La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per dicembre, 2011

Cinicamente…buon 2012

Finalmente finisce anche quest’anno e questo periodo. Sarà che con l’avanzare dell’età affiora il cinismo, ma la melensaggine che contorna le festività comincia a darmi fastidio. Quei sorrisi che vengono sfoderati solo in queste occasioni da persone che, appena giri loro le spalle, subito ti accoltellano. Finisce anche questo dannatissimo centocinquantenario per cui nulla ci sarebbe stato da festeggiare, né quassù da noi, né tantomeno al sud. Ci è costato solo una marea di soldi che si sono sommati al debito che avevamo e che ora siamo chiamati a ripianare. Naturalmente ci aspetta un anno peggiore del precedente, visti gli aumenti di tutto e i blocchi dei redditi, ma tant’è…

Ci penserò domani (Rossella O’Hara…Via col vento – lo so, la versione ufficiale dice “domani è un altro giorno”, ma quella del libro in mio possesso invece riporta proprio così).

Basta con la casella della posta intasata da innumerevoli richieste di denaro da parte di sconosciute opere assistenziali che spuntano solo in questo periodo (mi chiedono come facciano a conoscere il mio indirizzo sotto il cognome da ragazza… Ma si sa, le vie del Signore sono infinite).

Basta con le pubblicità in TV con panettoni, dolci, offerte telefoniche ma soprattutto profumi, dove gli uomini, tra mossettine ed atteggiamenti, tutto sono fuorché virili (ed io avrei dovuto regalare simili essenze a mio marito? Certo che no!).

Basta col gossip su gente della quale non mi importa un accidente: nozze e gravidanze reali, vacanze dei vip (quanto vip non si sa…in quanto li creano i giornali trasformando in icone personaggi alquanto mediocri), scandalini e scandaletti vari fatti  scoppiare ad arte per distoglierci dai problemi reali o per procurare pubblicità gratuita.

Basta con i cinepanettoni, dei quali pure gli italiani di bocca buona sembrano essersi stufati (o è solo perché il prezzo del biglietto è aumentato?).

E mi chiedo: con la prospettiva della fine del mondo che le profezie Maia collocano proprio nel 2012, a che serve stampare gli oroscopi che invadono edicole e librerie?

Beviamoci su per dimenticare, davanti alle solite ovvie parole dei discorsi di fine anno, ai soliti spettacoli televisivi spesso preregistrati, con brindisi, balletti e sorrisi (quanto veri non si sa), ai soliti collegamenti da tutte le capitali, al solito resoconto di dita spappolate dai botti… Che noia…

Ma nonostante tutto, buon anno!

Loredana


Nonostante tutto..auguri

 

C’è una persona alla quale volevo fare gli auguri, ma non si fa vedere…pazienza. Se proprio vuole, ma non ne sono sicura, li leggerà qui. Penso che saprà riconoscersi.


Se lo dice lui…

Lui è “re” Giorgio, che ha commemorato Giorgio Bocca lodandone l’umanità e la coerenza nella scelta di campo per libertà e democrazia.

Coerenza? A suo tempo sottoscrisse le leggi razziali che ritenevano gli ebrei come razza inferiore… Poi saltò allegramente il fosso (ma non fu l’unico, lo fecero in molti, Dario Fo incluso), passando all’altra sponda. Negò l’esistenza delle Brigate Rosse ritrattando tutto solo quando l’esistenza dei fatti venne dimostrata. Osannò Craxy per poi disprezzarlo, e lo stesso fece con Bossi e la Lega nord. Fu ferocemente antimeridionalista (possibile che re Giorgio non lo sappia?) definendo Napoli un cimiciaio e città “decomposta” da un migliaio di anni…

Anche alla fine osteggiò pesantemente il corregionale Pansa che denunciava le atrocità commesse dai partigiani, anche a guerra finita specie nel “triangolo rosso”.

Senza nulla togliere alle qualità di scrittore e cronista, tutto ebbe, tranne la coerenza e l’umanità.


