La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per gennaio, 2015

Incongruenze

Un presidente del consiglio autodefinitosi rottamatore che designa il presidente della repubblica tra i nomi più vecchi ma anche più amorfi e scialbi della politica.
Un presidente della repubblica, già giudice costituzionale e che in quella veste aveva decretato l’incostituzionalita’ del parlamento eletto con il “porcellum”, ma che adesso accetta l’esito delle votazioni espresse da questo parlamento incostituzionale.
Un partito di nome “Nuovo centro destra” il cui leader (?) ha perfino meno dignità di Fini, cedendo al ricatto di Renzi (altro bel figuro) pur di mantenere le chiappe incollate alla poltrona.
Bella l’Italia
(E non mi pronuncio su Renzi)


Inviato dal Veloce promemoria


Tsipras

Mentre noi discutiamo sul prossimo presidente,  Tsipras annuncia che verranno riassunti tutti gli statali licenziati precedentemente anche se non sono assolutamente indispensabili,  ma bisogna pur dare loro uno stipendio. Solo che vengono pagati con i soldi dell’Unione europea, quindi anche da noi, per l’equivalente di 1000 euro a cranio, neonati compresi, soldi che abbiamo già sborsato e che non si sa quando ed in che misura rivedremo (Forse mai, viste le premesse).
Non basta accollarci i nostri di parassiti pagati per non fare nulla: pure quelli greci, poi seguiranno ciprioti e portoghesi,  così,  per solidarietà.
E imperterriti i sostenitori italiani di Tsipras cantano Bella ciao ciao ciao…


Ragionamento

Allora
Il PD non accetta imposizioni da Forza Italia.
Dall’altro canto Forza Italia non accetta diktat dal PD

Insomma
Forza Italia ci “deve pensare” sulla candidatura di Mattarella.

Conclusione
Habemus papam


Inviato dal Veloce promemoria


Intrallazzi

Al Nazareno brigano per imporre un nome tra una lista di impresentabili (topi, mortadelle, piacioni, ciccibelli) che in ogni caso non saranno graditi alla gente comune. Si comportano con gli italiani come quei padri che combinavano il matrimonio delle figlie riluttanti con uomini pressocché sconosciuti dicendo alle ragazze “col tempo imparerai ad amarlo”. Così è deciso.
Solo che i tempi sono cambiati e la gente è stufa di questi intrallazzi.


Inviato dal Veloce promemoria


giorno della Memoria

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Non posso tollerare che,davanti all’evidenza di foto e documentari, ci sia ancora qualcuno che si ostina ad essere negazionista. Non posso tollerare che ai morti dei campi di concentramento tedeschi venga levata, oltre alla dignità, anche la memoria dell’orrore che hanno dovuto subire.

auschwitz-survivors-1-A questi esseri chiedo: se tutto questo fosse frutto della fantasia, perché tanti statisti tedeschi, ed ultimamente pure la Merkel, hanno domandato scusa per quanto è stato fatto agli ebrei , agli zingari ed agli omosessuali?


Odio

Ricordo una frase aberrante: “Cancro 1- Oriana 0”
Adesso è toccato a lei.  Un infarto l’ha stroncata a 51 anni, e non sarò così ipocrita da dire che mi dispiace. Non ho mai visto una persona così impastata ( e impestata) dal livore. Una di meno. Amen.


