La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per luglio, 2013

(Non) passa lo straniero

Devo purtroppo aggiornare i marchi italiani passati recentemente in mano straniera: Pernigotti, Loro Piana, Gallo Nero, Pasticceria Cova, Berloni, Sergio Tacchini…acquistati chi da turchi, chi da cinesi, chi dagli immancabili francesi che stanno facendo man bassa delle nostre aziende, specie del tipo manifatturiero.

Ad essi si aggiunge la ventilata possibilità di Alfa Romeo che potrebbe delocalizzare la produzione delle automobili all’estero. Già mi piangeva il cuore passando nei pressi di Arese, davanti a quella fabbrica grande quanto una piccola città in palese abbandono, vuota, silenziosa, morta…piena solo dei fantasmi di una gloriosa epoca passata.

Giovannini critica Marchionne, dicendo che i segnali di ripresa ci sono, ma come dar torto all’amministratore delegato di FIAT? Bisogna renderci conto che è davvero l’ora di ricontrattare il costo del lavoro, opponendosi seriamente ai diktat di certe sigle sindacali, FIOM in prima linea, per la quale non è importante salvare i posti di lavoro degli operai, ma quelli dei suoi rappresentanti…. e per giunta ci si mette anche la Consulta che ha stabilito che deve esserci pluralità di rappresentanza anche per le sigle sindacali non firmatarie degli accordi. Aggiungiamoci il costo energetico, che è il più alto in assoluto in Europa, aggravato inoltre dai sovrapprezzi per le fonti rinnovabili che costano tanto e producono poco. Poi la tassazione arrivata a livelli insostenibili che penalizzano chi vuole fare impresa, le banche sempre più restie a concedere credito, la burocrazia che ostacola ogni azione con la sua lentezza e farraginosità… Con queste premesse, come può una persona sana di mente concepire l’idea di investire in Italia? Se può vende o se ne fugge lontano….


la benda sugli occhi

Al mostro di Cleveland (quello che ha tenuto segregate tre ragazze per dieci anni circa torturandole e stuprandole) hanno comminato 1000 anni di carcere…

Il macchinista del treno spagnolo deragliato per la sua incoscienza strafottente  causando 79 morti ne rischia 300 (anche se per il momento è stato rilasciato )…

Li terranno in vita artificialmente fino al termine della pena?

Comunque, sempre meglio che qui in Italia dove la gente viene scarcerata con troppa facilità.

Comincio a capire perché la giustizia viene raffigurata con una benda sugli occhi…


MES

Allora… tutti son qui a parlare di Imu, di aumento dell’IVA e di come rinviare (non evitare!) queste due disgrazie. Ma la più grande catastrofe è proprio dietro l’angolo e si chiama MES, ossia il Meccanismo Europeo di Stabilità, volgarmente chiamato anche fondo salvastati, quello che dovrebbe garantire la stabilità finanziaria all’interno dei paesi dell’area Euro aiutando mediante prestiti i paesi in crisi.

In base a questo “mostro” l’Italia dovrà versare 125 miliardi di euro in 5 anni e per il 2014 la tranche dovrebbe essere quindi di 25 miliardi di euro (ma da alcune parti ho letto di 45 miliardi)…

Dove troveremo tutti questi soldi se già siamo in difficoltà con il nostro bilancio? Ovviamente dovremo richiedere un prestito all’Europa per l’importo da versare all’Europa stessa, pagandoci pure sopra degli interessi, in quanto ciascuno stato è tenuto a versare la propria quota di capitale, pena l’esclusione dal diritto di voto in caso di inadempienza. Noi, nonostante la nostra situazione finanziaria, siamo il terzo paese contribuente, e il perverso meccanismo del MES rischia di ridurre i paesi più deboli letteralmente in miseria… Ed io, che ero una convinta europeista, oramai non lo sono più…

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Incavolature estive

Possibile che molti non lo capiscano? Solamente Fassina ha detto, finalmente, una cosa giusta, e per questo è stato attaccato dai suoi stessi compagni di partito, dallo stesso governo e dalla Camusso, tanto da essere stato costretto ad una parziale ritrattazione. E’ assai semplice il ragionamento: con l’aumentare della pressione fiscale cresce anche l’evasione. Ed a pagare (in misura via via maggiore) saranno sempre gli stessi, cioè i lavoratori dipendenti che non possono evadere nemmeno volendo. Ma anche loro, per difendersi, inizieranno a richiedere prestazioni senza fattura a fronte di uno sconto…e così diventeremo come il gatto che si mangia la coda!

