La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Piccole note

Una levata generale di scudi contro l’euro. Pochi si rendono conto che la causa principale del dissesto delle nostre finanze, la radice di tutti i nostri guai non sta nell’introduzione dell’euro (per quanto il cambio fosse palesemente a nostro sfavore), ma negli sperperi antecedenti l’entrata nella moneta unica, nelle pensioni baby elargite con troppa facilità con chiari intenti clientelari ed elettorali, nelle spese folli per opere faraoniche spesso nemmeno portate a termine e paragonate alle cattedrali nel deserto, nei privilegi delle caste ritenuti intoccabili. Molti allora hanno visto una convergenza tra il referendum veneto e l’esito delle votazioni comunali recentemente tenutesi in Francia e vinte dal Fronte Nazionale di Marina LePen. Niente di più sbagliato: i Veneti protestano, più che per l’euro, per una tassazione giunta ormai a limiti insopportabili e che sta deprimendo sempre di più l’economia e chiedono per questo di rendersi autonomi dallo Stato centrale. Marina LePen invece è statalista al massimo, centralista oltre ogni dire, antiliberale ed assistenzialista, tutto l’opposto dell’autonomia che richiedono nella regione veneta. L’unica cosa che potrebbero avere in comune semmai è la posizione contraria all’immigrazione incontrollata ed indiscriminata che sta creando sempre più problemi ai cittadini, sia in termini di disoccupazione che di aumento della criminalità.

 

Renzi si sta rendendo conto che il suo compito è sempre più difficile anche perché molti del suo partito gli remano contro. Poi la coperta è sempre troppo corta: come farà a pagare i debiti della Pubblica amministrazione come promesso (in modo da dare un po’ di respiro alle aziende)? Dove troverà i fondi? Ovvio, dalle nostre tasche, perché fino ad ora non si sono visti tagli nelle spese. Quindi con una mano dà (poco) e con l’altra prenderà (molto). Come nel gioco del 15, sposti le tessere, ma un tassello rimarrà sempre vuoto…

 

Chi sente più parlare dello spread? Nessuno! Molti penseranno che non se ne parla in quanto è diminuito, ma come ho detto tempo addietro lo spread è un parametro relativo, è solo un differenziale tra i tassi applicati ai nostri titoli di stato (nello specifico i BTP a 10 anni) e quelli applicati da un altro stato (la Germania) per dei titoli equipollenti. Ciò che incide sui nostri bilanci sono gli interessi passivi sul nostro debito. Quindi se paradossalmente la Germania diminuisse il tasso di interesse sui propri titoli lo spread aumenterebbe, ma il nostro deficit non cambierebbe, ma se ambedue le nazioni (Italia e Germania) decidessero di aumentare di un solo punto il tasso di interesse, lo spread resterebbe inalterato ma il nostro debito aumenterebbe in maniera consistente. È palese che tempo addietro lo spauracchio dello spread sia stato additato come causa di tutti i nostri mali e che sia stato causato anche da pure manovre speculative con compravendite forzose di titoli di stato da parte delle banche centrali, ed è per questo motivo che, raggiunto lo scopo che si volevano prefiggere le grandi potenze, nessuno parli più di questa faccenda… Sembra impossibile che, ritenendo lo spread un indice di affidabilità di una Nazione, (in quanto lo stato è debitore per l’importo dei titoli) non si guardi invece al suo deficit di bilancio che aumenta sempre di più nonostante le tasse imposteci. A che serve avere uno spread basso indice di maggiore affidabilità se il disavanzo statale aumenta sempre di più? Mistero…

 

Tra poco ci saranno le elezioni europee: un sacco di gente che ci costa fiumi di denaro a fronte di pochissimi giorni di lavoro nei quali spesso si perde tempo per varare norme semplicemente assurde…

 

Berlusconi sta cercando di riorganizzare i suoi, anche in vista di possibili future elezioni qui in Italia. Se parlasse di più di misure concrete da attuare in materia finanziaria anziché della riforma della giustizia, che lui mette sempre al primo posto, forse otterrebbe maggior credito. Non dico che le questioni giudiziarie non siano importanti, dato che la gustizia da noi è quello che è, ma è chiaro che queste siano solo questioni personali, ed in questo momento in cui l’economia soffre, la disoccupazione aumenta, le tasse ci massacrano, i problemi giudiziari personali di Berlusconi passano in secondo piano…ma lui non la vuol capire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5 Risposte