Pillole

Qualche giorno di sosta forzata causa influenza che, tra l’altro, mi ha impedito di partire domenica scorsa per Milano.
Tralascio di commentare il ritorno delle due scriteriate dalla Siria, accolte con tutti gli onori. Mi limito solo a dire che non sono d’accordo con il pagamento del riscatto.
Una notizia di ieri: negata la cittadinanza onoraria di Torino a Del Piero. Una giovane intervistata ha commentato “Perché dargli la cittadinanza? In fondo ha “solo” giocato nella Juventus”.
Oh cara oca giuliva… Giocare in una squadra per “solo” 19 anni e diventarne la bandiera significherà ben qualcosa… Io mi sono commossa quando ho visto la sua ultima partita in bianconero ed ho partecipato, anche se solo emotivamente, all’ovazione che gli hanno tributato i tifosi (e purtroppo non la società). Ma secondo il tuo bel ragionamento, perché concedere allora la cittadinanza a Saviano? Che ci azzecca? (La risposta sta probabilmente nell’orientamento politico della giunta torinese).
Ma qui forse è il mio cuore juventino da sempre che si fa sentire.
Poi il Papa… che dire, prima un pugno, poi un calcio là dove non batte il sole… ora dice (giustamente) che non bisogna prolificare come conigli e che il numero perfetto di figli è tre: no, il numero perfetto è quello di quanti una coppia possa adeguatamente mantenere con decoro e secondo le energie che ciascuno è disposto a “spendere” in questa missione.
Patto del Nazareno. .. sempre più perplessa su questo accordo, inizialmente siglato per permettere la governabilità e il varo delle riforme più urgenti, ma che si sta ormai trascinando e logorando in attesa che qualcuno prenda il coraggio a due mani e lo sciolga, ma è difficile perché ambedue i firmatari stanno perdendo i pezzi e si sostengono l’un l’altro.
E il “cinese” Cofferati? È stato tradito proprio dai cinesi, una sorta di legge del contrappasso.
C’est l’Italie…


Inviato dal Veloce promemoria


La scommessa del giorno

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Quale nome uscirà dalla schedina del gratta e vinci (?).

Mi lancio pure io nella scommessa. Dico Anna Finocchiaro (ma preferirei l’omonima Angela. .. con lei si riderebbe più volentieri). Come negli Stati Uniti fu eletto Obama solo perché era nero, così lei verrà eletta solo perché è una donna, e fa tanto radical-chic, quote rosa e par condicio. A dire il vero, par condicio mica tanto, visto che la rosa proposta conta solo nomi di sinistra.


La fauna del web

Certo è che sul web si incontrano persone di tutti i tipi, altro che lo zoo .

C’è chi si presenta sotto varie identità, chi si fa passare per morto pur di non farsi più vedere, chi appare e scompare in continuazione, chi si fa passare per quello che non è…

Poco prima di Natale, mi ricontatta una persona che non sentivo da almeno un paio di anni. Lo avevo già cancellato, ma visto che la chat si era comunque aperta, ho risposto egualmente. Soliti convenevoli, mi dà un suo contatto di Facebook, gioca una partita a Scrabble, poi due rapide apparizioni per gli auguri delle festività , infine svanisce come se ne era arrivato.

Cancellato, come altri, pure da Facebook, anche perché non ha perduto il solito vizietto per farsi passare per quello che non è…

Ormai di questa fauna variegata non mi stupisco nemmeno più…anzi…certe situazioni mi fanno perfino ridere.

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Morti di fame

Vedo certi siti e certe bacheche di FB con foto di donne, bimbi e vecchi africani emaciati e ridotti pelle ed ossa.

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Questo per sollecitare il nostro sentimento umanitario ad accogliere sempre più immigrati facendo leva sul nostro senso di colpa.

Poi vedi i “profughi” che andiamo letteralmente a raccogliere dai barconi e noti che sono abbastanza in carne, abbastanza ben vestiti, molti dotati di smartphone.

immigrati

Se qualcuno ragionasse un pochino e considerasse che ogni imbarco costa dai 2000 ai 5000 euro, capirebbe che i poveri morti di fame (detto con umanità, non certo per sfottere), non sono certamente in grado di pagare queste somme e sono quindi destinati a restare in quelle terre che malamente li ospitano.

E la colpa in questo caso non è certamente di noi occidentali, ma di certi regimi assolutisti che sopprimono ogni libertà, dove despoti corrotti affamano letteralmente la propria gente mantenendo se stessi e i propri sostenitori nel lusso più sfrenato, arrivando a volte a “rapinare” anche gli aiuti umanitari ed a rivenderli pur di ricavarne un profitto. L’unico modo per aiutare quella gente sarebbe di soccorrerla nel loro paese, ma molto spesso a chi è estraneo viene perfino negato l’accesso o è soggetto a pesanti limitazioni.

