La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per aprile, 2012

Totalitarismi

Due persone per le quali provo sia affetto che stima per l’onestà intellettuale (in ordine alfabetico, Mario e Nazz), sottosotto mi dicono che vedo la questione della Festa della Liberazione in modo (diciamo così ) “unilaterale”. Riporto quindi un articolo di Pier Vittorio Buffa, giornalista di Repubblica e de “L’Espresso”, quindi della “fazione” avversa, che rispecchia esattamente il mio pensiero.

Basta con le polemiche su chi può o non può festeggiare il 25 aprile. Su di chi è o non è la festa che ricorda il giorno in cui l’Italia è tornata libera.

Il 25 aprile è di tutti gli italiani che lo vogliono. E dovrebbero volerlo tutti e tenerselo ben stretto.
Perché quel giorno finì l’occupazione nazista e l’Italia iniziò a diventare quella che è oggi: libera e repubblicana.
Il 25 aprile, in particolare, dovrebbero volerlo anche coloro che sono stati fascisti perché da lì è iniziata anche la loro libertà e quella dei loro padri.
E non gli andrebbe impedito di festeggiarlo. Proprio in nome della libertà conquistata quel giorno e a un solo patto: chi festeggia il 25 aprile dichiari di dire anche no, in modo irreversibile, a tutti i fascismi. Di ieri e di oggi.

http://buffa.blogautore.repubblica.it/2012/04/24/la-liberta-e-di-tutti/

Non è che sia il fascismo ( e quindi pure il nazismo) il male assoluto: lo sono tutte le dittature, tutti i regimi totalitari, tutti quei metodi di governo che in comune hanno la limitazione, se non addirittura la soppressione, delle libertà individuali.

Forse una democrazia potrà anche essere imperfetta, ci saranno anche delle storture da correggere, ma sfido chiunque, prima della caduta del Muro di Berlino, a dire che avrebbe preferito vivere al di là della Cortina di ferro piuttosto che nelle “decadenti” nazioni occidentali, Stati Uniti in testa… 


Primavera ai giardini (104)

Chiacchiericcio di passeri invadenti

che litigano briciole di pane.

Chiocchiolio di fontane

dove immergon le mani intirizzite

bambini sorridenti.

E soffioni che liberano al vento

semi d’argento….

 

(forse la primavera è finalmente arrivata)


25 aprile

Ed oggi si festeggia la Liberazione…Solita retorica, solite contrapposizioni, nonostante siano passati 67 anni.

Bene, tranne che per una cosa: la festa sembra essere quella di una sola parte della popolazione, di quei comunisti e loro successori, molti dei quali riciclati dell’ultimo momento, che certamente contribuirono a liberare l’Italia dai nazifascisti, dimenticando però l’apporto sia degli Alleati che quello dei partigiani “bianchi”, che anzi, a volte, furono oggetto di ritorsioni, se non eccidi (vedi Porzus).

Allora istituirei un’altra festa, per commemorare quel 18 aprile del 1948 in cui gli Italiani scelsero la democrazia, senza cadere nella trappola del Fronte Popolare

che avrebbe consegnato la nostra nazione alla Russia, facendola diventare un paese satellite dell’Unione Sovietica, sostituendo una dittatura con un’altra, dove il gulag sostituiva il lager, dove comunque mancava del tutto la libertà , ma il tutto veniva spacciato come il paradiso del lavoratori.

Non disconosco i valori della Resistenza, ma vorrei che si trovasse il coraggio di ammettere gli errori commessi, cominciando dagli eccidi di ex nemici politici, iniziando da quella barbarie di piazzale Loreto, dove Mussolini fu appeso come una bestia macellata assieme alla Petacci , che di colpe non ne aveva.

E qui a Milano i partigiani marciarono fieramente, rendendosi simili agli ex avversari, negando un equo processo (che senza dubbio si sarebbe concluso con la pena capitale) al dittatore fascista, esecuzione sommaria disposta allora da vari “comandanti” partigiani, quali Audisio,Pertini, Valiani e Longo.

Tutti commemorano i sette fratelli Cervi,

uccisi per rappresaglia, ma nessuno spende una parola per i sette fratelli Govoni,

trucidati a guerra ormai finita solo perché fascisti. E di porcate simili nel “triangolo rosso” ne avvennero parecchie.

Ma sarebbe comunque ora di stendere un velo su tutti questi avvenimenti, e celebrare solo la festa della democrazia senza distintinzione di colore politico.

Ed ora mi permetto una cattiveria: una volta morti tutti per vecchiaia gli anziani “padri della Patria”, chi eleggeranno come Presidente della Repubblica?

Immagine di piazzale Loreto tratta da

http://itacultura.forumfree.it/?t=52474354


Contestazioni

(La) Fornero non mi è mai piaciuta. Non mi aveva convinto all’inizio del suo mandato, con le lacrime versate per i sacrifici dei poveri pensionati e tantomeno mi convince ora, con la sua ultima sparata, per cui destiniamo più investimenti per la casa che per gli studi. Allora, caro ministro (o cara?), lo Stato mi deve garantire un paio di cose:

Primo: una casa in affitto con un canone davvero equo e dignitoso, in poche parole, dell’edilizia popolare da dare ai cittadini (e non ai soliti che ben conosciamo).