Intanto, i nostri cari parlamentari della Camera (M5S escluso) si sono autorizzati l’erogazione dei rimborsi elettorali ai partiti, per un importo di oltre 56 milioni di euro, mica bruscolini…Manca ancora l’approvazione del Senato, ma si sa già come andrà a finire!

Poi c’è l’INPS che restituisce il prelievo sulle pensioni d’oro istituito dal governo Berlusconi. Mi aspetto solo che per pagare la restituzione blocchino le pensioni minime…sarebbero capaci di farlo.

 

 


Fare

Governo del fare… Fare che?

Rimanda sempre. Adesso c’è anche il rinvio per quanto concerne l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Di questo passo, i nostri “rappresentanti” (che oramai rappresentano sempre più loro stessi anziché noi), visto il crescente scontento della gente, stanno letteralmente consegnando il paese a Grillo ed al suo movimento, nonostante la manifesta incapacità ed ignoranza di molti suoi parlamentari. Il tutto per non voler rinunciare ad una parte dei loro privilegi. Inutile che Pannella raccolga firme per gli ennesimi referendum, abolizione del suddetto finanziamento incluso, perché la volontà popolare in questo dannatissimo paese rimane lettera morta.

Napolitano era stato rieletto per consentire un governo all’Italia che garantisse poche cose, ma basilari, dalle quali ripartire per superare l’impasse della nostra nazione: una seria riforma elettorale e della giustizia, il taglio di alcune spese ed il rilancio dell’economia.

Invece sembra che le priorità siano

– la cittadinanza agli immigrati,

– l’abolizione del reato di clandestinità – e intanto la Danimarca introduce nuovamente il controllo alle frontiere abolendo il trattato di Schengen -,

– la lotta all’omofobia – quando basterebbe applicare le leggi vigenti -,

– l’istituzione del matrimonio per gli omosessuali.

Per non parlare del pasticcio Shalabayeva per il quale in campo internazionale abbiamo fatto una figura del kaz..aco.

E in quest’ultimo caso sto con Renzi che ha detto che se Alfano era al corrente è grave, e se non ne era al corrente è ancora peggio. Per l’abolizione del finanziamento pubblico i partiti si lamentano, dicendo che dovrebbero licenziare un sacco di dipendenti. E allora gli operai in cassa integrazione che dovrebbero dire? Oltre tutto questi ultimi almeno producevano qualcosa. I partiti invece sono solo le classiche macchine mangiasoldi e rappresentano solamente una casta che diventa ogni giorno più invisa alla gente. E naturalmente l’eccessiva pressione fiscale, riducendo la quale si potrebbe davvero rilanciare l’economia, è , come al solito, colpa dell’evasione (naturalmente più alte sono le tasse più alta diventerà l’evasione, ma quelli mica lo capiscono)…ma nessuno che pensi a ridurre le spese o ad eliminare gli sprechi…  

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SE…

Se… un giorno il figlio di un giudice dovesse essere investito ed ucciso da un automobilista drogato…

Se… la figlia di un giudice dovesse essere stuprata da un branco di ragazzotti ubriachi….

Se… la moglie di un giudice dovesse essere vittima di uno scippo violento…

Se… il nipote di un giudice dovesse essere vittima di un pedofilo…

Se… un giudice dovesse essere aggredito in casa e per difendere se stesso e la famiglia dovesse vedersi costretto ad uccidere…

Forse allora cambierà qualcosa.


Per dovere d’ufficio (?)

 

 

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In montagna, al fresco, dopo una buona merenda a base di Kaiserschmarren, mi riposo e me la sto ridendo mentre leggo il fondo di Vittorio Feltri sulla condanna di Emilio Fede….

estratto da “il Giornale” di oggi

“Secondo le accuse, – confermate in sentenza – il giornalista, oltre a mandare in onda i notiziari, mandava zoccole ad Arcore. E che zoccole! Tutte giovani, avvenenti, disponibili per non dire felici di correre in villa allo scopo di assecondare i desideri del principe-satrapo. Di più. Emilio avrebbe compiuto esercizi assai raffinati: non si limitava all’attività di selezionatore all’ingrosso delle candidate; gli è stato attribuito anche il ruoli di assaggiatore. Nel senso che egli, per essere sicuro che le fanciulle fossero all’altezza di cotanto cliente, le avrebbe personalmente sperimentate sul piano orizzontale.