Non per tutti è Natale

Il nome Giovanni Valentin non dice molto, ma qui a Bolzano era noto con il soprannome di Hans (o Hansele) Cassonetto. Un barbone sessantaseienne o, più poeticamente, un clochard noto per la sua abitudine di rovistare tra le immondizie da dove recuperava quanto noi, con il nostro sfacciato consumismo, buttavamo via e che lui invece riciclava, e per questo motivo veniva chiamato anche “l’ecologico”. Rifiutava ostinatamente di trascorrere le notti, anche le più fredde, nel dormitorio, preferendo la libertà.. Ed è morto nella notte di Natale, con una fine tragica, arso vivo dal fuoco che si era attaccato alle sue vesti da un cumulo di cartoni che aveva acceso per riscaldarsi.In questo giorno in cui sfoggiamo (nonostante il periodo di crisi) opulenza e spreco, un episodio che ci invita invece a meditare. Riposa in pace, Hansele, in un cielo che ti accoglierà meglio di questo mondo pieno di egoismo.


Tanto per cambiare….

…sono incavolata!

L’ultimo balzello è l’aumento di € 1,5 del canone Rai, che sono tenuta a pagare pur non guardando mai gli schifosissimi programmi che produce.

Aumento per adeguarlo all’inflazione che si è prodotta, mentre le pensioni oltre un certo limite restano congelate…

Aumento per pagare molto profumatamente gente come Morandi e Celentano per un festival da “vecchioni” la cui platea si riduce sempre più.

Aumento per poter veder ballare Vieri e Rivera, che i piedi li usavano in tutt’altro modo (e poi chissenefrega dei ballerini).

Aumento per pagare “solo” 11mila dipendenti, che non si capisce bene cosa facciano, dato che molte produzioni sono esterne.

Aumento per risanare un bilancio perennemente in rosso.

Ma la RAI, pur “televisione di stato”, dovrebbe essere una SpA, quindi perché lo stato deve ripianarne il debito? Se la raccolta pubblicitaria non le è sufficiente, vuol dire che i programmi non sono appetibili per le ditte, e se resta in passivo, facciamola fallire! E di fa soffiare le offerte migliori dalle concorrenti Mediaset e la7.

Se non è nemmeno in grado di arginare l’enorme evasione del canone, pressocché endemica al Sud (si parla di oltre un terzo di evasori), perché sono gli onesti a doversi sobbarcare gli aumenti?


Natale 2011

 

 

 

 

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A tutti, proprio a tutti

lettori abituali

e gente di passaggio

per chi crede e per chi non crede

l’augurio di un Natale sereno

da trascorrere in serenità

con le persone più care

con la luce della  speranza  

per un domani migliore

un caro abbraccio

Loredana


Colori….

L’era Monti si caratterizza per il grigiore…

Grigi i vestiti, grigie le espressioni, da tecnocrati appunto…

Mi chiedo se sia meglio questo spento grigiore o il viola,l’arancio, il rosso, il blu, il verde e tutti gli arcobaleni che imnperversavano fino ad ora….

 


Caro Monti ti scrivo…

Caro Presidente,

ho ascoltato ieri sera il Suo invito agli italiani di sottoscrivere i titoli del nostro debito pubblico.

Premesso che le commissioni su questa operazione avrebbero rimpinguato ulteriormente le sue amate banche, avrei volentieri accolto il suo appello, se non che…

Già, Presidente…

Se lei mi aumenta l’IVA e le accise sulla benzina, costi che si ripercuotono sui prezzi dei generi al consumo e sulle tariffe, se Lei mi aumenta anche le tasse automobilistiche, mi ripropone l’ICI ribattezzata IMU, blocca per un biennio la pensione di mio marito, allunga nel tempo il periodo in cui io potrò riscuotere la mia, mi tassa i sudati risparmi in banca eccetera eccetera… converrà che resta ben poco da risparmiare e quindi da investire. Ho perciò deciso di adottare un “sobrio” stile di vita, sicura che senza dubbio provvederà Lei ad acquistare i suddetti titoli con gli emolumenti che Lei percepirà quale senatore a vita… Per fortuna (o sfortuna?) non possiedo yacht o capitali scudati…

Per inciso, signor Presidente, Lei che dice che non è vero che a pagare sono sempre i soliti, come commenta i privilegi approvati in fretta e furia, a volte nottetempo (similmente alle pantegane o agli scarafaggi) da varie amministrazioni locali (Lazio, Friuli per non parlare dell’isola felice, la Sicilia, m anche l’Emilia, in  puro spirito bipartisan), pubblicate su tutti i giornali e che “il Fatto quotidiano” titola significativamente come “Porcata”? E come giudica i “supercontributi” che i ministri tecnici, già dipendenti pubblici, si sono assicurati, a spese della collettività, proprio loro che dovrebbero risanare questa disastrata Italia, senza contare il fatto che, pur in aspettativa, continueranno comunque a percepire la retribuzione a patto che non superi l’indennità parlamentare?

