La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Nella terra delle streghe – 1 – La val Sarentina

Ieri, con quella bella giornata, niente di meglio che una gita a Sarentino. Gita è un po’ un eufemismo…diciamo una bella scarpinata, che è meglio.

E’ una delle zone che preferiamo, a poca distanza dalla città. La strada che una volta era stretta e tortuosa, è stata recentemente allargata e sono state costruite nuove gallerie, più ampie ed illuminate delle precedenti, per ovviare ai numerosi pericoli di frane.

Il paese di Sarentino (Sarnthein), capoluogo della valle, conta poco più di 6.000 abitanti, dove le tradizioni e lo stesso dialetto parlato dagli abitanti, a causa dell’isolamento, sono rimasti immutati da lungo tempo. Gli abitanti sono ancora dediti alla lavorazione del legno, indossano spesso i costumi tradizionali, tra i quali il rustico Sarner, giacchetta in lana grezza, i Lederhosen (pantaloni di cuoio) con gli alti cinturoni ricamati con i rachidi delle penne di pavone, davvero artistici ed i Trachten per le donne, ossia le ampie e lunghe gonne nere con i grembiuli di broccato e gli scialli di seta triangolari a fiori annodati sul petto.

Parcheggiata l’auto in paese, zaino in spalla, percorrendo il sentiero nr.2 siamo arrivati ai masi di Auen fino alla Sarner Hütte in poco meno di 2 ore. Si sale quindi fino all’Auenjoch, poi il sentiero prosegue poi attraverso i boschi fino ad arrivare alla nostra destinazione a circa 2000 metri di altezza… A differenza degli “Omeni” di Renon o di Segonzano, frutto dell’erosione, gli Stoanerne Mandlen sono opera dell’uomo.

Sassi accatastati l’uno sull’altro, fino a raggiungere in alcuni casi anche oltre due metri , forse costruiti da pastori o da viaggiatori di passaggio, chissà …una piccola Stonehenge locale, magari messa a guardia di chissà cosa, non per altro il nome italiano di queste formazioni è “Sentinelle”.Ma alcune fonti accreditano questi ammassi di rocce come opera delle streghe.

Del resto la val Sarentina ha qualcosa di magico. Nel vicino castel Regino (Reinegg) tra il 1450 ed il 1550 furono celebrati vari processi per stregoneria, con molte povere donne condannate al rogo, tra le quali la più nota fu una certa Pachler Zott che, sotto tortura, fu costretta a confessare di aver partecipato a riunioni sataniche e di aver volato sul dorso di un maiale, oltre ad altre nefandezze varie.

Dopo aver pranzato al sacco sotto una triplice croce che si vede in un foto precedente, eretta per preservare le vallate dai fulmini e dalla grandine ed aver ammirato lo stupendo panorama, il ritorno, in metà del tempo… giusto in tempo per la cena.

5 Risposte

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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    14 luglio 2012 alle 20:26

  2. serenasolohaiku

    Valeva la pena farsi la scarpinata per vedere il panorama… sicuramente da levare il fiato! :))

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    15 luglio 2012 alle 17:45

  3. E’ una delle cose che più mi fa amare la montagna…salire e lo sguardo spazia per orizzonti inimmaginabili 🙂
    anche le due pargole (come le chiama mio marito) hanno scarpinato ed ammirato….

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    15 luglio 2012 alle 19:47

  4. Tornando verso Vipiteno, si prosegue sulla statale fino al Passo di Pennes/Penser Joch. In questo tratto, fino al Passo, la guida può essere molto divertente, data la tortuosità del percorso. Dal passo si gode di una stupenda vista sulle Alpi Breonie. La caratteristica piramide del Pan di Zucchero, la Cima Libera, la Parete Bianca, il Tribulaun, la Croda Alta e il Gran Pilastro emergono lungo la linea di confine, in tutta la loro bellezza e maestosità. Da qui scende ed allo sbocco della Val di Pennes/Penser Tal inizia la Val Sarentina/Sarntal. A questo punto del percorso ci si può concedere un’altra piccola deviazione verso Valdurna/Durnholz, un piccolo paesino sulle sponde di un lago, indenne al passare del tempo, la cui Chiesa parrocchiale riccamente affrescata risale al XV secolo. Nei dintorni anche il paese di San Martino/Reinswald, il cui artigianato locale spazia dal cuoio alla distillazione di liquori alle erbe. Tornati sulla statale si incontra Sarentino/Sarnthein, un paesino ricco di fascino, dallo stile altoatesino e dai vicoli caratteristici, dove si può trovare un ottimo speck. Sulla strada verso Bolzano si giunge alla zona del Renon/Ritten attraverso una strada tortuosa che porta sul fianco ripido della Valle. La Valle del Renon è molto conosciuta per la località di Collalbo/Klobenstein e le Piramidi di terra rossa, incredibili pinnacoli che costituiscono un vero e proprio miracolo geologico. A Collalbo vale la pena visitare la Chiesetta Seicentesca di Sant’Antonio che conserva dei dipinti di notevole valore. Da Collalbo poi ci si dirige verso Longostagno/Lengstein per arrivare alle Piramidi di Terra/Erdpyramiden, la vera attrazione della zona. I pinnacoli si possono raggiungere a piedi con una passeggiata di circa 10 minuti.

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    16 luglio 2012 alle 11:30

  5. Sassi accatastati l’uno sull’altro, fino a raggiungere in alcuni casi anche oltre due metri , forse costruiti da pastori o da viaggiatori di passaggio, chissà …una piccola Stonehenge locale, magari messa a guardia di chissà cosa, non per altro il nome italiano di queste formazioni è “Sentinelle”.Ma alcune fonti accreditano questi ammassi di rocce come opera delle streghe.

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    16 luglio 2012 alle 15:39

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