Quindi non confondiamo gli immigrati (molto spesso clandestini che si spacciano per profughi) che arrivano sul nostro territorio con quella povera gente.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani_nell%27Africa_subsahariana#Angola

 

 


terminologia

Bisognerebbe spiegare ad alcuni dei nostri politici che integrazione non significa integralismo.


avviso importante :-)

Questo è l’identikit della terrorista italiana rinominatasi Fatima.

Chi la dovesse vedere e riconoscere è pregato di contattare direttamente Alfano.

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Riflessione

Ho letto ed ascoltato le parole dell’imam di Firenze,  Izzedin Elzir. Parole di pace e  di condanna degli atti terroristici, specie quando afferma che nel Corano è scritto che sopprimere una vita è come uccidere l’intera umanità.
Ora lasciamo perdere le varie sure del Corano dove i musulmani sono incitati a sopprimere gli infedeli.  Supponiamo pure per assurdo che i redattori di Charlie Hebdo “se la siano cercata” e che fossero dei “bersagli”, come espresso da uno dei terroristi.
Però mi piacerebbe avere una spiegazione relativamente al fatto successo in Nigeria, dove una bimba decenne è stata imbottita di esplosivo ed usata come bomba umana. (Non corrisponde al vero che la piccola si sia “immolata”, in quanto la bomba è stata innescata a distanza).
Questo sarebbe il rispetto che i musulmani hanno per ogni vita,  anche per i seguaci della propria religione?
Ma forse era  una vittima facile da sacrificare in quanto era “solo” di sesso femminile.


Dopo Parigi

Non ho molta voglia di scrivere…mi limito a riportare un brano di Toni Capuozzo

E’ piuttosto avvilente il riflesso condizionato con cui la correttezza politica obbliga in fretta  a sostenere, sin dalle dichiarazioni a caldo  che la strage di CharlieHebdo apre le porte al rischio di islamofobia.  Dunque: viene attaccata la libertà e chi sono le vittime ?  Non i disegnatori, non i giornalisti, non i francesi, non tutti noi. Ma i musulmani.  Ora non c’è dubbio che i musulmani rischiano di essere vittime di un accresciuto pregiudizio, e di sospetto, e di una malevola attenzione.  Non è qualcosa che nasca oggi:  le decapitazioni, gli attentati, i sequestri avevano già prodotto qualcosa. E certo, la condizione femminile nell’Islam, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali, il velo e tutto il resto, diffuso anche in tanto Islam moderato, non accresce la simpatia. Ma i rischi che si corrono, al mio parere di non islamofobo, sono altri.

Il primo è l’oblio: ci siamo dimenticati di Theo Van Gogh, e nessuno ha mai citato Pim Fortuyn, sepolto in Italia. Abbiamo dimenticato Hina, la ragazza uccisa a Brescia da un consiglio di famiglia perché voleva vivere all’occidentale. Dimentichiamo  perché vogliamo illuderci, perché non riusciamo a capire, perché un conto è celebrare la Malala del Pakistan, un conto è guardare distratti alle stragi di Boko Haram, altra cosa  è considerarli atti, crimini e culture con cui condividiamo il tempo e il luogo: è scomodo. Preferiamo sorprenderci, come se non sapessimo della fuga degli ebrei di Francia. Come se i pensieri beneauguranti della correttezza politica fossero una protezione. In un certo senso siamo tutti delle Pippa Bacca con il suo abito da sposa insanguinato in Turchia, o delle volontarie partite entusiaste per la Siria.