Distinti saluti. 

http://www.ilgiornale.it/interni/spunta_superpensione_ministri/23-12-2011/articolo-id=563856-page=0-comments=1

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/22/barricata-bipartisan-contro-tagli-alla-casta-votano-solo-movimento-stelle/179224/


Buon Natale (?)

Non passa giorno che il Presidente della Repubblica non dica la sua, parla perfino più del picconatore di ancestrale memoria. Adesso per quanto concerne l’incarico a Monti, “tecnicamente” ha ragione: il Governo ha ottenuto la fiducia dal Parlamento, espressione della popolazione italiana, ed è quindi pienamente legittimato al suo incarico. Del resto, chi avrebbe potuto o voluto contrastare il volere di “re Giorgio” che ci ha propinato questa “dolce dittatura”? Però nuove elezioni sarebbero state più opportune, come hanno fatto in Spagna, che sta comportandosi in maniera totalmente opposta all’Italia. Non sono stati chiamati a risanare il debito i ceti più deboli (ah, Presidente, quel “plurale maiestatis”… “Siamo tutti chiamati a fare sacrifici, anche i meno abbienti”, detto da Lei fa leggermente impressione…) e sono state sforbiciate molte spese (qui ad esempio poteva essere celebrato il 150^ in maniera molto più modesta, ammesso che ne sentissimo il bisogno… e Monti poteva benissimo fare a meno di assumere una portavoce portoghese da 11mila euro mensili, dato tutto lo staff che ha a disposizione). Ed al nuovo premier propongo la tassa sul macinato, quella sugli scapoli e, perché no, anche “donate l’oro alla Patria di mussoliniana memoria!

Inoltre gli propongo di dimezzare le forze dell’ordine (lasciando inalterata la dotazione del Quirinale) perché tra sconti di pena, indulto ed ora perfino amnistia, a che serve arrestare certa gente? Anzi mettiamo i tornelli all’ingresso delle carceri per facilitare le uscite…

Volevo essere buona per Natale, ma proprio non mi riesce. 


Cronache milanesi – 2

Lunedì 12

Oggi abbiamo voluto fare un giro particolare. Dato che per i lavori in corso da anni non è più possibile fare la circolvallazione del 29/30, siamo saliti sul tram 1 dal capolinea di Greco a Piazza Castelli…oltre un’ora di viaggio.


Naturalmente sul classico carrelli 1928, che mi affascina sempre, nonostante sia scricchiolante e vecchiotto, con gli interni demodé e le lampade così particolari…

Martedì 13

Alla ricerca di osterie e trattorie tipiche, abbiamo scovato la Sabbioneda di via Tadino. Mangi bene e spendi poco, l’arredamento è kitch, e nella saletta interna, adiacente alla cucina, molte caricature dello “chef”, sempre con la bandana in testa, e vari trofei e foto di Harley, compreso una bandiera americana ed una pelle di chissà quale animale, con impresso il souvenir di un lontano raduno HD a Cuba…

Poi un giro a piazza Beccaria, dove c’è la sede dei vigili urbani e dove è stato spostato il mercatino di Natale. Che delusione galattica. Mentre gli altri anni, nella vecchia sistemazione in piazza Mercanti c’erano le bancarelle con tende azzurre trapunte di stelle dorate, la via era decorata da luci e la musica creava una bella atmosfera,

quest’anno il mercatino è stato suddiviso in varie tranches, ma senza atmosfera di sorta: gazebo bianchi, nessuna decorazione particolare, commercianti imbufaliti per essere stati spostati e smembrati…sembra un qualsiasi mercato rionale. Una negoziante ci ha chiesto di mandare email al sindaco…credo che lo faremo… ah…niente musiche di Natale, ma in Cordusio c’erano Indiani e Peruviani che suonavano, niente di natalizio comunque.


