La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per dicembre, 2012

31 dicembre, in attesa del nuovo anno

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Fine anno, tempo di bilanci. Da parte mia no di certo, i bilanci li lascio fare alle società. Da tempo ho considerato che ogni anno ormai è uguale al precedente e quindi anche al successivo. Ci saranno giornate buone, altre cattive, la maggior parte così così… Quindi che tiriamo bilanci a fare? Le azioni che abbiamo compiuto, anche quelle saranno sempre le stesse. Certo, per qualcuno ci saranno eventi speciali, un matrimonio, un nuovo lavoro, però, dopo, tutto ritorna come prima. Quindi non tirerò una riga mettendo da una parte l’attivo e dall’altra il passivo, o il buono ed il cattivo. Forse è il mio pessimismo da scorpione (ma c’è da credere agli oroscopi?) che mi induce a pensare così, o forse perché ad un capodanno passato sono legati cattivi ricordi, o forse perché è l’attuale situazione che mi porta al pessimismo…

E nonostante tutto mi ostino a sperare che il prossimo anno sia migliore, mentre saranno solo dodici mesi di più sul groppone.

Ma, in ogni caso, auguri a tutti…

 


Nuvole

Basta una nuvola per offuscare il sole. Basta un brutto momento per guastare una bella giornata.

Ma tutto passa, nuvole e brutti momenti…


Femminicidio

Bene, adesso ci si mettono anche i preti.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/12/25/-Femminicidio-donne-provocano-polemica-parroco_7998711.html

Premesso che, personalmente, ritengo che uccidere una donna non sia più grave che uccidere un uomo o un omosessuale perché sempre di esseri umani si tratta (come gravità farei solo eccezione per quelli più indifesi, come bambini, disabili o vecchi), non credo proprio che le donne provochino tanto gli uomini fino al punto di essere uccise per il solo fatto di portare in tavola piatti freddi o di trascurare la casa. Eh no, signor parroco…allora quante donne che lavorano dovrebbero essere in un certo senso “giustificate” se ammazzano il marito perché non le aiuta nelle faccende domestiche? Perché una donna (e fortunatamente questo non era il mio caso) dovrebbe sobbarcarsi il doppio lavoro dentro e fuori casa mentre certi mariti se ne stanno beatamente in poltrona o se ne escono con gli amici? Questa non è provocazione?

Non è che gli uomini sono improvvisamente impazziti, è che spesso, troppo spesso, le violenze casalinghe vengono sopportate, tollerate, nascoste fino al più tragico epilogo. Lo stesso dicasi dei vestiti succinti che spingerebbero gli uomini allo stupro. Mai sentito dire che una donna sia saltata addosso ad un uomo perché circolava a torso nudo ed in pantaloncini corti…

Mi meraviglio che un simile ragionamento venga fatto da un esponente della religione cristiana, accomunandolo quindi a certe fasce di islamici che ritengono lecito violentare una donna ritenendosi “provocati” dal suo vestiario.

Rispetto e dignità non sono questione di abiti…


Le grandi manovre

Per non piangere, mi sto divertendo a leggere sui quotidiani e sul web le manovre dei nostri politicanti (non politici, si badi bene) per restare a galla e venire rieletti. Tutte queste mignatte (mignatte, non mignotte) senza pudore che cercano deroghe agli statuti dei propri partiti, sperano in collegi supersicuri, aspirano a trasmigrare in altre formazioni (altro che Scilipoti) per non cadere nell’anonimato più assoluto…

Tutti seguono con ansia le intenzioni di voto pubblicate dalle varie agenzie, tutti fanno calcoli per verificare la consistenza numerica delle varie coalizioni considerando quanti voti possa far acquisire o perdere un eventuale alleato.

C’è chi torna dagli antichi compagni, anzi, camerati, chi invece tenta di passare dalla camicia nera alle polo color arancio, altri, anzi altre non si rassegnano ad essere rottamate, sicure di poter dare ancora un contributo al paese (ed a loro stesse?).

Un personaggio in particolare sembra essere schivato (o schifato) da tutti, ma non è detto: in politica tutto può tornare utile, anche chi è abituato a mille giravolte, se è opportuno viene riciclato, anche il più abietto.

Uno spettacolo semplicemente immondo, di gente che aspira solo al proprio benessere, a far fuori il diretto avversario ancor prima che questi lo faccia prima di lui, litigando al modo dei capponi di Renzo.

Tutti poi con l’incognita, ormai non più tale, del Grillo impazzito…

Poi c’è il tormentone del “mi candido, no non mi candido”… E di “quello di Monti è stato un pessimo governo, ma se decidesse di mettersi a capo dei moderati mi ritiro…”mentre qualcun altro lo vede solo in funzione di terzietà, purché non gli sfili il seggio di premier da sotto al sedere…

Nessuno che abbia presentato uno straccio di programma. L’unica proposta di B1 è stata quella di abolire l’IMU sulla prima casa, mentre B2 come primo provvedimento vuole introdurre lo ius soli, quando anche negli Stati Uniti stanno pensando di modificarlo in senso molto restrittivo.