Un bel daffare, povero Fede. Se si sobbarcava tale defatigante impegno, avrà avuto la sua convenienza. Quale? Riscuoteva dalle sgualdrine una percentuale su ogni marchetta? Questo no, non è emerso. Forse percepiva un lauto compenso dall’utilizzatore finale? E’ escluso. Si desume quindi che l’ultraottantenne direttore si sottoponesse gratis alla funzione sfiancante di assaggiatore per compiacere il padrone. Converrà il lettore che a una certa età è difficile e complicato scopare per gusto proprio, figuriamoci per dovere d’ufficio, tra l’altro senza un vantaggio eccetto la gratitudine del padrone.”

Anche scopare su commissione gli toccava? Beh, in effetti è poco plausibile, anche data l’età…però la motivazione dei giudici (anzi, delle giudici…caso strano…tutte donne a giudicare Berlusconi come poi a giudicare fede, Mora e Minetti) questo dice.


solito parere personale…

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Bene bene, la manifestazione per Miss Italia non si farà, con grande gioia della Boldrini.

Personalmente non ho mai seguito questo programma. A parte che sono anni che non seguo più la televisione eccetto qualche telegiornale, questo è un tipo di spettacolo che non apprezzo, ma visto che ci sono persone che lo guardano e dato che nessuno costringe le aspiranti miss a parteciparvi, non vedo perché la nostra amata Boldrini debba mostrare tanta contentezza.  L’immagine della donna ne viene sminuita, svilita, dice…però partecipare al Gay Pride con esposizione di tette e culi, quello no, non la disturba affatto. Teniamo inoltre presente anche il bilancio dell’ente, che si sostiene oltre che con il canone, anche con la pubblicità, e la manifestazione di Miss Italia tra sponsor e messaggi di soldini ne porta parecchi.

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Lo stesso dicasi per certe pubblicità che alcune parlamentari del PD, improvvisamente diventate puritane dopo aver per anni manifestato al grido femminista di “io sono mia” e frasette del genere, vorrebbero vietare. E anche qui c’è da dire.

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Conduco la mia personale battaglia contro quelli che sfruttano l’immagine femminile per ogni prodotto. Ovvio che se si tratta di biancheria intima non possono mica esimersi dal mostrare le modelle più o meno svestite, ma se si tratta di generi tipo un dopobarba  ( e i maschietti in questo campo generalmente ci cascano come pere mature) o una bibita o un’automobile…beh… mi limito a non comperare detti prodotti. Semplice, no?


Offese

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Il caldo di questi giorni fa sclerare…

Quello che ha detto Calderoli è una baggianata e denota una grandissima maleducazione oltre che mancanza di sensibilità; certe esternazioni me le aspettavo da un Borghezio o da un Boso, e giustamente tanti hanno preso le distanze. Di argomenti “politici” per attaccare la signora ce n’erano in quantità, senza dover scendere sull’aspetto personale.

Però certi altri appellativi quali “rospo” per Dini, “elefante” per Ferrara, “topo” per Amato (lascio perdere il trota, perché è stato suo padre a definirlo così), o qualificazioni come “gobbo” per Andreotti o ” nano” (o psiconano) per Berlusconi per non parlare di “puttane”, detto in un comizio contro le elettrici del PdL non hanno suscitato il medesimo scalpore, per non dire indignazione. E le recenti minacce alla Carfagna, non sono peggio della battutaccia sulla ministra?

La parlamentare del PdL è stata inoltre definita, sul suo blog, come zoccola, brutta cagna, troia, figlia di un pezzo di merda etc etc. Nessun commento da parte dei mass media.

Non dico poi delle offese che Grillo lancia quasi quotidianamente dal suo blog, contro tutto e tutti.

Ricordo quando la Kyenge disse che se Kabobo era diventato picconatore era colpa di noi italiani, e non si premurò di fare le scuse a nessuno, nemmeno alle famiglie delle vittime (e manco le passò per la testa di dimettersi per questo), per non parlare di Dacia Valent, eletta all’europarlamento nelle fila dell’allora PCI che ci definì italiani di merda e bastardi, ma solo quelli bianchi e di fede cristiana, e che commentò la morte di Orfana Fallaci con “Tumore 1 – Oriana 0”.

E qui mi viene da pensare al solito doppiopesismo.