Mercoledì 14

Oggi tempo uggioso. Niente di meglio allora che prendere il tram numero 2 che percorre il Naviglio Grande fino a piazza Negrelli, passando a fianco alla Canottieri Milano ed alla fabbrica della Richard Ginori.

Al ritorno, siamo scesi proprio alla fine “cittadina” del Naviglio, con un pensiero per il Carlo che non c’è più.

Te saludi, Carletto… Vedi che non ti dimentico?

Giovedì 15

A spasso per il centro, rapida visita alla Rinascente dove le solite commesse fanno gli agguati per spruzzarti di profumo. Chiasso e confusione. Le vetrine addobbate con pupazzi di un certo Anthony Ausgang (uscita?)..

Passaggio al sant’Ambroeus. Le vetrinette sono piene dei soliti panettoni decorati artisticamente. Alcuni ricoperti di stelle di natale bianche con bordi dorati. Altri tramutati nei soliti babbi natale circondati da giocattoli. Ma il più bello è un panettone trasformato in pianoforte con Mozart di marzapane che esegue il don Giovanni, ed un fine foglio di zucchero che riproduce il manifesto del Teatro alla scala con il programma dell’opera.

Venerdì 16

Oggi sciopero dei mezzi pubblici, ma qualche tram, strapieno, è comuque passato, mentre la metro è rimasta completamente chiusa.

Ne abbiamo approfittati per andare a vedere la Gus Gus, l’auto che ha appena battuto tutti i records di velocità

e la Vespa 946, davvero avveniristica.

Dopo alcuni giorni di black-out, la posta ed il messenger hanno ripreso a funzionare dall cellulare. Quando si dice che siamo schiavi della tecnologia…è vero!

Sabato 17

Ultimo giorno in compagnia dei parenti e poi, con infinita tristezza per me juventina, partita del Milan contro il Siena.Anche se gufavo, ha vinto ugualmente…

Domenica 18

Si torna a casa…il cielo è sereno, lungo la tangenziale, sullo sfondo, montagne innevate, tranne il Resegone


e risalendo l’autostrada abbiamo incontrato temperature sempre più rigide…


Anniversario

Oggi sono 20 anni che è mancato Walter Chiari, quando venne trovato esanime davanti ad un televisore ancora acceso in un residence di Milano.

Grande affabulatore, di enorme cultura acquisita per lo più da autodidatta, insuperabile intrattenitore negli spettacoli dove spesso improvvisava a ruota libera, uomo tutto “genio e sregolatezza”, ricordato purtroppo più per le scenette comiche (interpretate in maniera irresistibile, basti ricordare “Il sarchiapone americano” con l’inseparabile spalla Carlo Campanini) e per filmetti commerciali che ne sminuivano le doti professionali che per il film importanti che pure girò con registi di fama.

Oggi “la7” lo rammenta con uno dei suoi film più belli, “Il giovedì” di Dino Risi, (1967) dove interpreta un padre dall’animo ancora bambino che deve confrontarsi col figlioletto precocemente cresciuto, un padre spiantato che vuol solo fare bella figura agli occhi del ragazzino, un personaggio un po’ sbruffone, estroverso e fantasioso, che si adatta  perfettamente all’attore, adulto mai perfettamente cresciuto. Risi avrebbe voluto Walter Chiari anche per “Il sorpasso”, ma al rifiuto dell’artista fu costretto a “ripiegare” (per modo di dire…) su Vittorio Gassman.

Altra pellicola importante fu “Bellissima” di Visconti, con un altro mostro sacro del calibro di Anna Magnani.

Io, da tempo, sto ricercando l’introvabile “Vanità” di Pàstina del 1946, con il quale Walter, appena ventunenne, vinse un Nastro d’argento. Ed allora ricordiamo questo personaggio eclettico, che fece cinema, teatro leggero, teatro impegnato (anche in inglese), commedie musicali, condusse spettacoli in televisione e molte altre cose, senza dimenticare una vita sentimentale piuttosto movimentata.

Ciao, Walter….