Il secondo rischio è considerare queste imprese criminali un’opera di folli. No, dietro a quello che è successo ci sono reti organizzate, arricchite dallo spontaneismo del fai da te. Ma l’appello a  fare da soli –auto o coltello o kalashnikov non importa- è venuto dall’alto, e il disordine delle cento scuole criminali rende solo più difficile la difesa, non esclude né il brodo di cultura, né i contatti organizzati. Per dire: i due di Parigi hanno provato a dirigersi verso il Belgio. Dove ci sono imam radicali, già distintisi nella protesta contro le vignette danesi. Il più noto è Ahmed Abou Laban. Accanto a lui Najb Bilhami, algerino ch emolti anni fa soggiornò ad Arezzo. Un terzo imam “belga” è Bassam Ajachi che, di ritorno dalla Siria, sarebbe agli arresti in Italia.  Il minore tr ai due fratelli assassini di CharlieHebdo, Sherif, sarebbe stato iniziato allo jihad in una moschea salafita di Tunisi, e poi addestrato in un campo di Ansar Al Sharia al confine con l’Algeria. Suo mentore era Abou Baker El Hakim. Entrambi, Sherif e Abou Baker, vengono arrestati in Francia, mentre cercava nodi andare a Damasco per raggiungere l’Iraq, nel 2005. Sherif viene condannato a tre anni – che toppa, la polizia francese – Abou Baker, a sette anni. Esce di prigione e rientra in Tunisia. Partecipa all’uccisione di due politici laici, traffica in armi con la Libia e, quando la Tunisia imbocca una strada che non è la sua,   va in Siria. Sono nomi e storie note agli  investigatori. Come in Italia sono noti i nomi degli “italiani”, tra i foreign fighters. Il fatto è che, a suo tempo, li hanno lasciati andare. Non per liberarsene, ma perché contro Assad facevano comodo.

Il terzo rischio è quello dell’islamoindifferenza. In nome dell’ecumenismo e della correttezza politica, e della “follia” dei criminali, si salva anche l’acqua torbida che li ha allevati. Un atteggiamento leale e rispettoso dell’interlocutore musulmano deve tallonarlo, convocarlo a un confronto franco, tracciare delle linee rosse: la condizione della donna, la violenza, la libertà di critica. Possiamo anche bere un tè nel deserto, e descrivere un Islam di pace e amore, come ci piacerebbe e come molti buoni musulmani insistono a credere. Non è così, purtroppo: l’Islam è una religione che arriva oggi, in una crisi identitaria globale, a contraddizioni che altre religioni hanno sepolto nel tempo grazie  a un secolod ei lumi che l’Islam ha saltato a piè pari : la commistione tra potere spirituale e temporale, la confusione tra legge di Dio e legge degli uomini, la conversione forzata, piuttosto che l’opera di convincimento. In altre religioni rimangono poche tracce del passato, e riguardano la condizione della donna, il sesso, la tentazione di far diventare legge dello Stato un convincimento profondo che non può che essere individuale. Possiamo baloccarci con il multiculturalismo, e in una gioiosa debolezza far finta che Sottomissione sia solo il titolo di un film di Van Gogh  e non anche la traduzione di Islam. Certo,  la sottomissione alla volontà di Dio – inch Allah – al destino, ma alla fine, agli uomini che se ne fanno interpreti più fedeli. Qualcuno, ogni tanto, si sorprende che tra i ranghi di questa rete criminali si arruolino rapper, o delinquenti comuni. L’Islam oggi assegna identità semplici, e forti, e una morale univoca, a fronte della confusione occidentale, e dell’incertezza di sé, della solitudine esistenziale di noi europei, capaci di sussulti solo davanti a una redazione insanguinata. La nostra libertà a volte annaspa, il musulmano militante, che sia violento o no, ha a disposizione un’agenda quotidiana di certezze, e una demografia trionfante. Andate a sera in una chiesa e vedrete poche donne anziane. Andate il venerdì all’uscita della preghiera di mezzogiorno davanti a una moschea: uomini, vecchi e giovani, senza neanche un conflitto generazionale. Il terrorismo non ha fede, si dice, o è una fede a sé. Non sono lontani gli anni del terrorismo cattolico dell’Ira, vero. Ma se è ovvio dire che non tutti i musulmani sono terroristi, bisogna pur ricordare che i terroristi, oggi, sono quasi tutti musulmani. Ti diranno che è colpa degli sbagli dell’Occidente, e in qualche misura è vero. Potresti rispondere che forse una qualche spiegazione la si trova anche nella religione, ma non si può dire.  Con qualche mio amico musulmano, vero musulmano e vero amico,  sostenevo che il mio Dio – a dirla tutta il Dio con cui sono cresciuto a dottrina, e poi basta – è più forte del suo, anche se poi gli diamo nomi diversi, ma preghiamo tutti verso l’alto. Perché ? Perché il suo governa i fedeli. Il mio mi ha insegnato che tutti, fedeli o peccatori, sono “il prossimo”, sono figli suoi. E il mio non solo non teme di farsi degradare con il ritratto ingenuo dei presepi e dei santini, ma non ha neanche paura che si ritraggano gli animali, senza esclusioni: sono tutte creature. Ma non sono un prete, e mi tengo il mio Dio che può essere un bambino o un vecchio o una pubblicità del caffè, e so che anche il peggiore degli uomini ha un vincolo di fraternità con me, fede o non fede. Ci sono equivoci nelle parole, perfino: per loro il martire è uno che si sacrifica per uccidere gli altri, per noi chi si lascia morire per non rinnegarsi ma non uccide nessuno. E forse la presenza di una donna, Maria, in quelle lezioni di catechismo, ci ha aiutati a essere un po’ meno peggiori con le donne.

