La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per aprile, 2016

Fortuna

Aveva solo sei anni quando è stata uccisa, gettandola da un terrazzo all’ottavo piano, dopo aver subito violenze sessuali per lungo tempo.
Il mostro era già stato fermato tempo addietro per aver abusato della figlioletta di tre anni.
E con queste premesse (un altro bimbo di tre anni era morto in circostanze analoghe a quelle della povera Fortuna ), intorno a questo orco si era creato un muro di omertà.
Due bambini innocenti uccisi, altri (non si sa quanti) abusati… e voi tacete? Siete TUTTI colpevoli, non solo quel bastardo.
Spero che in questo caso la “legge del carcere” funzioni e lo punisca a dovere.


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Compare Alfio

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Compare Alfio, pur rispettandolo, non ha mai votato PCI.
Perché allora aveva partecipato alle primarie del PD?
Ah, il PCI non ha nulla a che vedere con il PD.


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Alfabeto

A Roma ricominciano dall’alfabeto

Alfano
Berlusconi
Casini

Chissà se compare Alfio ce la farà (l’uomo al di fuori dai partiti! 😂)

Io credo di no.


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Paragoni

I benpensanti, i radical-chic e affini non vedono l’insinuazione del Califfato in Africa, nelle Filippine, ma si indignano per i populisti, i muri dell’Austria, delle chiusure dell”Ungheria, per i successi di Trump.
È  come prendersela con la chemioterapia, che sí, farà anche cadere i capelli, ma mira a distruggere il cancro.


Misteri italiani

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Per la prima volta, dopo tanti anni, l’aspettativa di vita quest’anno è diminuita: 80,1 anni per l’uomo e 84,7 per le donne (contro rispettivamente 80,3 e 85 del 2014).
Però l’età per ritirarsi in pensione, naturalmente per la quota relativa al l’aspettativa di vita, è aumentata di ulteriori 4 mesi…
Misteri italiani, come per la benzina il cui prezzo continua ad aumentare anche quando il costo del greggio cala.
Cosí per le nuove generazioni l’età pensionabile salirà ad 80 anni e l’aspettativa di vita scenderà a 75 (INPS ringrazia sentitamente).


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Giuseppe

Resto sempre più meravigliata dall’energia che dimostrano certe persone anziane. Avevo già parlato della signora del mio cortile a Bolzano che, in nostra assenza, si occupa di innaffiare i fiori e che, per arrotondare la magra pensione, esegue piccoli lavoretti di sartoria per alcuni condòmini.
Il “mio” mitico Giuseppe, gestore di una bancarella di libri usati e al quale siamo legati da un’amicizia ultradecennale, è l’ennesima riprova della voglia di fare e di vivere di chi è avanti con l’età . Il suo punto vendita inizialmente era in piazza Oberdan (porta Venezia), ma con i lavori di ristrutturazione del Diurno (capolavoro del Liberty… devo proprio visitarlo prima o poi) l’avevano trasferito sull’altro lato della piazza, quasi vicino all’Hotel Diana. Ma nemmeno là andava bene, cosicché con l’ultimo trasloco l’hanno spostato in via Vittorio Veneto all’angolo con via Spallanzani. Ma la bancarella, che contava ormai oltre quarant’anni, era piuttosto malmessa, ed ha dovuto metterla in ordine. Per ora ha fatto sostituire la copertura in ondulina con un tetto di lamiera dotato anche di grondaia. In seguito farà sistemare le saracinesche e ridipingere il tutto in “grigio Milano ” come esige il comune e si doterà di un gruppo elettrogeno per la luce ed il riscaldamento. La posizione è di suo gradimento perché è proprio di fronte ai Bastioni ed è ombreggiata da bellissimi platani.

