La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Immigrati

Molti sono incappati nella trappola mediatica relativa al soccorso ai clandestini, incluso l’amico Mario.

L’art.12 comma 2 del testo unico sull’immigrazione Turco-Napolitano NON modificata dalla legge Bossi-Fini recita testualmente


“Non costituiscono reato le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestata in Italia nei confronti degli stranieri in condizione di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato.”


E per territorio dello Stato si intendono anche le acque territoriali, al di fuori delle quali subentra in primis il codice marittimo che impone a qualsiasi imbarcazione di prestare soccorso a chiunque si trovi in difficoltà. Poi ci sono le convenzioni internazionali firmate anche dall’Italia, i trattati o le norme consuetudinarie che sono sovrannazionali. In poche parole la norma di diritto internazionale viene recepita come costituzionale ed è più forte della legge nazionale stessa (principio di vis abrogans) . Quindi i giudici sono tenuti a non applicare le norme interne quando queste contrastino con il diritto internazionale e, nel caso di dubbio, debbono ricorrere alla Corte Costituzionale.

E del resto, chi ha mai visto processare qualcuno per aver soccorso i barconi?

L’unico caso risale ad anni fa, quando un peschereccio tunisino prese a bordo dei clandestini ed i pescatori furono presi per scafisti e processati, ma in seguito assolti.

La legge sull’immigrazione, come tutte le leggi, è suscettibile di miglioramenti, ma non per questo deve essere obbligatoriamente abrogata. Inoltre se consideriamo i vari paesi europei, la Germania commina un anno di reclusione a chi viene sorpreso sul suo territorio (ma si procede immediatamente all’espulsione), la Francia anche un anno con un’ammenda, in Gran Bretagna 6 mesi, la clandestinità è un reato in Olanda e Belgio, in Svizzera un anno di reclusione, in Spagna l’espulsione immediata. E i razzisti, chissà perché, siamo solamente noi…

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Inotre noi li soccorriamo e ci ripagano con sommosse varie, anche quelli appena salvati l’altro giorno.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/10/08/Naufragio-Lampedusa-proteste-migranti_9427341.html

Poi ci sono i costi dell’accoglienza.

Un “migrante” appena arriva, se si dichiara prigioniero politico, riceve per i primi 35 giorni 976,15 euro. Se lo status di rifugiato non viene convalidato, l’importo si riduce a 557,80, senza contare le varie spese per vitto cure mediche ed altre cosucce. Importo che non viene percepito da tanti pensionati o da ammalati gravi per l’assegno di invalidità. (alcuni dati rilevati da fondazione Leone Moressa). Sono costi che, con la congiuntura imperante, non possiamo più permetterci.

Del resto sarebbero da rivedere anche i criteri di aiuti umanitari che mandiamo in Africa. Il continente è in preda a profonde trasformazioni. L’Europa, e non solo l’Italia mandano continuamente soldi a queste popolazioni, ma questi vengono spesso incamerati dai dittatori che governano e che con quegli importi acquistano armi invece che vettovaglie per sfamare la gente. La quale gente, che dà dei razzisti a noi, si scanna allegramente per motivi tribali, religiosi, politici. E quanto ci vengono a costare gli aiuti lo ha scritto anche Magdi Cristiano Allam nell’articolo che linko qui di seguito

ww.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/lampedusa-magdi-cristiano-allam-basta-ipocrisie-immigrati-sono-un-lusso-1685081/

5 Risposte

  1. Quanta demagogia imperante…purtroppo. Buona giornata. Isabella

    "Mi piace"

    9 ottobre 2013 alle 09:01

  2. PS Se hai tempo vatti a leggere su Bussola Quotidiana.it un articolo di mons. Luigi Negri sull’argomento. A presto Isabella

    "Mi piace"

    9 ottobre 2013 alle 14:17

    • Grazie Isabella… L’ho letto molto volentieri e, in maniera molto più dettagliata ed esaustiva di quanto abbia fatto io, spiega perché gli aiuti all’Africa sono più deleteri che altro.

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      9 ottobre 2013 alle 16:48

  3. mario

    Come moltissimi esseri umani (direi tutti ma so che qualcuno ritiene di essere infallibile e pur non condividendo tale opinione la rispetto magari ridendoci un po’ su )sono influenzabile da quanto mi avviene attorno Ho cercato ,probabilmente senza riuscirci,nello scritto dell’altro ieri ,non tanto di criticare normative di legge ma di dar corpo ad un mio sentire .Sai bene che non sono credente ,anzi convintissimo che non solo la religione piu’ in uso da noi ma tutte quante son solo “modi ” per tacitar interrogativi senza risposte , evitar l’oblio, e tirar innanz ,pero’ ci sono comportamenti e pensieri che taluni chiaman peccati ; ecco uno di questi si presta al caso a parer mio .ACCIDIA .Intesa come quel non so che fatto di noia e non sodisfacimento che porta a guardare oltre , altrove , anche, se non in maniera particolare , quando simili tragedie avvengono .E credo che il vergogna di Francesso intendesse questo .ciao Lore bg

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    10 ottobre 2013 alle 12:29

  4. Associavo l’accidia all’indolenza, almeno secondo quanto ricordavo delle lontanissime lezioni di catechismo. Poi ho scoperto anche che è indifferenza, e questo mi ha fatto pensare che di tutto possono accusare gli italiani meno che di indifferenza. Altri popoli certamente, chiusi nel proprio egoismo derivante dal loro benessere e spero che il Papa si sia rivolto a loro. Però la nostra gente è anche stanca di sacrifici che ricadono soprattutto sui più deboli economicamente e non certamente sugli alti redditi intascati dai nostri parlamentari. In quanto a non guardare le tragedie che ci sfiorano, bisogna anche dire che la carità (intesa come atto di accoglienza dei disperati e non solo come elargizione di denaro) deve essere volontaria e non imposta. Nel mio piccolo ho sempre cercato di fare qualcosa, e lo faccio ancora oggi. Preferisco aiutare delle singole persone magari bambini con le adozioni a distanza che elargire somme a tutte quelle innumerevoli associazioni che spendono gran parte di quanto raccolto per mantenere se stesse. e, pur laica pure io, ho fiducia in una associazione di religiosi che ormai seguo da anni ed anni, addirittura dalla nascita dei miei figli. L’infallibilità poi non è di tutti, anzi…chi emerge in una situazione, in un campo, in una qualsiasi opera, ovviamente sarà carente in altri campi, azioni, opere…e questo riconoscimento dei propri limiti è la vera umiltà, non quel sottomettersi a tutti, perché ognuno di noi ha sia pregi che difetti.
    Ite, la predica è finita 🙂
    Ciao Mario, e buon pomeriggio 🙂
    Lore

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    10 ottobre 2013 alle 17:05

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