Solo Monti ha la sua “agenda”, e da quella non deroga, tasse ed ancora tasse come deciso dalla legge di stabilità e neppure una parola sull’aumento dell’appannaggio del presidente super partes (?), che decorrerà da gennaio, aumento di oltre 8.800 euro che si sommeranno ai circa 240.000 percepiti nell’anno in corso. Poca cosa, vero, ma dare un piccolo segnale di rinuncia sarebbe stato significativo. E nemmeno una parola sulle modifiche davvero importanti che avrebbero davvero consentito un risparmio di spesa, come l’accorpamento delle province, slittato a data da destinarsi, o alla riduzione sia del numero che dei compensi dei parlamentari. Nel frattempo le tasche degli Italiani sono sempre più vuote…

Secondo l’art.1 della “più bella del mondo” la sovranità appartiene al popolo… Però il balletto continua e noi, purtroppo, siamo solo semplici spettatori.


Il dono dei Magi – O. Henry

Per Natale, assieme ai soliti auguri, un tenero raccontino…

Un dollaro e ottantasette centesimi. Questo era tutto. E sessanta centesimi erano in penny.

Penny risparmiati uno o due alla volta maltrattando il droghiere, il verduraio e il macellaio, fino a

quando ti senti le guance rosse per l’accusa di taccagneria che tale atteggiamento comporta, anche

se non te lo dicono. Della li contò tre volte. Un dollaro e ottantasette centesimi. E il giorno dopo

sarebbe stato Natale.

Non c’era chiaramente nulla da fare, se non afflosciarsi sullo squallido divanuccio e mettersi a

urlare. E Della fece proprio così. E questo ci porta a riflettere che la vita è fatta di singhiozzi, tirate

sù col naso, e sorrisi, con prevalenza delle tirate sù.

Mentre la padrona di casa si calma piano, piano, passando dalla prima fase alla seconda, date

un’occhiata alla casa. Un appartamento ammobiliato da 8 dollari a settimana. Non certo un posto da

mendicanti, ma la forse squadra anti-mendicità lo indicava come tale.

Nel vestibolo sottostante, una cassetta per lettere in cui non sarebbe arrivata mai nessuna lettera,

e un pulsante elettrico da cui nessun dito di mortale avrebbe ottenuto uno squillo. A tutto ciò si

aggiungeva anche un cartellino che recava il nome “Mr. James Dillingham Young.”

Il “Dillingham” era stato sbandierato in un periodo precedente di prosperità quando il suo

possessore veniva pagato 30 dollari a settimana. Ora, con il reddito ridotto a 20 dollari, stavano

pensando seriamente di contrarlo in un più modesto e senza pretese “D”. Ogni volta che il signor

James Dillingham Young tornava a casa e raggiungeva il suo appartamento di sopra, veniva però

chiamato “Jim” e abbracciato stretto dalla signora Dillingham, che già vi abbiamo presentato come

Della. E tutto questo è molto bello.

Della aveva finito di singhiozzare e si occupava delle guance con il piumino della cipria. Se ne

stava alla finestra e guardava fuori senza pensieri verso un gatto grigio che camminava lungo un

recinto grigio in un cortile grigio. Domani sarebbe stato il giorno di Natale e lei aveva solo 1 dollaro

e 87 con cui comprare un regalo a Jim. Aveva risparmiato ogni centesimo che aveva potuto, per

mesi, con questo risultato. Con venti dollari alla settimana non si va lontano. Le spese erano state

maggiori di quanto lei aveva calcolato. Lo sono sempre. Solo 1 dollaro e 87 per comprare un regalo

per Jim. Il suo Jim. Aveva trascorso tante ore felici pensando a qualcosa di bello per lui. Qualcosa

di bello e raro e speciale — qualcosa che fosse degno di appartenere a Jim.

C’era uno di quei comuni specchi stretti, tra le finestre della stanza. Forse avete visto uno di

questi specchi in un appartamento da 8 dollari. Una persona molto sottile e molto agile può,

osservando il suo riflesso in una rapida sequenza di strisce longitudinali, avere un’idea abbastanza

precisa del suo aspetto. Della, essendo magra, aveva imparato quest’arte.

Improvvisamente si girò dalla finestra e si fermò davanti allo specchio. I suoi occhi brillavano di

scintille, ma il suo viso perse di colore in venti secondi. Rapidamente tirò giù i capelli e li lasciò

cadere per tutta la loro lunghezza.

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Ora, vi erano due beni in possesso alla famiglia Dillingham Young di cui entrambi erano

orgogliosissimi. Uno era orologio d’oro di Jim, che era stato suo padre e di suo nonno. L’altro erano

i capelli di Della. Se la regina di Saba fosse vissuta in un appartamento di fronte, Della qualche

volta avrebbe steso i suoi capelli fuori dalla finestra ad asciugare solo per far impallidire i gioielli e i

beni di Sua Maestà. Se Re Salomone fosse stato il portiere, con tutti i suoi tesori ammucchiati nello

scantinato, Jim avrebbe tirato fuori il suo orologio ogni volta che passava, solo per vederlo

strapparsi la barba dall’invidia.