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Tutto sarebbe quasi di ordinaria amministrazione, ma Giuseppe ha ormai 82 anni, vari acciacchi, un tumore alla prostata ed un’insufficienza polmonare che lo costringe a girare con uno zaino il cui riporre la bombola di ossigeno… Nonostante ciò , è pieno di progetti per il futuro e questo, conoscendolo, non mi stupisce più di tanto.
Lunga vita, Giuseppe e, visto che il momento è propizio, “Forza Juve” :).


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25 aprile… casalingo

Oggi, pomeriggio “sportivo” casalingo, nel senso che, seduti sul divano dei parenti, abbiamo seguito Roma -Napoli (grazie Roma :)) e poi, per par condicio, il povero Milan.
A rallegrare le due juventine (una delle quali io) che festeggiavano lo scudetto ed a consolare i restanti quattro milanisti depressi, un’ottima vodka.

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Qui la bottiglia integra in cucina all’ora di pranzo

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e qui tra una partita e l’altra… siamo quasi a metà…

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Ah, poi è calata ulteriormente 🙂
ma la Crystal Head è davvero eccezionale.


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25 aprile

No, mi dispiace, i partigiani proprio non mi vanno giù, almeno “quelli rossi”. Non mi piacciono per essersi appropriati di una liberazione cui hanno contribuito in minima parte; non mi piacciono per come hanno trattato il duce (Pertini in primis), negandogli un giusto processo che si sarebbe comunque concluso con la condanna a morte; non mi piacciono per lo scempio di piazzale Loreto esponendo le salme come bestie da macello e per aver assassinato la povera Petacci; non mi piacciono per l’eccidio di Porzûs; non mi piacciono per tutte le porcate commesse a conflitto finito. E mi fermo qui.
E poi… liberazione? Se siamo ancora schiavi!


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Oggi, sabato

Nonostante le previsioni, la giornata è calda. Giro in maniche corte (come in questo ultimi giorni) quasi fosse estate, però in giro si vede ancora gente intabarrata quasi fosse inverno.
Pur essendo sabato, siamo dovuti andare comunque in centro per ritirare dei dvd che avevamo ordinato. Di solito nei giorni festivi e prefestivi evitiamo quella zona in quanto troppo frequentata. Infatti in piazza Duomo e Cordusio sembrava si fossero dati appuntamento non solo i turisti, ma anche quei milanesi rimasti in città timorosi del brutto tempo previsto per il ponte del 25 aprile.
Sembravano tanti “gruppi vacanze Piemonte”. Forse i più giovani non ricordano una vecchia pubblicità di una trentina di anni fa, con Nicola Arigliano che magnificava l’eccellenza del digestivo Antonetto. Avrei voluto postare il Carosello dell’epoca, però non sono riuscita a trovarlo.

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Dicevo allora: crocchi di turisti, ammassati dietro alle rispettive guide munite di bandierine, ombrelli, cartelli tenuti alti sopra alle teste per farsi ritrovare. Pure sul tram gruppi di tedeschi ed inglesi, che si selfavano a bordo del vecchio Carrelli 1928. Due Fräulein sulla trentina arricciano il naso quando sul mezzo sale un gruppetto di extracomunitari neri che si posizionano sul fondo. Una delle due sento che dice all’amica che quei ragazzi potrebbero spendere meno in ricariche telefoniche e più in sapone per lavarsi: in effetti nel tram si diffonde un odore piuttosto sgradevole e parecchi passeggeri aprono i finestrini.
A pranzo, la mia passione : i paccheri con melanzane di donna Titina, un locale che già frequentavamo quando c’era la precedente gestione. Ed ho già adocchiato la pizza che preparano là… sarà il mio prossimo assaggio.


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MAGISTRATI

Davigo mi è antipatico, estremamente antipatico per via del suo giustizialismo di tipo giacobino, con utilizzo di metodi poco ortodossi, quali le intercettazioni telefoniche di tipo personale.
Ciononostante non posso dargli torto quando dice che tra i politici ci sono dei ladri. ( “I politici non hanno smesso di rubare, ma solo di vergognarsi”). Si può obiettare sulla quantità di disonesti, non tutti lo sono, non sul fatto che esistano. E non sono tutti di destra, come molti vorrebbero far credere.