Cronache milanesi – 1

Un po’ in ritardo, ma in questi giorni c’era parecchio da fare…

Prima settimana 4/11 dicembre

Siamo stati fortunati. Il tempo quasi primaverile ci ha consentito di spostarci a piedi evitando i mezzi pubblici. Del resto metro e tram nei giorni festivi (7 ed 8 ) erano strapieni di gente che si recava in centro, e pure nei due giorni seguenti (per il blocco del traffico indistintamente per tutti, catalizzate comprese). E guarda caso, non si sentiva più nessuno che asseriva di aver votato il Pisapia, tutti inviperiti, sia passeggeri che negozianti. E dopo due giorni di blocco, le polveri sono perfino aumentate!

Non siamo andati nemmeno alla tradizionale fiera degli oh bej oh bej, ritornata in piazza Castello…rifuggiamo la calca! 

Non si sente affatto l’atmosfera natalizia, molte vie, tra le quali Viale Monza, sono senza luminarie.

Avremmo voluto visitare la mostra di George La Tour a Palazzo Marino, ma c’erano lunge code (per forza, era gratis!) e poi i quadri erano solo due… Abbiamo anche rinunciato a vedere la mostra di Artemisia Gentileschi, che ci eravamo riproposti di vedere ancora l’ultima volta, dato che abbiamo trascorso molto tempo con amici e parenti. Non c’è nemmeno il solito tram tutto illuminato per Natale, mancanza di soldi dice il sindaco…mah. ma almeno piazza Duomo ha il bell’albero illuminato senza l’obbrobrio della sponsorizzazione dello scorso anno…


manovra

Benissimo, altro favore alle banche con l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti…

Altro che conti gratuiti come aveva promesso l’ABI, che tra l’altro aveva specificato che comunque i servizi avrebbero dovuto essere pagati (quindi anche il bancomat che i nonnetti dovrebbero usare).

Speriamo che per risanare l’Inps, dopo averlo accorpato con Impdadp ed Enpals, non si metta in testa di sopprimere i pensionati con la scusa che costano troppo alle casse dello stato (o forse la manovra serve proprio a quello?).


Come la serva risparmia…

1 –  Come spiega ottimamente Nicola Porro nella sua “zuppa”,

http://www.ilgiornale.it/interni/se_scudo_fiscalelo_stato_diventa_traditore/scudo_fiscale-mario_monti-stato/10-12-2011/articolo-id=561561-page=0-comments=1

la tassazione retroattiva dei capitali scudati innesterà una serie di ricorsi che verranno quasi certamente vinti dai ricorrenti. Porro spiega poi qualche escamotage per evitare detta tassazione, pur rinunciando all’anonimato. L’unica cosa con la quale non concordo è sulle motivazioni che hanno portato all’esportazione dei capitali.

2 – Porca paletta, come fai a convincere un esercito di pensionati ultraottantenni, da sempre abituati a maneggiare il contante a convertirsi di botto alla moneta di plastica? E poi sai quanti, costretti a ciò, scriveranno il PIN sulla medesima tesserina, per il terrore di dimenticarselo, esponendoli così a rischi ancora peggiori? E la costrizione di dover aprire un conto in banca li deprederà degli importi dovuti per bolli e balzelli vari. Bel regalo per gli istituti bancari!

3 –  il blocco delle pensioni? Sarà da vedere: chi rientra nel limite dei 1400 euro riceverà la rivalutazione, ed alla fine si troverà a percepire di più di chi supera questo importo anche di un solo euro.

4 –  Napolitano, parlando alla nazione ha detto che di questi tempi SIAMO chiamati a fare dei sacrifici…certo NOI siamo chiamati, LUI non è certo compreso, a meno che la rinuncia di ben 68 euro lordi dell’adeguamento non gli pesi così tanto.

5 –  Un piccolo risparmio sarebbe ripristinare le votazioni in un solo giorno anziché due… Dimezzamento delle varie indennità agli scrutatori. Poco, ma tutto fa brodo.

6 – all’ICI all’ICI (della Chiesa, ovvio), ma chi parla dei privilegi dei sindacati che, a quanto mi risulta, non sono nemmeno tenuti a stilare un bilancio?

Epilogo

Visco ha detto che la manovra è fatta per 2/3 di entrate (leggi: tasse) e per 1/3 di diminuzione di spese, ma senza indicare misure per lo sviluppo (lo stesso ha detto la BCE)… L’avesse fatta Berlusconi una simile manovra, apriti cielo. Anzi, il governo precedente è caduto sulla manovra Romano che indicava appunto i progetti di sviluppo. Adesso poi con la presa di posizione di Fini e compari che dicono che i tagli delle indennità devono essere stabiliti dal Parlamento e non dal Governo, la frazione della diminuzione delle spese si assottiglia ancora di più. Bell’esempio che ci danno i nostri parlamentari!!!!