Così ora i bei capelli di Della scivolarono su di lei ondeggianti e splendenti come una cascata di

acque castane. Arrivavano fin sotto il ginocchio e le facevano quasi da abito. Poi li raccolse di

nuovo nervosamente e rapidamente. Vacillò per un attimo e poi si fermò, mentre una lacrima o due

cadevano sul logoro tappeto rosso.

Indossò la vecchia giacca marrone, indossò il vecchio cappello marrone. Con un turbinio di

gonne e con quel brillante scintillio ancora negli occhi, sgonnellò fuori dalla porta e giù per le scale

fino alla strada.

Dove si fermò il cartello diceva: “Mme. Sofronie. Tutto per i capelli.” Della corse su per una

rampa, e si sistemò, ansimando. Madame, grossa, troppo bianca, fredda, poco sembrava una

Sofronie.”

Vuole comprare i miei capelli?”, chiese Della.

“Io compro i capelli”, disse la signora. “Si tolga il cappello e diamo un’occhiata a come sono.”

La cascata castana scivolò giù.

“Venti dollari”, disse la signora, sollevando la massa con mano esperta.

“Me li dia, presto”, disse Della.

Oh, e le due ore successive si spostò con ali rosate. Scusate questa trita metafora. Stava

setacciando i negozi per il regalo di Jim.

Alla fine lo trovò. Era stato fatto proprio per Jim e per nessun altro. Non ce n’era di uguale in

nessun altro negozio, e li aveva rivoltati proprio tutti. Era una catenina da orologio in platino,

semplice e pura nel disegno, che dichiarava il suo valore di per sé stessa e non come vile ornamento

proprio come dovrebbe essere per tutte le cose belle. Era degna dell’Orologio. Appena la vide,

seppe che doveva essere di Jim. Era come lui. Tranquillità e valore – la descrizione si applicava ad

entrambi. Per la catena le presero ventuno dollari, e lei si precipitò a casa con gli 87 centesimi. Con

quella catena al suo orologio Jim poteva preoccuparsi decorosamente dell’orario in qualunque

compagnia si fosse trovato. Per quanto il suo orologio fosse magnifico, a volte lo guardava di

nascosto, a causa del vecchio cinturino di cuoio che usava al posto della catena.

Quando Della giunse a casa, la sua eccitazione cedette un po’ alla prudenza e alla ragione. Tirò

fuori il suo arricciacapelli, accese il gas e si mise a riparare i danni fatti dalla generosità aggiunta

all’amore. Che è sempre un compito enorme, cari amici – un compito immane.

In quaranta minuti la sua testa era coperta da piccoli ricci, vicini l’uno all’altro, che la facevano

splendidamente somigliare a uno scolaro che ha marinato la scuola. Guardò a lungo la sua

immagine riflessa nello specchio, con attenzione e in modo critico. 4

“Se Jim non mi ammazza”, si disse, “prima di darmi una seconda occhiata, dirà che sembro una

ragazza del coro di Coney Island. Ma che cosa potevo fare – oh! Che cosa potevo fare con un

dollaro e ottantasette centesimi?”

Alle 7 il caffè era pronto e la padella era sul retro della stufa, calda e pronta a cuocere le

costolette.

Jim non era mai in ritardo. Della addoppiò la catenina in mano e si sedette in un angolo del

tavolo vicino alla porta da cui lui entrava sempre. Poi sentì il suo passo sulla scala giù, al primo

piano, e impallidì per un attimo. Aveva l’abitudine di recitare in silenzio una preghiera per le

semplici cose di ogni giorno, e ora sussurrò: “Ti prego Dio, fagli pensare che sono ancora carina “.

La porta si aprì e Jim entrò e la richiuse. Aveva un aspetto magro e molto pensieroso. Poverino,

aveva solo ventidue anni – ed essere gravati da una famiglia! Aveva bisogno di un cappotto nuovo

ed era senza guanti.

Jim si fermò appena superata la porta, immobile come un setter all’odore di una quaglia. I suoi

occhi erano fissi su Della, e vi era in essi un’espressione che lei non sapeva comprendere, e che la

terrorizzava. Non era rabbia, né sorpresa, né disapprovazione, né orrore, né uno dei sentimenti a cui

era preparata. Egli semplicemente la guardava fisso, con quella strana espressione sul viso.

Della girò intorno al tavolo e gli si avvicinò.

“Jim, caro,” esclamò, “non guardarmi in quel modo. Mi sono tagliata i capelli e li ho venduti,

perché non potevo passare il Natale senza farti un regalo. Ricresceranno — non ti importa, vero? Ho

dovuto farlo. I miei capelli crescono così in fretta. Di’ ‘Buon Natale! ‘ Jim, e cerchiamo di essere

felici. Non sai che bel regalo- che bellissimo regalo ho per te.”

“Hai tagliato i capelli?” chiese Jim, faticosamente, come se non fosse ancora arrivato a capire

questo fatto, anche dopo un duro sforzo mentale.

