La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per febbraio, 2012

qual è l’originale? :-)

Oetzi

mummia Andreotzi

Andreotzi, (secondo il Male)


il co…niglio

Raramente dico parolacce, e pure questa volta commentando il video del No-Tav che insulta e provoca il carabiniere, non posso che dargli del CONIGLIO, ma quel che penso veramente di questo rompiscatole è il “quasi” anagramma di questo termine.

A proposito, il No-Tav dall’accento non è sicuramente della val di Susa. Perché non se ne è rimasto a casetta sua invece di venir qui a rompere le scatole?


oggi..29 febbraio

…avrei fatto gli auguri ad una persona speciale…come questa data ..
Ciao..Carlo


Strane somiglianze :-)


Chi è causa del suo mal

Se un personaggio di 37 anni, perfettamente in grado di intendere (?) e volere, è così sprovveduto da arrampicarsi su un traliccio dell’alta tensione tanto vicino ai cavi elettrici da rimanerne quindi folgorato, precipitando al suolo da un’altezza di oltre 10 metri, al solo scopo di eludere le forze dell’ordine,

NON  TRASFORMATELO IN  UN  EROE O, PEGGIO, IN  UN  MARTIRE.

E chiamare questo personaggio sprovveduto è semplicemente riduttivo!

E’solamente l’ennesima persona malata di protagonismo, tesa solo a far parlare di se’ ed incapace di valutare le conseguenze delle sue azioni. Mi auguro che si riprenda, ma di certo non mi fa pietà più di tanto, dato che se l’è andata proprio a cercare.

Si puo’ provare pietà per chi si trova in posizione pericolosa non per propria volontà o imprudenza, e questo non è certamente il caso di Luca Abba’.  


Sacro e profano

Bene, anche la Chiesa paghera’ l’IMU sui suoi immobili destinati ad attivita’ commerciali, il che si tradurra’ in un costo aggiunto per i cittadini (tantissimi di inclinazioni “sinistre”) che si avvalgono delle scuole o delle cliniche gestite da religiosi che adempiono a questi compiti senza distinzioni di credo religioso o di opinioni politiche.

Adesso mi aspetto un altro atto di coraggio da parte del governo, ossia costringere i sindacati a rendere pubblici i loro bilanci.

Pur incassando una vagonata di soldi pubblici, non solo non sono tenuti alla presentazione dei bilanci, ma non sono nemmeno soggetti al controllo della Corte dei Conti. 


per ridere un po’

Dopo l’ennesima riunione della UE, alcuni presidenti decidono di visitare il museo del Louvre per alleviare lo stress.

Si fermano in meditaziine davanti al quadro di Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre.

Esordisce Angela Merkel

Guardate la perfezione die corpi: lei alta e snella, lui con i muscoli ben fatti. Gli stereotipi sono necessariamente tedeschi.

Nicholas Sarkoky ribatte immediatamente:

Assolutamente no! E’ evidente l’aspetto erotico di entrambe le figure, lei cosi’ femminile, lui cosi’ aitante. Sanno che presto arrivera’ la tentazione. Possono essere solo francesi!

Scuotendo il capo, David Cameron dice

Guardate attentamente..la serenita’ dei loro visi, la delicatezza della posa, la sobrieta’ del gesto. Possono essere solo inglesi

Dopo alcuni secondi Mario Monti esclama:

NON  SONO  D’ACCORDO!!!

Guardate bene:

Non hanno vestiti

Non hanni scarpe

Non hanno casa

Hanno solo una mela da mangiare in due

Non protestano

E credono pure di stare in paradiso

non ci sono dubbi

Sono ITALIANI!!!!!!


Grande mistero

Chi mi conosce, sa che sono “innamorata” di Davide Van De Sfroos, e pure lo scorso anno il suo “Yanez” era la canzone che più mi era piaciuta, tanto da postarla anche sul blog.

Lo stesso faccio quest’anno con la sua canzone, interpretata quest’anno dalla “zuccherina” Irene Fornaciari. Non solo la musica è trascinante, ma anche il testo è interessante.


Apologia della pasta e fagioli

Sono un’estimatrice della pasta e fagioli.

Sembra facile farla, ma ci sono moltissimi modi di cucinarla.

Dalle mie parti va molto la pasta e fagioli cosiddetta alla veneta: leggermente brodosa, preparata con pasta all’uovo fresca, i cosiddetti maltagliati, e fagioli borlotti freschi.

