La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Piccole medie imprese

L’asse portante dell’economia e del lavoro in Italia passa dalle piccole medie imprese che rappresentano la massima espressione della libera iniziativa.

Ditte con un ridotto numero di dipendenti, radicate sul territorio, specialmente nel Nord-est, ma estese anche in altre parti, spesso a gestione familiare, dove i figli continuano la tradizionale attività dei padri o dei nonni, ma anche nate dal “sogno” di qualcuno che voleva dimostrare di farcela da solo a costruire qualcosa.

Piccole medie imprese, dalle botteghe artigiane alle aziende agricole, dalle officine alle tipiche “fabbrichette” (che costituiscono a volte l’indotto delle grandi realtà industriali o che lavorano in conto terzi per i grandi marchi che alla fine ci mettono solo la firma), oppresse da tasse e imposte, vessate da una burocrazia assurda che occupa gran parte del tempo che potrebbe essere dedicato ad attività produttive o che obbliga il datore di lavoro a ricorrere ad appositi consulenti, naturalmente a pagamento, leggi che regolamentano di tutto e di più, dallo smaltimento dei rifiuti al sacrosanto diritto alla sicurezza sul lavoro, inclusa la misurazione dello stress. Già, perché viene misurato lo stress del dipendente, ma chi considera lo stress dell’imprenditore? Cioè della persona che ci mette il capitale, il lavoro e pure la faccia? Che non ha ferie pagate e neppure i periodi di malattia? Chi considera le sue le sue ansie quando, angustiato dai conti in rosso per i mancati pagamenti di fornitori (specialmente della pubblica amministrazione che salda i debiti in tempi biblici) sente la responsabilità non solo della sua azienda, ma anche quella dei suoi dipendenti che, in queste piccole realtà, diventano quasi una seconda famiglia, e si vede costretto a metterli in cassa integrazione o, peggio, a licenziarli? Ed ecco allora che il bottegaio, il concessionario, il padrone della fabbrichetta non regge più a questo peso e sceglie la via del suidicio, schiacciato più che dalla responsabilità, dal senso di impotenza nei confronti di uno Stato che, invece di favorirlo, lo massacra con cartelle esattoriali che, se rateizzzate, hanno tassi semplicemente da usura.

La differenza sostanziale tra la grande impresa e la piccola è che la prima, se i tempi si fanno duri, può sempre delocalizzare e trasferire l’attività in paesi dove il costo del lavoro ed il carico fiscale sono meno opprimenti che in Italia, mentre la piccola impresa è legata al territorio. Inoltre la grande impresa, specie se multinazionale, differenzia i propri campi di azione, che spaziano dall’industria all’editoria, dall’alimentare all’edilizia, mentre la PMI ha solo quel tipo di attività e, se il mercato va male, non le rimane che chiudere.

Infine le banche concedono credito più facilmente alla grande impresa perché sanno che, di riffa o di raffa, si spera sempre nell’intervento dello Stato per ripianare il “rosso”, mentre il piccolo imprenditore è letteralmente abbandonato a se stesso.

Solo quando lo stato capirà il ruolo trainante di queste piccole realtà che creano lavoro ed occupazione e quindi ricchezza, quando comprenderà che vanno loro concessi crediti ed agevolazioni, quando riconoscerà che gli sforzi dei privati vanno premiati e non ostacolati, solo allora l’Italia riprenderà a crescere.

9 Risposte

  1. Per la miseria … parole sacro-sante, semplici, lampanti, che fanno piangere di rabbia perchè chi dovrebbe capire e intervenire non vuole capire nè intervenire per “conflitti di interessi” (es: farmacie-Monti)! Hai dimenticato di dire degli innumerevoli interventi STATALI (noi!) per salvare (apparentemente) ora multinazionali ex nostre grandi imprese!
    In tempi passati, per lavoro, ho avuto a che fare con piccoli proprietari di fabbrichette (officine meccaniche di precisione); quest’ultime, tirate su con passione, amore e con il sudore della fronte … non c’erano neanche le domeniche per questi generosi piccoli uomini … altro che ferie! La domenica mattina, già di buon’ora, erano nell’officina a coccolarsela in silenzio, ad accarezzare ogni macchina come fosse una figlia … pagata tutta con lettera di credito già tre mesi prima di averla … ( più sdoganamento e collaudo)!
    Forse siamo caduti “dalla padella alla brace” …!