“Tagliati e venduti”, disse Della. “Non ti piaccio ugualmente, comunque? Io sono io, anche

senza i miei capelli, non è vero?”

Jim guardò per la stanza, curioso.

“Dici che i tuoi capelli non ci sono più?” chiese, con un’aria quasi da idiota.

“Non li devi cercare”, ha detto Della. “Li ho venduti, ti dico – venduti e andati, anche. E’ la

vigilia di Natale, ragazzo. Sii buono con me, perché li ho dati via per te. Forse i capelli del mio capo

erano contati”, proseguì lei con un’improvvisa grave dolcezza, “ma nessuno potrebbe contare il mio

amore per te. Devo mettere su le costolette, Jim?”

Jim sembrava svegliarsi rapidamente dalla sua trance. Abbracciò la sua Della. Per dieci secondi

guardiamo con interesse qualche inutile oggetto che sta nella direzione opposta. Otto dollari la

settimana o un milione all’anno – qual è la differenza? Un matematico o un uomo di spirito

darebbero la risposta sbagliata. I Magi portarono doni preziosi, ma quello non c’era. Questa

affermazione oscura vi sarà chiarita in seguito.

Jim estrasse un pacchetto dalla tasca del cappotto e lo gettò sul tavolo. 5

“Non ti sbagliare sul mio conto, Della.” disse, ” Non credo che ci sia qualcosa nel modo in cui ti

tagli i capelli o te li lavi che potrebbe farmi piacere di meno la mia ragaza. Ma se scarti il pacchetto

puoi capire perché mi hai fatto imbambolare un po’ in un primo momento.”

Dita bianche e agili strapparono la corda e carta. E poi un urlo di gioia estatica e poi, ahimè! un

rapido femmineo cambiamento in un pianto isterico e in lamenti, che richiesero l’impiego

immediato di tutti i poteri di consolazione del padrone di casa.

Perché lì dentro c’erano I Pettini – una serie di pettini, laterali e posteriori, che Della aveva

adorato a lungo in una vetrina di Broadway. Bellissimi pettini in vero guscio di tartaruga, con bordi

di pietre preziose – proprio della sfumatura da portare tra i suoi magnifici capelli scomparsi. Erano

pettini costosi, lo sapeva, e il suo cuore li aveva semplicemente agognati e desiderati senza la

minima speranza di possesso. E ora erano suoi, ma le trecce che gli ambìti ornamenti avrebbero

dovuto adornare erano sparite.

Ma lei li stringeva al petto e alla fine fu in grado di guardarli con gli occhi velati e un sorriso e

dire: “I miei capelli crescono così in fretta, Jim!”

E poi Della balzò in piedi come un gatto che si è bruciato e gridò: “Oh, oh!”

Jim non aveva ancora visto il suo bel regalo. Lei glielo porse con entusiasmo sul palmo aperto.

L’opaco metallo prezioso sembrava lampeggiare per il riflesso dello spirito brillante e ardente di lei.

“Non è elegante, Jim? L’ho cercato per tutta la città per trovarlo. Dovrai guardare l’ora un

centinaio di volte al giorno adesso. Dammi il tuo orologio. Voglio vedere come ci sta. ”

Invece di obbedire, Jim si buttò sul divano e si mise le mani sotto la nuca e sorrise.

“Della”, disse, “mettiamo via i nostri regali di Natale e lasciamoli stare per un po’. Sono troppo

belli per usarli proprio ora. Io ho venduto l’orologio per avere i soldi per comprare i tuoi pettini. Ed

ora penso che tu debba mettere su le costolette.”

I Magi, come sapete, erano uomini saggi – meravigliosamente saggi – che portarono doni al

Bambino nella mangiatoia. Furono loro a inventare l’arte di fare regali per Natale. Essendo saggi, i

loro doni erano senza dubbio saggi, e sicuramente avevano la possibilità di essere cambiati, se una

ne aveva già di simili.

E qui vi ho raccontato alla meglio la pacifica storia di due bambini sciocchi, in un appartamento,

che incautamente hanno sacrificato l’un l’altra i più bei tesori della loro casa. Ma va detta un’ultima

parola al saggio di oggi, che di tutti coloro che fanno regali, questi due sono stati i più saggi. Di tutti

coloro che fanno e ricevono regali, come loro, sono i più saggi. Ovunque sono i più saggi. Sono

loro i Magi. 

Da “Memorie di un cane giallo” di O.Henry edizioni Adelphi . Traduzione di Giorgio Manganelli


buon natale animato

A tutti, i migliori auguri di Buon Natale

Loredana

 


PRIMO GIORNO D’NVERNO

Alla faccia dei Maya e delle loro profezie…

Carissimi amici, carissimi lettori, domani mattina alle ore 11.11 il nostro sistema solare si troverà allineato con il centro galattico che i Maya chiamavano Hunab Ku, ovvero la Farfalla Cosmica, simbolico riferimento a Sagittarius A, ovvero uno stargate o porta dimensionale, da dove proviene la vita.  Moltissimi telegiornali e riviste on-line hanno dedicato ampio spazio a questa fatidica data, esponendo con molta cura le tesi di scienziati e di qualche astronomo che come solito non fanno altro che minimizzare o screditare questo argomento importante. La scienza senza coscienza asserisce che le profezie Maya sono tutte barzellette, una bufala, pur non sapendo che i Maya non avevano profetizzato nulla riguardo la fine del mondo, ma semmai la fine di UN MONDO, il termine di un Ciclo (o Era) e l’inizio di una Nuova Era. Facciamo chiarezza su ciò che accadrà domani.