Secondo: degli ottimi insegnanti (oggi più rari delle mosche bianche) che formino studenti preparati e non laureati come lei che, anche dovesse andare a casa nessuno rimpiangerebbe.

Terzo: delle tasse universitarie “sostenibili” e delle borse di studio congrue per chi è meno abbiente.

La “maestrina” vuole educare gli italiani, anzi rieducare, dice che bisogna lavorare tutti insieme, e non si accorge che il lavoro manca sempre di più e che i lavoratori in Cassa Integrazione sono sempre più numerosi. E tenga pure presente che la laurea non sempre assicura un posto di lavoro…

Fischi ed uova? Non mi piacciono le manifestazini violente, ma il ministro si faccia un serio esame di coscienza.


Il Grande Fratello


La trasmissione trash della televisione? Il grande occhio del libro futurista “1984” di Orwell?

No, semplicemente il governo Monti, che adesso controllerà (anzi…spierà) i nostri conti telefonici, bollette e ricariche dei cellulari, dopo aver avuto mano libera sui movimenti bancari.

Seguiranno i controlli delle bollette energetiche, luce e gas, che costituiranno una sorta di redditometro.

Tra poco controllerà pure il chilometraggio delle nostre automobili, per scoprire se facciamo viaggi e di quale lunghezza, e forse controllerà pure quanta carta igienica compriamo per vedere se mangiamo più del necessario.

Sembra di essere tornati ai tempi della Stasi… Se non è una dittatura questa…


Cambiare non serve


Ciò che chiamiamo rosa, anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo…

(William Shakespeare – Romeo e Giulietta)

DC

CCD

CDU

UDC

Terzo Polo

Partito della Nazione

Più che di profumo, parlerei di qualcosa d’altro…

La Balena bianca fa fatica a morire: cambia il nome, ma la sostanza è sempre quella…


Pasticcio all’italiana

Siamo al paradosso: un governo “nominato” e non eletto, quindi senza legittimazione popolare, impostoci da King George, ma di fatto senza facoltà perché soggetto comunque ai capricci del Parlamento (faccio fatica a scriverlo maiuscolo) che detiene comunque il potere senza averne la responsabilità. Per questo motivo tutti i provvedimenti colpiscono la popolazione e non i responsabili (o i loro successori) dello sfascio economico che data da decenni addietro.

Di fatto, una dittatura senza armi, senza potere decisionale, soprattutto senza coraggio, soggetta ai ricatti di parlamento e sindacati.

La gente esige la mannaia sui privilegi della casta ed in cambio ottiene solo continui aumenti delle tasse escogitati dal Premier e dalla sua cricca. Perfino il WSJ che aveva paragonato Monti alla Thatcher si è dovuto ricredere. Il FMI ritiene il pareggio di bilancio a breve una pura utopia, nonostante la legge appena approvata. Alcuni provvedimenti sono stati fatti all’italiana, vedi l’IMU, che non si sa ancora in quale misura applicare, o il pagamento delle pensioni superiori ai 1000 euro solo in banca, che continua a slittare. Da una parte ci dicono che siamo bravi, dall’altra ci prospettano la Grecia come esempio. Vorrei tanto che si procedesse a nuove elezioni, ma se ci ripropongono sempre le stesse facce sarà molto difficile scegliere. Di nuovo ci sarebbe Grillo, ma un demagogo di siffatta specie non mi sembra assolutamente il meglio. Per le amministrative forse uno spiraglio ci sarebbe, dato dalle liste civiche, ma per le politiche, primarie o non primarie, che si sono comunque rivelate una buffonata, la vedo tragica…

Che ci vogliamo fare? Siamo in Italia! 


Non commento…

ART. 9 (Revisione del sistema sanzionatorio)

1.Revisione del sistema sanzionatorio penale secondo criteri di predeterminazione e proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti, dando rilievo alla configurazione del reato tributario per i comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e utilizzo di documentazione falsa; esclusione della rilevanza penale per i comportamenti ascrivibili all’elusione fiscale; revisione del regime della dichiarazione infedele e del sistema sanzionatorio amministrativo al fine di meglio correlare, nel rispetto del principio di proporzionalità, le sanzioni all’effettiva gravità dei comportamenti; possibilità di ridurre le sanzioni per le fattispecie meno gravi, o di applicare sanzioni amministrative anziché penali.

2. Definizione della portata applicativa della disciplina del raddoppio dei termini, prevedendo che tale raddoppio si verifichi soltanto in presenza di effettivo invio della denuncia ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale effettuato entro un termine correlato allo spirare del termine ordinario di decadenza.