Dov’erano allora tutti i benpensanti rossi che ora si indignano tanto? A loro, con la scusa della satira (?) è permesso di tutto, vedi Lupi, definito simile alla figlia di Fantozzi da Maurizio Crozza, il pelato della TV, o quel bischero di Benigni che dice che Ferrara non si vede l’uccello da anni da tanto che è grasso (consiglio al Roberto nazionale di guardarsi allo specchio prima di esternare). Basta solo che non si tocchi chi è dalla loro parte, perché allora diventa offesa…il resto, siamo noi che non comprendiamo la satira!


La grande magia

Quante volte preferiamo fuggire da una realtà che temiamo trovando invece rifugio nelle illusioni?

Questo è il tema del pezzo teatrale “La grande magia”, di Eduardo De Filippo, un DVD acquistato qualche tempo fa a Milano e che ho guardato di recente.

La grande magia”, scritta nel 1948,  non è propriamente una commedia, forse è meglio definirla una commedia “amara” e per questa ragione, a suo tempo, non fu particolarmente apprezzata dal pubblico, abituato a spettacoli più divertenti, con una vena di comicità e di umorismo. Enorme successo riscosse invece, molti anni più tardi, lo spettacolo la cui regia fu curata da Giorgio Strehler.

L’allestimento in mio possesso è quello trasmesso nel  1964  dalla Televisione Italiana dove Eduardo interpreta  il protagonista Otto Marvuglia, un illusionista fallito che, unitamente a sua  moglie Zaira, campa fortunosamente allestendo spettacoli di prestigio presso gli alberghi contando, per i suoi trucchi, sulla collaborazione di un paio di ospiti.

Tra i villeggianti c’è  il coprotagonista, Calogero Di Spelta, –  uno straordinario Giancarlo Sbragia –  gelosissimo della moglie Marta e per questa ragione oggetto di derisione da parte degli ospiti dell’albergo. Marta, propostasi durante lo spettacolo per uno dei soliti trucchi, improvvisamente scompare, apparentemente per magia, dentro un sarcofago egiziano. Quando la donna alla fine dell’esperimento di magia non ricompare in quanto, esasperata dalle continue scenate di gelosia del marito, è fuggita con l’amante,  il prestigiatore convince Calogero che  Marta è rinchiusa in una scatola che, se dovesse essere aperta, la farebbe scomparire definitivamente in quanto Calogero avrebbe dubitato della sua fedeltà.

Calogero allora, pur di non ammettere di essere stato abbandonato da Marta e conseguentemente di essere stato da lei tradito, passa quattro anni tenendosi stretto a quella scatola, tanto che, al riapparire di lei, abbandonata dall’amante e desiderosa di tornare, pentita, dal marito, non la riconosce , continuando a stringere al petto la scatola nella quale ormai è convinto che sia rinchiusa la donna amata che gli è sempre rimasta fedele.

E’ una serie di considerazioni amare che ci fanno capire come a volte le persone, di fronte alla realtà, la rifiutino, preferendo cullarsi nell’illusione che tutto vada secondo i propri desideri,ma è anche un grande esercizio di teatro da parte di Eduardo, esercizio nel quale molti hanno riconosciuto una vena “pirandelliana”.  

Il pezzo fa parte della “Cantata dei giorni dispari”, i giorni in cui tutto va a rovescio,  ossia quel periodo della vita, che volge al termine, in cui si palesano tutte le amarezze e le disillusioni dell’esistenza, una raccolta che, tra l’altro, comprende opere come “Napoli milionaria”, “Filumena Marturano”, “Le voci di dentro”, “Gli esami non finiscono mai”.

LA GRANDE MAGIA (commedia in tre atti di Eduardo De Filippo, 1948)