La civiltà Maya ha dato prova di stupefacenti calcoli astronomici, talmente perfetti che, secondo gli studiosi, il loro celeberrimo calendario risulta addirittura più preciso del nostro, senza contare la perfetta individuazione del movimento del pianeta Venere, dall’orbita eccentrica che non rende agevole il suo calcolo, specie considerando i mezzi alquanto scarni che gli archeologi tradizionalmente attribuiscono a questa antica civiltà.

Il Calendario Maya e’ in effetti una sorta di ruota composta da 3 ingranaggi. Il primo, detta “haab” è suddiviso in 13 mesi e 260 giorni ed è utilizzato come cerimoniale. Ogni giorno ha un significato particolare. La seconda ruota si chiama “tzolkin” e serve a determinare le eclissi e il ciclo di Venere, che dura 180 giorni. Combinando la ruota “haab” e quella “tzolkin”, si crea il calendario circolare di 52 anni. Il Dr.Fosterman ha scoperto che i Maya segnavano il tempo anche con il “Lungo Computo”, che permette di determinare quando avverrà la fine di un mondo, ovvero la fine di un ciclo, ed altre previsioni.


Italiani…

Ha ancora un senso essere orgogliosi di essere italiani? Io lo sono, ma del nostro passato.

Del presente no di certo.

Al giorno d’oggi appena apri i giornali leggi di malversazioni di furti, di concussioni, di reati patrimoniali vari perpetrati da chi abbiamo preposto a rappresentarci e che dovrebbe quindi esserci d’esempio.

Siamo un popolo litigioso, ed anche con le prossime elezioni se riusciremo a formare una maggioranza stabile sarà grazie al famigerato porcellum, che tutti aborrono ma nessuno vuole abolire per poter beneficiare di un sostanzioso premio di maggioranza.

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Tanto litigiosi da presentare un sacco di liste e listine senza validi programmi nate col solo scopo di far salire in parlamento il piccolo ras di turno, ma comunque con un piccolo seguito di utili idioti che lo voteranno.

E così assistiamo al balletto di alcuni politici…mi candido, non mi candido più..lo faccio, ma sono pronto a ritirarmi se.. Mentre altri, grazie alle deroghe, ripresentano sempre le solite vecchie facce che speravo di non rivedere.

E tutti quanti, dopo aver criticato Monti pur appoggiandolo, adesso lo tirano per la giacchetta.

Tanto poco italiani da doverci fare spiegare la Costituzione dal comico di turno invece di farla studiare a scuola, al posto di far imparare obbligatoriamente e pappagallescamente il testo dell’inno, francamente bruttino, anche se da rispettare.

Centocinquant’anni fa, purtroppo, hanno fatto l’Italia, ma gli Italiani sono ancora un’utopia. Anche perché tra i voltagabbana che oggi sono tutti Tricolore e Costituzione, ce ne sono molti che preferivano sventolare un vessillo rosso e giudicavano reazionari e fascisti tutti gli altri.


Regali di Natale

Quei giocattoli tanto desiderati, magari elencati sulla letterina a Babbo Natale, la Play Station o il gioco elettronico per i più grandicelli, bambole e peluches per i più piccini… Doni nascosti dai genitori negli angoli più impensati della casa, sotto la pila dei maglioni di papà o nello scomparto più alto dell’armadio, doni che non verranno mai confezionati e mai scartati da manine impazienti. Regali che, alla loro vista,  rinnoveranno invece il dolore nei familiari di quei bambini e ragazzini innocenti il cui sorriso è stato cancellato per sempre da una follia non so quanto imprevedibile, in una fredda mattina di dicembre… Un ragazzo cresciuto da parte di sua madre con il culto delle armi e che per prima vittima ha voluto proprio colei che gli aveva dato la vita.

 

Un ricordo per le vittime della Sandy Hook School di Newtown 


La bussola

Meno male che c’è lui, anzi Lui con l’iniziale maiuscola come conviene ad un tale personaggio. Perché, pur se dimissionario, Egli continuerà a fare quello per cui era stato messo al posto che (forse) occupa ancora per poco, ossia non solo tassare i soliti noti ma ORIENTARE LE MENTI, in quanto la politica è soprattutto cultura.

Ohibò, chi si crede di essere costui? Mao Tze Tung ( o Ze Dong, non ricordo esattamente)?

Mica siamo cinesi, noi, i cinesi di allora intendo, perché quelli di oggi sono un mix di cumunismo-capitalistico (sembra un ossimoro, ed in fondo, forse, lo è). Abbiamo dei cervelli, ultimamente un poco atrofizzati, è vero, ma grattando la dura madre qualcosa sotto c’è ancora.

