La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Ancora a Milano

Domenica 24 febbraio

Alle otto meno un quarto eravamo già al seggio, siamo stati i primi ad arrivare ed abbiamo quindi dovuto aspettare che tutte le operazioni preliminari fossero concluse. Appena usciti dal seggio, è iniziato a nevicare. Un turbinio di fiocchi che ci ha accompagnato durante tutto il viaggio, tranne il pezzo non in autostrada, da Affi a Valeggio. Mi piace la neve, che sembra venirci incontro mentre si viaggia, accompagnati dal rumore monotono, quasi ipnotico del tergicristallo, ed evidenzia tutte le geometrie dei filari di viti nei campi che costeggiano la strada. Verso Brescia i fiocchi si sono infittiti e la Franciacorta era quasi irriconoscibile, completamente imbiancata, dove il candore dei campi si congiunge a quello del cielo. Una piccola incavolatura per via dei soliti automobilisti: c’è poco da dire: in Italia puoi fare autostrade a 5 corsie, ma quasi tutti viaggiano sulle ultime due, e noi tranquilli sulla cosiddetta corsia “lenta” li superavamo (non “sorpassavamo”)allegramente.

Arrivati in città nevicava ancora, ma poco dopo la neve si è trasformata in un fastidioso nevischio proprio mentre scaricavamo i bagagli.

Abbiamo portato l’auto in garage, fatta un po’ di spesa al solito supermercatino vicino casa e poi sono iniziate le nostre usuali camminate, gorivagando senza meta. In viale Monza, uno strano accostamento…. sacro e profano!

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Lunedì 25 febbraio

E’ una tipica giornata milanese, fredda, umida, piovosa, uggiosa…. abbiamo solo girato per negozi alla ricerca dei nostri soliti DVD di film introvabili sulle reti televisive, anche su quelle a pagamento. Qualcosa ogni tanto si riesce a vedere sul canale di Iris o Rai Movie, ma molto poco, quindi tanto vale cercarli e comperarli: è come avere una biblioteca a nostra disposizione, film da vedere come e quando si vuole.

Martedì 26 febbraio

Il nostro solito appuntamento alla trattoria la Madonnina, perché martedì è il giorno dell’ossobuco con il risotto, e non potevamo certo mancare. Poi in giro verso porta Ticinese, dove ho scperto altre due saracinesche decorate con i visi di don Gallo e del Faber…indimenticabile.

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