Regia: Eduardo De Filippo Regista collaboratore: Stefano De Stefani Scenografia: Maurizio Mammì Arredamento: Alberico Badaloni Costumi: Maria Teresa Stella Musica: Romolo Grano Fotografia: Salvatore Occhipinti Segretaria di produzione: Rossana Mattioli Produzione: RAI Luogo delle riprese: Centro di produzione RAI di Roma Modalità di trasmissione: Differita da studio Data di trasmissione: 19 febbraio 1964 (R2) Replica: 18 novembre 1969 Registrazione videomagnetica B/N Durata: 113′ Personaggi ed interpreti: la signora Locascio (Luisa Conte); la signora Zampa (Nina De Padova); la signora Marino (Maria Hilde Renzi); la signorina Zampa (Elena Tilena); Calogero Di Spelta (Giancarlo Sbragia); Maria Di Spelta (Luisa Rossi); Mariano D’Albino (Antonio Casagrande); Gervasio Penna (Pietro Carloni); Arturo Recchia (Ugo D’Alessio); Amelia (Carla Comaschi); il cameriere (Gennarino Palumbo); Otto Marvuglia (Eduardo); Zaira (Lina Mattera); il brigadiere (Lando Buzzanca); Roberto Magliano (Rino Genovese); Gennarino Fucecchia (Enzo Cannavale); Gregorio Di Spelta (Carlo Lima); Matilde (Evole Gargano); Oreste Intrugli (Salvatore Gioielli); Rosa Intrugli (Maria Teresa Lauri); i clienti (Liù Bosisio, Franco Castellani, Alfredo Dari, Laura Faina, Lucia Guzzardi, Alina Moradei, Pietro Recanatesi, Giacomo Ricci).


I nuovi delinquenti

Lo ribloggo da Facebook, dal sito di Minzolini fanclub…si commenta da solo
“Le persone che frugano nei cassonetti commettono un reato e rappresentano una forma di degrado inaccettabile”.
Queste sono parole del Codacons, l’associazione a difesa dei consumatori ! Il Codacons ha addirittura presentato un esposto alla Procura di Roma e una diffida al Comune per mancato controllo. “Una città civile e attenta ai bisogni di tutti, specie dei più poveri, non può permettere che nel 2013 si assista ancora a tali scene, che potrebbero oltretutto configurare veri e propri reati, sul fronte della violazione della privacy e della sottrazione di beni altrui. Senza contare i rischi sul piano sanitario”, afferma il presidente Carlo Rienzi. Ma il signor Rienzi penserà personalmente a procurare cibo ai poveracci che non sanno come sopravvivere ? Pensa che siano contenti di frugare nei cassonetti ? Non pensa che preferirebbero sedersi ad una bella tavola imbandita e consu…mare cibo di prima qualità invece di poveri avanzi ? Questa l’inverosimile spiegazione: tutto quello che viene gettato nei cassonetti diventa proprietà del Comune e della società che poi si occuperà della raccolta dei rifiuti. “Oltre a questo, la violazione della privacy potrebbe rappresentare un ulteriore danno ai cittadini che ignari gettono materiali che potrebbero contenere dati personali”. “Per ora nessuno è stato denunciato. Le forze dell’ordine dovrebbero vigilare. Per questo abbiamo presentato l’esposto”. “Ormai a Roma sempre più spesso si vedono uomini, donne e bambini intenti a rovistare nei rifiuti, nella speranza di trovare avanzi di cibo, indumenti dismessi o altri oggetti utili a combattere la povertà dilagante”, riferisce il presidente del Codacons Rienzi, definendolo uno spettacolo “triste, incivile e indecoroso. Il Comune di Roma deve fornire assistenza alle persone bisognose, aiutando i più poveri a vivere degnamente e a non ricorrere alla spazzatura altrui per sopravvivere”. Colpa della crisi economica che colpisce tutti e non fa distinzione tra italiani e stranieri, ma anche dei vigili urbani e delle forze dell’ordine che, secondo il Codacons, “assistono a tali episodi ma non intervengono, anche quando avvengono sotto i loro occhi”. Il dato allarmante per l’associazione dei consumatori è che a rovistare nei cassonetti ora sono anche le persone che fino a qualche tempo fa appartenevano al ceto medio e non avevano particolari problemi economici. “Non abbiamo dati certi su quanti rubano i rifiuti. E’ un fenomeno sommerso, difficile da monitorare, ma sospettiamo che negli ultimi quattro anni il loro numero si sia quintuplicato”, ci riferisce il Codacons. Purtroppo quando non si ha niente anche l’immondizia diventa un bene prezioso e mentre un tempo erano solo i rom che rovistavano fra la spazzatura ora ci sono tante persone, soprattutto anziane che lo fanno: le arrestiamo tutte? 

 


Migranti, clandestini e qualcos’altro

D’accordo, il papa fa il papa, quindi il suo mestiere… quindi che sia andato a Lampedusa per ricordare i morti in mare ed abbia gettato una corona di fiori in loro ricordo ci può stare. Non so però quanti dei migranti di religione mussulmana abbiano partecipato alla messa che ha celebrato… affari loro, ma questo sembra anche una legittimazione per tantissimi altri arrivi clandestini (solo oggi altri 166, se non vado errata), il che alimenta un vastissimo traffico illegale di persone arricchendo solo la criminalità e non certamente quella povera gente. Ci sono tantissimi  altri posti dove papa Francesco avrebbe potuto portare la sua solidarietà, iniziando da quanti sono sulla soglia della disperazione per aver perso il lavoro.