Ma Lui si crede la bussola che ci indica il retto cammino, si ritiene la lampada che lo illumina (in fondo al tunnel !), sembra l’angelo sceso in terra a miracol mostrare e ci dispensa le sue sagge parole con i suoi soliti sorrisetti spocchiosi, le sue battutine (quella sul nipotino chiamato Spread all’asilo… che pena) che perfino l’uomo di Bettola pare un intellettuale.

E cosa vuoi orientare in una nazione impoverita, mentre i soliti noti fanno gli Epuloni e se la spassano? Ma l’uomo della sobrietà, con l’aria altezzosa, ma solo leggermente (lui non eccede mai in nulla), ci rivela che Lui orientava le menti anche dei suoi studenti.

Ma siamo matti? Un educatore che, invece di stimolare il libero pensiero, di promuovere un dibattito, di incentivare i giovani a pensare con la propria testa in modo che sappiano trarre delle conclusioni, di scambiare delle opinioni in modo che dalle menti possano scaturire idee originali e/o progetti innovativi, li orienta in modo che tutti pensino in maniera omologata.

No, mi rifiuto di diventare una pecora di un simile gregge, per quanto valido sia (o sembri) il pastore. Mi rifiuto di mutarmi in un clone del maestro di pensiero tra tanti altri cloni, una pecora Dolly, uguale tra tutte le altre, senza alcun pensiero se non quello di mangiare e senza la forza di ribellarmi alla tosatura…


Hai voluto la bicicletta?

E allora pedala…

Bene, a Parma è stato realizzato l’albero di Natale ecosostenibile, in legno e polistirolo riciclato con l’illuminazione alimentata dall’energia prodotta pedalando con cinque biciclette, tre per bambini e due per adulti. Peccato che già il giorno seguente all’inaugurazione, due delle postazioni fossero già guaste!


Non è un paese per giovani

C’è uno scontro generazionale in atto.

Scontro dovuto alla crescita dei baby boomer ed al progressivo aumento dell’età media: si vive più a lungo, ma non è detto che si viva necessariamente meglio.

A fronte dell’invecchiamento attivo cui è dedicato l’anno 2012 e citato ad esempio dall’ormai quasi ex premier Monti, ci sono tantissimi giovani che, schizzinosi o meno come li apostrofa la Fornero, sono in cerca di un futuro. Giovani che hanno pienamente diritto di fare le proprie esperienze, di proporre nuove idee, anche in campo politico, ma questo non è possibile, perché i soliti noti occupano tutte le posizioni chiave di potere e non intendono assolutamente lasciarle.

Invecchiamento attivo quello di tanti anziani che si sostituiscono al cosiddetto welfare, alle carenze delle istituzioni, facendo i nonni a tempo pieno per risparmiare ai figli le spese di asili nido e baby sitter.

Invecchiamento attivo quello di tanti che vorrebbero finalmente andare in pensione ma non possono, perché percepirebbero rendite ridicole e si rassegnano quindi a proseguire l’attività lavorativa o, se pensionati, arrotondando con lavoretti pagati pochi euro.

Non ultimo, l’invecchiamento attivo (sia anagrafico che politico) quello dei nostri politici che non si decidono a levarsi dai piedi anche per continuare a percepire i loro lauti compensi.

Allora quello di Monti è invecchiamento attivo, come quello di Bersani, Bindi, Fini, Casini. Quello di Berlusconi non è invecchiamento attivo, anzi fa ridere, qualcuno gli dà del rimbambito….perché? Mistero. Ma resta comunque il fatto che TUTTI indistintamente non si decidono a scollare il deretano dalle sedie!

 

 

 


Sosteniamo Francesco

C’è un bambino siciliano, di Montevago, che ha una rara malattia, e Telethon lo sta aiutando. Ma anche noi, nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa. Fino al 18 dicembre si può inviare un piccolo contributo solo con un SMS al numero 45507… tante piccole gocce formano un mare….


Natale

 

 

Da qualche anno, all’approssimarsi del Natale, mi viene in mente la ristrutturazione della cantina.

Strano accostamento, vero? Ma c’è un nesso logico.

Le cantine condominiali infatti erano sbarrate da cancelli costituiti da listelli di legno fermati, oltre che da una serratura rudimentale, anche con sistemi più disparati, come catene e lucchetti per biciclette. Si erano verificati dei furti, e dai vani erano stati asportati attrezzi da lavoro, sci, biciclette, slitte, scorte di olio ed altre cose. Per ovviare a ciò, l’amministratore del condominio aveva quindi deciso di sostituire i listelli con vere porte in ferro con serrature yale, ma per provvedere a questa modifica era necessario svuotare, almeno in parte, le cantine. Avevamo contattato quindi un ragazzo che si era incaricato di far ciò, dicendogli di portare in discarica la marea di scatole e scatoloni che ingombravano il locale, lasciando stare le cose riposte in un armadio e sugli scaffali. Tutto bene, la cantina era diventata subito più agibile e spaziosa… Una meraviglia. Però…già, c’è un però.