Tratto da: La riforma fiscale oggi in CDM. In allegato il testo del disegno di legge
(Fonte: StudioCataldi.it)

Da “ il Giornale” di oggi, articolo di Nicola Porro

Diciamo subito che si tratta di una misura che va nella direzione giusta e cioè quella di depenalizzare alcune ipotesi di reato fiscale. Il titolo del benedetto articolo è sibillino: «revisione del sistema sanzionatorio». Secondo il principio penale per cui la norma successiva più favorevole prevale, vedrete che si tratta di un vero e proprio condono.

Contiene vari commi e cioè varie misure che il governo si è impegnato ad adottare nei prossimi mesi. E che vi risparmiamo. Ma quella che interessa è la seguente: «esclusione della rilevanza penale per i comportamenti ascrivibili all’elusione fiscale». Tac: nero su bianco il nostro condono. Apparentemente roba per pochi tecnici, ma fondamentale per alcuni processi importanti che si stanno celebrando in queste settimane. Per quello l’abbiamo subito ribattezzata norma Dolce&Gabbana e in modo decisamente più spericolato potremmo anche definirla salva-banchieri. Vediamo perché.
I due supersarti, è inutile entrare nel dettaglio, il prossimo 8 giugno dovranno di nuovo comparire in un processo penale (dopo aver già chiuso con sanzioni la vicenda con l’Agenzia delle entrate) per una presunta elusione fiscale miliardaria. Eppure il tribunale d’appello aveva loro dato ragione: non c’era reato. Ci si è messa la Cassazione, ad annullare il proscioglimento. Ha fatto ripartire tutto daccapo e ha autorevolmente certificato che, in contrasto col giudice d’appello, l’elusione fiscale si ritiene reato.

La questione è tutta qua. C’è una pattuglia di «grandi elusori» pizzicata con le mani nella marmellata dagli uomini di Attilio Befera, dell’Agenzia delle entrate. Befera inizia nei loro confronti durissimi accertamenti che in genere si concludono con salate transazioni.
Nel momento in cui gli accertamenti partono, i pubblici ufficiali hanno l’obbligo di segnalare alle Procure notizie di possibile reato. E così possono partire le indagini penali e nuovi procedimenti nei confronti di coloro che hanno già chiuso la partita con il Fisco.
Ecco qualche altro esempio. La banche e i banchieri fanno al caso nostro. L’Unicredit e il suo ex ad, Alessandro Profumo, avrebbero occultato 750 milioni di profitti e per questo stanno concludendo un accordo con l’Agenzia delle entrate, ma nel frattempo la Procura di Milano ha messo sotto indagine 20 manager che erano al vertice dell’azienda. Banca Intesa, all’epoca guidata da Corrado Passera, oggi ministro, ha chiuso una transazione con il fisco da 270 milioni di euro più interessi. Anche in questo caso gli uomini di Befera hanno inviato notizia di reato fiscale a una pattuglia di Procure (che fine abbiano fatto è questione di ben celato, per una volta, segreto istruttorio). L’Mps ha fatto un accordo da 260 milioni, il Credem da 45, la Popolare di Milano 186 e via discorrendo.

La morale è molto semplice, il governo con il suo articolo nove fa chiarezza. L’elusione fiscale non può essere considerata un reato. Non è materia di indagine per le Procure. Ciò non toglie che si possano configurare degli illeciti amministrativi e che dunque le banche siano tenute a pagare il dovuto alle casse del Tesoro.
Ma non si debbono confondere i due piani. I procuratori potranno entrare in banca, ma dovranno ravvisare un comportamento fiscalmente fraudolento (del tipo contraffazione di documenti) come stanno cercando di fare nel caso di Profumo e dell’Unicredit.
Ma gli avvocati sanno bene che con questa depenalizzazione la strada per molti processi imbastiti negli ultimi mesi sarà per loro molto più facile. La via d’uscita per tutti quei banchieri o industriali che siano coinvolti in un processo penale è dimostrare che la propria condotta più che fraudolenta sia stata elusiva. E il gioco è fatto.

Parliamo sempre e solo del processo penale: per quello tributario il discorso è ovviamente diverso.
Sempre nel nostro benedetto articolo 9, si fa chiaramente riferimento «all’applicabilità di sanzioni amministrative anziché penali» per le fattispecie meno gravi. Occorre ricordarsi che qui si parla sempre di Fisco.

Ebbene sembra una decisa marcia indietro rispetto a quanto previsto (incredibile dictu) dal governo Berlusconi e alle cosiddette manette agli evasori previste da Giulio Tremonti. Le soglie per l’intervento di un giudice penale furono abbassate a 50mila euro per il reato di dichiarazione infedele e a 30mila per quella fraudolenta. Sembra davvero di capire che questi limiti verranno alzati dal governo Monti «nel rispetto del principio di proporzionalità».