I conti della serva

 

Se il PIL di quest’anno si attesta su + 0,6%, per il prossimo anno si prevede un -0,4% e per il 2013 un +0,3%, dov’è la tanto decantata crescita? Io la chiamo stagnazione, della più nera. Se mi aumentate i carburanti con l’ennesima accisa, la gente circola meno con danni per il turismo e strutture alberghiere, in compenso aumentano i generi di consumo che però, dati i blocchi di retribuzione e pensioni contestualmente all’aumento dell’IVA, verranno acquistati in minor misura. Questo visto da una persona normale, non da un genio della finanza. Dai tecnici mi aspettavo qualcosa di più “creativo” che il solito aumento delle tasse. Tanto valeva tenersi Tremonti. E vedremo cosa diranno i soliti noti quando al fisco verranno inviati i nostri conti correnti, quelle persone, per dire, che gridano alla privacy ogni cinque minuti e si lamentano delle telecamere per strada! Se mi tassi i capitali scudati, vieni meno all’impegno preso a suo tempo e, visto che sembra ci sia un’altra fuga di capitali all’estero, col cavolo che in un prossimo futuro li faranno rientrare. Se mi sostituisci l’ICI con l’IMU che assorbe anche la tassa sui rifiuti, uno che affitta l’appartamento dovrà pagare pure per l’immondizia prodotta dall’inquilino? Quindi, aumento dei canoni di affitto.
Si blocca completamente il mercato delle auto usate introducendo per tutte il superbollo, e se da un certo punto di vista la tassa sugli yacht può sembrare giusta, dall’altra rischia di trasformarsi in flop, come successe in Sardegna con Soru, tanto più che in ambito europeo venne bocciata in quanto contrastava con le norme di libera circolazione. Questi sono i conti della serva, naturalmente NON bocconiana.
Ah, per concludere, tra i tagli alle regioni autonome, non so se per distrazione o ignoranza, hanno messo Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, ma chissà perché non si fa menzione di Sardegna e Sicilia. Forse più che la Bocconi qualcuno dovrebbe tornare alla scuola elementare…

E intanto la data del 30 aprile prossimo per il decreto per l’abolizione delle Province è slittato, in quanto si procederà con una legge ordinaria. Quello sì sarebbe stato un bel taglio!

Mi sa che tutti sonopartiti con il piede sbagliato…


La gatta frettolosa…

…fece i gattini ciechi!

Quando ci “imposero” l’euro, non considerarono che l’Europa è costituita da varie nazioni. Lingua, tradizioni, usanze sono differenti da paese a paese. Le stesse economie divergono ….

Ma l’importante era creare una moneta unica, per facilitare gli scambi e favorire la libera concorrenza, ci dissero.

Però alla base cosa c’è? Il nulla. Il mercato del lavoro ha regole differenti in ciascuno stato, la tassazione pure, le regole per l’assistenza e la previdenza anche. Nessuno in quel periodo ha pensato che queste basi erano importanti, che questi parametri dovevano essere in un certo senso “amalgamati”, tutti pensavano a creare altri posti ben remunerati per i parlamentari europei (ed anche qui c’è disparità di trattamento e, guarda caso, i nostri sono i meglio retribuiti), ma era necessario fare leggi sulla grossezza dei piselli, la curvatura dei cetrioli o i buchi del formaggio. Tutta una serie di provvedimenti che, ad iniziare dalle quote latte e finendo, pochi giorni fa, con la dicitura del “cioccolato puro”, pena grosse sanzioni, hanno solo favorito la Germania e penalizzato fortemente le nostre industrie alimentari e manifatturiere. Tralasciamo anche l’acquiescenza di Prodi che ci ha portato ad accettare un cambio lira/euro a noi sfavorevole. L’unico vantaggio, chiamandolo così, che ci ha procurato la moneta unica, è stato quello di costringerci ad un severo riallineamento dei conti pubblici, e per questo dico che vale la pena di affrontare dei sacrifici per non vanificare anche quelli già fatti.