Io invece la preparo alla meridionale, ricetta ereditata dalla nonna paterna, con i cannellini secchi fatti rinvenire in acqua dal giorno precedente e rigorosamente con pasta di semola di grano duro, di piccolo formato, i cosiddetti tubettini o, ancora meglio, gli ziti spezzati a mano.

Chi la cucina “rossa” aggiungendo il pomodoro,

chi invece rigorosamente bianca.

C’è chi per insaporirla ulteriormente ci aggiunge, oltre all’immancabile spicchio d’aglio, le cotiche, chi un battuto con carota, cipolla, sedano e pancetta, chi un rametto di rosmarino,

una foglia di alloro oppure, – orroreee – , l’origano. Qualcuno  passa una parte di fagioli per renderla puù densa, o addirittura ci schiaccia dentro una patata.

Io, su tutto, preferisco, al posto del pepe, il peperoncino (a dire il vero, lo metto quasi dappertutto).

E per concludere, arricchita con un filino d’olio extravergine ed una bella spolverata di parmigiano grattugiato, non solo e’ un piatto unico, ma e’ anche un pasto davveo completo.

Alla faccia di chi dice che mangiare sempre pasta e fagioli è una noia tremenda 🙂

e a tutti…buon appetito


M…come Ministri e Manager

Ed ora cosa cambia?

Tutti a collegarsi ad internet per sapere l’entità dei redditi e dei patrimoni dei nostri ministri e dei manager pubblici. E quando l’abbiamo saputo? Cambia forse qualcosa?

(Illustrazione da Libero)

A parte che un conto è il reddito e un altro il patrimonio. Quest’ultimo uno può averlo ereditato da un nonno od un padre che si sono fatti un mazzo tanto a lavorare, oppure può aver vinto una somma stratosferica al superenalotto, e sono soldi che ciascuno può spendere o investire come vuole.

Il reddito invece deriva dall’attività che ciascuno svolge e da quanto rendono gli investimenti effettuati.

Quindi lo “scandalo” sugli importi percepiti non è QUANTO queste persone prendono, ma PERCHE’ lo prendono, cioè se queste somme siano giustificate e soprattutto congrue per il lavoro svolto. Premetto che legherei gli emolumenti ai risultati raggiunti, fermo restando un fisso stabilito per legge. Sarebbe poi da verificare l’obiettivo raggiunto, e solo al superamento di questo scatterebbero delle incentivazioni. Inoltre, tranne poche documentatissime eccezioni, proibirei il cumulo di incarichi con relative indennità. Adesso invece la torta, molto abbondante, viene sempre spartita a pioggia tra i soliti noti… 


Eva contro Eva

Emma Marcegaglia non mi è mai piaciuta molto, ma questa volta devo darle proprio ragione quando dice che l’articolo 18 è anche un alibi per salvare fannulloni, ladri ed assenteisti cronici. Hanno poco da ribattere la Camusso o, in misura minore, Bonanno ed Angeletti. Ricordo quando tanti “lavoratori” per il solo fatto di appartenere ad un sindacato sono stati riassunti forzatamente, concordo anche nel fatto che i dipendenti pubblici siano iperprotetti rispetto al settore privato.

Ricordo, tra tutti, i dipendenti che allo scalo di Malpensa o di Fiumicino rubavano a manbassa…di loro solo una minima parte è stata licenziata.

Poi quello che il sindacato non dice è che la protezione dell’art.18 vale  per nemmeno la metà dei lavoratori, in quanto in Italia sono ben 9,5 milioni di dipendenti di aziende con meno di 15 lavoratori a fronte di 7,9 milioni di impiegati nelle aziende con un numero di lavoratori superiori a questo limite. All’estero poi una simile norma, che obblighi al reintegro del lavoratore senza giusta causa non esiste proprio.

Quindi, pur augurandomi che un punto di incontro con le forze sindacali venga trovato, spero che Monti non si lasci intimidire (non me ne sembra il tipo, tra l’altro) e prosegua nei suoi intenti di riforma.


festeggiare…?

Periodo di Carnevale e si ripete la solita vecchia storia.

Gia’ era successo giovedi’ grasso e si e’ ripresentato anche ieri, domenica, e lo scorso sabato: torme di ragazzini di 12/13 anni completamente ubriachi, qualcuno addirittura in coma etilico ricoverato in ospedale. Mi chiedo quale esercente abbia venduto superalcolici a dei minorenni o, ancora peggio, che tipo di genitori abbiano certi ragazzini da non accorgersi dello stato di ebbrezza dei propri figli.

