La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 30 aprile 2013

Incazzatura

Sono incazzata.

Già, perché l’unico sbirro buono è quello morto, o perlomeno ferito gravemente.

Allora tutti si ricordano di lui, lo commiserano, esprimono tutta la loro solidarietà.

Solo parole, vane parole, perché nei fatti le Forze dell’Ordine vengono costantemente vilipese, il loro lavoro irriso, per nulla sostenuti da una magistratura che vanifica il loro operato e sembra più attenta ai “diritti” di chi delinque che a quelli di chi cerca, quotidianamente, di salvaguardare la nostra sicurezza ed incolumità.

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Tutti adesso a compatire il Brigadiere Giangrande, ma molti sprecano parole di solidarietà anche per l’attentatore, trovando ogni ragione per giustificare il suo gesto.

Povero diavolo, senza dubbio, ma non riesco a trovare scusanti per quanto ha commesso. Un’azione premeditata da tempo, con l’acquisto di un’arma dalla matricola cancellata ed il vestito buono usato per non destare sospetti.

Una persona che dice che non sapeva più dove trovare il denaro per  mantenere suo figlio ma che si è rovinato sperperandolo con il gioco.

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Questo atteggiamento di simpatia perché Preiti è stato fermato senza l’uso delle armi. Se per caso fosse stato ferito od ucciso, Preiti sarebbe diventato un martire e sotto inchiesta sarebbero finiti i Carabinieri.

Le Forze dell’Ordine per una retribuzione appena  dignitosa, ma che non compensa affatto i rischi che corrono, non meritano di essere trattate in tale modo, come quando ad esempio anche il primo cretino di No-Tav si era permesso di chiamare pecorella il carabiniere che gli stava davanti, quei No-Tav che militano oggi nel “pacifico” M5S che invitava a bombardare il Parlamento ed ora si defila.

Militi che devono stare fermi senza reagire anche sotto le sassaiole, perché se rispondono i colpevoli diventano loro.

Con l’atteggiamento di una certa magistratura, anche l’opinione pubblica viene così influenzata; con una certa stampa la stessa opinione pubblica viene manipolata. Quando leggo di uno dei delinquenti che tempo addietro avevano ucciso un carabiniere e massacrato il suo collega, e che si è fatto un solo anno di carcere perché sconterà la sua pena presso una struttura protetta (la Exodus di don Mazzi), sento l’avvilimento e lo sconforto di quanti indossano una divisa, non solo per portare a casa uno stipendio, ma anche perché credono nel loro lavoro, anche se i mezzi a loro disposizione e gli organici sonmo sempre più scarsi.

Adesso basta, esigo che ci sia più rispetto e che anche in sede parlamentare si discuta di questo argomento, anche perché in ballo c’è la nostra sicurezza e la situazione sta diventando una bomba pronta ad esplodere, mentre tutti, nelle sedi istituzionali, negano o si limitano ad ignorare il problema.