La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

la colpa non è sua…

Di chi è la colpa? Dello spread alto, lo sanno tutti, era di Berlusconi, anche se dopo l’insediamento di Monti, dopo un piccolo, iniziale calo, era salito vertiginosamente. Adesso lo spread si è assestato su livelli medio-alti, sufficienti a tener un po’ più bassi gli interessi dei titoli di stato, però ci sono altri parametri preoccupanti. E che ci dice il nostro caro leader? che i fenomeni negativi (leggi disoccupazione, cali dei consumi, recessione) non sono da addebitare alle politiche economiche del governo, mentre l’iniziale piccolo calo dello spread era tutto merito suo. Allora il bocconiano ci prende per fessi. I conti della serva son presto fatti: come ho già scritto tempo fa, chi vuoi che investa in un paese tartassato e stratassato come il nostro? Perché tante aziende potenzialmente sane chiudono e delocalizzano all’estero? E la conseguenza non è forse il calo della produzione con conseguente aumento della disoccupazione? In un anno di governo Monti la disoccupazione è aumentata di 2,3 punti, pari a 600mila persone… E il trend va peggiorando. Certo che il numero dei senza lavoro è aumentato in tutta l’Eurozona, ma qui le cifre denotano uno stato tragico.

Ma il guru esterna :

– Se l’attuale governo avesse voluto far sì che oggi le cifre sulla disoccupazione e sulla recessione si presentassero un po’ meno negative avrebbe dovuto, con equilibrismi insostenibili, fare un surfing protratto sulla cresta dell onda illusoria e questi problemi si sarebbero presentati ancora maggiori.-

Tutti ad applaudire le pillole di saggezza, ma sfido chiunque a spiegare chiaramente il senso della frase…

Ma l’importante è la salute, anche se il premier ci dice che il peso del servizio sanitario è ormai insostenibile. Del resto, staremo tutti meglio. Pochi soldi da spendere in tabacchi, ristoranti e carburanti significano un livello di vita più sano, con maggior movimento a piedi quindi con minori effetti deleteri su colesterolo, obesità, glicemia, malattie cardiocircolatorie e polmonari.

C’è solo un appunto… Camperemo più a lungo, ma godremo più a lungo della pensione. Urge trovare rimedio, tipo l’eliminazione forzata al compimento dei 75 anni!

11 Risposte

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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    2 dicembre 2012 alle 22:54

  2. mario

    oh mammamia par proprio che il signor monti non ti sia simpatico .arrivi a ipotizzare che chi supera i 75 venga dato in pasto ai leoni . attenta che se ti sente il nano poi ti esclude . s.a.p. non e’ il caso di postare qualcosina di piu’ allegro ? ridere non appesantisce i bilanci e fa un sacco di bene .ciao lore sta’ in gamba .

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    3 dicembre 2012 alle 13:39

    • Mairo, dovresti saperlo ormai che il tuo omonimo non mi piace punto!… e la mia proposta era fatta solo a fin di bene: sai che salto positivo per i bilanci dello stato e per lo spread? Considera poi che verrebbero rottamati un sacco di parlamentari 😀
      Il solito, caro saluto
      Lore 🙂

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      3 dicembre 2012 alle 16:13

  3. serenasolohaiku

    Ciao cara Loredana, sono veramente molto dispiaciuta. Ti chiedo perdono non solo per la mia latitanza ingiustificata ma soprattutto perchè ho visto solo ora che tu gentilmente ti eri preoccupata per questa mia assenza chiedendomi se andasse tutto bene …ed io non ti ho risposto! Ma non potevo sapere … Mai avrei voluto fare a te uno sgarbo simile!
    Domenica, ho postato sul mio blog, ho chiesto scusa a tutti e per sommi capi ho anche spiegato alcuni perchè del mio mutismo.
    Ieri, guardando la posta elettronica, ho trovato strano che non arrivasse neppure un commento al mio post. Ogni qualvolta “sono presenti commenti al post”, il sistema di Blogger avvisa sempre tramite e-mail, specificando il nome di chi commenta e il contenuto del commento. Sono sempre stati precisi ed io sempre sicura di ricevere le loro comunicazioni … sino a quando hanno cambiato la piattaforma! Ho scoperto solo oggi che le vecchie impostazioni del mio blog non sono state salvate per cui, non potevo ricevere più i loro avvisi. Me ne sono resa conto andando sul blog e constatando che invece i commenti c’erano. Sono andata a ritroso … ed ho scoperto con mio grande rammarico il tuo commento di fine ottobre. In quel periodo avevo il computer nuovo ma ancora imballato dato che purtroppo per altri impegni, non avevo proprio il tempo di stare al pc … La posta però quando potevo la controllavo ma non trovando avvisi non mi preoccupavo.
    Perdonami. Sovente ti pensavo e mi ripromettevo che il giorno dopo avrei fatto in modo di venirti a trovare virtualmente … poi, troppi giorni sono passati e lentamente ho perso l’abitudine di pensare al computer.
    Vorrei farmi perdonare in modo tangibile ma non solo, mi farebbe molto piacere inviarti un mio pensiero a titolo di amicizia.
    Accetteresti? Dovresti però inviarmi il tuo indirizzo o un recapito dove inoltrartelo … mi faresti felice.
    Confido nella tua comprensione. A presto.
    Un bacione, Serena
    p.s. – Sono costretta a inviarti questa lettera sotto forma di commento pubblico … non ho più il tuo indirizzo elettronico privato dato che tutti i miei dati, rubrica contatti ecc. sono bruciati insieme al mio vecchio computer.