Il deficit di anni ed anni di pentapartito ora DEVE essere risanato, ma quelli che hanno contribuito a crearlo sono le persone che oggi hanno accumulato capitali ingenti sommando rendite, pensioni e quant’altro, o che hanno distribuito favori con la concessione di pensioni baby e simili. Ed ora i soliti noti, cioè gli altri non beneficati, sono chiamati a risanare questo deficit con un onere che si fa ancora più pesante per le generazioni future. Adesso si prospetta il crack della moneta unica, tantissime persone, il cui numero aumenta ogni giorno di più, cominciano a rimpiangere la vecchia liretta e il periodo in cui, quando le cose andavano male, invece di tagliare le spese (cosa che Monti fa in minima maniera, seguendo un progetto già iniziato da Berlusconi), si ricorreva all’arma della svalutazione.

Di misure per lo sviluppo non ne vedo…ma intanto ieri, sant’Ambrogio, c’era la prima della Scala… Canta, che ti passa. (lassù sui Monti tra boschi e valli d’or.. Valli d’oro per lui, che rinuncia sì al compenso da presidente del Consiglio, ma NON  SA – lui, il bocconiano – se può rinunciare ai 25mila euro mensili che gli ha gentilmente elargito, quale senatore a vita, re Giorgio).


Dimmi come vesti…

Indossare un certo tipo di indumenti significa anche appartenere ad una determinata classe. Pensiamo alle tute blu degli operai, ai colletti bianchi dei quadri, alle magliette in cashmire delle signore bon-ton, al camice dei medici, al saio dei frati o al velo islamico, tanto per citarne qualcuno.

Ma significa anche una connotazione politica, come a suo tempo l’eskimo dei sessantottini o il giubbotto Monclèr in piuma d’oca dei sanbabilini.

Quindi il mio dilemma era cosa portare a Milano.

Già, perché non volevo assolutamente indossare il loden. In questo periodo è indice di sobrietà (?), ma non vorrei sembrare una delle tante adeguatesi a questa moda.

Di loden ne possiedo tre, comprati in varie epoche: una mantella rossa con gli alamari, l’intramontabile cappottino verde dai bottoni in cuoio ed un giaccone blu con la zip, il mio preferito perchè pratico, specie con i jeans.

Esclusi tutti e tre per le ragioni sopra riportate, di pellicce nemmeno a parlarne perché non è poi così freddo (pellicce sintetiche, ovviamente, anche se ne ho ereditata una da mia madre che conservo per ragioni sentimentali), non restava altro che rispolverare, nel vero senso della parola, essendo piuttosto datato, un vecchio giaccone in microfibra che ha visto mille battaglie…


Milano 5 dicembre 2011

Se non fosse che le foglie di platano che turbinano allegre nei viali Testi e Zara sono marroni e si depositano per terra in un alto strato scricchiolante, sembrerebbe quasi una giornata di marzo, con un vento leggero e tiepido.

Sul tram numero sette, una voce gracchia annunci pressocché inintelleggibili con parole indistinte.

Di lato al palazzo Lombardia, quasi un giardino zen. Collinette di terra bordate da bassi cespugli, grosse pietre grezze, una fontana ovoidale a livello terreno, con lievi increspature che dal centro arrivano al bordo… Il tutto, nonostante il traffico, dà un’impressione di serenità.

All’interno del palazzo, la pista di pattinaggio in allestimento, e dalla parte di via Melchiorre Gioia un albero di Natale.

Anche in piazza Duomo stanno allestendo un enorme abete, carico di fiori bianchi.

E penso che un albero di quel tipo ci ha messo decenni per crescere per poi essere sacrificato per pochi giorni di festa..che peccato.

In via san Gregorio, la pasticceria si fa pubblicità in una maniera quantomeno originale. La mitica Mini minor di mr. Bean, con tanto di lucchetto alla portiera, al posto di guida un manichino vestito da Babbo Natale e sul tetto un enorme panettone…


Regalo di Natale

Oggi, trovato a fatica Il Sole24ore, quasi esaurito dappertutto, ho dato una scorsa veloce alla manovra (=stangata).

