La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Economia sommersa

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I nostri governanti non fanno altro che cercare di indottrinarci con la storiella pro-immigrati, addomesticando l’informazione per spingerci ad accettare passivamente questa massiccia invasione che con l’elevato costo del welfare (a nostro carico) sta sconvolgendo di fatto tutta la nostra economia e, con lo squilibrio provocato dall’innesto di tante etnie, mina anche la sicurezza sociale.

Sto leggendo un sacco di inesattezze relativamente ai lavori svolti dagli immigrati, tipo “fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, quali badanti, magazzinieri, camerieri, addetti alle pulizie, colf, autisti di corrieri. In realtà questi lavori, che fino ad una ventina di anni fa venivano svolti regolarmente dai nostri connazionali, sono stati affidati un poco alla volta agli extracomunitari arrivati con le prime ondate migratorie perché spesso questi ultimi venivano assunti in nero, senza pagamento dei contributi e con compensi notevolmente inferiori a quelli stabiliti dai contratti di lavoro, originando così una concorrenza sleale nei confronti dei cosiddetti “lavoratori regolari”. Piano piano quindi gli italiani sono stati letteralmente estromessi da talune mansioni . Col passare del tempo, gli stranieri si sono “impossessati” anche di quelle piccole attività dove maggiore è la probabilità di evadere il fisco: parlo della vendita di piccolo abbigliamento nei mercatini rionali, dei banchi di frutta e verdura, dei chioschi di fiori (gestiti spesso da pachistani), dei parrucchieri e saloni massaggio (questi ultimi monopolio dei cinesi), ora anche negozietti per la riparazione di PC e cellulari e vendita di accessori e ricambi, per non parlare delle kebabberie. Tutta una piccola economia, per lo più sommersa, che non so quanto venga controllata dalla Finanza  a differenza delle attività gestite da nostri connazionali che vengono invece sottoposti a accertamenti severissimi. Qui a Bolzano ormai la metà dei bar sono in mano ai cinesi,mentre nella centralissima piazza delle Erbe buona parte dei classici banchi di frutta e verdura ora accanto alla solita frutta vendono spezie e frutta esotica in quanto gestite da pachistani. Non parliamo poi dei venditori ambulanti, specializzati nel vendere merce dal marchio contraffatto.

Gli extracomunitari inoltre effettuano cospicue rimesse di denaro verso i loro paesi di origine, (aggirando sovente le norme antiriciclaggio tramite le agenzie di trasferimento valuta) e assumono per lo più personale della loro nazionalità (avete mai visto un cameriere italiano in un ristorante cinese?) e spesso anche si approvvigionano di materie prime sempre dai loro paesi di origine; inoltre sfruttano al massimo e gratuitamente i nostri servizi sociali, (asili, ospedali, trasporti, assegni familiari) depauperando di fatto la nostra economia. Gli italiani al contrario reimmettono i loro guadagni nel circolo economico e produttivo italiano, acquistando le nostre materie prime e reivestendo in beni mobili ed immobili nel nostro paese.

Ben pochi invece sono gli investitori esteri che apportano sia capitali che le necessarie competenze specialistiche: questi sono quelli che dovrebbero trovare maggiore accoglienza nel nostro paese. Non per altro la Germania attualmente dà via libera solamente ai profughi siriani, più acculturati e con migliori capacità della manovalanza che invece approda sulle nostre spiagge, in cerca solamente di un ritorno economica. Mi viene quindi spontaneo pensare come mai molti “migranti” di religione islamica cerchino asilo (leggi “sistemazione”) in Italia anziché recarsi nei ricchi emirati o in Arabia Saudita. E non mi si venga nemmeno a parlare di arricchimento culturale. Certo, apprendere nuove culture mi sta bene, purché si tratti appunto di “culture”. Ma quando vedo ad esempio come sono considerate le donne presso altre etnie…

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