    "Mi piace"

    7 gennaio 2012 alle 21:54

    • Adesso appunto si parla di liberalizzare alcuni settori, ma consideriamo una cosa: la liberalizzazione DEVE produrre aumento dei consumi. Non puoi applicarmela alle farmacie ed alle edicole, dove i prezzi sono fissi, si frammenta solo il mercato e si impoveriscono ulteriormente i piccoli (edicolanti) a favore dei grandi (catene di distribuzione, come supermercati e simili). Se io pago un quotidiano € 1,20 sia in edicola che al supermarket, che senso ha “liberalizzare” il mercato? Io consumatore non ne ho un vantaggio, come succede per la libera concorrenza…lo stesso per determinati farmaci che potrebbero essere venduti anche nelle grandi distribuzioni. Spiegatemi allora in cosa consiste la liberalizzazione….
      Buona giornata, Serena

      Loredana

      "Mi piace"

      8 gennaio 2012 alle 16:07

  2. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    "Mi piace"

    7 gennaio 2012 alle 22:58

  3. mario

    bg . ho vissuto oltre 40 anni in quel settore della societa’ che descrivi come abbandonato a se stesso .fosse soltanto abbandonato sarebbe un bengodi . la sola intraprendenza di ogni singolo basterebbe a far sentire il comparto meno solo e a sopperire alla solitudine .i problemi nascono quando cominciano a metterti i bastoni tra le gambe, quando drogano il mercato con ausili a settori decrepiti inoperosi e di conseguenza dannosi per l’intera nazione .se a questo aggiungi la non efficenza dei controlli ,ed e’ un eufemismo ,cortina docet…..ti ritrovi tanti piccola david con dei golia sponsorizzati e sovvenzionati dalla macchina della fuffa…………………………e dire che pensavo che tolto il macchinista potessimo sperar in meglio ma mi ero scordato che di melma ne e’ rimasta tanta ossignur mo mi picchianooooooooooooooooo ciao ciao

    "Mi piace"