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E nemmeno lo si può condannare per l’altra frase che ha detto, per cui un politico che ruba è peggio di un ladro. Certo, è peggio, perché a quel posto è stato eletto da cittadini che vogliono che siano salvaguardati i loro interessi, non quelli personali del politico in questione.
Ma è un po’ tutta la magistratura a dover essere riformata (in alcuni casi addirittura ripulita da alcuni elementi troppo politicizzati ), specie quando si tratta di INTERPRETARE alcune leggi e, guarda caso, spesso a sfavore della parte lesa. Quella magistratura sempre pronta a urlare agli attacchi alla propria indipendenza anche se si tratta di un doveroso blocco degli stipendi in un periodo in cui tutti sono chiamati a fare sacrifici.
Loro, i giudici, no.
Si ritengono inamovibili ed intoccabili, con privilegi ormai radicati nel tempo. Tanto sicuri della propria potenza da sovvertire perfino a volte il potere legislativo che spetta ESCLUSIVAMENTE al Parlamento.
Questa è l’Italia.
Poveri noi.


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400 anni fa

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‘ndemm a tapascià

Ogni tanto ci vogliamo cavare qualche sfizio ed allora, invece di pranzare come al solito, abbiamo deciso: oggi patate fritte! In via Torino c’è la friggitoria di Amsterdam chips… evvai!

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Confezione piccola, media o family? Dato che è il nostro pranzo, via con l’opzione media . Al naturale per me, salsa curry-ketchup per mio marito, uno steccone per infilare le patate mentre si mangia e via! Ci si sente ringiovanire con un bel cartoccione del genere, ma l’appetito non è più quello dei 20 anni… Morale della favola: almeno un terzo del pranzo è finito nel cestino, e mi piangeva il cuore…:'(
Gira e rigira, pur se Milano è grande, si frequentano sempre gli stessi posti, perciò ecco un salto in Galleria e ci attende una sorpresa: Viganò si trasferirà da lì in zona piazza Diaz. Non è molto distante, ma non sarà più la stessa cosa. Ripenso a quante belle cosette ho acquistato in quel negozio, foulards, cappellini, ventagli, molta bella bigiotteria sia per me che da regalare a mia madre, a mia nuora o a diverse amiche.

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Infine un giro in Chinatown, ossia via Sarpi. Anche qui novità. Mentre il Colorificio Sarpi e la storica Cappelleria Melegari resistono, un localino che frequentavamo e che preparava tramezzini e piadine da favola invece ha chiuso ed è stato rilevato, naturalmente, da cinesi.
Qui  in zona, un balconcino con una strana “scultura”.

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La sera poi cena nel ristorante del nostro amico Roberto. Mio marito dice sempre che lì mi sento come a casa grazie alla statua di legno di uno Schutzen.

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Pecore

Mi sono sentita definire pecora, anzi pecorona, perché ho pubblicamente denunciato il mio astensionismo. Potrei dire altrettanto nei confronti di coloro che sono andati a votare, ma il punto non è questo. L’importante era agire dopo aver pensato con la propria testa, cosa che spesso non si è verificata.
C’è chi non è andato alle urne seguendo il consiglio di Renzi è Napolitano, chi invece è andato ed ha votato NO per fare un dispetto al premier, chi ha votato NO o SÌ seguendo gli ordini di scuderia.
Ma quanti avranno votato, dopo essersi informati, e pensando veramente con la propria testa, CONVINTI del voto che stavano esprimendo? A questi, qualunque sia stata la propria decisione, va il mio rispetto.