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Il fenomeno dei clandestini è comunque destinato a finire. Come? Semplicemente abolendo il reato di clandestinità. Allora, se la Laura Boldrini purtroppo ce la dobbiamo tenere, in quanto democraticamente eletta dai nostri rappresentanti, non vedo perché dobbiamo invece continuare a tollerare la ministra Kyenge. Nulla di razzista, per carità: a me che uno sia bianco, nero, a pallini o a macchie di leopardo non interessa affatto. Però inutile che Letta continui a dire che quanto la SUA ministra dice non è nel programma di governo, mentre lei continua a sproloquiare sui clandestini che lei vuole legalizzare, considerando questo atto come l’apice della civiltà. Si vada a leggere quello che il SUO Congo applica nei confronti dei clandestini, e che quindi vada ad applicare nel SUO paese quello che continua a predicare qui. E se Letta avesse un briciolo di coerenza, l’avrebbe già mandata a casa. Del resto, un’accoglienza indiscriminata non fa che accrescere i problemi del nostro paese.

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Alla faccia di chi vede la luce in fondo al tunnel, direi di spegnere quella luce perché la bolletta energetica costa cara, e lo stiamo vedendo e vivendo giorno per giorno. Non voglio ripetermi, ricordando quante aziende chiudono etc etc… ma è una situazione sotto gli occhi di tutti, ed ormai siamo non solo disillusi, ma anche incavolati neri per promesse, promesse, promesse…e tutto viene continuamente rimandato  senza decidere mai nulla. Peggio del Re Tentenna di antica memoria…

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C’è un paese dove, in base ad una legge del 1983, sono stabilite regole severe e restrittive per quanto concerne l’immigrazione. Può entrare solamente chi è provvisto di visto di ingresso, certificato di vaccinazione contro la febbre gial…la e, in caso di lavoro, della certificazione della ditta che assume o commissiona il lavoro. Tutti gli altri, considerati irregolari, vengono respinti alla frontiera o, qualora fossero riusciti ad entrare, espulsi dopo un breve periodo di detenzione in un centro di attesa e la confisca degli eventuali documenti falsi. Il respingimento alla frontiera può avvenire anche per mancanza o insufficienza dei mezzi di sostentamento o se considerate persone a rischio per la salute nazionale. Sto parlando del Congo, paese di origine della ministra Kyenge, che qui in Italia vuole applicare esattamente il contrario, ossia un’accoglienza indiscriminata per tutti i clandestini… Se davvero ama tanto il suo paese, vada a predicare là la democrazia e l’uguaglianza, iniziando dalla condizione femminile.

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DGM – Direction Générale de Migration

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Sous l’impulsion du Chef de l’Etat, Son Excellence Joseph KABILA KABANGE ; la Direction Générale de Migration sera doté très bientôt des cinq bâtiments modernes à RUZIZI I, RUZIZI II, Bandundu ville,

La DGM effectue le contrôle aux postes d’entrée et de sortie pour certifier que le migrant qui franchit la frontière remplit les conditions d’entrée ou de sortie du territoire national.

1. Conditions générales d’entrée ou de sortie

Conformément aux dispositions des textes légaux et réglementaires, le migrant doit remplir les conditions ci-après pour entrer en RDC ou en ressortir :

•  Etre en possession d’un document de voyage en cours de validité permettant le franchissement de la frontière •  Etre en possession d’un visa requis et en cours de validité •  Présenter les documents justifiant de l’objet et des conditions du séjour pour la durée du séjour et de garantie de rapatriement (Titre de voyage retour) •  Ne pas être signalé sur une quelconque liste de surveillance •  Ne pas être considéré comme pouvant constituer une menace •  Etre en possession d’un ordre de mission pour le migrant détenteur d’un passeport de service •  Etre en possession d’une attestation de congé pour tous les fonctionnaires et employés

2. Condition particulières d’entrée ou de sortie pour les ressortissants des pays limitrophes

Pour les pays frontaliers avec lesquels la RDC a des régimes frontaliers spéciaux, il existe une autorisation d’entrer, de sortir ou de séjourner dans un pays limitrophe sans passeport, ni visa à condition que :

