La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 7 marzo 2015

Magazzino 18

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Spettacolo indimenticabile quello di ieri sera, al teatro Comunale di Bolzano.

Simone Cristicchi, non pensavo che fosse così bravo, così coinvolgente… Non ci sono parole per descriverlo, se non “straordinario”.

http://altoadige.gelocal.it/tempo-libero/2015/03/01/news/simone-cristicchi-arriva-a-bolzano-con-magazzino-18-1.10962454?ref=search

Siamo partiti in un giorno di pioggia 
cacciati via dalla nostra terra 
che un tempo si chiamava Italia 
e uscì sconfitta dalla guerra 

Hanno scambiato le nostre radici 
con un futuro di scarpe strette 
e mi ricordo faceva freddo 
l’inverno del ’47 

E per le strade un canto di morte 
come di mille martelli impazziti 
le nostre vite imballate alla meglio 
i nostri cuori ammutoliti 

Siamo saliti sulla nave bianca 
come l’inizio di un’avventura 
con una goccia di speranza 
dicevi “non aver paura” 

E mi ricordo di un uomo gigante 
della sua immensa tenerezza 
capace di sbriciolare montagne 
a lui bastava una carezza 

Ma la sua forza, la forza di un padre 
giorno per giorno si consumava 
fermo davanti alla finestra 
fissava un punto nel vuoto diceva 

Ahhah 
come si fa 
a morire di malinconia 
per una terra che non è più mia 

Ahhah 
che male fa 
aver lasciato il mio cuore 
dall’altra parte del mare 

Sono venuto a cercare mio padre 
in una specie di cimitero 
tra masserizie abbandonate 
e mille facce in bianco e nero 

Tracce di gente spazzata via 
da un uragano del destino 
quel che rimane di un esodo 
ora riposa in questo magazzino 

E siamo scesi dalla nave bianca 
i bambini, le donne e gli anziani 
ci chiamavano fascisti 
eravamo solo italiani 
Italiani dimenticati 
in qualche angolo della memoria 
come una pagina strappata 
dal grande libro della storia 

Ahhah 
come si fa 
a morire di malinconia 
per una vita che non è più mia 

Ahhah 
che male fa 
se ancora cerco il mio cuore 
dall’altra parte del mare 

Quando domani in viaggio 
arriverai sul mio paese 
carezzami ti prego il campanile 
la chiesa, la mia casetta 

Fermati un momentino, soltanto un momento 
sopra le tombe del vecchio cimitero 
e digli ai morti, digli ti prego 
che non dimentighemo