La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 8 giugno 2014

C’è mondiale e mondiale

 

Il Mondiale?

Per me, il Mondiale di calcio per eccellenza è quello del 1982.

Ho ancora in mente il ricordo vivissimo di quell’anno, le partite viste da sola in quanto i bambini erano in ferie con i miei genitori e mio marito era di servizio. Rammento le incavolature durante la prima fase con quei pareggi striminziti con il Perù, la Polonia ed il Camerun, passando il turno solo per la differenza reti; in seguito, la paura per essere finiti in un girone a dir poco infernale con l’Argentina di Maradona ed il Brasile di Falcao…

Il silenzio stampa, per replicare alle critiche dei giornali, talvolta sfociati addirittura negli insulti, con il solo Dino Zoff delegato a parlare per tutti (ben poco, perché era il classico friulano taciturno).

L’Argentina, campione in carica, battuta da Marco Tardelli ed Antonio Cabrini (due juventini!) ma prendemmo un gol da Passarella…2 a 1 per noi. E qui il morale si risollevò un pochino.

Il Brasile ci aspettava: dopo pochi minuti Pablito Rossi segnò la prima rete, il pareggio pochi minuti dopo a cura di Socrates, ma Pablito non ha mollato  ed ha segnato ancora. Nel secondo tempo Falcao ci ha riagguantato…e Pablito ha compiuto un ennesimo miracolo: tripletta! La tensione era al massimo, perché Antognoni aveva segnato ancora ma un “errore” del guardialinee segnalò un fuorigioco inesistente, mentre pure Zoff, a pochi minuti dalla fine parò un tiro di Oscar… e così anche il Brasile se ne tornò a casa.

Ci aspettavano le semifinali: a noi toccò nuovamente la Polonia battuta per 2 a 0, con il solito zampino di Rossi…tutta un’altra partita da quella della prima fase… Nel frattempo, la Germania vinceva con l’altra semifinalista, la Francia.

Siamo arrivati  allora a quel fatidico 11 luglio, giorno della finalissima tra Italia e Germania. I tedeschi erano (e sono tuttora) i nostri avversari per antonomasia. Già all’inizio, brividi: Graziani si infortunò e venne sostituito e Cabrini sbagliò un rigore. A questo punto pensai davvero che per noi era finita con il morale sotto i tacchi. Ma nel secondo tempo il prodigio: il “solito” Pablito mise in rete, aggiudicandosi così anche il titolo di capocannoniere del torneo. Poi Tardelli…. il suo urlo e la sua “cavalcata” ormai sono entrati a far parte della storia del calcio; ed infine Altobelli. Alla Germania restò il gol della bandiera a cura di Breitner, seguito da una melina di passaggi di alcuni minuti scandita dagli “olè” degli spagnoli.

E finalmente Nando Martellini :

 

 >È finita…Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo<

Quella notte non ho dormito. Ho seguito tutti gli speciali, tutte le interviste, mi sono riguardata la partita trasmessa in differita, fino a quando mio marito non è ritornato a casa poco dopo le 6 con una copia della Gazzetta fresca di stampa…da qualche parte devo ancora averla.

gazzetta

Queste sì che sono emozioni, senza nulla togliere al mondiale del 2006, vinto da Marcello Lippi, ma quello di Bearzot è stata tutta un’altra cosa…