•  Le séjour soit de courte durée •  La zone de circulation dans le pays d’accueil soit bien déterminée, limitée et respectée •  Le migrant soit capable de produire une pièce d’identité justifiant la qualité de résident de la zone limitrophe du pays de provenance •  Le migrant obtienne un laissez-passer ou tout autre document autorisé d’entrée et de sortie par le même poste

Les documents les plus utilisés dans le cadre des régimes frontaliers spéciaux sont les suivants :

•  Laissez-passer Individuel, •  Laissez-passer Collectif, •  Laissez-passer Véhicule, •  Laissez-passer Spécial, •  Laissez-passer Tenant Lieu du Passeport.

3. Contrôle des documents

La vérification des documents de voyage permet à la Direction Générale de Migration de s’assurer de la validité du document ou de déceler éventuellement les différents types des fraudes documentaires.

– La contrefaçon  : reproduction illégale d’un document authentique, – La falsification  : altération d’un document authentique (photo, données personnelles, pages,…) – Usage frauduleuse  : Utilisation d’un document authentique appartenant à autrui – Obtention frauduleuse  : document authentique obtenu illégalement auprès d’une instance habilité, – Documents authentiques volés vierge  : documents authentiques volés et remplis illégalement par une personne non autorisée.

Pour réaliser ce travail, la DGM utilise plusieurs techniques, notamment :

•  La palpation du document •  L’utilisation des lampes ultraviolettes •  Le recours au lecteur des
passeports

 


Velasca

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Non ci sono mezze misure..o la si ama o la si odia.

Parlo della Torre Velasca che ha caratterizzato per anni il profilo dei cieli di Milano, unitamente al Duomo, al Pirelli, alla Torre Breda di via Vittor Pisani, venendo soppiantata solo ultimamente dai nuovi grattacieli costruiti ed ancora in costruzione per Expo 2015 nelle zone della ex Fiera Campionaria e delle Varesine.

Anche se alcuni (il Daily Telegraph ad esempio) la ritengono tra gli edifici più brutti del pianeta, la Sovrintendenza l’ha sottoposta a vincolo culturale in quanto espressione dello stile dell’architettura milanese dell’immediato dopoguerra definito “neoliberty”.  Talmente brutta la vide anche Luciano Bianciardi, tanto da chiamarla “torracchione di vetro e cemento” nel suo libro “La vita agra”.

A me invece piace per la sua forma massiccia: un parallelepipedo  sormontato da un altro parallelepipedo assai più largo della parte sottostante, massiccio anch’esso – sulla cui sommità svettano innumerevoli antenne –  sostenuto da leggere architravi che hanno fatto denominare la costruzione come “il grattacielo con le bretelle”. Il tutto ricorda un torrione medievale, anche per il colore ed i materiali usati.

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La forma fu imposta dalla necessità di distribuire la notevole volumetria consentita dal piano regolatore di alcuni anni prima e dall’esiguità della piazzetta omonima nella quale è stata costruita, il che  fa apparire la torre all’improvviso, incombente sulle costruzioni sottostanti, mentre si percorre una strada o si svolta un angolo.

La costruzione, terminata nell’anno 1958,  è opera del prestigioso studio BBPR, ossia Banfi (morto però nel 1945 nel campo di sterminio di Gusen),  Belgiojoso, Peressutti e Rogers, –  architetti che hanno firmato altri prestigiosi edifici quali quello in piazza Meda, dove è ospitata la libreria Hoepli, e le “Torri Bianche” del popolare quartiere Gratosoglio, alla periferia della città – con la collaborazione dell’ingegnere Danusso.

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La torre è alta 106 metri e consta di 26 piani: i primi 18, situati nel torrione, sono adibiti ad uffici e quelli nel “cappello” invece ad abitazioni prestigiose, tanto da apparire anche in molti film dei primi anni ’60, quali ad esempio “Il vedovo” di Dino Risi con Alberto Sordi e Franca Valeri.

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Cronache Metropolitane

MASSIMO BARSOUM AGENZIA TOIATI PORTOGHESI AI TORNELLI DELLA METRO

 

Sabato 6 maggio ore 10.50 stazione della metropolitana di Precotto. Uno dei soliti furbetti avvicina la mano,  vuota, all’obliteratrice dei biglietti, fingendo di voler timbrare il documento di viaggio. Poi, approfittando degli spazi del tornello e della sua magrezza,  passa bellamente in barba a tutti i regolamenti. Notata la cosa, avvisiamo immediatamente l’addetto al controllo  seduto nel suo bugigattolo di vetro, che si limita a guardarci distrattamente con l’aria scocciata.