Non accade solo di carnevale, ovviamente, perche’ questo e’ un comportamento che si ripropone quasi ogni sabato sera o durante l’happy hour. Addirittura lo scorso anno era successo durante una manifestazione studentesca. Se i genitori non si accorgono di questo vizio dei loro figli, meriterebbero che venisse tolta loro la patria potesta’. Ma i giovani di oggi sono abituati a fare di tutto, senza che nessuno proibisca loro qualcosa e, se un veto dovesse esserci, ecco che mamma e papa’ vengono tranquillamente mandati a quel paese (per non dire di peggio). E nemmeno puoi dar loro un salutare ceffone che subito ti minacciano di denunciarti! e questi diventeranno probabilmente i futuri assassini al volante.

E domani, martedì grasso, tristemente si replica…


Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate

Ancora quando c’era Window Live ed usavo l’account di posta di MSN avevo ricevuto vari inviti per iscrivermi su FaceBook. Pure uno dei miei figli è sempre collegato e “Dai, mamma, iscriviti”… Allora, presa anche dalla curiosità, avevo deciso tempo fa di fare il grande passo, ma utilizzando un nome fasullo, per la precisione quello di una vecchia amica ormai defunta di mia madre, che io chiamavo “zia”.

Ricevuto recentemente, tramite Yahoo, l’ennesimo invito ad iscrivermi, ho riaperto l’account e ho trovato un sacco di improbabili richieste di “amicizia” (?), tra sudamericani/e e filippini/e (sembra che queste due comunità vadano alla grande!), un paio di italiani a me sconosciuti, un messaggio in francese di una che domandava se per caso fossi la sua antica compagna di scuola…inoltre tra le foto una che non è certamente la mia e mi chiedo come cavolo abbia fatto a finire là e che non riesco a togliere..

L’ho utilizzato solo per curiosità’: tra le persone che potrei aggiungere alla lista amici, grazie agli account di posta di MSN, Yahoo, Vodafone, Libero ed altri sono saltati fuori nominativi improbabili e/o dimenticati da tempo, altri che mai avrei sospettato, pochi con una bacheca intelligente o quantomeno interessante, alcuni senza amici, altri con una lista che sfiora il migliaio (eccheccavolo! Se posso comunque chiamare “amici” persone con le quali familiarizzo solo grazie a internet e delle quali non conosco nemmeno l’aspetto, è perché ho con loro una identità di vedute o un rapporto “dialettico”, ma posso davvero contarle sulle dita di una mano… ).

Ora vorrei cancellarmi….ma come diavolo fare? Peggio che uscire da un girone dantesco. 


la brava cittadina

Tra farfalline varie, una divagazione….

Sono una brava cittadina, o per lo meno cerco di esserlo, quindi tra le tante cose pago le tasse compreso quell’aberrazione del canone RAI. Aberrazione perche’ non e’ un corrispettivo per un servizio del quale usufruisco, ma un balzello per il solo fatto di possedere l’apparecchio televisivo.

La televisione, specie quella pubblica, non la guardo piu’, la privata nemmeno, e i programmi piu’ o meno recenti mi confortano in questa mia scelta. Allora perche’ chiamarmi “abbonata RAI”?

Se io mi abbono ad un quotidiano o ad un periodico, e’ perche’ ho intenzione di leggerlo, se io mi abbono ad una serie di spettacoli teatrali e’ perche’ voglio andare a vederli…

(abbonamento: pagamento anticipato di un servizio differito nel tempo del quale si intende usufruire) 


Quindi per favore non chiamatemi abbonata, ma contribuente, quanto volontaria non si sa, perche’ questa e’ davvero la tassa che evaderei piu’ volentieri, visto come vengono sperperati i nostri soldi, tra cavolate del guru e sgambettamenti a suon di musica di ex calciatori prestati sia alla politica che alla velina di turno.

Quello che piu’ mi disturba e’ lo spreco di denaro pubblico. Quell’enormita’ di soldi spesi in cachet di personaggi che definire mediocri e’ poco, specialmente se destinata ad un emerito ignorante per sparare le sue cavolate galattiche. Che poi il tizio in questione le destini in beneficenza poco importa, perche’ escono dalle nostre tasche, e non vorrei che detta beneficenza faccia la fine di quella tanto sbandierata da Roberto “Bischero” Benigni, che strombazzo’ di destinare una cospicua cifra all’ospedale Meyer di Firenze che, dopo un anno, non ha ancora visto un euro che sia uno dei 250.000 promessi dal pagliaccio.

