La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 26 novembre 2012

Chi fa la spia non è figlio di Maria….

Non chiamatelo redditometro, ma accertamento sintetico (sic) come ha detto qualche giorno fa ad un telegiornale una dotta dottoressa dall’aria altezzosa , ossia una con la puzza sotto al naso.

Redditometro, redditest, accertamento sintetico o come cavolo ancora vogliamo chiamarlo, il risultato non cambia. Lo Stato spia i nostri conti e spetterà a noi dimostrare che le spese che sosteniamo sono congrue con le nostre entrate. Tempi duri per i rapinatori, gli estorsori, i sequestratori e malavitosi vari che dovranno spiegare al fisco con quali soldi hanno comperato gli yacht, le Ferrari e le Maserati? Certamente no, perché i natanti e le auto solitamente sono intestate a prestanome o a società… Tempi duri per i politici che malversano? Ancora no, perché i soldini sono già stati investiti da tempo in attività legali o in immobili vari. E allora? I controlli ricadranno sempre sui poveri cristi, che però saranno aiutati nel conteggio da un apposito modello da scaricare da internet per verificare se i loro comportamenti sono virtuosi o meno. E vaglielo a spiegare al Befera e compagni che se hai cambiato l’auto è perché volevi sputtanarti la liquidazione, a costo di mangiare pane e cipolla per il resto della tua esistenza pur di cavarti una volta tanto uno sfizio…

Porcaccia la miseria, sarò padrona di spendere i miei soldi come cavolo voglio o devo chiedere il permesso alla cricca che ci governa? E quanto MI è costato, in quanto contribuente, il software dell’agenzia delle entrate e quanto MI costeranno i controlli effettuati dagli impiegati ai quali spetterà una fetta del recuperato a titolo di incentivo economico? Questo sì che mi rompe le scatole… Anche perché i soliti continueranno ad evadere e rubare impunemente!


Ritorno alla base

 

Mai come questa volta non vedevo l’ora di tornarmene a casa. Mai come questa volta abbiamo avuto tutta una serie di coincidenze sfavorevoli (iniziando dalle influenze) che, pur costringendoci a fermarci una settimana in più, non ci ha permesso di partecipare a molte cose che avevamo programmato o, almeno di girare per la città visto che le giornate erano anche molto belle. Però, come si dice, casa, dolce casa…e la prossima volta, speriamo meglio.