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Qualche giorno dopo…

Passato il referendum, la questione si sposta ora sul fattore quorum.
C’è chi ha criticato gli astensionisti (io sono tra questi), dicendo che votare è un dovere civico.
Ebbene, per me votare è una facoltà, non un obbligo.
Fino ad oggi non ho perso nessuna delle votazioni politiche ed amministrative – anche quando la scelta si era fatta difficile – ma si trattava di decidere a chi affidare il governo della nazione o delle nostre città, e qualche volta sono stata costretta a scegliere il meno peggio.
Per il referendum la questione è differente.
Il 50% +1 necessario per raggiungere il quorum ha una sua valenza, ed è ben spiegato nel ritaglio di giornale che allego.

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Spiego più dettagliatamente del perché c’è un quorum nei
referendum.
Ipotizzo una parte politica di “furbi” (nessun riferimento alla presente) che elabora un referendum incomprensibile alla maggioranza della gente, ma che si ripercuoteri pesantemente sulla vita e sulla libertà di tutti. La parte politica di furbi non fa campagna elettorale, nessuna pubblicità, anzi fa passare tutto sotto silenzio.
Arriva il giorno del referendum senza quorum, in cui vanno a votare solo le cosiddette truppe cammellate – ben edotte – che magari non arrivano neanche al 10 % dell’ elettorato, ma votano compatte ed ovviamente vincono.
In questo modo , prendono una decisione importantissima , alla facciaccia di tutti e gioiscono per il successo. Ed è quello che temo per il prossimo referendum sulle riforme istituzionali, dove pochi ci hanno capito qualcosa e dove i soliti obbediranno agli ordini di scuderia.
Ritornando invece al referendum di domenica scorsa: a mio parere non ha senso che chi è contrario si sia recato a votare NO.
Mi spiego.
Se per ipotesi gli elettori fossero un milione in totale e il 50% di loro votasse SÍ, ed io unica contraria per un presunto senso civico mi recarsi a votare NO, mi darei da sola la zappa sui piedi perché il mio unico voto di dissenso convaliderebbe un risultato da me non voluto.
Ritornando ai referendum ed alla questione del quorum, tanto casino solo per quest’ultimo.
Nel 1997 furono indetti 7 referendum, e per nessuno di essi fu raggiunto il quorum. Lo stesso per il referendum del 1999, dei 7 del 2000, dei 2 del 2003, dei 4 del 2005, dei 3 del 2009, mentre il quorum fu superato di pochissimo nei 4 referendum del 2011.
Quindi quorum superato solo in 4 delle 29 consultazioni complessive.
Quindi ogni mugugno sull’astensionismo odierno è pretestuoso. Gli italiani vogliono essere consultati per questioni importanti ma soprattutto spiegate in modo chiaro e comprensibile, cosa che non avviene mai, con citazioni di leggi, articoli e commi che pochi sono in grado di interpretare.


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Tra poco si vota a Milano

Siamo in periodo pre-elettorale qui a Milano, ed è ovvio che la città venga tappezzata dai cartelloni pubblicitari dei candidati a sindaco, però non credevo che la faccia di bronzo del PD arrivasse a tanto.

Dappertutto, oltre ai manifesti con il bel faccione di Sala (il cui sorriso ricorda tanto quello dell’uscente Pisapia), si trovano i tabelloni che ho postato qui sotto.

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Bisogna proprio mancare del senso di dignità per appropriarsi del completamento di opere già pianificate ed impegnate finanziariamente anche con la stipula dei vari contratti dalle precedenti giunte (Albertini e Moratti), e per le quali Pisapia ed i suoi assessori si sono limitati a tagliare tanti nastri con il sorriso stampato sulla faccia. Lo stesso ex sindaco Albertini ha ricordato che il PD, che tanto si vanta di queste opere, a suo tempo nulla faceva per fermare i centri sociali che bloccavano i cantieri

Del resto, per la gente di una certa parte politica è facile pavoneggiarsi per opere che non hanno compiuto, iniziando dalla galattica gaffe del premier che si è attribuito la costruzione del traforo del Gottardo, facendo incazzare gli svizzeri e ridere il resto del mondo. E questo ha scatenato anche la satira, sempre a base di volantini.