  1. fufù
    Senza offesa Loredana, ma la causa principale del dissesto delle nostre finanze (e non solo delle nostre), è nella non sovranità monetaria, e non negli sprechi… etc etc Il denaro, come strumento finanziario, no è di propietà del popolo, ma delle banche. E’ diventato un debito “sovrano” inestinguibile, perpetuo… C’è mezzo pianeta indebitato con le banche; non lo trovi strano ??
    Dai, basta un minimo di ricerca… Fatti queste 2 domande ; 1- se il denaro è nostro (del popolo), o come ci fanno credere, perchè chi ci rappresenta lo prende in prestito ad ogni finanziaria in cambio di obbligazioni di stato ??
    2- quanti stati o nazioni esistono su questo pianeta che non hanno un debito pubblico catastrofico ? Sono tutti spreconi ??
    Su una cosa ti do ragione; pochi, ma proprio pochi si rendono conto della causa principale…

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    26 marzo 2014 alle 18:03

    • Sei un seguace delle teorie di Barnard?
      Però dico una cosa, quelli che vedono nell’uscita dall’euro la soluzione di tutti i nostri guai in quanto ci riapproprieremmo della moneta nazionale, non considerano che subentrerebbe una fortissima inflazione. Ovvio che le nostre esportazioni se ne avvantaggerebbero, però le materie prime che ci servono, iniziando dalle fonti energetiche, ci costerebbero cifre astronomiche. (*)
      Lo Stato, semplicemente, deve comportarsi come una qualsiasi impresa: Ricavi meno Costi = Utile (anche pareggio di bilancio non sarebbe male). Senza un avanzo positivo non regge nulla. Chi crede che passando dalla stampa di Euro a quella delle Lire si possa risolvere tutto sbaglia di grosso, perché da riformare c’è solamente uno Stato deficitario in quanto improduttivo. Basta con gli assistenzialismi a pioggia, basta con i privilegi di pochi a scapito della maggioranza. Ma i nostri parlamentari non provengono dal mondo del lavoro, e si vede. basti pensare all’enorme cavolata della madia, proprio ieri, che propone di prepensionare i vecchi dipendenti della P.A. con i giovani. Così ci ritroviamo il doppio delle persone da mantenere: i vecchi con le pensioni ed i giovani con gli stipendi. In poche parole, escono dalla porta le pensioni baby, e rientrano dalla finestra con i prepensionamenti. Ovvio che dietro ci sia anche uno scopo “elettorale”. Chi non farebbe un pensierino al pensiero del prepensionamento ed alla contemporanea assunzione di qualcun altro, magari del figlio? Lo stato deve smetterla di essere uno stipendificio, deve trovare il coraggio di tagliare i rami secchi e di conseguire produttività.

      (*) http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-03-10/il-debito-pianeta-sfonda-100mila-miliardi-dollari-e-sostenibile-o-bisogna-far-tutto-ridurlo-135023.shtml?uuid=ABXBu01

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      26 marzo 2014 alle 18:43

      • No Lore, non sono seguace di Barnard ; non lo conosco nemmeno. Il mio commento non faceve nessun rifermento al ritorno alla lira o ad un’altra nuova moneta diversa dal’euro; sto parlando di sovranità monetaria . Forse mi sono spiegato male.

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        27 marzo 2014 alle 02:30

  2. Buongiorno, ti seguo da un pò ormai e vedo che hai ricambiato e te ne sono grato, ma ora vorrei chiederti solo una cortesi; sto ampliando il mio blog a youtube e mi servirebbe semplicemente un like o una iscrizione a questo indirizzo. Te ne sono grato e spero ci scriveremo ancora!

    https://www.youtube.com/channel/UCc-DwGCPtkKDCFsujmJ6LwA

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    28 marzo 2014 alle 14:23

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