Lo spazio e la pubblicita’ che vengono dati a certi personaggi e’ semplicemente scandaloso… E pensare che, a suo tempo, Beppe Grillo venne allontanato dalla Rai per molto meno!



il guru

Ma chi ¢@##o crede di essere?

Faccio la solita, doverosa premessa che sono anni che non seguo il festival perché tanto vincono i predestinati con testi di una piaggeria inusitata (incluso il Vecchioni dello scorso anno), ma che mi limito a leggere le recensioni dei giornali e le notizie ANSA.

Ecco che tanto per cambiare ci propinano il solito guru, che questa volta chiede addirittura la chiusura di due giornali cattolici, Avvenire e Famiglia Cristiana. Il primo non l’ho mai letto, del secondo conosco solo alcune esternazioni del suo direttore, don Sciortino. E’ un settimanale che non mi piace, ma non per questo ne domanderei la chiusura, perche’ c’è sempre una fetta di gente che lo segue. Invece il guru ne esige la chiusura con la motivazione che non parlano piu’ di religione ma di politica, e si scaglia anche contro i preti perché invece di parlare di Dio, osano parlare di politica e non sono mica come don Gallo che sta dalla parte degli ultimi.

Ed e’ qui che mi salta la mosca al naso.

Don Gallo starà anche dalla parte degli ultimi, ma non ditemi che non fa politica!

Appena intervistato su “la 7”, ha detto:

– che era stato invitato a Sanremo, dove gli sarebbe piaciuto cantare l’Internazionale (e che è? Un canto liturgico?);

-ha benedetto la manifestazione NoTav dicendo che era per una resistenza “democratica e rivoluzionaria”;

– ha manifestato contro una centrale a carbone a Vado Ligure (pregate pure al freddo, miei cari);

– ha festeggiato la vittoria del suo candidato Doria alle primarie di Genova, come precedentemente aveva sostenuto Pisapia;

– lo scorso 25 aprile su un palco assieme a Gino Paoli aveva cantato Bandiera Rossa…

e questo sarebbe un prete che secondo il guru non fa politica?

Ma forse Celentano lo difende perche’ don Gallo e’ uno dei pochi che non ha trovato da ridire sul suo cahet… (vabbe’ che il cachet sara’ anche andato in beneficenza, ma che bella pubblicita’ gratuita al suo ultimo album, cantandone alcuni brani!).

Ma ecco alcune simpatiche similitudini tra due personaggi, trovate da Marcello Veneziani:

Hanno superato i 70 anni;

hanno pochi capelli;

sguazzano nei soldi;

risiedono in megaville con parco e piscine;

hanno sposato delle belle donne che una volta facevano le attrici;

un tempo suonavano la chitarra;

a volte cantano ancora;

si credono Dio;

fanno i piacioni;

vogliono dettare legge in TV.

Riconosciuti i due personaggi?


code

Qualche tempo fa Mario, in risposta ad un mio post, si lamentava che in farmacia deve fare la coda, nonostante il numerino.

Ma al giorno d’oggi dov’è che non dobbiamo metterci in fila? Iniziamo dagli uffici pubblici: l’ASL e le Poste sono i due esempi più eclatanti, l’ACI per il pagamento della tassa di proprietà o per il rinnovo della quota, l’Ufficio Imposte, code per rinnovare l’abbonamento dei mezzi pubblici… ma non è che nel ramo privato sia meglio.

Venerdì pomeriggio e sabato all’Ipermercato c’è da aspettare altro che 10 minuti, che invece sono la norma nelle altre giornate, dall’edicolante c’è sempre chi fa perdere tempo perché gioca al lotto o al gratta e vinci, qualche settimana fa in Vodafone, per un problema di punti e ritiro premi,(l’ennesimo cellulare), ho dovuto aspettare oltre 40 minuti. Non parliamo poi lo scorso mese di gennaio, in cui tutti erano in coda per i saldi!

L’unico posto dove non aspetto, non entrandoci quasi più, è la banca, ma ormai quasi tutte le operazioni le svolgo on-line…

Adesso con le semplificazioni che il governo Monti vuole attuare ci hanno promesso che, grazie ad Internet, non faremo più le code.