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Pensierino numero due

La maggior parte della gente che ha votato sì paventa il mare inondato di petrolio a causa delle piattaforme, senza sapere che queste estraggono gas e che la maggior parte dell’inquinamento è dovuto agli scarichi fognari ed industriali, come lo sversamento di petrolio avvenuto oggi a Genova a causa della rottura di un oleodotto.
Ma agli ambientalisti non sembra vero addossarne la colpa alle “trivelle”.
E tutti i petrolieri sono brutti, sporchi e cattivi, tanto che perfino la moglie del petroliere Moratti gira in bicicletta con un cartello con scritto “NO OIL”, il massimo dell’incoerenza!

io da buon ing non la capisco, se sono contrario ad una cosa e voto per aiutare chi è a favore mi sembra un ossimoro nel senso che se avesse votato il 50% dei si e arrivasse il singolo no a votare, quel no farebbe passare il referendum e sarebbe assurdo perchè lui non vuole. cioè non è come alle elezioni dove vai per dovere e puoi fare scheda bianca, qui scheda bianca è un voto

Si sono fermati al 32% al referndum sull’abrogazione dell’estensione delle concessioni di estrazione fino ad esaurimento relative alle piattaforme già presenti entro 12 miglia dalla costa. Referendum fallito.

Cmq il quorum al 50 % + 1 ha un senso. Se una legge non è abbastanza invisa al popolo non deve essere abrogata. Sul referendum del 2011 per l’abrogazione della privatizzazione dell’acqua andò a votare il 57 % . Poi il referendum non servì comunque a nulla dato che i comuni fecero quel che vollero, disattendendolo senza incappare in alcuna penale, dato che il governo era a favore della privatizzazione delle imprese di fornitura dell’acqua.

Per i referendum per abrogare aborto e divorzio andarano circa l’80% ; in teoria se i contrari all’abrogazione si fossero astenuti avrebbero vinto comunque perché erano il doppio degli abrogazionisti. Ma non sapevano di essere così tanti. Lo erano perché divorzio ed aborto riguardano tutti gli italiani nel loro privato.

Il referendum di ieri, invece, interessava solo le coste e neppure tutte.

Quello sulla legge 40/2004 purtroppo sarebbe stato disertato anche senza gli inviti di Ruini all’astensione perché la legge colpisce i diritti di una minoranza e la maggioranza se n’è lavata le mani.

Detto ciò concludo con una constatazione che dovrebbe essere ovvia. Con un quorum così alto andare a votare “No” non ha senso, dato che se i sí sono più del quorum vincono comunque, mentre se sono poco di meno vincono grazie alla partecipazione per niente strategica di chi vota no.

Buona Giornata. 🙂

http://www.leonardo.blogspot.it/2011/06/in-alto-il-quorum.html?m=1

Sono andato a votare nonostante le ragioni non irrilevanti che mi spingevano a boicottare il referendum, che sono tre:

1) veniva spacciato per referendum contro le trivellazioni ma riguardava una questione molto più marginale cioè solo l’estensione delle concessioni sulle piattaforme già esistenti fino ad esaurimento dei giacimenti e questa estensione non mi sembrava insensata visto che i giacimenti italiani sono scarsi in quantità (se non pure in qualità ).

2) la questione non mi riguardava da vicino tanto più che in Sardegna le piattaforme in mare neppure ci sono e le nuove trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa sono già vietate! :mrgreen: e il referendum non riguardava quelle oltre le 12 miglia.

3) il referendum era un bega interna al Pd e se fosse stato vinto avrebbe potuto anche causare la caduta del governo con effetti nefasti dato che sarebbe deleterio andare a votare con un sistema proporzionale (il “Mattarellum”) ripristinato dalla Consulta ma del tutto inadeguato all’esigenza dell’Italia di sbete governo stabili che durino 5 anni.