Ovviamente quella introdotta con la delega fiscale dal governo Monti è una norma che farà molto discutere. La depenalizzazione viene vista da una certa parte dell’opinione pubblica come l’unica soluzione per fare pulizia nella nostra società. Insomma più manette e galera per tutti.
Il governo evidentemente ha voluto rendere più «prevedibile» la vita di un’impresa in Italia. Ciò non vuol dire impunita: ma semplicemente sanzionata o più velocemente o con strumenti diversi da quello penale.


avanti tutta….

Bene, per ora tasseranno superalcolici, succhi di frutta e bibite gassate , seguiranno a breve le merendine ed i cibi ricchi di colesterolo.

Naturalmente, quelli confezionati o in vendita presso i supermercati ed i fast food. Nessuno, credo, tasserà una salsiccia fresca acquistata dal macellaio o una fetta di lardo di Colonnata comperata dal pizzicagnolo all’angolo. Certo è che i tecnici sono infaticabili, pur di rastrellare soldi se ne inventano una al giorno.

Ma questa le batte tutte. Con la scusa di salvaguardare la nostra salute, di tenere a bada colesterolo ed obesità … Ma perché non guardano invece i mangimi che danno agli animali da macello? O non limitano, per legge, la quantità di pesticidi che avvelenano frutta e verdura? Sinceramente, preferisco mangiare una salsiccia confezionata dal mio macellaio di fiducia piuttosto di un petto di pollo comprato al supermarket che appena messo in padella puzza di pesce… Carne magra, certo, ma con cosa è stata nutrita quella bestia?

E perché , sempre per salvaguardare la salute, non regolamentano i componenti micidiali di certi prodotti per la pulizia della casa o addirittura per l’igiene personale, che causano allergie respiratorie e dermatosi?

No, si attaccano alle merendine, quando basterebbe limitare i grassi idrogenati o sostituirli con componenti naturali, o limitare gli zuccheri ed il sale, usare farine integrali invece delle 00, prive di elementi nutrizionali.

Domanda: ma tra le bibite gassate è inclusa pure l’acqua frizzante?

Mi aspetto quanto prima l’eliminazione d’ufficio di tutti gli ultrasettantenni per salvare le casse dell’INPS… perché così moriremo prima, però sani e senza colesterolo e glicemia alta!


Pensierini del giorno

Su il Giornale di oggi uno specchietto molto interessante.

Elenca, per la legislatura dal 2006 al 2011 , le spese elettorali accertate ed i rimborsi elettorali riscossi dai partiti . Ebbene, c’è un divario impressionante, che spazia dal 66,1% della Lista Casini e della Margherita (che non esiste più ) al 95,3% di Rifondazione Comunista, soldi che, se non sono stati “imboscati”, stazionano nelle casse dei vari movimenti, mentre a noi continuano a succhiare sangue. E qualcuno, non faccio nomi, (Bersani?) piange pure miseria.

Dal 1994 al 2008 sono stati elargiti per le varie tornate elettorali, politiche ed amministrative, complessivamente € 2.253.612.233,79 a fronte di spese per € 579.004.383,83….gli altri € 1.674.607.849,96 che fine hanno fatto?

Intanto in Puglia il Governatore Vendola sale in cattedra, paragonando le ASL e gli ospedali a Casinò…detto da lui, che ha la regione con la sanità più disastrata d’Italia fa sorridere, ma amaramente.

Monti intanto credo che stia sveglio di notte per vedere dove può ancora racimolare qualche soldo. Svanita l’ipotesi di tassare di 2 centesimi gli SMS, ha avuto un’idea originalissima… L’ennesima accisa sulla benzina. Di questo passo, aumenta tutto, i consumi si deprimono, le fabbriche chiudono per mancanza di ordini, la disoccupazione aumenta quindi anche i cassintegrati…Perfino Passera ha dovuto convenire che anche nel 2013 ci sarà recessione. E’ la politica del gatto che si morde la coda, altro che dei bocconiani.

Infine King George ci dice che gli evasori non meritano l’Italia. Mi domando invece se gli Italiani si meritino certi politici (vabbè …sono stati eletti) e soprattutto certi tecnici…


un quadretto

Ieri mattina mio marito aveva un impegno, così sono uscita da sola per la solita camminata a passo svelto, percorrendo però un altro itinerario che non facevo da tempo, la passeggiata lungo il torrente Talvera che passa poco dstante da casa mia.

Nonostante il barometro prevedesse pioggia, c’era invece un bel sole che illumivava i prati. Le stradine, data l’ora, erano pressoché deserte: qualche jogger, un pensionato che camminava lentamente col giornale sottobraccio e un grande silenzio.

Ad un tratto su una panchina, una scenetta deliziosa.