Ma come farà quel 40% di italiani che ancora non è collegato o semplicemente non è in grado di usare i supporti informatici? Anziani soprattutto, ed il mio pensiero corre a mia madre, che di bancomat non voleva sentir parlare e che per comunicare usava carta e penna o, al massimo, il telefono…


Dissacrazione di san Valentino


Odio tutte le feste “commerciali” e gli obblighi che comportano. Tanto piu’ che molte ricorrenze religiose o pseudo tali altro non sono altro che l’adattamento di precedenti feste pagane. Natale ad esempio viene festeggiato nello stesso periodo dei Saturnalia quando, con modi alquanto lascivi, si celebrava il solstizio d’inverno.

In febbraio, il giorno 15, cadevano invece i Lupercalia, inizialmente nati per ricordare l’approdo di Romolo e Remo presso la grotta sulle rive del Tevere ed il successivo salvataggio ad opera della lupa, diventati successivamente una festa che esaltava e promuoveva la fertilita’.

Tra le tante usanze, oltre al sacrificio di capre con le cui pelli venivano rivestiti i “sacerdoti” di questo rito, o con le cui pelli tagliate a strisce detti “sacerdoti” giravano seminudi per la citta’ sferzando le donne che incontravano sul loro cammino, c’era pure la consuetudine di far estrarre casualmente da un bambino dei nomi da due differenti urne di adoratori del dio Lupercus, maschi e femmine, che dovevano accoppiarsi durante l’anno, il tutto per incrementare la fertilita’.

Troppo scandalosa questa usanza per i Padri della Chiesa, che sostituirono queste celebrazioni con il culto del santo Valentino, vescovo di Terni, decapitato alla veneranda età di 97 anni il giorno 14 febbraio del 273.

Una delle tante versioni per la quale è considerato il patrono degli innamorati, è che unì in matrimonio il centurione romano Sabino con Separia la quale, gravemente ammalata, morì poco dopo il battesimo dell’amato e le successive nozze, subito seguita dal fresco marito.

Beh, terminata la breve carrellata storica, un poco controvoglia andrò comunque a festeggiare…

🙂


Raffreddore….

…la goccia che ha fatto traboccare il naso…


salto nel buio

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

(Cesare Pavese)

Masticone, dal suo blog, mi aveva domandato qualche tempo fa se avevo mai scritto nulla sulla morte. Ho risposto di no, forse perché è una forma per esorcizzare quel momento che tutti temiamo. Lo temiamo perché il più delle volte arriva inaspettato ed accompagnato dal dolore che è quello, più che la morte in se stessa, che ci fa maggiormente paura, oltre al fatto che non sappiamo cosa avviene “dopo”.

E qui inizia il bello, perché il concetto del dopo-morte implica uno stretto legame con la religione, anzi le religioni anche se, parere mio personale da agnostica qual sono, qualora davvero ci fosse un qualcosa di soprannaturale la religione dovrebbe essere unica.

Senza pensare alla classica iconografia dei paradisi dei vari culti, con nuvole, angioletti, arpe che suonano o, per i mussulmani, un sacco di vergini (e per noi femminucce?), dato che nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma, mi piacerebbe rigenerarmi in qualcosa o qualcuno di utile, ma in cosa esattamente non lo so.

Le religioni ce le siamo ideate noi, all’inizio dei tempi, dapprima per timore di fenomeni atmosferici ed astrali (fulmini, terremoti, eclissi, carestie), in seguito per dare una speranza a chi, in tempi andati, conduceva un’esistenza assai grama e poteva quindi sperare in un’eternità colma di quello che non aveva avuto in vita.

Coloro che credono sanno quindi che nell’aldilà avranno la ricompensa o la punizione che si meritano, e di questa loro fede ho perfino un poco di invidia, perché dà loro una speranza che a me, più materialista, manca del tutto, traducendosi quindi la morte in un vero salto nel buio.

Si dice però che si vive fino a che restiamo nella memoria altrui. Fino a che si ricorda qualcuno, fino a quando rammentiamo le sue parole, il suo sorriso, la sua vicinanza… questa persona, non più presente fisicamente, è comunque vicina a noi e continua a far parte del nostro vissuto, della nostra esistenza, e quindi non è scomparsa del tutto.