Se l’impudenza del “portoghese” ci ha indispettito, ancor peggio è stata l’indifferenza, anzi il menefreghismo dell’addetto ai controlli.

Noi cittadini osservanti delle leggi abbiamo dovuto subire un aumento palese del biglietto di viaggio, nonché quello occulto dovuto al diradarsi della frequenza delle corse. Questo per permettere a certa gente di viaggiare, indisturbata, a sbafo. In pochi giorni sono stata controllata, ben volentieri, per ben tre volte sui tram, ma vedo che la metropolitana non è altrettanto controllata. Sarebbe ora che venisse fatto altrettanto.

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Inutile dire che il reclamo l’ho inoltrato all’ATM… Vedremo se mi rispondono


Pillole (amare)

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Senza dubbio non ho una visione “globale” di quanto sta accadendo nel mondo, però in questo momento, con le aziende che chiudono, la disoccupazione che aumenta, l’inflazione che sale (strano, con la recessione in atto avrei pensato di più ad una deflazione), non mi interessa punto chi spia e chi viene spiato. I problemi reali vengono molto prima, e se ci dicono che la ripresa è vicina…no, non ci credo, basta girare per vedere serrande abbassate, confrontare i prezzi nei negozi, ascoltare i malumori della gente, di qualsiasi colore politico sia (ma la maggior parte è ormai disillusa). E questo, più che il governo del fare, mi sembra quello del procrastinare.

E chiudono i ciabattini mentre aprono i “Compro oro”, ai quali si rivolge la gente che svende i propri gioielli per far fronte a spese impreviste. Chiudono i piccoli alimentari, e prosperano le sale gioco, che alimentano i sogni di una grossa vincita, ma purtroppo questa eventualità si realizza assai raramente.

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E’ mai possibile che per pagare i fornitori lo stato abbia bisogno di una apposita legge? Già, perché il bilancio statale e degli altri enti pubblici e parastatali non si articola solo per la competenza finanziaria ed economica ma anche per i flussi di cassa, che vengono monitorati trimestralmente. Se la cassa (Tesoreria)  non lo permette, le spese vengono comunque impegnate sul bilancio di competenza originano un costo, poi per pagare c’è sempre tempo… E la massa dei residui passivi (ossia dei debiti per le spese non pagate) cresce a dismisura. E’ quello che in poche parole si chiama “fare il passo più lungo della gamba”, solo che in questa maniera sono le aziende fornitrici che restano senza liquidità… E guai a loro invece se tardano di un solo giorno a pagare quanto dovuto per tasse ed affini. Sembra che lo stato faccia loro un favore onorando i propri debiti…

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La grande bugia di stato: non abbiamo aumentato le tasse… Per IVA ed IMU e TARES tutto è stato rimandato ed ancora da decidere. Ma in compenso sono lievitati gli acconti. L’IRAP al 110%, l’IRES al 101%, l’IRPEF al 100% … E guai a sbagliare i conti se si presume un imponibile minore: il fisco non fa sconti.

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Abbiamo un grande patrimonio da sfruttare e lo mandiamo in malora. Parlo del patrimonio artistico. Le rovine che si rovinano sempre più, fino a ridursi ad ammassi di vecchie pietre dove le bellezze antiche ormai non si riconoscono affatto. Affreschi deturpati da muffe  ed umidità o scrostati. Antichi palazzi anneriti e mangiati letteralmente dal cancro del marmo. Quadri meravigliosi abbandonati nei magazzini o, se va bene, esposti malamente, senza criterio. Altra cosa sono i musei all’estero, con dei percorsi critici che ti aiutano a comprendere ed a “vedere” le opere d’arte col cuore e non solo con gli occhi. Ed a questo si aggiungono gli scioperi del personale dei musei: hanno sicuramente ragione, ma davanti al resto del mondo non ci facciamo certo una bella figura. Non parliamo poi della demenzialità di non usare i fondi che i privati destinano al restauro di alcuni siti di notevole valore artistico. Tutta una burocrazia non solo inutile, ma dannosa che di certo non incentiva nessuno a donare soldi allo stato per conservare quello che è, assieme ai nostri splendidi paesaggi, un tesoro incommensurabile.