L’ultimo rischio è, adesso sì, l’islamofobia. Il sospettare tutti. No, bisogna stanare, e diffidare delle giaculatorie di principio, e della dissimulazione, predicata nell’Islam.  Molti musulmani dicono, dopo Parigi: questo non è Islam. Anche a sinistra si diceva che le Brigate Rosse erano la Cia, o qualcosa altro da sé, un compagno non può averlo fatto. Incominciò a cambiare quando si riconobbe il cancro interno: Lotta Continua con l’intervista di Gad Lerner e Andrea Marcenaro al figlio di Casalegno, il PCI con la morte di Guido Rossa. Ecco, all’Islam non servono prese di distanza, né sguardo imbarazzato e sdegnato. Servono dei Guido Rossa,  un impegno fatto di nomi, di collaborazione, di pentimenti, di denunce. Serve che riconosca il male come interno a sé, e si domandi il perché, e lo combatta, e sia aiutato, sollecitato a farlo. Non basta il pilota giordano sbranato in Siria, serve l’impegno di ogni credente a essere intollerante con gli intolleranti. Non sono credenti che sbagliano: sono assassini che hanno per trofeo la libertà occidentale, ma anche quella dei tunisini, degli sciti,  e di tanti musulmani indocili. Ma possiamo insegnarglielo noi, che della tolleranza abbiamo fatto un alibi ? Diciamo che siamo tutti Charlie, è già qualcosa.


Il giorno dopo… Charlie vive ed è con noi

charlie8“Dipingi un Maometto glorioso, e muori.
Disegna un Maometto divertente, e muori.
Scarabocchia un Maometto ignobile, e muori.
Gira un film di merda su Maometto, e muori.
Resisti al terrorismo religioso, e muori.
Lecca il culo agli integralisti, e muori.
Prendi un oscurantista per un coglione, e muori.
Cerca di discutere con un oscurantista, e muori.
Non c’è niente da negoziare con i fascisti.
La libertà di ridere senza alcun ritegno la legge ce la dà già,
la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova.
Grazie, banda di imbecilli”.

– Charb – (DIrettore di Charlie Hebdo, ucciso nell’attentato di Parigi)

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Erano irriverenti”, “Se la sono cercata”, “Hanno provocato”,ci mette la sua anche il Financial Times “I giornalisti di Charlie Hebdo sono stati stupidi”.

Certo,ma erano solo parole, vignette, e per questo bisogna ammazzarli? Giornalisti armati solo di matita contro i kalashnikov…

Se qualcuno viene da me e mi dà della stronza o della figlia di buona donna, sono autorizzata a sparargli? Che razza di ragionamenti sono questi?

Ma con i fanatici non si possono fare ragionamenti, anche perché dalla loro parte hanno quella fetta di popolazione (magistrati, politici, ecclesiastici) che mettono tutte le religioni sullo stesso piano.