Ecco perché nel tempo si è sviluppato il culto della morte, un po’ per ricordare chi ci ha lasciato, un po’ per collegare questa esistenza reale, terrena a quella ipotetica e futura; e si è concretizzato, nei tempi remoti, nella conservazione del corpo mediante la mummificazione e con la sepoltura accanto all’estinto di oggetti di uso quotidiano, mentre ai giorni nostri si onorano i defunti con l’offerta di fiori e l’accensione di lumini, quasi ad illuminare il percorso nel mondo dell’Adilà, mentre in epoca recentissima, si moltiplicano le pagine sui network, primo fra tutti FB, dove parenti ed amici ricordano la persona scomparsa.

La morte è un distacco dalle cose terrene, dalle persone che amiamo e che ci amano, dalle nostre abitudini. I funerali, che celebrano questo rito hanno quindi una connotazione triste, consona allo stato d’animo di chi resta (o per lo meno, consono a quello che si suppone sia lo stato d’animo). Per me invece sognerei una cerimonia simile ai funerali di New Orleans, gente allegra, bella musica, bei ricordi, o almeno quel poco di bello che posso aver lasciato nel ricordo altrui.

 

Ed alla fine, come saluto, un

“ARRIVEDERCI”,

perché la speranza in un mondo migliore è sempre l’ultima a morire, magari accompagnati dalla classica “When the Saints Go Marching In”  

🙂


18

Io il 18 lo rifiuto

Era il tormentone di Sergio Vastano al Drive in di tanti anni fa…

Ma adesso non è la votazione al limite minimo della sufficienza del libretto universitario. E’ invece quello che dicono gli imprenditori dell’art.18 dello statuto dei lavoratori.

Se io fossi un imprenditore proprietario di una piccola azienda con un numero di dipendenti inferiore a 15 (5 se agricole), di fronte al dilemma dell’inamovibilità dei dipendenti qualora dovessi ampliare la mia produzione, rinuncerei a priori ad assumerne altri, perché tanto prima o poi, dovessi decidere di licenziarne qualcuno, ci sarà sempre qualche magistrato che mi intimerà di riassumere il dipendente con la medesima mansione precedentemente ricoperta, corrispondendogli pure le competenze arretrate anche in assenza di prestazione lavorativa.

Quindi in tal modo si blocca lo sviluppo, si frena la crescita, si mina il potere decisionale e discrezionale del datore di lavoro (l’unico in grado di valutare l’idoneità del dipendente), si bloccano gli eventuali investimenti esteri, frustrati dalla nostra legislazione.

Senza dar ragione alla battuta infelice di Monti, per cui il lavoro fisso e’ noioso, e senza stigmatizzare quanto detto dalla Cancellieri (posto fisso vicino a mamma e papà), bisogna comunque riconoscere che la disciplina dell’impiego è fortemente cambiata. Non si può considerare indissolubile un rapporto di lavoro solo perché lo statuto te lo consente, con l’avallo e la protezione dei sindacati, ma creando disparità tra lavoratori di grandi e piccole aziende, i primi superprotetti, gli altri (sembrerà strano, ma sono la maggioranza) un po’ meno .

Non so se Fornero (senza “la”), avrà la necessaria forza di contrastare i sindacati, specialmente la CGIL refrattaria a qualsiasi tipo di confronto… E dire CGIL equivale a dire PD, secondo il quale la ministra raggiungerebbe il 70% delle preferenze…sempre che l’art.18 non venga toccato! Ad avvalorare quanto ho sopra detto, c’è appunto il recente reintegro con contestuale corresponsione delle mensilità non percepite di un lavoratore in malattia, che però doveva stare piuttosto bene, visto che era in piazza a manifestare…se non è un caso di “giusta causa” questa, non so come possa essere altrimenti definito. (io anzi considererei anche quanto ha percepito di indennità di malattia e farei una indagine presso l’INPS).

Non sarebbe stato meglio liquidarlo e dare il posto a chi ha davvero voglia di lavorare? C’è solo da sperare che il bocconiano da 110 e loden ce la faccia a superare l’ostacolo entro il termine di marzo: per ora “sembra” che si sia raggiunto un piccolo compromesso relativamente ai precari ed alle aziende che decidano di investire nel nostro paese. Staremo a vedere….( ma ve l’immaginate un  têtê-a-têtê tra Monti e Camusso?…ma tra poco è san Valentino….)


quanto sei bella Roma….ma disorganizzata

I capitalini (scritto volutamente cosi’…abitanti della Capitale), sono a volte come bambini viziati.