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    4 dicembre 2012 alle 09:23

    • Cara Serena, innanzitutto bentornata con un grande abbraccio. 🙂
      Mi ero preoccupata vedendo che da tempo non aggiornavi più il blog e credevo che questo fosse dovuto a problemi familiari. Comprendo benissimo che cambio di PC, di account di posta e simili possano creare problemi. Attualmente pure io ho problemi con la posta di MSN (hotmail) che non riesco più a ricevere sul cellulare e sul vecchio PC: spero che almeno su questo regga, ma la mail dal cellulare mi era assai comoda da consultare…
      Non servono “manifestazioni tangibili”: mi basta la tua presenza, sempre graditissima :-), anche perché sono piuttosto restia a dare dati personali, soprattutto per via di mio marito che non vede di buon occhio le amicizie virtuali: attualmente solo due persone ne sono in possesso, ma le conosco ormai da tento tempo. Ma ti assicuro, è come se avessi accettato. Mi fai pensare che, effettivamente, non c’è un mio recapito cui rivolgersi: provvedo subito mettendo una nuova pagina con l’email, e ti ringrazio ancora per la tua visita.
      Un abbraccio sincero
      Loredana

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      4 dicembre 2012 alle 16:19

  4. la politica di Monti con il calo dello spread c’entra poco. Lo spread è sceso soprattutto perché la BCE ha immesso liquidità, e in parte perché Berlusconi si è levato (speriamo definitivamente) dai piedi.

    Non è tanto per le tasse che le aziende non investono in Italia, considera che l’azienda per cui lavoro importa materiale, oltre che dal Regno Unito, da Francia e Svezia, paesi con un livello di tassazione analogo se non superiore al nostro. Inoltre, se è vero che le tasse in Italia sono altissime, è anche vero che questo vale per il singolo cittadino, lui si tartassato, non per le imprese, che pagano un’ IRES del 27.5% e qualche punto di IRAP (In Australia, con una tassazione media molto più bassa è il 30%, negli Stati Uniti l’aliquota massima è del 35%). Le aziende non investono in Italia soprattutto per problemi di rispetto della legge e burocrazia, per un alto costo dell’energia, per la concorrenza sleale, con altre aziende italiane che pagano tangenti, non pagano i fornitori o i dipendenti, sfruttano una posizione di dominanza, o sono avvantaggiate da leggi idiote. Certo, c’è chi sposta la produzione in Serbia o Polonia perché paga meno un po’ tutto (qui ci sarebbe da aprire una parentesi importante ma passiamo oltre) ma c’è pure chi delocalizza in Austria o Svizzera, paesi con un costo del lavoro, e parliamo di lordo, considerevolmente più alto dell’Italia.

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    4 dicembre 2012 alle 19:48

    • Ovviamente dire che la colpa dello spread alto era solo di Berlusconi era volutamente ironico. Ci sono state un sacco di manovre speculative dei mercati finanziari avallate dalle agenzie di rating (e a chi appartengono queste ultime?). Ai costi derivanti dalle tassazioni dirette ed indirette noi dobbiamo aggiungere quel costo nemmeno tanto occulto della burocrazia, che tra bolli e tempo perso (troppo) diventa insostenibile. E per quel che concerne il costo dell’energia, concordo pienamente, ma finché ci saranno timori e remore nei confronti del nucleare, finché dovremo sottostare alle disposizioni (o imposizioni) europee per quanto concerne l’utilizzo delle energie rinnovabili e le risorse economiche da destinare alle stesse, non la vedo affatto bene…Poi c’è l’annosa questione del mercato del lavoro…
      La questione dei costi è prioritaria per un’azienda che vuole mantenersi sana. Un esempio per tutti: dappertutto in Italia le immatricolazioni sono in calo, meno che in Alto Adige, perché le tasse di immatricolazione sono più basse che altrove (livello base, senza addizionali), quindi tantissime aziende di noleggio auto spostano qui la loro sede, con un risparmio considerevole.
      E se in altre nazioni la tassazione è superiore, quali servizi vengono dati in cambio ai cittadini? Invece qui addirittura si parla di livello insostenibile dell’assistenza sanitaria, e questo mi fa incavolare e molto!

