La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

dal 1789 ad oggi

Caro Antimisia…intanto benvenuto, anzi bentornato!

Ed anche a te dedico questo post, sempre per via del filmato.   Mi citi la Rivoluzione Francese…Ha fatto cadere tante teste coronate di nobili vacui e futili, ma anche molte teste “pensanti”, ricorda solo Andrea Chenier e quel tale Joseph-Ignace Guillotin inventore di un metodo ritenuto più “umano” per la decapitazione dei condannati e vittima della sua stessa invenzione…

Già, oggi impera la violenza fine a se stessa, però io non approvo nemmeno quella che interviene tra gli “opposti schieramenti”, perché chi stabilisce dove stia il bene e dove il male? Avrai senza dubbio ragione quando dici che i centri sociali non sono il “comunismo”, come la violenza nera non è la “destra”, almeno come la intendo io che, dopo un lungo percorso di riflessione e ripensamenti, sono approdata ad un’idea liberale (non libertaria, nel senso che ciascuno possa fare il cavolaccio che vuole!).   Dici anche che dobbiamo ragionare senza pregiudizi perché la violenza fine a se stessa, quella dei Black bloc per intenderci, quella di autonomi armati di spranghe e catene, se va bene di sanpietrini, possa finalmente finire perché i giovani (mi sembra di capire tra le righe) non sarebbero capaci di farlo autonomamente. Io invece mi chiedo quali responsabilità abbiamo noi genitori nei confronti di questa generazione cresciuta senza ideali (o ideali distorti), perché sono frutto degli insegnamenti che abbiamo dato (o non dato) loro….. Una grande tristezza nel vedere questa parte di gioventù….

Un abbraccio

Loredana

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8 Risposte

  1. Talis pater et mater, talis filius et filia…
    Certo, i figli sono in generale il riflesso della coerenza vissuta e trasmessa, o meno, dai loro genitori. E le ultime generazioni, in fatto di valori e di ideali, hanno molto da chiedersi: una omologazione incredibile, un appiattimento, una massificazione, tutti allineati e coperti nel… nulla. Anche nelle manifestazioni di pura violenza… e ogni occasione è “buona” per creare casino, pur di fare casino…

    Ben diversa la generazione che ha fatto la Contestazione, il famoso ’68, che ha coinvolto tutti, nel bene o nel male. Un fatto storico, ideologico, “di sostanza”, di volontà di cambiamento di un potere ritenuto da sempre inflessibile, imposto, intoccabile, inattacabile, autoritario…

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    14 settembre 2011 alle 17:40

  2. C’è stato del bene, nel 1968, perché ha portato molti miglioramenti nel campo del lavoro, della libertà, delle arti (fantasia al potere…ricordi?), ma anche tanto male, e tra questo metto il terrorismo, che è nato proprio in quel periodo….vedi quanto ho scritto a Mario…
    Loredana

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    14 settembre 2011 alle 18:51

  3. mario

    profitto dell’occasione per ricambiare i saluti a carlo. per il terrorismo ,lore, se ti riferisci a quello che ha insanguinato l’italia a partire da fine anni 60 concordo ma ha radici lontane . se hai tendenze masochistiche posso inviarti un volume “storia del terrorismo” di walter laqueur ed. rizzoli libro per me palloso e scritto anche male (ripeto per me) ma ricco di date fatti e considerazioni . vero che parte di gioventu’ e’ sballata e pone riflessioni tristi ma per fortuna e’ una parte infinitamente piccola . se puo’ bastare a fare il bicchiere mezzo pieno……bn

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    14 settembre 2011 alle 23:02

    • Mi fido del tuo giudizio, Mario, sulla pallosità del libro :-)…no non sono masochista, quindi rifiuto cortesemente, anche perché verso di te sono sempre in debito 🙂
      Vero, per quanto riguarda i giovani non si può fare di tutta l’erba un fascio. Ce ne sono tanti che lavorano, si realizzano, si divertono anche ma senza tanti sballi. Avranno fatto anche loro alcune cavolate, come capita a TUTTI in gioventù. quindi il bicchiere lo vedo anche abbastanza pieno (ma tutto sta a vedere cosa c’è in quel bicchiere 🙂 se vino buono o acqua sporca…tutti si dimenticano di dirlo!)
      Buon pomeriggio 🙂

      Loredana

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      15 settembre 2011 alle 16:11

