La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Come volevasi dimostrare…

Ogni occasione è buona per menare.
Mi è bastato vedere il Telegiornale, per avvalorare la mia tesi sulla violenza dei centri sociali. Oggi è toccato alla manifestazione della Lega Nord. Puoi dissentire come vuoi, ma civilmente, cosa che quegli esagitati non fanno di certo.

6 Risposte

  1. Pensavo proprio ai tuoi post, cara Loredana, quando anch’io sentivo e vedevo al Tg.

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    17 settembre 2011 alle 20:52

  2. mario

    concordo pienamente anche perche’ e’ piu’ produttivo argomentare che sfasciare . almeno credo , vorrei domandarti cosa ne pensi della poverta’ di castelli e ancor di piu’ della descrizione della sua poverta’ . non ti nego che mi ha fatto pena .buona giornata e un saluto anche a carlo

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    18 settembre 2011 alle 08:31

  3. @Carlo… Quello che diciamo sempre e da tempp, Carlo. Ormai nessuno è più capace di dissentire civilmente, bisogna per forza ricorrere alla violenza, ma la gente normale non ne può più…

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    18 settembre 2011 alle 14:33

  4. @ Mario… Solo pena, Mario? A me anche rabbia. Vorrei tanto che certa gente fosse costretta a tirare la carretta… Vorrei tanto essere povera come lui…e di Fazio, con un contratto triennale più che milionario e che si sente “precario”…e si lamenta? Che ne dici tu? Buona domenica…
    Lore

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    18 settembre 2011 alle 14:37

  5. Allora vuoi la guerra! E poi dici che non sei violenta! 🙂
    Va bene!
    Partiamo dal postulato che la violenza sia sbagliata sempre e comunque.
    Che cosa abbiamo qui?
    In un ottica di azione e reazione è chiaro che non ci sarebbe reazione se non ci fosse azione. Certo la reazione non può essere non commisurata all’azione, quindi gli eccessi sono altresì deprecabili e condannabili. Ma qual è la reazione commisurata all’azione? Poter contrastare col dialogo quelli che ti insultano, insultano il Paese dove vivi, ti vessano, ti sfruttano, ti sfilano via la dignità ecc. ecc.?
    E come si fa?
    Chiedendone conto a Brunetta, che se ne va fregandosene di te e di quello che sei? Ma non dovevamo dialogare?
    Ponendo la fiducia sulla manovra, fregandosene del dispositivo degli emendamenti? Ma non dovevamo dialogare?
    Dichiarando che anche i ricchi devono pagare, e gli evasori, e i parlamentari e poi fregandosene e vampirizzando ulteriormente i dipendenti e tenedosi stretti i propri privilegi? Ma non dovevamo dialogare?
    Allora?
    Io non ho gli strumenti, il potere, “il piacere” di fare quello che fanno i nostri politici, quello di imporre, di decidere contro gli interessi pubblici, di insultare le istituzioni che li pagano, di evocare la secessione, di insultare il simbolo di una Nazione. Se mi permettessi di dire in pubblico che “un” presidente del consiglio è una persona indegna a rappresentarmi (RIPETO… se mi permettessi, ma non mi permetterei mai :-)), verrei arrestato prima di finere la frase.
    Ma io non sono nessuno… con me si può fare.
    Quale tipo di dialogo dovrei adoperare allora per farmi ascoltare? Cosa dovrei fare per comunicare a chi gioca con le nostre vite, innescando un domino innarestabile e devastante, fregandosene se sopravvivo di stenti e senza dignità (e guarda che non è populismo o demagogia… parlo di esperienze toccate con mano)?
    Darmi fuoco? O è troppo violento?
    Siamo d’accordo, la violenza è condannabile sempre, ma TUTTA la violenza, anche quella di chi la violenza provoca!
    Anche io sono arrabbiato 🙂

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    20 settembre 2011 alle 14:38

    • A’ la guerre comme à la guerre 🙂
      No, caro Antimisia, non ti ci vedo come violento, con spranghe o manganelli per le vie..assolutamente no!
      So che protesteresti, come tutti noi, in maniera ferma però civile, ma assolutamente non così violenta. La violenza la giustifico solo in casi si aggressione FISICA violenta, in caso di vero pericolo. in quanto è in gioco la mia stessa sopravvivenza e di chi mi è caro.
      Per le altre cose ci sono mezzi più civili, anche per dimostrarci migliori, anzi SUPERIORI a chi ci governa e ci riduce in questo stato.
      In quanto ai privlegi, permettimi di dire che cane non mangia cane. Destra e sinistra si combattono ferocemente, ma sono ambedue tenacemente attaccate ai loro “sacrosanti” diritti acquisiti…guai a chiamarli privilegi.
      E’ di questi giorni la questione di Cicciolina che a novembre, compiendo 60 anni, percepirà la pensione da parlamentare. Mario Giordano l’aveva già denunciato nel suo libro “Samguisughe”, ma ci sono altri casi di parlamentari radicali (loro che predicano tanto….) che la prendono dopo aver passato solo poche ore (hai letto bene…poche ore) in parlamento. Qui a Milano non ho il libro, ma appena torno a casa, ti riferirò, anzi metterò in rete uno specchietto tratto da quel volume che denuncia tutte le storture…

      Arrabbiato solo? io direi peggio… 🙂 come tutti noi del resto.

      Un abbraccio
      Loredana

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      20 settembre 2011 alle 17:42

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