Un barbone, uno di quelli “veri”, non uno dei soliti questuanti extracomunitari organizzati con tanto di cellulare, seduto su una panchina ricoperta da sacchetti di plastica per proteggersi dall’umido notturno assorbito dal legno, magro, anzi allampanato, un giaccone trapuntato, scarponi chiusi uno con il classico laccio e l’altro con uno spago, un buffo berretto di lana in testa, accanto a lui uno zaino ed uno di quei carrellini per fare la spesa, contenenti tutti i suoi averi e, seduto accanto a lui sulla panca, un cagnetto, un bastardino dal pelo maculato che lo guardava con occhi adoranti, il musetto appoggiato sopra la sua gamba. E tutti e due facevano colazione,un boccone ciascuno, da un sacchetto dal quale il vecchio, sorridendo al suo amico, attingeva con la mano nodosa…


Cavalli e pecore


Ordini di scuderia… Per non aver ottemperato al diktat calato dall’alto, la Rosi Mauro è stata espulsa dalla Lega Nord. Allora la scuderia non è più tale, e diventa un ovile dove nessuno ha il diritto di pensare con la propria testa. Guarda caso il Trota- agnello verrà sospeso per qualche mese mentre Boni non solo non si è dimesso (sempre per gli ordini di scuderia), ma resta anche in seno al partito. No, così non va.

Non è questione di “machismo” in seno al movimento: tra Maroni e la Mauro non correva, e tantomeno corre oggi, buon sangue, ma se l’ex ministro avesse dimostrato più magnanimità non si correrebbe il rischio di spaccare il movimento. E’ prevalso invece il rancore, per ritorsione di quando la Rosi aveva preteso che Maroni non parlasse dal palco. E Bossi, da vecchio marpione della politica, si è astenuto dal voto…


La Rosa Nera

Vedere la Lega Nord, da sempre garantista, comportarsi alla stessa maniera dei soliti partiti giustizialisti non fa per nulla bene al movimento. La “scomunica” di Rosi Mauro e la richiesta delle sue dimissioni sa tanto di ricerca di un capro espiatorio più che altro per distogliere l’attenzione da nomi molto più altisonanti ed importanti del suo.

Ora non dico che sia innocente “a prescindere”, dico solo che innanzitutto le accuse che le sono state mosse debbono essere provate e suffragata da prove concrete.

Non ho mai nascosto la mia simpatia e stima per Maroni, ma questa volta mi sembra proprio che voglia mandare al rogo la Rosi solo per salvare le chiappe a coloro i cui nomi appaiono nei faldoni “family” sequestrati a Belsito. Ritengo sia giusto fare pulizia e che chi ha rubato restituisca tutto fino all’ultimo centesimo, ma il ladrocinio deve essere provato e comprovato. La Mauro afferma che può dimostrare che i soldi usciti da via Bellerio sono affluiti al Sin.Pa. e che lei non ha nessuna laurea, né italiana né estera, come avevano insinuato i suoi detrattori, mentre nel dossier dell’ex tesoriere leghista ci sono le pezze giustificative dei pagamenti effettuati per la “famiglia”.

Da questa storia non ne esce bene nemmeno il Senatùr, perché fa la figura del malato rimbambito dall’ictus e succube del famoso cerchio magico, nel quale la Rosi aveva certamente un ruolo predominante, ma mai come quello della moglie del padre fondatore del movimento leghista.

Ma la porcata più grande la stanno compiendo al Senato, dove a presiedere le sedute hanno messo Schifani fino a che, come ha detto la Finocchiaro, ci sarà la necessità di salvaguardare il decoro del Senato. Alla Camera non è stato fatto altrettanto con Fini che resta saldamente incollato allo scranno nonostante le vicissitudini familiari.

E tutto questo mi convalida la convinzione che la politica, nessun movimento escluso, ormai sia solamente un’enorme cloaca dove si trova di tutto e di più.


Emma contro Emma…

Certo è che ci sono cascati pure i giornalisti…

Sulla Gazzetta di Parma e sul Messaggero, al posto della foto di Emma Marcegaglia

hanno pubblicato la foto di Sabina Guzzanti mentre ne sta facendo l’imitazione…


Accenti

Il recente post di Antimisia, che tratta della lingua italiana e di come venga bistrattata sui mass media, mi fa pensare anche ai tanti errori di pronuncia che i giornalisti della televisione sia pubblica che privata compiono. Certo è che da alcuni “pezzi grossi” proprio non me l’aspettavo. Se anni addietro il famoso “bàule” fu citato in tutte le salse, sentire lo scorso venerdì Giuliano Ferrara (pezzo grosso in ogni senso) pronunciare “dèvio” anziché “devìo” mi ha lasciata alquanto perplessa. La mia mamma, maestra elementare, sarebbe di certo inorridita!

In casa nostra, la bibbia era il “Si dice o non si dice” di Aldo Gabrielli,

oppure “Il museo degli errori”.

Ad esempio, il linguista è uno dei pochi che coniuga il verbo “violare” mettendo l’accento sulla vocale “ò” (viòlo, anzichè vìolo come tanti comunemente dicono. Fino ad oggi ho sentito una sola persona parlare così, ma il dubbio comunque rimane, e non è valida l’asserzione che vìola sia il verbo e viòla il colore, perché non esiste alcuna possibilità di confondere le due cose, ed il caso si presenta solamente per la terza persona singolare dell’indicativo presente. Ma ormai l’uso dell’accento sulla vocale ì è ormai invalso.