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http://www.nextquotidiano.it/royalties-compagnie-petrolifere-italia/

Nonostante tutte le motivazioni per l’astensione, però poi ho pensato che fosse opportuno votare sí anche se la questione poteva sembrare di secondaria importanza.

Ho votato sì perché se la concessione dura fino all’esaurimento del giacimento e però la compagnia non usa più il pozzo di trivellazione se diventasse antieconomica l’estrazione degli idrocarburi, le trivelle resterebbero in mare senza essere smantellate. Tanto la concessione è virtualmente eterna, a meno di non dimostrare che il giacimento è esaurito o considerare l’inattività stessa della trivella come prova dell’esaurimento.

In realtà le piattaforme verrebbero lasciate senza essere smaltite anche se passasse il referendum. Se le compagnie non vogliono smantellarle a loro spese, come si potrebbe costringerle? E che cosa impedirebbe il rinnovo della concessione ad estrarre?

Inoltre c’e la questione delle royalties. Qui accenno al fatto che le royalties si pagano solo dopo i primi 5q0.000 barili di greggio o i primi 80 milioni di metri cubi di gas estratto ogni anno. Se la concessione dura fino all’esaurimento la compagnia potrebbe estrarre tanto che basta per guadagarci comunque qualcosa e non pagare la royalty. Tanto ha tutto il tempo che vuole. 😈


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Domandina

Mi chiedo quanti siano o non siano andati a votare solo in ossequio alla “disciplina di partito” e quanti invece abbiano ragionato con la propria testa.
Un referendum tecnico sul quale è stata fatta esclusivamente una questione politica pro o contro Renzi ed i soliti soldi buttati al vento per qualcosa di perfettamente inutile.


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a spasso per l’Isola

L’Isola è un quartiere di Milano, adiacente al Garibaldi, così chiamato perché per lungo tempo è rimasto scollegato a causa della linea ferroviaria che lo separava dal resto della città, fino a quando venne costruita una passerella pedonale che collegava la via Borsieri con Corso Como. La passerella ora non c’è più, il collegamento con la città è assicurato dal ponte Farini, ed il quartiere è assurto a nuova vitalità proprio a causa dello sviluppo che ha coinvolto tutta la zona di Porta Garibaldi, con la nuova stazione, la torre Unicredit e gli altri edifici di piazza Gae Aulenti.

 

Alcuni balconcini dallo stile molto “teatrale”

 

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Pieni e vuoti…edificio molto originale

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Il Bosco verticale si specchia nelle vetrate della torre Unicredit

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Il Bosco visto dal basso

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Una parete verde

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Una “scala” di cristallo (Stairway to heaven?)

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Divisi si perde

Finirà che il ballottaggio per Roma si terrà tra grillini (Raggi) e piddini (Giachetti). La prima, stretta collaboratrice di Previti, condannato in via definitiva nel 2006 per il processo IMI-SIR e nel 2007 per il processo Lodo Mondadori ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Il secondo nel suo entourage contava Luigi Lusi, il tesoriere della Margherita condannato a 7 anni di carcere con l’accusa di aver sottratto dalle casse del disciolto partito (oggi confluito nel Pd) quasi 25 milioni di euro fino al 2011: soldi dei cittadini, mentre Roma pian piano cadeva a pezzi.
Ah, tra l’altro si diceva che la Raggi avesse firmato un patto con Casaleggio sul modo di governare Roma in caso di vincita: come finirà adesso?

Ma a causa delle beghe tra Bertolaso e Meloni, vincerà uno dei due.
Auguri, Roma.