Adesso siamo tutti Charlie, difensori della libertà di stampa, di satira e di espressione. Ma quanti giornalisti, non solo satirici, sono stati oggetto di attentati? E non solo giornalisti. Penso alle varie fatwe lanciate da “tribunali” islamici contro scrittori come Salman Rushdie, Oriana Fallaci, Magdi Cristiano Allam o contro registi come Theo van Gogh, che ha pagato con la vita l’aver girato il film “Submission”.

Poi mi fanno specie le dichiarazioni di alcuni nostri esponenti politici…non le riporto, perché sono facilmente reperibili in rete o sui giornali.

In molti a discettare che i terroristi erano “francesi” e che quindi il pericolo non viene dall’immigrazione che si sta verificando.

Però se ALLORA non ci fosse stata l’immigrazione, ora non ci sarebbero le successive generazioni

Anni fa, parecchi, proprio all’inizio dell’immigrazione selvaggia che assieme alle altre cose sta devastando l’Italia, di fronte all’insofferenza di molti cittadini, la parlamentare Livia Turco disse di portare pazienza perché i disagi causati dagli immigrati sarebbero terminati con la seconda generazione, in quanto si sarebbe finalmente verificata l’integrazione. Il più delle volte però questo non è accaduto. La seconda ed in alcuni casi anche la terza generazione non solo non si è integrata, ma si è rivelata anche più pericolosa. I nuovi “italiani” infatti sono più istruiti, ed abbinano le conoscenze acquisite al fanatismo instillato in loro da imam giunti da paesi dove impera il fondamentalismo di matrice islamica. Lo stesso è successo in Francia, lo stesso anche in Gran Bretagna, dove addirittura in certi quartieri girano le Ronde islamiche.

http://www.lettera43.it/stili-vita/londra-le-ronde-musulmane_4367580836.htm

Quello che temo, è che l’avvenimento di ieri (e di quelli che l’hanno preceduto, senza prestare molta attenzione) sia solo l’inizio di qualcosa di molto più tragico che sta maturando in quei luoghi dove già da bambini si pratica il lavaggio del cervello, predicando l’odio contro i non islamici , incitando all’assassinio ed addirittura al “martirio” se questo fosse reso necessario dalla causa.


Oggi…. je suis Charlie

 

 

Combo

Dimentichiamo per un giorno le prossime dimissioni di Napolitano ed i probabili candidati alla presidenza, dimentichiamo Renzi, il patto del Nazzareno, le diatribe politiche e calcistiche, l’Expo 2015, financo la questione del funerale di Pino Daniele. Dimentichiamo i vigili di Roma e l’assenteismo, i ponti appena costruiti che crollano, il freddo polare, i traghetti che bruciano e i capitani presunti eroi.

Oggi un pezzo della libertà è morta. La libertà di espressione, la libertà di satira. Il massacro a Parigi non solo del direttore e dei vignettisti di Charlie Hebdo, ma anche di semplici impiegati del settimanale satirico francese e di un poliziotto spero che serva ad aprire gli occhi agli europei del pericolo che rappresentano certi fanatismi che ci stiamo covando in seno come serpi velenose.

L’Europa ha la memoria corta, troppo corta. Nessuno ricorda più l’attentato terrificante a Madrid, con 192 vittime, quello di Londra del 2005 con 52 morti, quello di Tolosa e Montauban del 2012… I morti non ci hanno insegnato nulla.

