La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Domenica 12 giugno

Mi ritengo una persona “di altri tempi”, ed appartengo quindi a quella “vecchia scuola” che considera il voto non solo un diritto, ma anche un dovere, in una società dove ormai di doveri non parla più nessuno.

Domenica quindi andrò a votare, pur non esistendo l’obbligatorietà per questo tipo di consultazione.

Andrò a votare anche se considero il referendum abrogativo col quorum un bluff istituzionalizzato, come ho scritto nel post “Il popolo sovrano”.

Andrò a votare, anche con idee controcorrente rispetto ad altre persone, attirandomi la disapprovazione di tanti: NO secco su un paio di referendum, sugli altri ci sto ancora ragionando sopra, cercando di informarmi sempre di più, perplessa quanto non mai, perché mi rendo conto che si sta tramutando tutto in una valutazione che nulla ha a che fare con la politica, confusa per le giravolte di alcuni nostri rappresentanti, vedi il comportamento di Pierluigi Bersani ed Antonio Di Pietro sull’acqua, una volta ambedue favorevoli alle privatizzazioni (vedi il decretone del 2006 a firma loro, unitamente ai Romano Prodi e a Linda Lanzillotta) ed ora fermamente contrari. Ah, a proposito, anche l’informazione qui è in parte distorta. Non è che venga privatizzata l’acqua in se stessa, ma la rete idrica ossia quelli volgarmente detti tubi, pieni di falle, rete già in parte privatizzata. E dove è stata privatizzata le tubature non perdono, contrariamente alle altre parti.

Il nucleare? Il governo aveva già rinunciato al progetto con la moratoria, la Consulta ha deciso diversamente e si va a votare se abrogare una legge già abrogata di fatto. Mah! Comunque mi consola il fatto che anche nella Consulta stessa c’erano stati forti dubbi.

Sul nucleare avevo già espresso, in una risposta a Gina, il mio parere: sarà un voto “emozionale”, (come a suo tempo dopo la tragedia di Chernobyl del 1986 ed il successivo referendum del 1987) dovuto al recente disastro di Fukushima, ma consideriamo che i maggiori danni sono stati causati dalle ondate dello tsunami e non dal terremoto, mentre le altre centrali più interne in Giappone, zona altamente sismica, molto più dell’Italia, sono rimaste integre.

Che senso ha votare contro il nucleare quando siamo circondati da questo tipo di centrali per acquistare poi energia nucleare dai paesi confinanti?

Il Belgio ha 7 centrali, la Francia 58, la Germania 17, la Gran Bretagna 19, la Russia 32 più altre 11 in costruzione, la Slovenia 1, la Spagna 8, la Svizzera 5. In Svezia nel 1980, su proposta dei Verdi, avevano deciso di disinstallarle tutte, ma fino ad oggi, dop ben 31 anni, solo una è stata chiusa, perché troppo vecchia.

La politica energetica dei Verdi, ereditata da SeL, è pressoché fallita.

Nel 1980 l’energia solare era pari al 22%, ora è scesa al 18%.

Legambiente aveva promesso che l’energia eolica nei 10 anni successivi al 1987 sarebbe aumentata almeno fino al 10%, in realtà al tutt’oggi è pari allo 0,004%, e contribuisce solo per il 2% ai nostri consumi, deturpando inoltre i nostri paesaggi. Il fotovoltaico avrebbe un senso, dato che il nostro è un paese ricco di sole,ma solo se applicato in modo intelligente, ponendo i pannelli su tetti di fabbricati o lungo i guard-rails delle autostrade, non installandoli nelle campagne, sottraendo terreni agricoli.

Nel frattempo l’energia da fonte nucleare è passata dai 700 Twh (Terawatt) del 1980 ai 1900 TWh del 1990 ai 2700 TWh del 2010.

Con l’energia tradizionale saremmo sempre ostaggio dei fornitori di petrolio, anche quello in fase di esaurimento, e delle sue oscillazioni di prezzo. E non è che il petrolio non inquini…tutt’altro.

Legittimo impedimento? Anche qui ho forti dubbi. Non vedo perché, in caso di IMPEGNO ISTITUZIONALE, debba obbligarsi qualcuno a presentarsi comunque in tribunale…ci devo ragionare ancora sopra..vedremo. Forse la notte porterà consiglio, anche se una piccola idea già ce l’ho. Resta la faccenda delle tariffe dell’acqua, ma in quello probabilmente ci metterà comunque lo zampino la comunità europea…

Per me comunque non sono questi i problemi più gravi che ci affliggono… Ed anche questi referendum mi ricordano tanto il Panem et circenses per distrarre la gente da questioni molto più gravi….

6 Risposte

  1. Ottima analisi, Loredana. E’ giustissimo rifletterci.
    Al di là di ogni considerazione di voto o non voto, di sì o di no, a me sembra che si è buttato tutto in chiave politica o partitica, anche se ufficialmente alcuni partiti lasciano “libertà di coscienza”: non andare a votare è di destra; votare è di sinistra; dire sì all’abrogazione è di sinistra, dire no è di destra.
    Eppure l’acqua, per esempio, la beviamo tutti.

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    10 giugno 2011 alle 17:52

  2. Vedi, Carlo, io di sinistra lo ero, ed ora non lo sono pù…però vado comunque a votare, il mio sarà un voto di protesta, per quello che può valere. Farà il gioco della sinistra che punta solo a raggiungere il quorum…non importa. Ma voglio comunque esprimere il mio dissenso, almeno su due dei quattro quesiti…
    🙂

    Loredana

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    10 giugno 2011 alle 18:09

  3. Mi è arrivata una mail, credo la solita “circolare” tam-tam, chissà da chi, che invitava ad andare a votare entro le ore 12,00 di domenica 12 giugno poichè a quell’ora vengono fatte le rilevazioni per il comunicato ufficiale sulla percentuale che a quell’ora ha votato. Così chi fosse ancora nel dubbio, scrive il mittente, sentendo alta la partecipazione percentuale, saprebbe come comportarsi.
    Giuro, non ho capito come dovrebbero allora comportarsi quegli indecisi…
    Per dire un piccolissimo particolare in proposito, dei “giochi” in corso…
    E io idealista e boccalone che leggo tutto…

    Ciao, Loredana.

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    10 giugno 2011 alle 19:04

  4. vittoria

    trovo stupido andare a votare no, fa solo aumentare la percentuale

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    10 giugno 2011 alle 22:23

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