Sulle pensioni ormai sapevo quasi tutto, e mi trovo rassegnata..chissà quando e chissà quanto, speriamo almeno che serva a qualcosa. Quello che mi sconcerta è la tracciabilità dei pagamenti. Accantonata l’ipotesi di effettuare pagamenti per contanti solo fino ai 300 euro ( e tutti si erano domandati che fine avrebbero fatto le banconote da 500 euro), il limite si è innalzato a 1.000 euro. Però ogni pagamento effettuato dalla Pubblica anninistrazione per stipendi, pensioni o compensi vari superiore a 500 euro dovrà avvenire con mezzi elettronici o carte prepagate. In poche parole costringono TUTTI a diventare clienti delle banche. Considerando poi che, contestualmente, aumentano anche i bolli sui conti correnti, ciò equivale ad una stangatina occulta per noi poveri mortali. E se qualcuno, vuoi per protesto, fallimento, emissione di assegni a vuoto, non potesse accedere al sistema bancario, come fa? Mah, staremo a vedere.

Nel frattempo, chiuderò due delle tre banche con le quali ho rapporti, mantenendo solo quella che offre migliori condizioni e servizi.

Comunque, complimenti Prof, bel regalo natalizio agli istituti bancari….


Milano,4 dicembre 2011

Si parte.

Ultimi controlli, acqua e gas chiusi, un silenzioso saluto alla casa…

E’ bello alzarsi presto e scendere subito in strada. Il cielo è ancora buio, nessuna stella perché è nuvoloso. Le vetrine sono spente, tranne quella dell’edicolante. I giornali sono appena arrivati e me li deve estrarre dai pacchi ancora legati. Le vie hanno quella lieve luminescenza giallognola dovuta dalle luci dei lampioni, un aspetto un poco spettrale, nessun traffico . Carichiamo le valigie e le altre cose nel piccolo portabagagli della mia smart (non essendoci più la micia, la piccola car per noi due basta ed avanza), e si parte. Era previsto un tempo pessimo, freddo, pioggia, addirittura neve dalle nostre parti, e l’immancabile nebbia in val Padana, invece il tempo era più mite delle altre mattine, e la nebbia l’abbiamo vista solo un poco verso Affi prima e Grumello più avanti. Mi piace la nebbia, così rara quassù. Addolcisce ogni paesaggio, dai suoi veli spuntano alberi e casolari di campagna e fanno solo immaginare cosa possa nascondersi oltre, quasi un sogno ad occhi aperti.

Il viaggio trascorre monotono in autostrada, caratterizzato solo dai punti di riferimento ormai noti: l’inceneritore di Brescia, la torre di Bergamo, lo stabilimento della Star, dove usciamo per immetterci sulla tangenziale est. Finalmente Milano, via Padova con la parte superiore della Martesana fiancheggiata dalle sue villotte quadrate…e il sole.

 


Molla, la civetta bergamasca che adora le coccole

Molla, la civetta bergamasca che adora le coccole.


Nostalgia de Milàn

Amo Milano.

Non ha l’opulenza di Roma, l’incanto di Venezia, la dolcezza di Firenze o la solarità di Napoli, però la amo perché Milano è “città”.

Mi incanto a vedere i suoi tramonti, non di un rosa soffuso come sulle mie montagne, ma di un color di rame, dovuto all’aria ammorbata di smog. Amo le nebbie che salgono piano dai Navigli, pur senza la magia dei canali veneziani.

La amo nonostante I suoi difetti, le estati afose, gli inverni con l’umidità che penetra nelle ossa , quell’umidità appiccicosa che bagna il viso ed i capelli anche in assenza di pioggia.

Amo il suo traffico, l’esistenza frenetica tanto diversa dalla sonnolenza della mia provincialissima cittadina.

Ed amo le sue zone da scoprire pian piano, un poco alla volta, rigorosamente a piedi.

Se la dovessi paragonare ad un’opera d’arte, non sceglierei il Duomo, la Torre Velasca o il Pirelli, ma la Pietà Rondanini.

Milano è come lei, pietra grezza, dalle forme vigorose appena accennate, ma dalle quali emergono inaspettatamente degli arti torniti e un braccio levigato, completamente avulso dall’opera; una bellezza nascosta appena accennata, da scoprire un po’ alla volta, senza fretta…

E domenica, finalmente, ci ritorno, con un pizzico di malinconia in più.