Siamo come le tre scimmiette, non vediamo, non sentiamo e non parliamo, e chi parla paga assai caro. L’Europa è inerme, senza difese, ma solo perché le sfere in alto, mosse da non so quali interessi, vogliono così. L’Europa non esiste, è una pura identità geografica (una volta lo si diceva solamente dell’Italia), un’entità senza comuni origini e tradizioni, l’Europa dei banchieri e dei tecnocrati, come spesso viene definita, lacerata da forti dissidi interni. E se non si è compatti ed uniti, non si può vincere questo nemico che ci sta invadendo subdolamente…

Allora non posso che riportare un passo di chi aveva già previsto tutto con molto, molto tempo di anticipo…

Il declino dell’intelligenza è il declino della Ragione. E tutto ciò che oggi accade in Europa, in Eurabia, ma soprattutto in Italia è declino della Ragione. Prima d’essere eticamente sbagliato è intellettualmente sbagliato. Contro Ragione. Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l’Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l’affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione. Accettare passivamente le sciocche o ciniche menzogne che ci vengono somministrate come l’arsenico nella minestra è contro Ragione. Assuefarsi, rassegnarsi, arrendersi per viltà o per pigrizia è contro Ragione. Morire di sete e di solitudine in un deserto sul quale il Sole di Allah brilla al posto del Sol dell’Avvenir è contro Ragione.

Oriana Fallaci

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Canzone napoletana

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Pino Daniele se n’è andato.

Umanamente mi dispiace, ovvio, però sono sincera, non mi piaceva la sua musica, non mi piaceva la sua voce, anche se tanta gente lo apprezzava. Del resto la musica è un fatto strettamente personale. A me della canzone napoletana piacciono solamente le antiche “romanze” fine ‘800 inizi ‘900, quelle cantate dai grandi tenori del passato, e riprese dalle belle voci di oggi. In poche parole la canzone napoletana classica. Quindi qui riporto una delle mie preferite, interpretata da Giuseppe di Stefano, una delle voci più belle del canto italiano.

 


Waltzing Matilda

Un vecchio film in bianconero del 1959, “L’ultima spiaggia – On the Beach”, un regista di eccezione, Stanley Kramer, un cast straordinario pure se hollywoodiano, come Gregory Peck, Anthony Perkins, Fred Astaire ed una ancora bella, anche se iniziava a sfiorire, Ava Gardner.

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La trama si ispira ad un libro di Nevil Shute e descrive la vita di un gruppo di persone che, in Australia, aspettano l’arrivo di radiazioni mortali che hanno già sterminato il resto della popolazione mondiale, consci che prima o poi, con l’arrivo dei venti, anche la loro vita avrà fine. La scena più straziante verso la fine, quando alla popolazione verranno distribuite delle pillole per causare loro la morte senza sofferenza, o proprio al termine del film, quando uno striscione con la scritta “Tranquillo fratello, c’è ancora tempo”, sventola in una piazza vuota.

A far da sottofondo, una delle più belle ballate che io conosca, “Waltzing Matilda”, che qui riporto in due versioni.

E’ una canzone il cui testo era stato scritto dal poeta australiano Banjo Paterson, adattandolo ad una marcia (The Craigielee March) che probabilmente era la variazione di un precedente brano celtico(Thou Bonnie Wood of Craigielea) , e tratta di una vicenda accaduta nel Queensland durante lo sciopero dei tosatori di pecore del 1894, e narra di un tosatore di pecore che dopo averne rubata una, a causa della fame, , per sfuggire alla polizia e quindi all’arresto cade in un laghetto e muore. I tosatori (per lo più girovaghi) in Australia erano chiamati con il termine di “swagman”,

swagman_640px-Elderly_swagmanossia uomo con fagotto (la coperta nella quale riponevano tutte le loro povere cose, arrotolandola e portandola poi a tracolla). Il loro girovagare in cerca di un lavoro era detto waltz, da qui il termine walzing.

Nel 1915 la canzone diventò l’inno dei combattenti australiani mandati a Gallipoli – battaglia passata alla storia per i numerosi errori effettuati sia in campo militare che logistico dagli inglesi – dove i soldati dell’ANZAC (Australia e Nuova Zelanda), pur con perdite pesanti, acquisirono la fama di soldati coraggiosi.

Nel 1971 Eric Bogle, un cantautore australiano di origini scozzesi, la reinterpretò, dedicandola a quei valorosi soldati e reintitolandola “The Band Played Waltzing Matilda”. La canzone ebbe grandissimo successo, ed interpretata da cantanti del calaez.ibro di Tom Waits, Johnny Cash e Joan Baez.