Ora, riconosco che il francese di accenti ne abbia fin troppi, ma qualcuno in più nel nostro idioma non farebbe male, specie nei termini geografici. Ho sentito pronunciare Àrdea invece di Ardéa e Venària al posto di Venarìa, ed altre amenità del genere, per non parlare dei nomi stranieri . Una volta la RAI era severissima in questi casi, aveva addirittura un dizionario apposito cui tutti dovevano attenersi e consultare in caso di dubbio … Ora si tira a campare… 


Auguri

Agli amici, ai naviganti, a chi capita qui di passaggio, anche per caso

auguri di

Buona Pasqua


La caduta dell’Impero Padano (?)

Vedere Bossi “insci’ cunscià” fa male al cuore. Nel suo sguardo si legge la delusione per il tradimento, (non quello di Maroni, che ha solo preso atto di quanto stava succedendo e da tempo richiedeva un congresso), ma quello degli affetti a lui più cari, la famiglia ed il cosiddetto “cerchio magico” (la cui esistenza tutti si ostinavano a negare) nel quale era stato imprigionato dopo che era stato colpito dalla grave forma di ictus. Cerchio manovrato da qualcuno/a che aveva a cuore altri “interessi” assai più materiali, che ha proposto e promosso Belsito a tesoriere dopo la scomparsa di Balocchi, che ha favorito l’ascesa politica del Trota. Un cerchio che non ha prodotto protezione, ma l’isolamento del Capo, specie nei confronti della base.

Il profumo dei soldi (pecunia non olet) contagia un po’ tutti, di qualunque colore politico, però mi riesce difficile pensare ad un Bossi, tradizionalmente trasandato, spesso in canottiera, che pasteggia a pizza, cocacola e sardine (certo non gli antipasti e gli spaghetti di Lusi per fare un esempio), che si è impossessato dei fondi del partito, anche se tutto è possibile; aspettiamo il riscontro delle indagini promosse tra l’altro da Woodcock, quello delle cause perse, che chissà perché, proprio in periodo di amministrative, si interessa dei casi della Lega, mentre non si è mai interessato dei casi del suo territorio, Bassolino in testa.

Come è anche sospetto il tempismo della procura di Reggio Calabria che ha detto che le connivenze tra Lega e ‘ndrangheta erano note da molto tempo… E vi fate vivi solo adesso? Mah…

E sempre a proposito: in Lega si sono visti carabinieri e finanzieri… E nella sede della Margherita? O da Penati? Nemmeno l’ombra… quella Margherita che, sparita da anni, nel 2010 riscuoteva ancora finanziamenti pubblici: 3.825.000 euro per spese di propaganda e cominicazione, 1.634.000 per collaborazioni e consulenze, 5330.00 per manutenzione di un sito Internet, 944.000 per viaggi e spese di rappresentanza (spese per un partito “defunto”?), tutte certificate nella regolarità dai revisori dei conti. Boh! Il che significa che davvero bisogna rivedere I finanziamenti ai partiti..ops…i rimborsi elettorali.

Però Maroni ha ragione: bisogna fare pulizia di chiunque dia adito anche solo a sospetti (vale, per me, il principio della “moglie di Cesare” ) qualunque sia il nome che porta. Poi, a pulizia effettuata, riprendere il programma federalista, perché la Lega non sono le persone, ma l’idea nata dal pensiero di quello che ora è un vecchio leone ferito.

Al di là di tante volgarità ‘ nelle quali Borghezio e Boso sono maestri, al di là di un certo folklore che si evidenzia nelle manifestazioni (Pontida, l’acqua del Po), l’idea federalista – abbracciata da molte persone, né becere né ignoranti come vengono dipinti da molti avversari – resta sempre valida, qualunque sia la persona che sarà alla guida del movimento. E di persone valide ce né sono molte, come appunto Maroni, Cota, Zaia e Tosi. E tra i leghisti beceri, razzisti ed ignoranti, guardacaso, non si registra in tanti anni nessun atto di violenza.

Avrei solo voluto che Bossi, subito dopo le sue dimissioni, avesse designato lui stesso un successore, anche se in via provvisoria, perché tre teste pensanti e importanti spesso entrano in conflitto, ma uno solo, designato dal Capo non avrebbe potuto essere messo in discussione.


Pastiera

Ieri parlavo di pastiera con un amico.

La mia origine campana fa sì che a Pasqua la pastiera non manchi mai, ed infatti la porterò anche quest’anno da mio figlio. 

E’ un dolce tipicamente primaverile, perché viene utilizzata la ricotta (se si riesce, è straordinaria la ricotta di latte di pecora) che, di questa stagione, è migliore. La base è la pasta frolla, poi oltre alla ricotta si usano uova, zucchero, grano cotto, canditi acqua di fior d’arancio.

Io la preparo così.