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      5 dicembre 2012 alle 16:28

  5. mah

    io dico che le agenzie di rating non centrano nulla, il mercato se ne è bellamente battuto le palle, e semmai i titoli del debito sono stati sopravvalutati dalle agenzie, non sottovalutati.

    i costi dei bolli sono abbastanza irrisori, il problema sono i bizantinismi, i tempi, il favorire imprese inefficienti a danno di quelle efficienti.

    l’alto prezzo dell’energia non dipende dalla fonte energetica, il prezzo di produzione tra le varie fonti è più o meno lo stesso, tranne l’idroelettrico che è sensibilmente più economico. I costi alti derivano dall’inefficienza del mercato, della rete (dispersiva, a causa dell’urbanistica), l’eccesso di centrali.

    i problemi del lavoro in Italia sono tantissimi, ad iniziare da stipendi troppo TROPPO bassi, troppe regole, assenza di controlli. basterebbero controlli capillari, multe da far chiudere l’azienda e rinchiudere il titolare, ridurre del 90% la regolamentazione: solo leggi per la sicurezza, la maternità, la discriminazione, e uno stipendio minimo decente, diciamo 20€ lordi l’ora.

    Non conosco l’esempio delle immatricolazioni, probabilmente in Trentino aumentano perché vengono a immatricolarle lì dalla Lombardia e dal Veneto, ma non è che se abbasso la tassa d’immatricolazione da 40€ questo mi convince a comprare un’auto da 50.000… immagino le immatricolazioni dei Trentini siano calate in proporzione al pil, come nel resto d’Italia.

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    6 dicembre 2012 alle 19:22

    • Le agenzie di rating appartengono a gruppi finanziari: la Moody’s a Warreen Buffet (ed è pure indagata per aggiotaggio), la Standard & Poor’s al gruppo McGraw – Hill, quindi sono direttamente interessate alle valutazioni dei mercati.

      L’importo della retribuzione non ha nessun significato se non viene parametrato al potere d’acquisto della stessa. Questo è valido non solo in Europa, ma anche in Italia, dove a parità di importo percepito, a Milano fai la fame mentre, ad esempio, nel sud Italia vivi abbastanza bene. Quando si parlava di gabbie salariali, tutti a scandalizzarsi, sindacati in primis, perché a parità di lavoro deve corrisposto il medesimo salario, ma se, per dire,in Campania un chilo di pane lo pago 3 euro, a Milano 6 e a Bolzano 8, oppure il costo al metro quadro delle case, a parità di categoria catastale, varia enormemente da città a città, a seconda della regione o della provincia, anche la paga non può e non deve essere uguale.Ma questo non viene recepito, anzi tutti fanno orecchie da mercante.

      In Italia tutto è più caro,non solo il costo dell’energia. Vedi ad esempio anche i trasporti: con quel che pago di autostrada Bolzano-Milano e ritorno, in Austria, a mezzo della vignetta, ci viaggio un anno intero, pagando eventualmente solo un pedaggio per alcuni ponti (Europabruecke) o gallerie.
      Ed il costo dei trasporti incide fortemente sul costo finale dei prodotti. Non dimentichiamo anche i troppi passaggi dal produttore al consumatore: un mercato troppo frammentato è solo un danno per l’economia.

      Per quanto concerne l’IPT, mi riferisco ovviamente alle grandi flotte aziendali ed alle grandi ditte di autonoleggio. Formigoni già tempo addietro si era lamentato per la diminuzione degli introiti di questa imposta, accusando l’Alto Adige di una sorta di “concorrenza sleale”… Ovvio che il singolo se ne frega se paga 40 euro in più, ma moltiplicalo per tutte le auto che so, della Hertz, della Maggiore o dell’Avis, e vediamo quanto è il risparmio.

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      7 dicembre 2012 alle 16:21

  6. non mi piacciono i bizantinismi del CCNL, dunque il problema delle gabbie salariali è un non problema perché sarebbe tutto gestito dal mercato, dico servirebbe solo uno stipendio minimo per evitare situazioni spiacevoli. ho detto 20€ l’ora per fare una media nazionale, potrebbe funzionare bene anche un 15€ di base sul territorio nazionale con “addizionali” decise a livello regionale

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    9 dicembre 2012 alle 11:22

    • Certamente, legato all’effettivo costo della vita… e senza certe dubbie interferenze di alcuni sindacati che dicono NO a prescindere 🙂

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      9 dicembre 2012 alle 16:19

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