    8 gennaio 2012 alle 08:46

    • Io non ti picchio di certo, Mario, avendo la massima considerazione per la libera iniziativa. Come certamente saprai, sono sempre stata lavoratrice dipendente, prima pubblica e poi privata, ma sono spesso stata a contatto con le realtà delle piccole imprese: pulizie, manutenzione impianti, ristrutturazioni edili, elaborazione dati, programmi contabili, manutenzione siti internet, acquisto di gadget e cancelleria e così via. Riconoscendo il lavoro di queste persone, ho sempre cercato di rispettare i termini di pagamento a queste ditte, come loro avevano rispettato i tempi stabiliti nei capitolati di spesa, ma non tutte le amministrazioni pubbliche agiscono in questo modo.
      Ho una mia teoria in proposito, non so quanto possa essere giusta o meno: la libera impresa è invisa ai poteri “forti” specie di tendenza “sinistra”, perché è difficilmente controllabile, essendo usa a pensare autonomamente e non per asservimento al potere di turno, come invece succede con le grosse imprese, da sempre filogovernative, di qualunque colore sia chi sieda sui seggi. Per questo ritengo che il vecchio timoniere, se lo avessero fatto lavorare, senza tutti gli intralci di carattere giudiziario, tutto sommato sarebbe stato meglio dei tecnocrati che oggi ci ritroviamo, tutti tasse e balzelli, nonostante le conclamate dichiarazioni di lotta all’evasione (ma questa o una frase che TUTTI i governi hanno detto, mica possono dire che l’evasione è lecita!).
      Se poi come tu stesso dici, al piccolo imprenditore mettono i bastoni tra le ruote (ed in molti casi e in certe zone le ruote è necessario “ungerle” adeguatamente), ecco che la libera iniziativa viene ancor più tarpata. Le grandi imprese, un po’ per la proprietà, un po’ per lo strapotere di una certa frangia dei sindacati, rappresentano un grosso serbatoio di voti facilmente manovrabile e sono succubi di una ideologia di vecchio stampo marxista. L’eccezione adesso è rappresentata da Marchionne, che ha mandato la FIOM a quel paese e che si è staccato dalla Confindustria della sciura Marcegaglia che di lavoro “sul campo” ne capisce una mazza, tutta teoria e niente pratica!
      Cortina docet dici..ed a questa si sono aggiunte le località liguri di Santa Margherita, Portofino etc….ma ad esempio Ischia, Taormina, Portocervo? Quelle non vengono controllate? Ferma restando la giustezza del provvedimento, chi evade va stangato e di brutto, ed è sacrosanto multare chi non emette il necessario documento fiscale, contesto i metodi di Iniquitalia: non necessariamente chi ha un’auto di grossa cilindrata è un evasore: può essere senza reddito, ma avere, ad esempio, un cospicuo patrimonio, e questi dati potevano agevolmente essere ricavati in altri modi. Deficienza dei controlli? Anche. Dal Corriere di ieri: riprende l’esportazione di valuta (che avevo già previsto tempo fa), ma a Chiasso bloccano circa 40mila euro al giorno che, presumibilmente, rappresentano solo il 10% delle somme esportate…e col cavolo che le somme esportate sfuggite ai controlli rientreranno dopo la porcata di ritassare i capitali scudati (previsto pure questo).
      Buon pomeriggio, per quanto possa valere di questi tempi…

      Lore

      "Mi piace"

      8 gennaio 2012 alle 16:11

  4. mario

    marks ,pace all’anima sua ,e’ morto da quel di’ anche se qualcuno lo porta ricorrentemente nei suoi conciliaboli come spauracchio .al piu’ certe sue teorie ,peraltro mica tanto peregrine e per certi versi attualissime,vengono studiate in larga parte degli atenei del mondo compresi quelli del “civile”occidente .assodato che quanto stiamo vivendo oggi e’ il risultato di decenni di malo governo di cui l’ex timoniere ne ha presieduti buona parte e con numeri abbondanti e che trovatosi innanzi a situazioni complicatucce e non sapendo dove gettar la lenza ha preferito passar la mano …tanto premesso….. sin dai primi vagiti del governo dei tecnocrati i nominati ,specialmente una certa parte ,han teso a chiarire che hanno in mano la S P I N A , non certo la schiuma che produce la birra beninteso , e a loro piacendo son pronti a staccarla .a me pare che pur con sbavature e con il tassametro pesantemente attivato la spina continui ad alimentar energia . chiedo : chi consente ,potendo vietare, e’ partecipe o meno delle decisioni ?a me pare di si ma son fallibile come tutti .son altresi’ convinto che sti tecnocrati stiano facendo il lavoro sporco che i nominati non hanno voluto fare pur avendone l’onere e qui non sottraggo alcuno ne bianchi rossi neri o di verde vestiti .la sola speranza e’ che quanto serve sia fatto in fretta e al meglio avvocati tassisti farmacisti ……. e sindacati come tu citi permettendo . quel che mi spiacerebbe sarebbe la fine che tocco’ in sorte a chi visse sperando,,,,,,,,,per questo cerco di tenere le scarpe ben piantate a terra . ciao lore su con la vitaaaaaaaaaa

    "Mi piace"