Per la pasta frolla uso:

250 gr di farina, 150 gr di burro (c’è chi usa lo strutto, ma personalmente preferisco il burro), due etti di zucchero, 1 uovo + 1 tuorlo ed una scorzetta di limone grattugiato e zucchero a velo.

Faccio la fontana con la farina e lo zucchero, aggiungo il burro ammorbidito 3 tuorli e il limone grattugiato. Lavoro l’impasto fino a renderlo uniforme, ma grossolanamente, altrimenti la pasta frolla perde la sua friabilità, poi la faccio riposare al fresco almeno una mezzoretta, meglio ancora in frigo avvolta in un panno umido.

Per il ripieno ci vogliono:

1 scatola di grano cotto da 250 gr , 350 gr di ricotta, 300 gr di zucchero, 100 gr di canditi misti (arancia e cedro e se si trovano, canditi di zucca), 30 gr di burro, 200 gr di latte 2 uova + 2 tuorli, scorza grattugiata di limone, una bustina di vaniglia ed una fialetta di acqua di fiordarancio.

In una pentola metto il latte, il burro, il grano già cotto, la buccia del limone grattugiata e faccio bollire tutto a fuoco dolcissimo, finchè il grano quasi si disfa. Appena intiepidito l’impasto aggiungo un’altra crema, ottenuta mixando le uova, lo zucchero la ricotta,  la vaniglia e l’acqua di fiordarancio. I  canditi vanno aggiunti solo alla fine.

Alla fine riprendo la pasta frolla, ne stendo ¾ in uno stampo rotondo precedentemente imburrato ed infarinato, lo riempio con la crema di grano e ricotta livellandola bene e con la pasta rimanente creo delle strisce di pasta ritagliandole con la rotella dentata, spennellate con un tuorlo d’uovo che dispongo sulla crema formando delle losanghe.

la cuocio poi in forno a 200 gradi per un’ora circa ed appena intiepidita la spolvero con lo zucchero a velo. La pastiera, per gustarla al meglio, va preparata con un paio di giorni di anticipo.

Buon appetito…e buona Pasqua


noooooooooooooooooooooooo

L’orrore non ha mai fine…
Ce l’ho con la solita pubblicità, l’ultima che ho visto è semplicemente aberrante, e come al solito ha per protagonista una donna, anzi due (gli uomini,si sa, sono esenti da certi problemi), la prima con problemi di stitichezza, l’altra bella e “spumeggiante” nelle vesti di una supposta effervescente che dovrebbe curare tale inconveniente.

E con apposito disegnino fanno vedere pure dove metterla.

Dimenticavo, la supposta ha un nome, diciamo così, evocativo: Eva Q… (che ricorda appunto l’evacuazione)…e naturalmente, tutto questo all’ora del pranzo! 


Mais

C’era una volta il mais…

Cereale alla base dell’alimentazione di un gran numero di persone, come ad esempio il Messico, dove viene trasformato il tortillas e tacos.

Da noi, con la sua farina macinata si cucinava la polenta, che per secoli ha saziato una grande quantita’ di povera gente di origine contadina. La polenta riempiva lo stomaco, d’inverno riscaldava, poteva essere mangiato anche dagli anziani sdentati, i piu’ poveri lo insaporivano con un pezzetto di formaggio o con un’aringa affumicata, i piu’ abbienti con una salsiccettta un intingolo con un pochino di carne o di baccala’. Adesso di polenta, quella vera, non precotta, se ne cucina sempre meno, dati i lunghi tempi di preparazione.

Ma sta scomparendo anche per altre ragioni e forse si trasformera’ in un cibo da ricchi. Perche’? Per il motivo che mais per l’alimentazione umana se ne coltivera’ sempre meno. Una parte si trasforma in mangime per gli animali, un’altra in olio commestibile, ma sono le modificazioni ad uso industriale che stanno distruggendo l’agricoltura ad uso umano. I sacchetti per la spesa che hanno sostituito quelli inquinantissimi di plastica sono infatti a base di amido, di patate o appunto di mais.

Ma il colpo finale sembra darglielo l’energia “sostenibile”, in quanto molto mais viene utilizzato per la produzione di biogas e quindi sostenuto con forti incentivazioni statali, rendendo cosi’ piu’ proficua la coltivazione ad uso industriale piuttosto che alimentare. Passera ha promesso che questi incentivi verranno fortemente ridotti…

Inoltre, assieme a colza e girasole, si utilizza pure per la produzione del biodiesel.

vedremo, altrimenti avremo sempre piu’ gas per le nostre cucine e sempre meno roba da cucinarci dentro. In un mondo di persone affamate, mi sembra solo un enorme spreco. 


cose strane….