  4. Secondo me non è questione di avere o meno fiducia nei giovani, è solo un fatto di considerazione della realtà sociale. La violenza prescinde dall’ambiente in cui si esplica, vive di vita propria e si è appropriata delle creature più fragili della nostra società, i giovani, appunto, i quali, per mancanza di ideali in quanto li avevamo finiti tutti noi, se ne sono cercati altri, agevolati e favoriti dalla nostra colpevole indifferenza, visto che eravamo troppo presi a compiacerci di aver cambiato il mondo. Bel lavoro! Quando le cose non si sanno fare, bisognerebbe non farle. E quali ideali, o scopi da perseguire, hanno trovato? Sesso, denaro, potere. Che altro? Il ’68 è stato un periodo che ha prodotto gente frustrata cui sono state affidate le redini della società. Chi si è adeguato ora sguazza allegramente in quel potere di sistema che tanto ha combattutto e aborrito, chi non si è adeguato è (ha) dovuto soccombere.
    Questi giovani sono nostri figli. Come dovevano venire? Certo non possiamo fare di ogni erba un fascio, ma la violenza di oggi, nel sociale, nello sport, in politica, a scuola, non è certo attribuibile solo ai genitori, ma anche a loro, anche a noi che non siamo stati in grado di capire e intervenire. Se anche i papaboys sono pronti a “menare” in piazza gli “indignatos”, cosa vogliamo dire… che la pace sia con noi.
    E il mondo è violento, la televisione, i giornali e questa schifezza di globalizzazione ci ha messo il carico da undici.
    Cominciamo bene Loredana… 🙂
    Un caro abbraccio!

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    15 settembre 2011 alle 15:04

    • A volte mi chiedo se questa violenza non sia dettata dall’invidia verso chi è riuscito a costruirsi qualcosa e quindi possiede anche di più… Non giustifico altrimenti certe devastazioni. E possedere e affermazione personale sono alcuni degli “ideali” che la nostra generazione ha inculcato nei giovani, quindi bisogna distruggere i beni materiali che gli altri sono riusciti a costruirsi. Però vedo la violenza di ieri ed oggi davanti al Parlamento, alla votazione della manovra. Non c’erano solo ragazzi in piazza, ma anche tante teste argentate.
      Però, sai, ripensando alla rivoluzione francese mi viene in mente un’analogia con i nostri tempi. Non fu, allora, il proletariato ad innescarla, ma il Terzo Stato, cioè quella borghesia benestante subissata di tasse, stanca di dover sostenere le spese di nobiltà e clero, esentati dalle imposte…Non ricorda tanto l’odierno ceto medio cui è tanto invisa la Casta? forse qualche testa dovrebbe, almeno metaforicamente, essere tagliata!
      Un abbraccio 🙂
      Loredana

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      15 settembre 2011 alle 16:21

      • Le teste argentate forse sono quelle che non hanno la possibilità di farsi catramare la capoccia. Forse quel terzo stato che con 1300 euro al mese si incazza se gli viene dato del pezzente da quelli che gli stanno succhiando soldi come idrovore e che se ne fregano altamente di uomini, famiglia, stato, democrazia, grazie ai quali si trovano dove si trovano. Forse sono persone esasperate che non sanno più come farsi sentire visto che quelli che NON hanno eletto per rappresentarli sono gli stessi che evitano accuratamente di fare qualsiasi cosa tranne che continuare a succhiare.
        Loredana, se mi dicessero “andiamo”, io andrei!
        Perché sono un violento?
        Forse. Oppure perché prima di soccombere sotto il peso lurido degli intoccabili che si nutrono dei privilegi del Palazzo, penserei alla mia famiglia. E’ il modo sbagliato? E qual è il modo giusto? Morire di fame ma democraticamente.
        O vogliamo continuare a parlare ai finti sordi, quelli che sentono molto bene ma fanno finta di non sentire, quelli che ridono dei poveracci, quelli che bestemmiano per far ridere quattro deficienti, quelli che ostentano potere e benefici e ricchezza (acquisita come?) con sempre lo stesso intento dell’ormai celeberrimo motto del marchese del Grillo?
        “C’è del marcio in Danimarca!”
        Caro Amleto… non crederai mica di essere tanto originale, eh?

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        15 settembre 2011 alle 19:44

  5. Anti…mi devo rileggere con calma la manovra, così mi inc…avolo ancora di più, ma questo comunque non giustificherebbe la violenza. Perché sfasciare negozi, auto, motorini? Appartengono a gente come loro, che ha speso dei soldi per acquistare quelle cose, che ha investito dei risparmi, dei capitali…mica tutti sono ricchi, anche se non scendono in piazza.
    Mi dico sempre però che i nostri cari governanti DI QUALUNQUE COLORE, i loro privilegi se li tengono ben stretti….
    e questo FA SCHIFO!
    mah..io ci spero sempre, ma so di essere un’illusa

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    15 settembre 2011 alle 19:59

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