 

Il nuovo testo tradotto da Riccardo Venturi è questo:

 

E LA BANDA SUONAVA “WALTZING MATILDA”

Quando ero giovane me ne andavo a giro col mio fagotto
e vivevo la vita libera del vagabondo.
Dalle foreste di Murray all’entroterra polveroso
beh, me la ballavo proprio tutta, la mia Matilda.
Nel 1915 il mio paese ha detto: “Ragazzo, adesso
smettila di girovagare, c’è da fare un po’ di lavoro.”
Cosi’ mi han dato un elmetto e un fucile
e mi hanno obbligato a marciare per la guerra.
E la banda suonava “Waltzing Matilda”
Mentre la nave si muoveva dal molo,
E fra i saluti, le bandiere sventolanti e le lacrime
salpammo per Gallipoli.
Ricordo benissimo quel giorno terribile
e come il nostro sangue macchiò l’acqua e la sabbia;
e come, in quell’inferno chiamato Baia di Süvla
fummo massacrati come agnelli al mattatoio.
I turchi ci aspettavano, caricaron bene le armi;
ci investirono di pallottole, una pioggia di proiettili —
e in cinque minuti appena ci spediron tutti all’inferno,
dai colpi quasi ci rimandarono indietro in Australia.
Ma la banda suonava “Waltzing Matilda”,
e quando finimmo di seppellire i nostri morti,
e, beh, noi seppellimmo i nostri e i Turchi i loro,
tutto ricominciò daccapo.
Noi che eravamo rimasti, cercammo di sopravvivere
in quel manicomio di sangue, morte e fuoco.
Per dieci orribili settimane ce la feci a restar vivo
sebbene attorno a me si accatastassero i cadaveri.
Poi un grosso proiettile turco mi colpì mandandomi col culo all’aria
e mi risvegliai in un letto di ospedale
vedendo quel che aveva fatto – beh, desiderai essere morto,
non sapevo che c’eran cose peggiori della morte.
Perché non andrò mai più a ballare “Waltzing Matilda”
vicino alla macchia libera e lontana –
per issare tende e paletti ci voglion tutte e due le gambe,
e per me niente più “Waltzing Matilda”.
Raccolsero gli storpi, i feriti, i mutilati
e ci rimandarono a casa, in Australia.
Quelli senza braccia, senza gambe, i ciechi e gli impazziti,
quei prodi eroi feriti alla baia di Süvla.
E mentre la nave entrava nel Circular Quay
guardai là, dove una volta avevo le gambe
e ringraziai Iddio di non aver nessuno che mi aspettasse
a piangere, a disperarsi ed a provar pietà.
Ma la banda suonava “Waltzing Matilda”
mentre ci portavano giù per la passerella
e nessuno più salutava allegro, stavano in piedi e ci fissavano
e poi tutti quanti si girarono dall’altra parte.
E adesso, ogni mese di aprile, siedo nel mio portico
e guardo la parata che mi sfila davanti.
Guardo marciare fieramente i miei vecchi compagni
che ravvivano vecchi sogni di gloria passata.
E quei vecchi marcian piano con le ossa rigide e malandate,
sono dei vecchi eroi stanchi di una guerra dimenticata.
E i giovani domandano: “Per cosa stanno marciando?”
Ed io, io mi chiedo la stessa cosa.
Ma la banda suona “Waltzing Matilda”,
ed i vecchi ancora rispondono all’appello;
Ma col passar degli anni, sempre più vecchi muoiono
e un giorno nessuno marcerà più.
Waltzing Matilda, Waltzing Matilda.
Chi verrà a ballare Waltzing Matilda con me?
E si sentono i loro fantasmi marciare vicino al billabong,
Chi verrà a ballare Waltzing Matilda con me?

 


Il primo giorno dell’anno

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Il primo giorno dell’anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore
che scende da una stella.

Come il pane, assomiglia al pane di ieri.
Come un anello a tutti gli anelli.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline,
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia
e poi, lo avvolgerà nell’ombra.
Eppure,
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare.

Pablo Neruda


Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 30.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 11 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.