    9 gennaio 2012 alle 10:30

    • Monti, in sede europea, praticamente al “duo Merkozy”, ha detto che il pareggio di bilancio verrà appunto raggiunto nel 2013 come preventivato, ma che molto si deve al predecessore che ha concordato questo traguardo con l’Europa ed ha mantenuto a freno la spesa pubblica. Questo grazie a Tremonti, che tanti del PDL ora sconfessano. Monti l’ha ribadito anche durante la trasmissione di Fazio(so), – riporto questo solo perché l’ho letto sui quotidiani, non perchè abbia seguito la trasmissione -.
      (piccolo inciso: nessuno ha protestato perché Monti si è recato da Fazio, cosa che accadde quando andò da Vespa…mah…mistero!).

      Adesso il premier dovrà vedersela con il mercato del lavoro ed il famigerato art.18 che crea, per mio conto, disparità di trattamento tra dipendenti di piccole e di grandi imprese, assai più tutelati.

      Quando parlo di marxismo parlo soprattutto di rigidità del mondo del lavoro, ormai superata dai tempi che corrono. Non solo nel privato, ma anche nel pubblico, dove si sono creati scompensi non indifferenti: gente inamovibile, spesso frustrata, poco disposta ad accettare cambiamenti di ruolo e di luogo, concorsi beffa e promozioni spesso concordate senza seguire la meritocrazia, dove i licenziamenti, anche per casi abbastanza gravi, sono praticamente inesistenti grazie anche alla connivenza di alcune organizzazioni sindacali, in base al principio che il lavoratore ha sempre e comunque il diritto di essere protetto.
      Posti dove, a fronte di uno che lavora sodo e seriamente, ci sono persone che passano il tempo sbrigando affari propri o cazzeggiando su internet.
      Il fatto che il marxismo venga ancor oggi studiato nelleuniversità, non significa che sia un modello tuttora valido, anche perché la fase finale del progetto marxista consisteva, se ben ricordo, nell’applicazione del comunismo e nell’assoluta abolizione della proprietà privata. (tralascio la faccenda de materialismo storico ed altre cosucce del genere). Se eticamente il diritto al lavoro è insindacabile,se anche il lavoro costituisce il “capitale” del lavoratore, l’abolizione della proprietà privata è quanto di più illiberale ci possa essere, tanto più che perfino in Cina se ne sono accorti!
      Se le teorie marxiste hanno avuto la loro valenza in un periodo in cui il lavoratore veniva davvero sfruttato (per non parlare poi dell’impiego dei m inori o delle done sottopagate), ora nei nostri paesi più evoluti, più civilizzati non hanno davvero pù ragione di esistere.
      Per quel che concerne il lavoro sporco dei tecnocrati… hai pienamente ragione. L’avevo scritto tempo addietro, concludendo che alla fine per tutto ringraziamento riceveranno una bella pugnalata alle spalle!

      Un caro saluto Mario 🙂

      Lore

      "Mi piace"

      9 gennaio 2012 alle 16:29

  5. Si è vero come dice la Serena, parole sacrosante, però non è così facile esplatare in pieno il senso del tuo dire, sarà anche vero che io sono fazioso ma non tolero più e certo non da te questi discorsi, riassumo solo in poche parole tutto il concetto ,se oggi stiamo così è ANCHE per il nostro e mi ci metto anch’ io, accomodamento ,pensare sempre e solo ai fatti nostri, voti di favore la presunta assunzione di un figlio, la licenza edile dove non si può, il cassonetto dell’ immodinzaia sotto casa così evitiamo di fare 10 metr,i ect ect ect. io dico basta alle chiacchere, ora mangiamoci stà minestra l’ abbiamo voluta noi e concludo con un faziosimo ma respozanbile. Lega fuori legge. mi scuserai Loredana io son così sbaglio e pago la mia vita è questa di questi untori che si credono di risolvere tutto con la seccessione o federalismo (100 per ottenere 10 l’ hai detto tu in post di qualche mese fà) non ne posso più. abbassare le tasse è doveroso pagarle tutti è normale baste con le caste destra sinistra o centro o chi che sia cose serie mi scuserai Berlusconi non erà e non è una cosa seria. io contesto tutto quello non consono, voglio pagare le tasse l’ ho sempre pagate ma voglio che i politici la smettano di essere arroganti tutti e non dicno più che andare al potere è una missione bastaaaa con ste cazzate.
    . Scusami di questo sfogo un abbraccio e una serana Notte Nazzareno

