La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 14 febbraio 2012

code

Qualche tempo fa Mario, in risposta ad un mio post, si lamentava che in farmacia deve fare la coda, nonostante il numerino.

Ma al giorno d’oggi dov’è che non dobbiamo metterci in fila? Iniziamo dagli uffici pubblici: l’ASL e le Poste sono i due esempi più eclatanti, l’ACI per il pagamento della tassa di proprietà o per il rinnovo della quota, l’Ufficio Imposte, code per rinnovare l’abbonamento dei mezzi pubblici… ma non è che nel ramo privato sia meglio.

Venerdì pomeriggio e sabato all’Ipermercato c’è da aspettare altro che 10 minuti, che invece sono la norma nelle altre giornate, dall’edicolante c’è sempre chi fa perdere tempo perché gioca al lotto o al gratta e vinci, qualche settimana fa in Vodafone, per un problema di punti e ritiro premi,(l’ennesimo cellulare), ho dovuto aspettare oltre 40 minuti. Non parliamo poi lo scorso mese di gennaio, in cui tutti erano in coda per i saldi!

L’unico posto dove non aspetto, non entrandoci quasi più, è la banca, ma ormai quasi tutte le operazioni le svolgo on-line…

Adesso con le semplificazioni che il governo Monti vuole attuare ci hanno promesso che, grazie ad Internet, non faremo più le code.

Ma come farà quel 40% di italiani che ancora non è collegato o semplicemente non è in grado di usare i supporti informatici? Anziani soprattutto, ed il mio pensiero corre a mia madre, che di bancomat non voleva sentir parlare e che per comunicare usava carta e penna o, al massimo, il telefono…


Dissacrazione di san Valentino


Odio tutte le feste “commerciali” e gli obblighi che comportano. Tanto piu’ che molte ricorrenze religiose o pseudo tali altro non sono altro che l’adattamento di precedenti feste pagane. Natale ad esempio viene festeggiato nello stesso periodo dei Saturnalia quando, con modi alquanto lascivi, si celebrava il solstizio d’inverno.

In febbraio, il giorno 15, cadevano invece i Lupercalia, inizialmente nati per ricordare l’approdo di Romolo e Remo presso la grotta sulle rive del Tevere ed il successivo salvataggio ad opera della lupa, diventati successivamente una festa che esaltava e promuoveva la fertilita’.

Tra le tante usanze, oltre al sacrificio di capre con le cui pelli venivano rivestiti i “sacerdoti” di questo rito, o con le cui pelli tagliate a strisce detti “sacerdoti” giravano seminudi per la citta’ sferzando le donne che incontravano sul loro cammino, c’era pure la consuetudine di far estrarre casualmente da un bambino dei nomi da due differenti urne di adoratori del dio Lupercus, maschi e femmine, che dovevano accoppiarsi durante l’anno, il tutto per incrementare la fertilita’.

Troppo scandalosa questa usanza per i Padri della Chiesa, che sostituirono queste celebrazioni con il culto del santo Valentino, vescovo di Terni, decapitato alla veneranda età di 97 anni il giorno 14 febbraio del 273.

Una delle tante versioni per la quale è considerato il patrono degli innamorati, è che unì in matrimonio il centurione romano Sabino con Separia la quale, gravemente ammalata, morì poco dopo il battesimo dell’amato e le successive nozze, subito seguita dal fresco marito.

Beh, terminata la breve carrellata storica, un poco controvoglia andrò comunque a festeggiare…

🙂