccio di ferro che costa così tanto alle casse dello Stato (in periodo di spending review) e soprattutto danneggia  6000 lavoratori (oltre a quelli dell’indotto perché assieme ad Eni salteranno anche tutte le aziende italiane che vi lavorano) per un voto meramente politico.