    "Mi piace"

    10 gennaio 2012 alle 21:39

  6. Caro Nazz, comprendo benissimo il tuo stato d’animo che è quello di tante persone ormai inc@##@te. Dici che questa minestra ce la siamo voluta noi? Io ti rispondo “solo in parte”, perché quando il partito cui tengo ha candidato delle persone che non ritenevo adatte al compito (per vari motivi), semplicemente non l’ho votato, riservando il mio voto ad un altro schieramento con persone che ritenevo più meritevoli, ma non tutti fanno così, e si fanno incantare dalla propaganda o corrompere dai favoritismi.
    Mi dici ancora “Lega fuorilegge”..perché? Solo per aver detto parole becere quando in Parlamento abbiamo eletto di tutto, tra ladri, corrotti, puttane e puttanieri e persino ex-bombaroli? Le parole mi fanno molto meno paura dei fatti. Poi bisogna distinguere. La lega ha alcuni atteggiamenti francamente fastidiosi, ma nelle realtà locali ha fior di amministratori. Ho avuto modo di conoscere personalmente Gentilini che, al di là del folklore di alcune sue dichiarazioni (per altro mai messe in atto) ha rivoltato Treviso in nemmeno un decennio come un calzino e che al di là di tante trasmissioni e films (l’ultimo mi sembra con Abatantuono), è una delle province al vertice per l’integrazione straniera. Lo stesso dicasi di Verona, città che conosco anche abbastanza bene.
    Il federalismo serve semplicemente a far sì che alcune realtà inizino anche a sbrigarsela da sole, senza aspettare che Papà Stato riempia sempre il piatto dove hanno mangiato per anni ed anni senza riuscire a combinare nulla di buono e di concreto. Sono stanca di sentire un Vendola, con la sanità più disastrata d’Italia, far la morale a Formigoni. Sono stanca di vedere un De Magistris tronfio e soddisfatto perché le navi portano la sua caterva di monnezza in Olanda …a spese nostre naturalmente, quando la provincia o la regione, col riciclaggio, ci portebbero pure guadagnare sopra. Sono stanca di vedere che in Sicilia vengono assun te altre migliaia di persone e tutti cercano di pensionarsi dopo 25 anni di servizio sfruttando la legge 104 (ma hanno tutti un parente invalido?).
    Sono stanca di tutti i falsi invalidi che rubano la pensione a quelli veri.
    Perchè da me l’autonomia funziona, ed in altre regioni no? (e ti assicuro che pure qui ci mangiucchiano, anche se non in maniera così eclatante…), tanto da poterci permettere tasse di proprietà ed IPT più basse delle altre parti (e Bolzano è assediata da agenzie di autonoleggio e leasing per questo motivo..tutti si registrano qui).
    In campo economico, la politica è una cosa che si deve adeguare ai tempi. Non si può reggere la concorrenza mantenendo invariati dei privilegi che oggi non hanno più ragione di esistere. Non sono più gli anni ’60, con i lavoratori sfruttati con i lavori a cottimo, con i ragazzini a fare i carusi nelle miniere o le donne sfinite davanti ai telai. Ora una fabbrica è perfino più pulita di un ospedale…di alcuni certamente sì…
    Un caro abbraccio Nazz, vediamo di incavolarci meno, cerchiamo di far lavorare (?) tecnici e politici..e che Dio ce la mandi buona.

    Loredana

    "Mi piace"

    11 gennaio 2012 alle 16:48

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...