Arrivato Natale, bisognava fare l’albero, e tra gli scatoloni finiti in discarica c’erano anche quelli contenenti gli addobbi accumulati negli anni, tra i quali il piccolo presepe con le statuine di terracotta ed anche le deliziosa palline di vetro risalenti alla mia infanzia, compreso l’angelo da mettere sulla punta dell’albero, le campanelline che suonavano davvero e il mio preferito, l’uccellino in vetro argentato con la coda di vere piume. Abbiamo ricomperato nuovamente le palline, che non sono certo belle come le originarie.

 

 

Dell’uccellino però, per ricordo, resta solamente una fotografia in bianconero, mentre, fissato ad un ramo, osserva una bambina di poco più di tre anni, in piedi su una sedia, con la gonnellina di lana rossa ed un grande fiocco bianco tra i capelli, accendere sorridendo le candeline dell’abete…

 

 

 


Incongruenze…

Con l’età di mezzo (chiamarla così suona meglio che “mezza età”) molte cose cambiano, i riflessi rallentano ed anche la mente si fa meno lucida. Quindi a volte mi sento tonta, anzi rimbambita e certe cose proprio non le capisco.

Premetto che sono contraria alle intercettazioni, a meno che non si tratti di mafia, terrorismo o pedofilia, però non capisco proprio perché mr. B. sia stato intercettato a casa sua, a pranzo, a cena, in camera da letto, finanche al wc, mentre faceva i cavolacci suoi personali (discutibili, certamente, ma personali) e sputtanato ovunque, e king George intercettato ” per caso” mentre discuteva, si dice, delle trattative stato-mafia, debba essere al di sopra delle parti.

Spiegatemi pure perché Ingroia venga considerato quasi un eroe se dice che Forza Italia è un’emanazione della mafia, ma diventa all’istante un ributtante farabutto se osa criticare il menzionato king George, se osteggia la distruzione delle intercettazioni che lo riguardano.

E perché è un’eresia se Berlusconi dice che certe sentenze sono politiche, ma se lo dice Ingroia è una sacrosanta verità?

Poi, perché l’Italia vota a favore dello stato palestinese, ma ribadisce la sua amicizia per Israele?

E perché Sallusti deve andare in galera, mentre il pluricondannato Travaglio, che lo denigra, ha avuto solo sanzioni pecuniarie? E perché lo stesso Sallusti è considerato socialmente pericoloso, tal quale certi mafiosi o delinquenti che, scarcerati magari per buona condotta, delinquono subito?

E perché mr.B. si accorge solo adesso che la politica Monti ci porta in fase recessiva?

Poteva svegliarsi prima, però evidentemente gli faceva comodo così.

Beh, il cervello comincia a bollire, meglio fermarsi.


San Nicolò

O du guter Nikolaus

Mit dem Bart und Besen

Leer dein Säklein für uns aus

Wir sind brav gewesen.

(Oh tu, buon Nicolò, con la barba ed i baffi, vuota il tuo sacchetto per noi, che siamo stati bravi)

In seconda elementare, da noi, era d’obbligo lo studio del tedesco. E subito ci insegnavano le filastrocche per ogni occasione e festività.

Quella riportata sopra era per san Nicolò, una festa molto sentita in area tedescofona, ed era pure giorno festivo per gli scolaretti delle elementari (“San Nicolò da Bari, la festa dei scolari, la festa dei putei… Sona tuti i campanei.” ).

I bimbi bravi ricevevano un sacchetto di cellofane rosso, ripieno di dolcetti, tra i quali un’effigie del santo in pasta di pan di zenzero, mentre i cattivi venivano puniti dal Krampus, sorta di orrendo diavolaccio cornuto, armato di frusta. Per le strade sfilava appunto il carro che trasportava i due personaggi, il vescovo lanciando dolciumi ed il diavolo agitando le catene e la sferza. E l’apparizione del Krampus, che si agitava ed urlava come un ossesso, provocava molto spavento tra noi bambini.

La figura di San Nicolò si tramutò poi in quella del Babbo Natale, inizialmente vestito con una lunga zimarra come l’indumento del vescovo, che poi diventò il rosso costume bordato di bianco, inventato dalla Coca Cola.


la colpa non è sua…

Di chi è la colpa? Dello spread alto, lo sanno tutti, era di Berlusconi, anche se dopo l’insediamento di Monti, dopo un piccolo, iniziale calo, era salito vertiginosamente. Adesso lo spread si è assestato su livelli medio-alti, sufficienti a tener un po’ più bassi gli interessi dei titoli di stato, però ci sono altri parametri preoccupanti. E che ci dice il nostro caro leader? che i fenomeni negativi (leggi disoccupazione, cali dei consumi, recessione) non sono da addebitare alle politiche economiche del governo, mentre l’iniziale piccolo calo dello spread era tutto merito suo. Allora il bocconiano ci prende per fessi. I conti della serva son presto fatti: come ho già scritto tempo fa, chi vuoi che investa in un paese tartassato e stratassato come il nostro? Perché tante aziende potenzialmente sane chiudono e delocalizzano all’estero? E la conseguenza non è forse il calo della produzione con conseguente aumento della disoccupazione? In un anno di governo Monti la disoccupazione è aumentata di 2,3 punti, pari a 600mila persone… E il trend va peggiorando. Certo che il numero dei senza lavoro è aumentato in tutta l’Eurozona, ma qui le cifre denotano uno stato tragico.

