La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Barriere

Si prospetta un ciclo di “prigionia”, per noi che stiamo in Alto Adige.
Già, perché la sola strada per uscire dall’Italia passa obbligatoriamente (eccettuato il piccolo passo di Tubre che porta in Svizzera) per l’Austria e, per la maggior parte, attraverso il valico del Brennero.
Quindi, o si resta in Italia oppure ci si dovrà assoggettare a lunghe ed interminabili code per le necessarie verifiche e gli austriaci, si sa, sono molto scrupolosi.
Era già successo al confine tra Austria e Germania, in occasione del nostro ultimo viaggio. Allora era quest’ultimo paese che effettuava i controlli e la coda in autostrada era chilometrica.
Mi immagino già quello che succederà sull’A22: è solo a 2 corsie, percorsa giornalmente da migliaia di TIR… ci sarà da soffrire, ma di questa situazione possiamo solo recitare il mea culpa. Inutile recriminare contro l’Austria accusandola di egoismo o cose similari: questo Stato non fa altro che difendersi da un’invasione che noi invece non facciamo che favorire, grazie agli interessi di qualcuno.
E quest’oggi, tratti in salvo 1850 “profughi” nel canale di Sicilia. Altri 65mila euro al giorno da pagare alle Onlus e cooperative varie che usciranno dalle nostre tasche.


Inviato dal Veloce promemoria

9 Risposte

  1. Che palle!😦

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    12 aprile 2016 alle 10:28

  2. Un veloce premomeria. Non sia mai che quando ti svegli non ti ricordi dove vivi😦

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    12 aprile 2016 alle 10:57

  3. Sono sempre stata un po’ disgrafica con tendenza ad invertire le lettere. Ma credo che si capisca uguale!

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    12 aprile 2016 alle 10:58

  4. Ciao Loredana, sto tra me e me sorridendo amaro. Quei 1850 profughi salvati e i 65.000 €/gg per le ONLUS in fondo sono appena 1/5 dei 300.000 € al giorno che si è spesi per quasi 5 anni per il mantenimento di ALITALIA, senza dire del leasing per l’aereo di stato di Renzi, e non mettiamoci il salvataggio delle banche. Forse è più bello sapere che 1850 profughi sono stati salvati, la loro sofferenza purtroppo non finisce con il salvataggio.

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    13 aprile 2016 alle 10:25

    • Ciao Popoff.
      Innanzitutto preciso che personalmente Alitalia l’avrei fatta fallire anni ed anni fa, ancora all’epoca del primo salvataggio ad opera di Berlusconi.
      Poi il fatto: quanti di questi “profughi” hanno veramente diritto all’asilo? (Non parlo del salvataggio: quello è ovvio, li si recupera, li si identifica, poi chi ha diritto resta, gli altri si rispediscono a casa).
      Non è nemmeno la questione dei 65mila euro giornalieri che ci vengono a costare. Il fatto è che questi 65mila euro giornalieri si sommano a quelli che già paghiamo per le centinaia di migliaia di “profughi” che già abbiamo “salvato”, e che i denari vanno ad arricchire i soliti noti…Ed è qui che monta la rabbia!

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      13 aprile 2016 alle 17:17

      • Vogliamo fare un ragionamento economico terra terra, partiamo da alcuni fatti.
        In Grecia lo scorso anno c’è stata la corsa alle licenze per autonoleggio: prevedendo l’arrivo di migliaia di profughi molti fiutarono l’affare dei trasporti oltre frontierra, oggi la chiusura di Macedonia & C. ha bloccato i sogni affaristici di molti che si erano anche indebitati per comprare un’auto da adibire a taxi.
        Ieri invece leggevo su La Repubblica (edizione di Palermo) che a Trapani il mercato immobiliare è in forte ripresa: si cercano sopratutto casolari da adibire a b&b, ma anche alberghi e qualche casa di cura sembra si sia già riconvertita in albergo.
        Al di là del traffico automobilistico pensi che nella zona del Brennero e paesi limitrofi chi opera nell’immobiliare non abbia già le prime avvisaglie di richieste di mercato?
        D’altronde il giorno dopo un terremoto basta guardare gli indici azionari delle ditte produttrici cemento per rendersi conto che queste opportunità gli affaristi non se le lasciano scappare.

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        13 aprile 2016 alle 18:17

        • Forse non conosci le persone della mia provincia, specie quelli che vivono in zone montagnose. Certi paesini sono stati obbligati ad ospitare una parte di “profughi” ; già vedono come fumo negli occhi gli italiani, figurati gli altri. E si lamentano non poco, anche perché temono un calo delle prenotazioni per gli affitti degli appartamenti nel periodo di vacanze…

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          13 aprile 2016 alle 18:23

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