Pienamente d’accordo col fatto che non siano abituati alla neve, ma se paragono i 20/30 cm di Roma Capitale  al metro ed oltre di alcune altre zone, mi viene da sogghignare. Già, perché avere in magazzino delle lame da adattare alle ruspe, trasformandole in spazzaneve e non usarle in quanto non si è a conoscenza della loro esistenza, è sintomo di faciloneria ed incompetenza.

Chiudere le scuole va bene, ma gli uffici pubblici? Che si sappia, le attività private hanno funzionato regolarmente: un dipendente privato è meno privilegiato del pubblico?

Poi la cosa paradossale: chiedere degli spalatori al nord-est. Ora, per spalare la neve non ci vuole chissà quale specializzazione: per spalare, bastano buone braccia e buona volontà, è possibile che in una capitale di 2.800.000 abitanti non si trovi qualche centinaio di disoccupati disposti a tale compito? Oppure, nonostante l’altisonante dicitura “Capitale” non è capace di cavarsela da sola? Del resto, se Alemanno puo’ spalare (*), possono farlo pure gli altri, senza dover invocare la protezione civile (alla quale, finalmente sono state riconsegnate molte competenze) per qualche centimetro di neve! Del resto la capitale era andata precedentemente in tilt anche per qualche acquazzone estivo. In Veneto, Liguria, Piemonte, Sicilia ed altre parti d’Italia interessate da alluvioni e frane, i primi a tirarsi su le maniche sono stati i cittadini stessi.

E pure le televisioni…dopo “l’emergenza” dell’altro giorno, basta con le notizie attimo per attimo, quartiere per quartiere, sulla neve a Roma! Nessuno ad esempio ha parlato della neve caduta in Sardegna, della quale mi ha parlato un amico e documentata dalle fotografie di Serena…

http://serena-ilsuospazio.blogspot.com/2012/02/mostra-non-permanente-scultura.html

(*)vedere Alemanno e Casini che spalano mi sa tanto di operazione mediatica, come quella del guru Dario Fo che si era recato a Milano in via Lecco con scope e spazzoloni al seguito, ma poi avevano pulito gli altri… 


Anche le parole hanno un significato

Anche se ero istupidita dalla febbre, ieri ho ascoltato comunque un telegiornale e le parole di Napolitano, che mi hanno lasciata perplessa e delusa.

Derive nazionalistiche europee…

queste sono la causa delle foibe per Napolitano. Cosa intendeva il nostro beneamato presidente con una simile affermazione? Tanta paura di nominare Tito ed i suoi partigiani comunisti? Comunisti non solo slavi, ma anche collaborazionisti italiani. Sono queste frasi che fanno male quanto la dimenticanza se non addirittura la negazione di quelle stragi per decenni.

Se si rinnega un passato, si abbia il coraggio di andare fino in fondo, denunciando anche le atrocita’ commesse in questo nome. Il male non e’ stato solo il nazifascismo, anche il comunismo ha procurato vittime, e gli infoibati sono tra queste. Almeno questo, Presidente, poteva dirlo.  


la foiba

Fu fine più pietosa 

quella del giustiziato

con un colpo alla nuca

che non quella di chi,

alla spoglia legato

con un filo di ferro,

fu gettato nel baratro ancor vivo

a consumare la propria sofferenza.

Non odio, ma l’essenza

stessa della barbarie,

che retrocede l’uomo

assetato di sangue

simile a belva

priva di sentimento,

rendendolo assassino

d’incolpevoli vittime,

un’altra volta uccise

dall’annoso silenzio

per il loro massacro.

(loredana)


Raffreddore

Oggi e’ il terzo giorno che sto rintanata in casa senza poter uscire. Mal di gola, raffreddore, tosse, un freddo bestiale anche se sono tutta intabarrata, una bomba insomma, per nulla sexy…

Niente febbre, ma non so se sia un bene o meno, almeno un bel febbrone farebbe sfogare tutto. Sto cominciando a conoscere il nome di tutte le medicine, anzi, dei loro composti, io che solitamente, e nemmeno tanto spesso, prendo solo qualche aspirina, pardon, acido acetilsalicilico.

Flurbiprofene

Paracetamolo

Clorfenamina

Fenilpropanolamina

Naafazolina

Fenilefrina cloridrato

Bromexina cloridrato

Butamirato citrato

Se sopravvivero’…vedremo..per adesso navigo in un mare di fazzoletti di carta!