Ma il guru esterna :

– Se l’attuale governo avesse voluto far sì che oggi le cifre sulla disoccupazione e sulla recessione si presentassero un po’ meno negative avrebbe dovuto, con equilibrismi insostenibili, fare un surfing protratto sulla cresta dell onda illusoria e questi problemi si sarebbero presentati ancora maggiori.-

Tutti ad applaudire le pillole di saggezza, ma sfido chiunque a spiegare chiaramente il senso della frase…

Ma l’importante è la salute, anche se il premier ci dice che il peso del servizio sanitario è ormai insostenibile. Del resto, staremo tutti meglio. Pochi soldi da spendere in tabacchi, ristoranti e carburanti significano un livello di vita più sano, con maggior movimento a piedi quindi con minori effetti deleteri su colesterolo, obesità, glicemia, malattie cardiocircolatorie e polmonari.

C’è solo un appunto… Camperemo più a lungo, ma godremo più a lungo della pensione. Urge trovare rimedio, tipo l’eliminazione forzata al compimento dei 75 anni!


Il Marpione

Ho sempre avuto ammirazione e simpatia per i toscani. Lasciamo perdere i “classici”, come Dante, Petrarca,Boccaccio, Michelangelo, Giotto etc e passiamo ai contemporanei : ho una vera adorazione per Alessandro Benvenuti, mi piacciono Leonardo Pieraccioni e quel povero cristo di Francesco Nuti prima che la malattia lo riducesse molto, molto male… Paolo Hendel, Athina Cenci ed il “vecchietto” Novello Novelli sono anche tra i miei preferiti… Mi è simpatico anche quella faccia da schiaffi di Ceccherini, un pochino meno Panariello, ma ce n’è uno che proprio non digerisco.
Decisamente non sopporto più Roberto Benigni e la sua volgarità che non data da adesso, ma da tanto, tanto tempo, ancora dai tempi di “Televacca”. Ricordo il suo “Inno del corpo sciolto”, i palpeggiamenti alle parti intime di Pippo Baudo, lo sbaciucchiare e brancicare Raffaella Carrà… Tutte cose che mi hanno dato estremo fastidio, specie perché passate sulla televisione pubblica. Quindi nel contesto odierno, tra gli insulti di Grillo, la ribollita toscana Bindi che manda affan… la zarina Rossa Berlinguer ed altre amenità del genere, Benigni ci sta a meraviglia, la classica ciliegina sulla torta.
Un personaggio ritenuto genio, anzi geniaccio, ma le cui uniche performances rimarchevoli sono l’aver camminato sulle spalle altrui alla cerimonia per il ritiro dell’Oscar, e l’essere arrivato sul palco di Sanremo sul dorso di un cavallo bianco con tanto di vessillo sventolante propinandoci pistolotti scontati sull’Unità d’Italia a tutto spiano. Ma chi si crede di essere?
Ed ora tra pochi giorni ci delizierà con la lettura e l”interpretazione della Costituzione, la più bella del mondo…sarà, ma la nostra carta ha anche bisogno di un ritocchino perché ormai mostra tutti i segni dell’età. Ma si sa: noi, popolo bue, dobbiamo essere “educati”, quindi via libera alla lezioncina esplicativa.
Boh, la RAI non può buttar via i suoi soldi in maniera migliore? Si parla di 1,8 milioni di euro, cui aggiungere altri 4 milioni per le 12 serate “Tutto Dante”, alla faccia della crisi ed alla faccia dei “compagni” che sono sempre meno proletari e sempre più capitalisti.
Se la lettura dei versi della Divina commedia ci può anche stare (ma li avete mai sentiti declamare da Gassman, Carmelo Bene o Albertazzi?), la Costituzione…per carità, no…
Personalmente poi non ritengo Benigni neppure un attore (figuriamoci poi un “grande” attore), ma un guitto, un istrione grottesco, una maschera dai tratti volgari e dall’espressione pressocché perennemente imbambolata ….e un marpione estremamente sopravvalutato da pubblico e critica (e forse è stata la critica ad influenzare il pubblico). E se i primi filmetti erano “cosine” simpatiche, molti sono stati i flop, anche al botteghino. Ciononostante, il nostro trova sempre spazi sulla televisione pubblica, e pure a caro prezzo.
Tutto questo, dato che pur non guardando quasi mai la TV, mi fa incavolare e parecchio perché sono una di quelle stupide che paga regolarmente il canone per tutte le scempiaggini che vengono mandate in onda.

Confrontate…

(Intervento rebloggato da quello già postato su Fuga da Polis per acuto attacco di pigrizia)