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A spasso per Milano

Al Portello

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Giardino Perego di via Giardini… si vede che è  primavera 🙂

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In piazza Duomo spunta la Torre Velasca

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Viale Monte Nero ed i suoi  “giganti”

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La più bella del mondo

La morte di Gianroberto Casaleggio ha messo un po’ in ombra il colpo di mano avvenuto lo stesso giorno alla Camera.
Con un numero di parlamentari pressoché dimezzato, in quanto le opposizioni hanno lasciato l’aula, è stata approvata la riforma della Costituzione, quasi un nuovo Aventino.
Quello che più mi dà da pensare, è il fatto che è stata votata pure da quanti, fino a poco tempo fa, ritenevano la nostra carta costituzionale “la più bella del mondo”, e che disapprovavano Renzi per questa riforma, ma l’hanno comunque votata per l’unità del partito (ossia: per non far cadere il governo, evitare nuove elezioni e così mantenere il sedere ben attaccato alla carega).
Fortunatamente ad ottobre ci sarà il referendum, ed a questo ritengo sia necessario (non obbligatorio! ) recarsi a votare.

NB.
Nel frattempo, lo strenuo difensore della “più bella del mondo”, tal Roberto Benigni, non si vede e non si sente.
Forse ha perso il cavallo bianco, o più probabilmente è il cavallo ad essere fuggito, non desiderando apparentarsi con lui.


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Milano artistica

Saracinesche in corso di Porta Ticinese

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Mosaico di mattoni all’Isola

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Pensierino della Sera

Ma se l’Italia venisse invasa dall’ISIS e tutti gli uomini validi se ne fuggissero per “cercare una vita migliore” e lasciassero qui solo donne, bambini ed anziani… come li chiamereste?
Credo che il termine giusto sia “codardi “.
E noi accogliamo baldi giovani che fuggono dalle loro terre “forse” in guerra, senza portarsi appresso le famiglie.
Mah!


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Non ci vado!

Si  avvicina domenica e la data del referendum. Una consultazione perfettamente inutile qualunque sia il risultato.
Innanzitutto c’è da deplorare il comportamento del presidente della Consulta che dice che BISOGNA  andare a votare,  quasi fosse un obbligo, contrariamente a quanto prescrive l’art.75 della Costituzione (che lui dovrebbe ben conoscere !). Anche l’astensione è una precisa scelta politica da rispettare.
Poi c’è chi si recherà alle urne (magari anche votando NO) solo per boicottare Renzi che ha invitato a non andarci, e questi mi ricordano il classico marito che si taglia gli attributi solo per far dispetto alla moglie.
Inoltre c’è la grande confusione: si parla di trivelle, ma in realtà la normativa è relativa alle piattaforme petrolifere che estraggono gas e non petrolio, non inquinano  (tanto che molte spiagge interessate hanno la bandiera BLU). Tutte falsità quelle che ci propinano sulle paventate macchie di petrolio sulle nostre coste. Anche dal punto di vista economico certi ambientalisti raccontano fregnacce: il nostro gas è puro oltre il 9o%, ed i costi elevati non sono dovuti per raffinarlo,  come vogliono farci credere, ma solo all’elevato costo del personale e per il rispetto delle leggi sindacali ed ambientali.
L’unico,  piccolissimo giacimento di petrolio italiano si trova in Basilicata, in val d’Agri, quindi nell’entroterra e nulla ha a che vedere con le “trivellazioni” in mare.
Le prime piattaforme sono state installate negli anni ’60 circa e sono quasi alla fine della loro vita produttiva. Anche se si dovessero considerare dannose, i danni li avrebbero già compiuti in questi 70 anni di attività.
Altra “dimenticanza”: il decreto Prestigiacomo 128/2010 già vietava le installazioni sotto le 12 miglia marine.

Concludendo, questo referendum non cambia granché per quanto riguarda l’ambiente; essenzialmente è un braccio di ferro tra le regioni a guida PD e lo Stato a governo PD: un referendum politicizzato che serve a dare più discrezionalità alle regioni o allo stato in materia di sfruttamento dei giacimenti, un braccio di ferro che costa così tanto alle casse dello Stato (in periodo di spending review) e soprattutto danneggia  6000 lavoratori (oltre a quelli dell’indotto perché assieme ad Eni salteranno anche tutte le aziende italiane che vi lavorano) per un voto meramente politico.