Abbiamo un parente titolare di una avviata farmacia ed un amico “esodato” (bruttissimo neologismo) da una grossa compagnia telefonica. Embè? C’è che il primo tra qualche mese compira’ 65 anni e dovrà giocoforza andarsene in pensione, lasciando il posto ad un collega più giovane, quando gli altri comuni mortali verranno pensionati a 66 anni. Ma come.. Il farmacista non sara’ più in grado di vendere sciroppetti, aspirine e supposte, o altri medicinali prescritti da medici anche piu’ anziani di lui? Rincoglionito totalmente d’ufficio? Certo, da una legge votata da un premier che di anni ne ha 68, e promulgata da un presidente della Repubblica che viaggia verso i 90. Notare che la legge riguarda solo i farmacisti, non ad esempio i chirurghi, che potranno continuare ad operare anche oltre i 70 anni o certi docenti universitari…. Mah…

Poi l’amico: l’azienda per cui lavora ha avuto un’eccedenza di personale, gli aveva prospettato un’uscita anticipata con la corresponsione tra l’altro dei versamenti contributivi volontari fino al raggiungimento dell’età pensionabile vigente in quel momento. Solo che, improvvisamente, l’età pensionabile è stata posticipata a 66 anni, ed il povero cristo dovrà barcamenarsi per almeno 5 anni senza stipendio o pensione, salvo ripensamenti del governo.

Così va questa Italia dei bocconiani…  


Una risposta a Mario

Troppo lungo per essere un replica, l’ho trasformato in un post…

Beh, innanzitutto non mi chiamo Ida 🙂

Non ho voluto commentare i fatti delle due persone bruciate… Erano avvenimenti sotto gli occhi di tutti…

Tu ce l’hai con mister B., lo so, non ti è simpatico, ma tra lui che si compera una villa (beato) e il Calearo che, poverino, non si dimette perché ha un mutuo in corso…beh, chi mi fa schifo è quest’ultimo: noi i soldi glie li diamo perché si rechi in parlamento poggiando l’augusto deretano sugli scranni, non per starsene a casa a continuare a svolgere il sul lavoro…e nemmeno per saltabeccare da un partito (PD) all’altro, anzi agli altri (Api e poi Popolo e territorio). E mi fa pure senso sentire un Violante, del quale avevo stima,

che assieme a Bertinotti si tiene ben stretti i privilegi (in base a cosa poi?) parlando di “fiera dell’ipocrisia”‘ e mi costringe, ahimé, a rivalutare Casini! (non ho sentito commenti in proposito da Fini, ma credo che siano superflui).

Poi veniamo ai fatti: di recessione adesso parla pure Passera.

L’OCSE fa un’analisi spietata.

Tra gennaio e febbraio la vendita di auto, già calata nel bimestre precedente, ha subito un ulteriore calo del 17,8%, quella dei veicoli commerciali addirittura del 28%, la richiesta di mutui (anche perché le banche sono restie a concederli…*) del 44% (quarantaquattro!), l’inflazione è salita del 3,3%, la bolletta energetica è salita del 15,8% rispetto al 2011 e salirà ulteriormente quando ci applicheranno, a maggio o a giugno, le addizionali per le fonti di energia rinnovabili, stimato attorno al 4%, il “carrello della spesa” ci costa il 4,6% in più, i consumi petroliferi sono diminuiti dell’8,3%, ma il prezzo della benzina è cresciuto del18,6% , quello del gasolio del 22,5% ed il GPL “solo” del 7,9%, gli ordinativi nell’industria calati del 5,6%.

Non va meglio per i generi “voluttuari”, come le sigarette, + 8,8%, il caffè, 12,8%, il vino + 3,5%, e per i trasporti, l’aereo + 14,9% ed il treno del 6,8%.

La stessa OCSE dichiara che i grandi gruppi di interesse non sono stati minimamente sfiorati da Monti, mentre sono state messe pesantissime ipoteche su retribuzioni e pensioni. L’Eurispes denuncia che il sommerso in Italia “vale” 540 miliardi di euro, senza contare quanto ruota attorno all’economia illegale.

(*)Passera aveva dichiarato che non ci sarebbe stato alcun credit-crunch, e detto da uno che fino a poco tempo fa stava a capo di Banca Intesa che aveva elargito alla provincia di Milano, quando c’era Penati, l’ingente somma di 280 milioni di euro per l’acquisto delle quote di Serravalle al prezzo di 8,5 euro quando il valore di mercato era poco più della metà….Non commento…

Passera è un rappresentante di quelle banche che ormai agiscono da agenzie finanziarie e che invece di promuovere il risparmio come una volta, ti propongono l’acquisto dei fondi di investimento nei paesi emergenti, cosicche’, paradossalmente, incrementiamo lo sviluppo delle altre nazioni impoverendo la nostra. E nel frattempo qui registriamo 12mila fallimenti (dati CGIA di Mestre) e la chiusura di 50 mila aziende agricole.

Ma intanto i bastonati sono i signori Ugo e la signora Ida, che tirano la cinghia con retribuzioni e pensioni bloccati, e gli operai ed i piccoli imprenditori che meritano le prime pagine solo quando si tolgono la vita (12 negli ultimi 2 mesi), ma solitamente questo onore spetta a chi ci sta letteralmente dissanguando.